Nel 2018 la Corte Suprema statunitense ha abrogato la legge federale che vietava le scommesse sportive negli USA: a stretto giro 38 Stati hanno legalizzato il betting e questo, nel paese del bigger than life, ha generato un’ondata di ludopatia di proporzioni importanti.
A tutto ciò si aggiunge il recentissimo dilagare delle piattaforme di prediction market come Polymarket e Kalshi, che approfittano di una zona grigia legislativa per consentire di scommettere anche a chi abita nei pochi Stati in cui non è ancora permesso.
Tra allarme sociale e rischi di insider trading, tra Democratici che accusano e Trump che minimizza, in questo pezzo proviamo a fare un po’ d’ordine; prima di tutto: cosa significa prediction market?
Cosa sono i prediction market Non si punta, si comprano quote sulla possibilità che un evento accada
In linea generale, i prediction market sono mercati aperti per la compravendita di quote predittive su qualsiasi evento di sport, politica, finanza, cultura pop e così via: un’alternativa alle scommesse classiche in cui non si punta su un evento ma si acquistano una o più quote relative all’eventualità che tale evento si verifichi.
La principale peculiarità dei siti di prediction market è che fanno a meno degli intermediari (trader, bookmaker), e calcolano il valore degli esiti sulla base dell’andamento reale delle compravendite.
In altre parole: il prezzo di ogni quota di contratto varia proporzionalmente all’entità delle sottoscrizioni, senza tenere conto di pareri di esperti, variabili e circostanze esterne se non nella misura in cui influenzano la saggezza delle masse.
Specifichiamo poi che i mercati offerti da tali piattaforme possono riguardare davvero di tutto: da “Elon Musk twitterà nella settimana dal 24 febbraio al 3 marzo?” a “Quale compagnia avrà il migliore modello AI di febbraio?”, passando ovviamente da classici pronostici sportivi (“Chi vincerà la Ligue1?”), finanziari (“Quale sarà il prezzo dei bitcoin a febbraio?”) e politici (“Entro quando l’America attaccherà l’Iran?”).
Come funzionano i prediction market nella pratica
Nei prediction market ogni quota relativa a uno specifico esito ha un costo variabile tra 0$ e 1$: il prezzo riflette la percentuale di utenti che hanno comprato quello specifico esito e varia in tempo reale in base all’orientamento degli acquirenti.
Prendiamo ad esempio il mercato “Gesù Cristo tornerà prima del 2027?”: poiché il 3,8% degli utenti di Polymarket ha acquistato il Sì e il 96,2% il No, sulla piattaforma i prezzi delle rispettive singole quote sono 3,8 e 96,2 centesimi di dollaro; ogni utente può acquistare il numero di quote che vuole, nonché rivenderle peer-to-peer prima della chiusura del mercato.
Alla risoluzione dell’evento (nel nostro caso l’1 gennaio 2027) chi ha acquistato l’esito corretto ottiene un profitto garantito da regolamentazioni basate su contratti blockchain: in genere si ottiene un dollaro per ogni quota acquistata, in base alla logica per cui l’esito ormai verificatosi equivale al 100% della probabilità che si verifichi.
Al cuore della polemica: differenza tra prediction market e scommesse Trattare le scommesse come derivati finanziari
Se prediction market e betting possano considerarsi la stessa cosa è una questione centrale del dibattito in corso negli USA: la meccanica di per sé è certamente diversa, perché le quote dei prediction market non le fanno i bookmaker ma la massa degli investitori.
D’altronde si tratta pur sempre di effettuare pronostici (più o meno rischiosi) per ricavare un profitto (più o meno alto) e i mercati con maggior volume di compravendite (fino al 90% del totale) sono proprio gli eventi sportivi.
Ed eccoci al paradosso legislativo: i mercati che riguardano eventi di natura finanziaria sono considerati alla stregua di derivati finanziari (ad esempio swap, forward, future); l’acquisto di quote relative a esiti di avvenimenti sportivi, politici, di spettacolo e simili, benché basato su logiche identiche, sarebbe invece inquadrabile come gioco d’azzardo.
Su tali basi, evidentemente contraddittorie, si può discutere a oltranza senza arrivare da nessuna parte specie considerando l’assenza di una regolamentazione specifica: attualmente, negli Stati Uniti sono state presentate almeno 20 vertenze riguardo la vera natura dei prediction market e nel frattempo il volume degli scambi su Polymarket, prima e più famosa piattaforma decentralizzata di predict, ha recentemente superato i 50 miliardi di dollari.
Prediction market e insider trading Il rischio di truffe da parte dei “bene informati” è altissimo
La scorsa estate tale ricosuave666 vince oltre 150.000$ su Polymarket acquistando quote estremamente precise relative alle tempistiche dell’attacco di Israele all’Iran; lo stesso utente continua a trarre profitto anche dai successivi mercati relativi allo specifico conflitto.
Il 7 gennaio scorso, la segretaria della Casa Bianca Karoline Leavitt conclude una conferenza stampa dopo esattamente 64 minuti e 30 secondi dall’inizio: poiché Kalshi stimava che al 98% l’evento sarebbe durato oltre 65 minuti, i fortunati acquirenti delle quote del “Meno” hanno incassato 50 volte l’investimento.
