L’anno ha fatto il suo bel giro, ci siamo ormai inoltrati in questo esaltante anno nuovo appena scartato: ci scricchiola la sua carta dorata tra le mani, lo annusiamo e sa di campo. Di erba. Quando piange, lo fa con l’urlo degli stadi di Serie A, sveglia i vicini, tiene alta l’attenzione dei nostri cani, ci squassa le giornate. Prendiamo la diciottesima, ad esempio: la prima ad arrivare, la prima che ci ha tenuti svegli tutti quanti. C’erano davvero un monte di match interessanti ai quali ci siamo chiaramente interessati: l’Udinese che era attesa dall’amico Como al lago, per un pic nic di inizio anno; il Sassuolo che ha telefonato al Parma per organizzare un derby emiliano-romagnolo; Bergamo tutta che decide di rimettersi in piedi dopo la sconfitta contro l’Inter e manda un telegramma a Roma (“Venite-Partita-Sapore-Rinascita-?” STOP); poi il Napoli che raggiunge la Lazio all’Olimpico e l’Inter che si fa portare un tortellino dal Bologna. Come mai uno solo? Poi vedrete.
Oltre a queste, altre partite hanno segnato questo inizio dell’anno, altre partite hanno già deciso cosa le varie squadre si troveranno nella calza della Befana in questo turno infrasettimanale al sapor di scope volanti, carboni puzzolenti e caramelle gommose, colorate e attaccadenti. Noi di Time2play abbiamo la fortuna di essere in costante collegamento con lei, la regina delle notti di gennaio, la strega col naso adunco porromunito: e ci ha dato notizia, in anteprima, di ciò che le 20 squadre di Serie A si troveranno nella calza il 6 di gennaio. Ognuno ha le sue conoscenze, noi ci vantiamo delle nostre. Le squadre di calcio, comunque, sono esattamente come i bambini: non si può dire se siano state brave SEMPRE, da qualche parte si fallirà pur qualcosa, ma il bilancio, care compagini e cari bambini, il bilancio è quel che conta.
Bentornati dunque alla pagina dei pronostici di Time2play: quelli più divertenti (possiamo dire spassosi? Diciamolo, dai), quelli più giocosi, quelli che analizzano lo stato mentale delle square e non si tirano indietro quando c’è da rischiare, ma che sempre (sempre) cercano di metterci un pizzico di ragione, perché non il cuore sta al comando: la testa, la nostra, sempre. La prossima giornata sarà importante perché a tenerla a battesimo sarà la Befana: “Befana” deriva da “Epifania”, una parola greca che significa “Manifestazione”. Manifestazione di Gesù ai Magi, di norma, ma per noi si manifesterà un destino. Anzi 20. La giornata della manifestazione del destino di ogni squadra, insomma: andremo di calza in calza a scoprirne il contenuto. Ultima giornata del girone d’andata, ragazzi: tenetevi forte, alla fine di queste partite sapremo chi si aggiudicherà il titolo di “Campione d’inverno”: con una appendice, perché le protagoniste per il titolo devono recuperare la giornata di Supercoppa e toccherà quindi aspettare fino a metà gennaio, probabilmente.
Una giornata quasi di respiro per le Big del campionato, impegnate su campi non complicatissimi (ma la palla di che forma è? BRAVI), mentre per due squadre che all’inizio ci avevano fatto ben sperare (parliamo di Juventus e Roma, a scanso di equivoci) i campi saranno un poco più ostici. Senza contare che le tre davanti hanno un asterisco grosso così causa Supercoppa, quindi il divario potrebbe essere da aggiornarsi presto. In peggio. Una giornata di respiro per il treno di testa, si diceva, prima del super giga ultra Big Match del prossimo fine settimana: quello tra Inter e Napoli.
Operatore scelto per questa giornata befanosa, la numero 19, è StarVegas*: uno dei nostri migliori siti scommesse Serie A!
CHI VINCE FESTEGGIA, CHI PERDE SPIEGA
- Il pronostico azzeccato più clamoroso: Lazio – Napoli, 2 + Handicap -1 (4.65), era una quota golosa ed eccoci qua.
- La toppata più clamorosa: Cagliari – Milan X + Under 2.5 (5.00), beh oh, ci siamo andati vicini, no?
