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L'editoriale di Time2play, un ciclista, delle bandierine

Seixas, il futuro del ciclismo è già qui: dove può arrivare il fenomeno francese?

Scritto da Rocco Volante
4 min. di lettura
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Proprio nei giorni in cui il ciclismo celebra Pogačar e il suo strapotere nelle classiche monumento, al Giro dei Paesi Baschi il 19enne francese Paul Seixas mette in mostra tutto il suo campionario di talento. Non è certo una sorpresa: le sue doti sono note agli addetti ai lavori e il suo precoce passaggio al professionismo lo scorso anno aveva fatto molto discutere.

Un Itzulia condotto da veterano

In Italia per ora il suo nome è conosciuto prevalentemente agli appassionati di ciclismo e di Fantacycling. La Gazzetta dello Sport non ha ancora dedicato tanto spazio alle sue vittorie. In Francia, invece, dove si cerca da 40 anni l’erede di Bernard Hinault, ovvero un francese che possa portare la maglia gialla a Parigi, le cose sono ben diverse.

“Paul Seixas, la démonstration d’un crack au Tour du Pays Basque” titolava martedì in prima pagina l’Equipe, il principale giornale sportivo transalpino. Ormai la febbre per il giovane campione della Decathlon è alta e sarà difficile spegnerla.

Ma andiamo con ordine. Già al termine del 2025, Seixas aveva dato prova di classe, arrivando terzo al campionato europeo dietro a mostri come Pogačar ed Evenepoel. Alla Strade Bianche di quest’anno, il 19enne francese è stato l’unico a tenere testa al campione sloveno sul difficile tracciato toscano, terminando secondo.

Ma è stato proprio al Giro dei Paesi Baschi (Itzulia) iniziato lunedì scorso che il capitano della Decathlon ha di fatto scoperto tutte le sue carte. Nel prologo a cronometro di 13 chilometri ha dato 30 secondi a Roglic e Lipowitz, 50 secondi a Del Toro, mettendo in fila tutti gli avversari e conquistando subito tappa e maglia.

Dopo aver messo in mostra doti inaspettate da cronomen, ha replicato subito il giorno successivo nel tappone di montagna, dominato “alla Pogačar”, in cui ha rifilato altri minuti ai suoi quotati avversari.

Il paragone con Pogačar

In un ciclismo in cui tutti si chiedono fin dove può arrivare Pogačar, ecco che l’arrivo di un giovanissimo campione scatena subito una certa eccitazione. Può essere Seixas il prossimo vero rivale del campione del Mondo, quello che può mettere in crisi lo strapotere dello sloveno?

Certo, è sicuramente molto prematuro fare previsioni, ma i commenti degli addetti ai lavori sono sicuramente entusiastici. Moreno Moser, ex pro e commentatore per Eurosport, in una puntata di GCN ha dichiarato che scommetterebbe la casa sul fatto che Seixas riuscirà a vincere un Tour.

Bisognerà vedere adesso quali piani gli riserverà il suo team, la Decathlon, per il resto della stagione. In un primo momento, si era parlato di una sua partecipazione al prossimo Giro d’Italia. Un approccio che sembrava adeguato alle corse a tappe di tre settimane, con la possibilità di misurarsi con un grande campione come Vingegaard.

Il clamore suscitato dalle sue vittorie all’Itzulia potrebbe però far cambiari i piani. Gli sponsor francesi dovrebbero fare adesso pressione per averlo da subito al Tour de France, in modo da sfruttare l’attesa e la vetrina più importante del ciclismo.

Troppo presto oppure no?

L’attesa di vederlo all’opera in un Grande Giro è tanta. Seixas ha dimostrato di andare forte ovunque, sia a cronometro, che in salita, che in arrivi da finisseur. I dubbi riguardano piuttosto la sua tenuta sulle tre settimane, sempre dirimente quando si parla di giovani corridori (basti pensare all’esempio di Del Toro al Giro d’Italia 2025).

Lanciare subito un 19enne con tutte queste responsabilità, in una corsa così dura, piena di pressioni e di avversari forti, potrebbe essere rischioso? Non si corre forse il pericolo di “bruciarlo”?

Sono domande che accompagnano la carriera di Paul Seixas già da un anno, da quando cioè ha fatto il grande salto tra i pro. Questioni che mette sul tavolo anche un ex campione del Mondo come Maurizio Fondriest: “Seixas è un talento straordinario e ha impressionato tutti noi. Ma Finn ha fatto bene a restare un altro anno tra gli Under 23 e a crescere più gradualmente”.

Già, Lorenzo Finn. La grande speranza del ciclismo italiano ha fatto la scelta inversa rispetto al suo coetaneo transalpino. Dopo aver trionfato nel mondiale juniores nel 2024, ha deciso di correre da Under 23, categoria in cui ha conquistato subito il titolo iridato.

In questo 2026 continua a gareggiare per la Red Bull Bora Rookies, la squadra development del team tedesco, e farà qualche apparizione tra i pro (si parla del prossimo Tour of the Alps, ad esempio). Martedì scorso ha vinto il Palio del Recioto, importante corsa U23, proprio nel giorno in cui Seixas metteva in mostra tutti i suoi cavalli nei Paesi Baschi.

Il paragone tra le due carriere parallele è stato inevitabile: chi avrà ragione sul lungo periodo? Meglio iniziare subito tra i grandi con il rischio di bruciarsi, o crescere gradualmente di categoria? Il futuro ci darà la sua risposta.

Rocco Volante

Rocco Volante

Content Team Lead di Time2play Italia dal 2021

Titolo di studio
Titolo di studio Laurea magistrale in Scienze Storiche
Specializzazione
Specializzazione Gaming online e sport
Esperienza
Esperienza 10 anni di esperienza nel mondo del gaming

Rocco approda a Time2play Italia nel 2021, dopo una lunga trafila nel settore del gaming online e dei media. Ha collaborato con siti specializzati e stampa, locale e nazionale, per poi dedicarsi allo sviluppo di contenuti dedicati al gioco e allo sport.

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