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Pronostico Mondiali di ciclismo 2026, una bandiera a scacchi, la Terra e un ciclista in azione

I favoriti del Mondiale di ciclismo 2026: Remco, gli altri fenomeni e gli outsider

Scritto da Rocco Volante
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• 7 min. di lettura
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L’assenza di Pogačar rende molto più aperto l’attesissimo Mondiale di ciclismo 2026. Il favorito di Montréal è Remco Evenepoel, ma la distanza con gli altri campioni non è così netta: scopriamo il borsino dei favoriti del Mondiale, le chance degli italiani e le quote assegnate dai bookmaker.

Remco in pole, ma dietro i papabili sono tanti

La caduta alla Vuelta ci ha probabilmente privato della possibilità di assistere alla terza maglia iridata consecutiva di Tadej Pogačar (lo sloveno dovrebbe rientrare ai campionati europei). E senza Pogi, il canovaccio narrativo e il pronostico del Mondiale di Montréal cambiano drasticamente.

Si può dire che adesso la corsa si sia riaperta, anche se resta difficile immaginare un nuovo vincitore che non faccia parte del novero dei grandissimi campioni di oggi. Scopriamo allora il borsino dei favoriti del Mondiale di ciclismo 2026, partendo proprio dal capitano del Belgio.

Remco Evenepoel

Non può nascondersi e infatti non lo fa: Remco è il grande favorito della gara in linea di domenica. Con il Team Red Bull Bora quest’anno è tornato ad avere una forma notevole, come ha dimostrato al Tour de France e alla Clàsica de San Sebastian. Ha vinto dieci giorni fa il Gran Prix de Québéc, mostrando una gamba al top.

Condizione che ha ribadito domenica scorsa nel Mondiale a cronometro, sbriciolando tutta la concorrenza a partire da Ganna (arrivato a quasi un minuto). Se riuscisse a bissare il titolo in linea, diverrebbe il primo a fare doppietta in una singola edizione del Mondiale. Esito già scritto? Nemmeno per idea: Remco non è Tadej, anche se è il più forte non ha la capacità dello sloveno di staccare tutti se vuole quando la strada sale.

Inoltre, se tutti gli avversari faranno la corsa contro di lui potrebbe mostrare la sua consueta irritazione (è successo all’ultimo GP di Montréal). Il Belgio ha uno squadrone, ma rischia di trovare concorrenza in casa (affrontiamo il discorso Van Aert più sotto).

Dalla sua Evenepoel ha il fatto che è già stato campione del Mondo (2022) e che il fondo per una corsa così dura non gli manca certo. Strategia? Partire prestissimo per non lasciare spazio alla confuzione e alle strategie altrui.

Wout Van Aert

Eccolo, l’elefante nella stanza. Se c’è un altro campione con una gamba stellare, quello è Van Aert, peccato che corra per la stessa nazionale di Remco. Dalla Wout Vuelta esce con tre tappe vinte e la maglia della classifica a punti.

Il Wouttone si è tolto quest’anno la grandissima soddisfazione di vincere per la prima volta la Roubaix, che possa essere davvero il suo anno? Certo, lui è un vero uomo squadra (anche alla Vuelta lo ha dimostrato, guidando il giovane compagno Brennan a cinque vittorie di tappa), però ha già detto che non farà il gregario, ma proverà a giocarsi le sue carte.

Questo non significa che correrà contro Remco, anche perché un Mondiale con un percorso da 3.800 metri di dislivello è al limite per le sue capacità (non è certo uno scalatore puro). Però, se arrivati agli ultimi giri, sarà ancora lì e sarà ancora fresco…

Isaac Del Toro

Il numero 2 di casa UAE dietro a Pogi sta trovando sempre più la sua dimensione. Il Torito è da annoverare senza tema di smentita tra i grandi favoriti del Mondiale 2026. Ci ha pensato lui stesso a sostenere la sua condidatura, vincendo il Grand Prix cycliste de Montréal 2026, su un percorso simile a quello di domenica prossima.

Del Toro non può però contare su una squadra forte (il Messico non è il Team Emirates, ça va sans dire): dovrà fare una corsa di rimessa e non lasciarsi sfuggire il tentativo giusto, battezzando la ruota del favorito (Remco?).

Paul Seixas

L’enfant prodige del ciclismo francese, l’Angelo di Lione che dovrà riportare il tricolore sul tetto del Tour, ci proverà già a questo Mondiale. Adatto alle corse a tappe, ma tantissimo anche a quelle in linea (e alle cronometro, come a dimostrato domenica nella gara iridata chiusa al terzo posto) sarà il capitano della Francia.

I transalpini possono contare su uno squadrone, secondo forse solo a quello belga: Armirail, Jegat e Sivakov sono delle vere e proprie “brande”, Baudin, Prodhomme, Barré e Paret-Peintre possono fare sia corsa di contenimento che di attacco. Seixas, che all’ultimo GP di Montréal è arrivato secondo dietro a Del Toro, può stupire.