Pisa – Como Martedì 6 gennaio, ore 15.00
| Quota “1” StarVegas | Quote “X” StarVegas | Quota “2” StarVegas |
|---|---|---|
| 5.10 | 3.45 | 1.77 |
Pisa, la calza della speranza
Un Pisa che pesca nella calza un pareggino contro il Genoa, uno scontro diretto per la salvezza che gli fa guadagnare un punto importante. Un gol, quello di Mehdi Léris, molto importante per il futuro: la Befana poteva essere più crudele, senza dubbio (e noi sappiamo che a volte lo è: continuare a leggere per credere). La zona è sempre quella che è, in classifica, ma fintanto che stanno tutte raggruppate, la speranza non va perduta. Il responso della Befana: per il Pisa carbone, sì. Ma dolce, di quelli che fanno piangere i bambini per lo spavento di esser stati cattivi, ma poi se lo mangiano felici, con gli occhi tutti risciacquati dal pianto e le gote rosse rosse, con quel pizzico di furbizia nello sguardo come a dire “ve l’ho fatta di nuovo”. Aspettate, c’è altro in questa calza, controllate bene: un nuovo attaccante! Il mercato befanico porta al Pisa un attaccante africano che arriva dal campionato ceco: il nigeriano Rafiu Durosinmi dal Viktoria Plzeň, ben nove milioni più due di bonus, colpo di mercato più caro della storia del Pisa. E andiamo a comandare, con questo pezzo di sequoia esagerato che pare voler distruggere l’universo a colpi di calci, rotanti o semplici, se la vedrà poi lui. Basta che prenda il pallone, ecco.
Como, calzini belli pieni
Caramelle gommose, di quelle che cariano i denti e fanno star tranquilli i tifosi, che con la bocca piena non riescono a cantare a dovere: la Befana è munifica, col Como, e gli regala un sesto posto in classifica utilissimo per le sue ambizioni europee e goloso per i suoi tifosi che hanno pance larghe nutrite a polente e missoltini. Tornano Diego Carlos che rientra dalla squalifica e il buon Fabregas ritrova anche Nico Paz, reduce da un po’ di riposo. Sorride la Befana al Como: di denti non ne ha tanti e quei pochi son malmessi, ma è un sorriso che fa piacere, anche se poco rassicurante. Nota di colore: i lariani stanno cercando di prendere un altro Rodriguez (se non son spagnoli il Como non li guarda manco in faccia, chissà come mai) oltre a quello che hanno già in forza. Il Como cerca gente a sinistra (no, te che leggi mi sa che non ti cercano: ti chiami Garcia, Gonzalez, Perez, Lopez o Fernandez? Allora ciccia, ci dispiace), esterni o terzini: occhi puntati su Kaiki Bruno, un brasiliano il cui nome sembra non offrire garanzie, anche perché non è spagnolo, anzi, SOPRATTUTTO perché non è spagnolo, ma chi siamo noi per parlare di nomi?
Lecce – Roma Martedì 6 gennaio, ore 18.00
| Quota “1” StarVegas | Quote “X” StarVegas | Quota “2” StarVegas |
|---|---|---|
| 5.10 | 3.45 | 1.77 |
Lecce, la calza come il c…
Ha pescato una bella calza, il Lecce: il pareggio con la Juventus allo Stadium è stato un colpo notevole, forse un pelino fortunoso, dato che la Vecchia Signora ha giocato tipo la sua miglior partita da inizio campionato, ma tant’è. La Befana si è portata la Banda, a Torino: Banda che ha messo a segno il gol che ha permesso alla squadra di Di Francesco il raggiungimento di un vantaggio insperato. Sì, perché il Lecce era addirittura andato in vantaggio, mica cotiche. Non solo: è stata la Befana che ha stregato David sul rigore; lui pensava di battere un radente forte forte e angolato, la vecchietta lo ha convinto mentalmente a sovrastimarsi, ed è così che David tenta lo scavino: un rigore imbarazzante, che fa il paio con la magra figura di Cambiaso che, tale e quale a Djimsiti contro l’Inter, regala il pallone ai leccesi avventurandosi in un raccapricciante passaggio laterale sulla linea dell’area di rigore decisamente mal calcolato. Falcone è sempre più bravo a parare l’imparabile (avrà una florida richiesta da squadre molto importanti, ci scommettiamo), mentre sul mercato il Lecce forse saluterà Tiago Gabriel e Gaspar. la Befana mette nella calza giallorossa (giallorosso del Lecce, non degli avversari di giornata) una difficoltà: quella di giocare senza Di Francesco in panchina. Non è stato accolto il ricorso dei leccesi, quindi occhio!