Più recentemente, a febbraio, un account Polymarket ha centrato 17 pronostici su 20 relativi all’intervallo del Super Bowl e ottenuto 17.000$ di profitto: “prevedendo” ad esempio l’esibizione di Ricky Martin e Lady Gaga come la mancata partecipazione allo show di Travis Scott, Drake, Post Malone.
Non è difficile intuire cosa hanno in comune queste tre storie: assieme ad altri episodi meno vistosi (ma altrettanto contrari alle leggi della statistica), generano il fondato sospetto che il prediction market sia un terreno particolarmente fertile per i bene informati.
Nel betting parliamo di scommesse truccate, nel mondo della finanza di insider trading, la sostanza è sempre la stessa: quando un deal è gestito in base a informazioni riservate conosciute solo da una delle parti, il maggiore profitto di quest’ultima è inevitabile e truffaldino.
Inoltre, nel prediction market l’insider trading è facilitato dalla mancanza di controlli paragonabili a quelli effettuati in altri contesti di investimento: i detrattori del fenomeno hanno dunque una ragione in più per avversarlo o quantomeno per insistere sulla necessità di definirlo nei dettagli al più presto.
La posizione dell’amministrazione Trump sui prediction market
Nella battaglia legale tra piattaforme prediction e Stati USA che vorrebbero bandirle, Donald Trump prende le parti delle prime (ci sorprende?): i tweet del nuovo capo della CFTC (Commodity Futures Trading Commission) Mike Selig condannano il “presunto contenzioso”, minacciando apertamente conseguenze legali per chi sfiderà l’autorità dell’agenzia.
La simpatia trumpiana per il predict market potrebbe dipendere dal coinvolgimento professionale di Donald Trump Jr. con Kalshi e Polymarket, come dal fatto che quest’ultima piattaforma è esplosa all’inizio del 2024 proprio grazie ai pronostici sulla rielezione dell’attuale presidente, ma forse siamo solo maliziosi.
Secondo alcuni esponenti della stampa americana, tuttavia, il sostegno della Casa Bianca a criptovalute, betting e derivati porterebbe agli alleati del presidente importanti finanziamenti da parte delle aziende del settore.
Altri sostenitori dei prediction market
Speculazioni politiche a parte, indubbiamente i prediction market stanno suscitando interesse su più fronti: ad esempio, Google ha seriamente intenzione di sfruttare i dati forniti da Kalshi e Polymarket per la sua piattaforma finanziaria di investimenti basati sull’Intelligenza artificiale.
Recentemente è anche stato stilato un accordo tra il bookmaker DAZNBET e Polymarket: presto, compatibilmente alle normativa delle singole giurisdizioni nazionali, sarà possibile fare compravendita prediction da un’apposita sezione del celebre sito scommesse.
Oltreoceano ha poi creato un discreto scalpore la decisione di Giannis Antetokounmpo di investire su Polymarket: l’ala superstar dei Milwaukee Bucks è il primo giocatore NBA ad avvicinarsi all’universo prediction, un testimonial d’eccezione capace di intensificare la popolarità delle borse di eventi.
Non dimentichiamo poi che le statistiche create dai prediction market sono estremamente appetibili anche per analisti e professionisti dei big data: risultano più affidabili di qualunque sondaggio, perché, sostiene l’economista Robin Hanson, quando ci sono in ballo dei soldi le persone non mentono mai.
Polymarket e Kalshi: le piattaforme più famose La prima è offshore e sfugge ai controlli, la seconda autorizzata CFTC
Finora abbiamo parlato in generale di prediction market, ma è giusto specificare che le piattaforme dedicate non sono tutte uguali: in particolare i due siti più popolari, i già pluricitati Polymarket e Kalshi, operano formalmente su basi molto diverse.
Polymarket è un operatore offshore, quindi una piattaforma decentralizzata presente in tutto il mondo tramite diverse entità legali: sfugge, in sostanza, alla supervisione diretta dei singoli stati, consente di effettuare compravendita anche in criptovalute e abbonda in mercati focalizzati sull’andamento delle varie monete elettroniche.
Recentemente se ne è parlato anche perché due soldati israeliani dell’IDF sono stati incriminati per aver passato a un utente della piattaforma dei dati riservati sull’attacco israeliano all’Iran, poi puntualmente verificatosi: un macabro e deprecabile esempio di insider trading in purezza.
Kalshi è invece una borsa contratti di eventi autorizzata dalla CFTC, quindi soggetta alle leggi del governo federale americano, ha sede a New York e opera legalmente in 130 Paesi.
I prediction market sono legali in Italia? Da noi Polymarket è accessibile ma non per operazioni finanziarie
Dopo la revoca dell’oscuramento imposto dall’Agenzia Dogane e Monopoli (ex AAMS, ora ADM) Polymarket è tornato disponibile sul web italiano: nel nome della libertà d’informazione, dal momento che il sito pubblica sondaggi su vari argomenti.
Quanto alla compravendita dei contratti basati su tali sondaggi, l’ente garante non si è ancora pronunciato: questo significa che connettendosi da un IP italiano non è possibile effettuare operazioni finanziarie su Polymarket, men che meno su altri siti simili che spesso dal nostro Paese non sono neppure raggiungibili.
Naturalmente il problema è facilmente aggirabile con una VPN, ma attenzione: ferma restando la blockchain parliamo comunque di scommettere con una società offshore, il che in caso di controversie lascia pochi appigli legali; mentre sull’altro piatto della bilancia abbiamo decine di siti scommesse legali italiani con quote competitive su tutti i principali sport ed eventi.