La classica monumento del ciclismo più lunga, più incerta e per questo più affascinante. Fare un pronostico per la Milano-Sanremo è sempre difficile, perché la corsa è aperta a qualsiasi esito. L’edizione 2026 non sfugge a questo paradigma: scopriamo le quote dei big e leggiamo le carte della classicissima di primavera.
Perché la Sanremo è la Sanremo
La Milano-Sanremo 2026 apre come da tradizione la stagione delle classiche monumento del grande ciclismo. Abbiamo avuto già diversi antipasti importanti, dalla Strade Bianche alla Tirreno Adriatico, ma è con il primo giorno di primavera, in cui tradizionalmente si disputa la corsa, che la stagione entra davvero nel vivo.
Perché questa gara è tanto amata e ambita? Sicuramente la storia fa la sua parte, visto che si tratta di una delle corse più antiche (la prima edizione è del 1907). Così come la lunghezza, che la rende speciale: i suoi 298 chilometri sono un unicum nella stagione professionistica.
Ma non è solo quello: guardando l’altimetria la si potrebbe definire anche facile, rispetto a tante altre corse, ma forse in fondo è proprio questo il suo punto di forza. Un piattone che da Milano porta alla Riviera ligure, con l’unica eccezione del Passo del Turchino, che è lontano dal traguardo e ha pendenze pedalabili.
Poi, una volta arrivati in Liguria, con il mare a sinistra e le montagne a destra, bisogna attendere ancora chilometri. Un’attesa che diventa febbrile: tutti sanno cosa li attende negli ultimi 20 chilometri, ovvero i tre Capi (Mele, Cervo e Berta), la Cipressa e il Poggio, salite brevi e con pendenze abbordabili, ma l’esito rimane sempre incerto fino al traguardo di via Roma a Sanremo.
Questa incertezza è anche la sua forza. Si tratta infatti di una delle pochissime corse aperte a qualsiasi tipologia di corridore: l’hanno vinta in passato velocisti puri, finisseur, scalatori veri, passistoni. Proprio per questo tutti la vogliono vincere.
Dal 2000 in poi solo tre ciclisti (Zabel, Freire e Van der Poel), l’hanno vinta due volte, a testimonianza di quanto sia difficile trionfare e ripetersi. Tanti campioni, come Sagan e Gilbert, non l’hanno mai conquistata, ed è rimasta il loro vero cruccio della carriera.
I possibili protagonisti della Sanremo 2026
A questo club dei rimpianti non si vuole iscrivere Tadej Pogačar (due volte terzo nel 2024 e 2025), che ormai da anni l’ha inserita tra i suoi primissimi obiettivi stagionali. Dovrà vedersela però contro il suo ormai storico rivale da monumento, Mathieu Van der Poel. L’olandese ha trionfato in via Roma due volte (2023, 2025), diventando fondamentale nel 2024 per la vittoria del compagno di squadra Philipsen.
L’Alpecin si presenta alla partenza con un filotto aperto di tre successi e punta a seguire lo stesso canovaccio degli ultimi anni. Far gestire la corsa alla UAE, battezzare la ruota di Pogi nelle salite finali, per poi battere il campione del Mondo allo sprint.
Tadej quest’anno però, come dicevamo, si presenta ancora più agguerrito. Ha reso noto di aver migliorato in allenamento il record di scalata della Cipressa. Ha ritoccato il suo treno per il finale: fuori Narvaez e Politt, infortunati, dentro Vermeersch, Kristen e Del Toro.
Quest’ultimo soprattutto potrebbe essere l’ago della bilancia: avrebbe la gamba per stare coi migliori nel finale, per questo la sua prestazione sarà probabilmente decisiva nel fare la corsa più dura possibile. Ma non è detto che staccando tutti sulla Cipressa il gioco sia fatto, anzi.
Capitolo Pippo Ganna: il campione italiano ha fatto vedere alla Tirreno Adriatico di avere un’ottima gamba e una concentrazione incredibile. L’esperienza da classiche maturata nelle scorse stagioni (secondo qui nel 2023 e 2025) potrebbe aiutarlo nel convulso finale.
E gli altri? Difficile che qualcuno oltre ai nomi citati riesca a tenere la ruota di Pogačar al termine del Poggio. Purtroppo manca Pedersen, vittima di una caduta con infortunio a polso e clavicola a inizio stagione. Van Aert è lontano dal prime.
Bisogna però vedere se lo sloveno sarà solo o meno: memore delle scorse edizioni, potrebbe stavolta non collaborare con VdP e quel punto si mischierebbero ancora le carte. E a quel punto occhio a Brennan…
Le quote della Milano-Sanremo 2026
Abbiamo visto il percorso, i possibili protagonisti e favoriti. Abbiamo analizzato il canovaccio interpretativo degli ultimi chilometri. Vediamo adesso come leggono la corsa i siti scommesse Milano-Sanremo.
Il favorito tecnico resta Mathieu Van der Poel. L’olandese ha dalla sua già due successi e una ruota velocissima in caso di arrivo a due o di un gruppo ristretto. Lo segue però vicinissimo il campione del Mondo Pogačar. La distanza tra i due è breve.
E non potrebbe essere altrimenti. L’olandese e lo sloveno si sono spartiti tutte e cinque le monumento dello scorso anno. Se prendiamo le ultime tre stagioni, su 15 monumento ne hanno vinte 13 in due. Lo spazio per gli altri c’è, ma è molto ridotto.
E gli altri dunque chi sono? Ganna è il terzo favorito, ma segue a distanza: la sua soluzione potrebbe essere una sparata a pochi chilometri dal traguardo, facendo valere le sue doti di cronoman. Troviamo quindi Philipsen: il campione 2024 può vincere una volata di gruppo ed è per questo un’ottima alternativa tattica per VdP.
Seguono Van Aert, Pidcock, Del Toro, tre corridori con tre diverse soluzioni nel finale della corsa. Così come Andresen e Brennan, che possono rivelarsi davvero la sorpresa dell’anno.
| Ciclisti | Quote bet365 | Quote SNAI | Quote Eurobet |
|---|---|---|---|
| Mathieu Van der Poel | 2.37 | 2.50 | 2.50 |
| Tadej Pogačar | 3.00 | 3.00 | 2.75 |
| Filippo Ganna | 11.00 | 10.00 | 11.00 |
| Jasper Philipsen | 15.00 | 15.00 | 16.00 |
| Wout Van Aert | 17.00 | 15.00 | 21.00 |
| Tom Pidcock | 17.00 | 15.00 | 21.00 |
| Isaac Del Toro | 21.00 | 20.00 | 21.00 |
| Tobias Andresen | 26.00 | n.d. | 41.00 |
| Matthew Brennan | 26.00 | 25.00 | 31.00 |