Roma, una calza puzzolente
Va bene, abbiamo sempre detto che rispetto all’anno scorso la squadra è cambiata, ma qua le cose iniziano a declinare: la Befana è negativa, qua il carbone c’è davvero ed è di quelli che servono per scrivere sui muri “non si buttano punti importanti”, come se i muri fossero lavagne e i carboni gessi. I colori si invertono ma il senso è il medesimo: la Roma non crea in attacco e così è difficile segnare. L’allenatore si incazza e si sgola; il mercato di gennaio che potrebbe portare quindi qualche regalo, dato che Gasperini sta cercando tante cose, ravanando con la sua manona in quella calza: la calza è grossa, la manona è pelosa, ma vediamo se arriveranno Raspadori, Zirkzee o qualcun altro. Gasperon de Gasperoni non è felice per niente, si lamenta col vocino zanzarino e gli americani, attesi nella Capitale in queste ore proprio per un vertice di mercato, cercheranno di spegnerlo, in un modo o nell’altro. Speriamo per lui non nell’altro. Ferguson ha mezza valigia pronta, per la cronaca: sempre più probabile un suo ritorno al Brighton. Scusate, ma davvero riuscite a immaginarvi Zirkzee alla Roma? Noi non tantissimo, ma siamo davvero assai curiosi di vederlo scontrarsi con l’ambiente romanista e vedere cosa potrebbe diventare nelle mani di Gasperini, dopo che Motta aveva fatto tanto bene con lui.
Sassuolo – Juventus Martedì 6 gennaio, ore 20.45
| Quota “1” StarVegas | Quote “X” StarVegas | Quota “2” StarVegas |
|---|---|---|
| 4.95 | 3.80 | 1.70 |
Sassuolo, una calza che si sfarina
Un pareggio col Parma che lascia un po’ di amaro in bocca, ma non possiamo parlar male del Sassuolo (canniolini!! Non scordatevi dei canniolini!!! Chissà per quanto ancora il Sassuolo si giocherà con noi questo incredibile bonus canniolini!). Non è mai bello pareggiare con dei cugini in un derby, per quanto si tratti di un derby piccolino, ma tant’è: il Sassuolo non è in un bel periodo. Nelle ultime cinque ha portato a casa solo una vittoria e la Befana guarda e ghigna. Sul mercato di gennaio la vecchina sta pensando di procurare ai neroverdi un bel Manuel Lazzari, che sempre meno incontra i favori del Sarri tutto cupezze: il giocatore scivola nelle gerarchie del mister in tuta perenne e il Sassuolo è pronto ad approfittarne, perché è alla ricerca di un nuovo terzino sulla fascia destra. Non solo: c’è un interesse per il giocatore del Girona chiamato Jhon Solis (non abbiamo sbagliato a mettere l’h, sta proprio lì, dopo la J), anche se il ragazzo scatena anche le fantasie del Toro. Tornando a bomba, i segnali sono un po’ preoccupanti in questo periodo, perché la squadra ha fatto troppi giri a vuoto e il periodo di flessione potrebbe essere sancito con ufficialità proprio in questa partita casalinga contro i bianconeri. Tornerà però dal primo minuto il buon Kone, mentre per Volpato c’è qualcosa che non va: non solo il fatto che cercava gli spumoni nella calza, purtroppo.
Juventus, la calza spuntata
La Juve pesca da una calza bucata: chi l’ha bucata? I suoi attaccanti (no, Yıldız, non tu, togli quel cilicio). Openda e Davis hanno scucito la punta del calzerotto, facendo scivolare fuori tutte le caramelle che la befana aveva riservato a Spalletti. Si era incastrato uno di quei soldini di cioccolato, ma niente, Cambiaso ha deciso di rivoltare il calzino e ha fatto svanire pure quello. E di soldini ora la Juve avrà bisogno per il mercato di riparazione, dato che in attacco pare fare acqua da tutte le parti: i bianconeri si stanno muovendo per Chiesa (il Chiesa bis, non sappiamo dirvi quanto non se ne sentisse il bisogno), col Liverpool che apre alla trattativa; addirittura si parla di Sorloth (ma ci pare strano) e poi c’è quella vecchia storia che riguarda Davidino Frattesi: uno che costruisca cose a centrocampo servirebbe come il pane a Spalletti, in mezzo a tutti quei bestioni che corrono e corrono, solo che l’Inter ha già detto alle concorrenti italiane che possono appendere i calzini ai chiodi, perché il Fratto, se cessione dovrà essere, faranno in modo che sia all’estero. Juve col cerino in mano, la calza vuota al camino e tanto freddo dentro. Addirittura si parla di Kessié: con tutto il bene, ma come si può leggere tutto questo e restare tranquilli, fossimo nei panni dei tifosi della Vecchia Signora? Che freddo. Che magro inverno.
