Avete mai provato a chiedere a ChatGPT chi vincerà la prossima partita di Champions League? Non siete i soli: ultimamente il tema “scommesse e AI” è diventato caldissimo, sono tanti gli appassionati di betting che sognano di vincere facile con l’aiuto di software predittivi specializzati.
Non si tratta di illazioni fantascientifiche, questi programmi esistono già: resta da capire se funzionino davvero, l’argomento è molto dibattuto e a breve ne dibatteremo anche qui.
Quel che è certo è che già oggi tutti i siti web fanno ampio uso dei sistemi di intelligenza artificiale e che le piattaforme di betting online non fanno certo eccezione.
Tipologie di software AI in uso nei siti scommesse Come l’Intelligenza Artificiale aiuta gli scommettitori
Esplosa come fenomeno pop solo nel 2022, l’AI (artificial intelligence) esiste ed evolve da oltre sessant’anni: nei portali di betting è utilizzata da tempo per funzioni basic come l’aggiornamento quote in tempo reale.
Naturalmente, oggi i programmi di Intelligenza Artificiale eseguono anche compiti più complessi.
Se nella home del nostro bookmaker preferito troviamo in prima linea proprio il match su cui vogliamo scommettere, il merito (o colpa) è di un software che ci ha monitorati per mesi: cos’altro fa l’IA nei siti scommesse?
- Chatbot per l’assistenza clienti – All’inizio parlare col robot non piaceva a nessuno: ormai, però, ci siamo abituati a considerare i bot motori di ricerca addestrati a scovare ogni tipo di info all’interno di termini e condizioni dei bookie; inoltre quasi sempre rispondono anche a utenti non registrati sul sito. Se poi si trovano davanti questioni troppo complesse o delicate i programmi AI di messaggistica istantanea trasferiscono la chat a un operatore umano.
- AI contro le frodi – I programmi di intelligenza artificiale più diffusi nell’e-commerce sono sviluppati per monitorare le transazioni economiche: riconoscono le attività potenzialmente sospette (ricariche o flussi di gioco anomali, account multipli) e innescano le necessarie verifiche. Teoricamente l’AI potrebbe anche prevenire le ludopatie: BetBuddy, software recentemente implementato da Playtech, analizza l’attività degli scommettitori per valutare la propensione dei singoli al gioco patologico. Il programma è anche in grado di interagire con gli utenti a rischio.
- Cash out e betting exchange – Molte betting feature di nuova generazione esistono solo grazie all’evoluzione dei cervelli robot. Il perché è evidente: ogni sito con cash out dovrebbe avere un esercito di operatori umani per preparare e aggiornare offerte di riscatto su milioni di scommesse effettuate. Ne servirebbero altrettanti per gestire l’immenso flusso di dati che attraversa le reti dedicate al punta e banca, geniale invenzione del bookmaker Betfair che consente ai giocatori di proporre le proprie quote scommesse.
- Schedine precompilate – Nei ticket digitali di molti bookmaker troviamo un’opzione random bet: basta inserire importo di scommessa e vincita desiderata, e un click fa comparire magicamente una scommessa multipla su misura per le nostre esigenze. Generalmente l’AI addetta a questo compito è un modello molto limitato, che si limita a pescare quote random tenendo conto solo dei valori numerici inseriti. Come vedremo i software predittivi avanzati funzionano su ben altre basi.
Come funziona un programma AI per il betting, come viene addestrato? Il “metodo di lavoro” della AI
Cominciamo a parlare adesso di programmi predittivi in senso stretto: vediamo cioè come funziona in concreto un software dedicato allo sviluppo di scommesse con alta probabilità di vincita; questi sistemi sono del resto evoluzioni di quelli già in uso per stabilire le quote.
Tutti i software AI si basano sull’analisi di milioni e milioni di dati, dati che vengono selezionati in funzione del compito che l’Intelligenza Artificiale sarà chiamata ad assolvere.
I software per il betting vengono dunque nutriti di statistiche, storico sulle precedenti prestazioni delle singole squadre e sui precedenti confronti tra le stesse, info sulla forma fisica degli atleti.
Questi sistemi imparano a tenere conto anche di variabili apparentemente secondarie, come le condizioni metereologiche previste durante gli eventi sportivi e la risposta emotiva dei singoli atleti a specifiche condizioni di stress.
Il processo di addestramento delle AI non si esaurisce con l’immissione di info utili: successivamente, gli sviluppatori analizzano i pronostici elaborati su tali basi e li valutano positivamente o negativamente, coadiuvando il software in un processo di apprendimento che dovrebbe portare risultati sempre più efficienti.
È il famoso deep learning: per come illustrato finora sembra basarsi su logiche molto simili a quelle del cervello umano, ma di fatto avviene all’interno di una “scatola nera” cui non abbiamo accesso.
Non sappiamo, insomma, su quali basi le macchine processino effettivamente i dati: di conseguenza gli output vanno sempre integrati con una buona dose di pensiero critico umano.
