L’anno ha fatto il suo bel giro, ci siamo ormai inoltrati in questo esaltante anno nuovo appena scartato: ci scricchiola la sua carta dorata tra le mani, lo annusiamo e sa di campo. Di erba. Quando piange, lo fa con l’urlo degli stadi di Serie A, sveglia i vicini, tiene alta l’attenzione dei nostri cani, ci squassa le giornate. Prendiamo la diciottesima, ad esempio: la prima ad arrivare, la prima che ci ha tenuti svegli tutti quanti. C’erano davvero un monte di match interessanti ai quali ci siamo chiaramente interessati: l’Udinese che era attesa dall’amico Como al lago, per un pic nic di inizio anno; il Sassuolo che ha telefonato al Parma per organizzare un derby emiliano-romagnolo; Bergamo tutta che decide di rimettersi in piedi dopo la sconfitta contro l’Inter e manda un telegramma a Roma (“Venite-Partita-Sapore-Rinascita-?” STOP); poi il Napoli che raggiunge la Lazio all’Olimpico e l’Inter che si fa portare un tortellino dal Bologna. Come mai uno solo? Poi vedrete.