Bologna – Atalanta Mercoledì 7 gennaio, ore 18.30
| Quota “1” StarVegas | Quote “X” StarVegas | Quota “2” StarVegas |
|---|---|---|
| 2.70 | 3.30 | 2.60 |
Bologna, squadra coi piedi freddi
Il Bologna la calza non ce l’ha: Chivu è passato in città e ha trovato la calza bolognese per terra, sguarnita, lisa e logora, così l’ha raccolta e se l’è portata al Meazza, mangiandosi tutto il suo contenuto in panchina anzitempo, guardando pacifico una partita che lo ha visto sgolarsi solo per le mille palle gol non concretizzate. Un Bologna decalzato, una fase davvero grigia della stagione, una Befana arrabbiatissima con la squadra che giura e spergiura che non porterà più niente a chi tratta così i suoi doni. Poi si pacifica un pochino, lasciando intendere che i rossoblu possono sognare un belga dell’Union St. Gilloise in difesa, uno che si chiama Leysen, perché la difesa è un reparto piuttosto acquitrinoso, in quel di Bologna, nonostante abbiano settecento difensori centrali, uno in più, uno in meno. Insomma, qualche movimento c’è, ma sono movimenti che non stanno andando chissà dove. Parlando di reparto offensivo, Dominguez parrebbe in uscita: nel caso l’operazione andasse in porto, potrebbe arrivare un serbo nomato Kostić, che ovviamente non è quello della Juve. Parla anche Pepé Anaclerio, per dire chi parla, che dà i giusti meriti all’inter, oltre che dire che il Bologna sta facendo abbastanza dubitare di se stesso sui calci piazzati: difesa da registrare, nonostante i 700 effettivi. Bravo Pepè Anaclerio.
Atalanta, qualche dolcetto in calza
Dopo la batosta presa sui denti contro l’Inter, la Dea pesca nella calza una bella vittoria contro la Roma, ex pretendente allo scudetto 2025/26. Non solo ex pretendenti, ma anche ex allenatori: era una delle partite da spremuta di cuore, dato che era la prima volta che il Gasp entrava da nemico nel suo ex stadio, quello che lo ha sostenuto per nove lunghi anni. E va bene tanto affetto, va bene tanto amore, ma i tre punti non se li porta via, restano a Bergamo tutti e tre. Mercato conservativo per la Dea, come a dire che al momento niente si muove. Si muovono solo le polemiche: alcune montate da Gasperini, tipo quella per il gol segnato dell’Atalanta, che doveva essere annullato per fallo di mano: Caressa sta dalla parte di Gasperini (forse perché romanista, eh, ma illazioni nostre) mentre il resto dello studio di Sky propende per un primo tocco di petto. Ma è anche vero che il gol che è stato annullato a Scamacca è stato assurdo, non si è minimamente capita la decisione arbitrale. Quel che si è capito è che gli arbitri di serie A sono imbarazzanti. Le solite polemiche, comunque, non cambiano il risultato: l’Atalanta vince e passa un’Epifania in grazia di Dio. Poi vediamo col Bologna, dato che mancherà Kolašinac, perno della difesa nerazzurra: al suo posto Ahanor, figlio di Ptor, nipote di Kssir.