AI VS essere umano: approcci ai pronostici sportivi molto diversi
Facciamo un esempio semplice, diciamo pure semplicistico, per provare a spiegare in concreto cosa significa che l’AI ragiona diversamente da un essere umano: il programma potrebbe notare che nelle ultime 30 partite del Milan l’87% dei gol sono stati segnati da giocatori con capelli scuri.
Sembra una sciocchezza, realisticamente legata al fatto che gli adulti biondi sono una minoranza? Certo, ma per quanto sappiamo (ricordate la scatola nera?) un cervello elettronico potrebbe non essere d’accordo: per lui questa sciocchezza potrebbe diventare un pilastro del gioco del calcio, o almeno del gioco del Milan, e influenzare i pronostici su basi fallaci.
Altrimenti detto, l’intelligenza artificiale non impara dall’esperienza ma solo dalla statistica: perciò almeno allo stato attuale non è in grado di sviluppare alcun tipo di intuito, una qualità che come ben sappiamo agli esseri umani ha fatto vincere parecchie scommesse.
Altro esempio: nell’analizzare le dichiarazioni di un giocatore o dirigente sportivo l’intelligenza artificiale terrà conto di cosa dice, non di come lo dice: noi umili umani, magari senza neppure rendercene conto, potremmo interpretare tono di voce e mimica facciale avvantaggiandoci di un livello di comunicazione del tutto precluso ai computer.
App per scommesse con l’AI Ottimi tool per provare ad avere chance di vincita in più
Morale dei precedenti paragrafi, anche per le scommesse sportive le reti neurali artificiali non sostituiscono il ragionamento umano, ma se usate consapevolmente possono aiutarci a migliorare pronostici e gestione del budget.
I software per facilitare questa sinergia stanno spuntando come funghi: sono programmi focalizzati interamente sul betting che lavorano, almeno teoricamente, su informazioni molto più dettagliate di quelle processate da ChatGPT e altri prodotti “tuttologi”.
L’aspetto più attraente di questi applicativi è che utilizzano l’intelligenza artificiale per l’identificazione delle cosiddette scommesse di valore: puntate ad alto rendimento potenziale su esiti sottovalutati dai bookie, che il sistema può anche piazzare automaticamente per farci guadagnare (sempre teoricamente) senza il minimo sforzo.
Insomma: roba da trader piuttosto rischiosa, ma anche questo è un aspetto del betting del nuovo millennio.
Resta da specificare che parliamo perlopiù di app a pagamento, ma alcune hanno una versione freeware limitata o possono essere provate gratis per brevi periodi; vediamo qualche esempio.
- BetOven – Nota soprattutto per la capacità di individuare rapidamente le value bet, consente di impostare scommesse automatiche in base a parametri personalizzati molto precisi. Esiste anche una versione completamente gratuita, BetOven Scanner, che non dispone però del suddetto programma per le puntate di valore automatiche: il giocatore deve monitorarle e piazzarle manualmente.
- Oddstorm – Una delle app più utilizzate per scommettere sul calcio con l’AI, anche in multipla grazie a un sistema avanzato di abbinamento degli eventi. Include un comparatore di quote e filtraggio avanzato di bookmaker, partite, quote, ma è più costosa di altre e non offre un periodo di prova gratuita.
- BetBurger – Assistente AI per scommesse live anche da mobile, vanta un’interfaccia altamente intuitiva e bilancia pronostici di esperti umani e valutazioni dell’Intelligenza Artificiale. La versione demo è no limit, ma limita la redditività delle scommesse (1%) e ritarda i suggerimenti di 60 secondi. Passare alla versione Premium richiede un investimento importante.
- Surebet – Applicazione consigliata soprattutto per gli sport americani, in particolare football e hockey su ghiaccio. Pare però sia meno indicata per le scommesse sul calcio. Il software predittivo lavora su simulazioni accurate ma non offre scommesse automatiche. La versione gratuita include un accesso limitato al radar per le value bet.
- Betswall – App completamente gratuita che suggerisce scommesse su calcio, tennis e basket. Ha poche funzioni (niente scanner degli errori di quota né betting automatico) ma buone, almeno stando alla valutazione media degli utenti (4,4 su 5). Consente anche di puntare solo per divertimento e confrontarsi con gli altri scommettitori.
In conclusione: ha senso usare l’AI per vincere le scommesse? Né ostilità né cieca fiducia: l’AI va usata con giudizio
Partiamo da un presupposto fondamentale: se mai inventeranno una AI che garantisce vincite sicure le scommesse sportive cesseranno di esistere; in ogni caso è molto più probabile che con o senza AI continueremo a vincere e perdere, perché lo sport è giocato da persone e alla variabile umana piace mettere nel sacco i computer.
Non conviene fidarsi completamente, insomma, ma neppure rifiutare a priori strumenti che possono aiutare in molti sensi: l’AI può suggerire strategie e scommesse di copertura, nonché evidenziare dettagli che non avremmo considerato altrimenti.
Inoltre, Individuare istantaneamente le value bet è fondamentale per approfittarne perché queste quote “sbagliate” tendono a sparire in fretta; le scommesse automatiche però ci convincono poco: ben vengano i suggerimenti ma la decisione se scommettere o no deve restare a noi.