Mathieu Van der Poel

Il capitano dell’Olanda si era nascosto: ai mondiali di mountain bike non aveva impressionato, le sue stesse dichiarazioni in vista del Canada (“tracciato troppo duro per le mie caratteristiche”) lo avevano lasciato intendere. Ma VdP è un campione che va oltre il paranormale e la settimana scorsa, al Giro del Lussemburgo, ha messo a segno un’impresa storica: 176 chilometri di fuga solitaria con vittoria, la più lunga di questo millennio.

Insomma, la sua candidatura per domenica prossima e per la nuova maglia iridata è tornata a farsi fortissima. Per lui vale lo stesso discorso di Van Aert, sulla difficoltà del percorso un po’ al limite. Inoltre, l’Olanda non è certo forte come in altre edizioni del Mondiale: ma da uno che ha vinto sui Campi Elisi come Mathieu quest’anno possiamo aspettarci qualsiasi cosa.

Gli altri che possono ambire al titolo

Non lo abbiamo ancora citato, anche perché nell’ultimo periodo si è un po’ nascosto. Difficile parlare di lui come di un outsider: tanti lo mettono tra i principali favoriti per Montréal 2026. Parliamo di Tom Pidcock, che ha sicuramente anche lui la forma giusta: lo ha dimostrato vincendo il mondiale di mountain bike a fine agosto, vincendo poi (su strada) il GP Industria e Artigianato.

Tra i grandissimi c’è anche Mads Pedersen, per il quale però il percorso potrebbe essere troppo duro: il campione del mondo 2019 non ha dato segnali molto incoraggianti alla Vuelta, dopo essere stato grande protagonista al Tour. Occhio agli USA, che hanno Simmons, McNulty e Jorgenson, al norvegese Johannessen e all’irlandese Healy.

C’è poi il fresco vincitore della Vuelta, Enric Mas, che non ha però l’esplosività giusta per questo percorso Meglio Ayuso per gli iberici. Discorso simile anche per l’austriaco Gall e il tedesco Lipowitz, mentre proprio il percorso sarebbe perfetto per Narvaez, del quale però non sappiamo la condizione.

I convocati dell’Italia

Abbiamo volutamente lasciato gli azzurri alla fine: meglio andare a fari spenti, lasciando agli altri l’onere della corsa. Ma l’Italia non ha affatto una brutta nazionale, anzi. Il capitano designato è Giulio Ciccone, che ha la maturità e le caratteristiche per fare molto bene: il secondo posto al GP del Québec lo ha dimostrato.

Anche Giulio Pellizzari può essere un fattore: la sua forma è molto buona, lo ha fatto vedere vincendo due settimane fa il Giro di Toscana. Potrebbe essere un’ottima seconda punta. Possiamo poi contare anche sul giovanissimo fenomeno Lorenzo Finn: ma non mettiamogli troppa pressione, il chilometraggio di un mondiale élite è qualcosa che forse ancora non gli pertiene.

Non dimentichiamoci poi di Scaroni e Piganzoli, con quest’ultimo in gran spolvero al recente Giro di Lussemburgo, dove ha vinto la generale. Infine, completano la squadra gli esperti Bettiol, Trentin e Cattaneo, che avranno il ruolo di veri e propri registi in corsa.

Le quote dei bookies

Per fotografare bene le possibilità dei vari campioni che abbiamo citato nei paragrafi precedenti possiamo utilizzare come parametro le quote dei siti scommesse per il Mondiale di ciclismo.

Nella tabella che segue abbiamo inserito i moltiplicatori di tre dei migliori bookmaker disponibili in Italia. L’esito che ne abbiamo ottenuto è il podio di questo Mondiale che recita Remco Evenepoel, Paul Seixas e Isaac Del Toro.

CiclistiQuote bet365Quote SNAIQuote Eurobet
Remco Evenepoel3.003.503.00
Paul Seixas5.005.005.00
Isaac Del Toro5.505.005.50
Mathieu Van der Poel7.007.505.00
Wout Van Aert12.009.0012.00
Tom Pidcock13.009.0013.00
Ben Healy29.0033.0031.00
Quinn Simmons34.0040.0036.00
Rocco Volante

Rocco Volante

Content Team Lead di Time2play Italia dal 2021

Rocco approda a Time2play Italia nel 2021, dopo una lunga trafila nel settore del gaming online e dei media. Ha collaborato con siti specializzati e stampa, locale e nazionale, per poi dedicarsi allo sviluppo di contenuti dedicati al gioco e allo sport.

Titolo di studio Laurea magistrale in Scienze Storiche
Specializzazione Gaming online e sport
Esperienza 10 anni di esperienza nel mondo del gaming

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Raccomando esclusivamente operatori sicuri e legali e ogni recensione pubblicata è frutto di pareri indipendenti e test oggettivi.

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