Napoli – Hellas Verona Mercoledì 7 gennaio, ore 18.30
| Quota “1” StarVegas | Quote “X” StarVegas | Quota “2” StarVegas |
|---|---|---|
| 1.35 | 4.70 | 9.25 |
Napoli, la calza fritta
Si parla di Lucca al Benfica, si parla di Lucca al Nottingham Forest, si parla di Lucca al Betis: i tifosi del Napoli pensano sia uno scherzo da befane, tipo che tutti lo vogliono e nessuno lo piglia. Ma i tifosi del Napoli sono ben più preoccupati dalla possibile cessione di Noa Lang, tanto bistrattato inizialmente e ora incredibilmente ricarambolato nei cuori azzurri. In tutti i casi, il Napoli non pesca dolcetti, dalla sua calza, pesca banchetti di strani affari fritti e coperti di miele: dolci ipercalorici e buonissimi, tanti goodies che fanno felici i suoi tifosi. La befana guarda Napoli e poi muore, no non muore, guarda Napoli e sorride. Nel frattempo Conte, quello che guai a sorridere, dichiara “Io non parlo di mercato”: forse perché l’anno scorso ha detto “non facciamo danni” e via che gli vendono Kvaratskhelia, quindi ecco. Evita di tirarsi altre zappe sui piedoni. Infortunio alla caviglia per Neres, che darà altro filo da torcere alle ghiandole lacrimali del suo mister: ghiandole che hanno tutta la nostra comprensione e, da qui, il nostro supporto. La Befana ha però portato qualcosa di molto duro nella calza, forse un pezzetto di carbone dolce che ha fatto scheggiare un dente ai tifosi: il mercato a saldo 0. Addirittura stanno pensando a Raspadori, un clamoroso ritorno. Sarebbe beffardo. Occhio che però la Roma sta puntando forte sul calciatore, quindi…
Hellas Verona, una calza ritirata
Tanto per cominciare, la befana manda la squadra in ritiro. Per non sbagliare, diciamo. Zanetti non ha passato delle feste da ricordare e la Befana non intende fare sconti: di certo non si sente più buona di Babbo Natale, eh. Anzi. Il nuovo anno del Verona sembra poter essere battezzato il nuovo anno vecchio: è un anno ormai che Presidio, il gruppo americano, è entrato alla guida dell’Hellas, ma qua di presidiato c’è poco e niente. Le buone intenzioni della proprietà non servono a niente, è il campo che deve parlare e sta parlando una lingua di urla e strepiti, una lingua che, se non si trova un vocabolario adeguato, e alla svelta, è destinata a far soccombere i colori gialloblu. Con buona pace dei tifosi. Del mercato niente si sa, la Befana si fa beffe del Verona e in più resta muta in questo senso, consegnando alla stampa solo l’interesse dell’Inter per Belghali e Giovane. Insomma, piove sul bagnato. In più, c’è un Napoli da affrontare: reggetevi forte, allacciate le cinture e si salvi chi può. Serdar è tornato titolare col Torino, potrebbe farcela dal primo anche contro i partenopei; Zanetti scioglierà in ritiro il suo dubbio in attacco: Orban o Mosquera? Speriamo che non lo sciolga nell’acido, questo dubbio.
Parma – Inter Mercoledì 7 gennaio, ore 20.45
| Quota “1” StarVegas | Quote “X” StarVegas | Quota “2” StarVegas |
|---|---|---|
| 7.40 | 4.95 | 1.38 |
Parma, una calza di conferme
Il punticino col Sassuolo non riscatta un bel niente, ma è meglio che trovarsi i denti che fanno “strunk” su un pezzo di carbone duro e polveroso. Il Parma non ci rimette i denti in questa festività, ma di sicuro non si rifà il sorriso dagli specialisti delle dentature hollywoodiane (e cavalline, diciamolo pure). Cuesta ha qualcosina da recriminare ai suoi, ma poco, perché qualche occasione per portare a casa i tre punti contro la squadra emiliana (l’altra, inteso) l’hanno avuto. Nella calza, comunque, i gialloblù trovano una conferma: il fatto che Pellegrino, Bernabè e Keita siano indispensabili. Chissà se il Parma sta preparando la sorpresa nella calza dell’ex allenatore Cristian Chivu, quello che tanto bene ha fatto in zona Tardini: di sicuro da quelle parti c’è tanto affetto e tanta gratitudine, ma insomma, senza esagerare. Giusto? Nella calza, il Parma potrebbe trovare la nuova “suggestione”: si chiama Skielderup. Schieldrup. Schyelderup. Schjelderup. Una cosa così. Comunque, è una suggestione che gioca nel Benfica ed è un esterno offensivo norvegese classe 2004. Speriamo non lo prendano, siamo sinceri: è un nome davvero impelagante da scrivere e riscrivere. Tifiamo Befana: ascoltaci, o Signora delle Tenebre.
Inter, che buona questa calza!
Nella calza l’Inter trova ogni ben di Dio: prima di tutto, la testa della classifica per la terza giornata consecutiva. E mettetela lì. Poi un gioco che fa brillare gli occhi dei tifosi: non brillavano di freddo, la notte del 4 gennaio al Meazza, ma i lucciconi erano dati dal bel gioco e dai tre gol, che, se non fosse stato per un super Ravaglia, sarebbero potuti essere anche sette, forse otto. Come sempre, qui arriva la piccola nota stonata: per l’Inter segnare un gol significa mandarne alle ortiche almeno due in precedenza. Questa attitudine sprecona è costata molto cara in passato e rischia di costar caro ancora se non si rattoppa la vena pragmatica della squadra. Forse la Befana riporterà un po’ di voce a Cristian Chivu, perché per tornare al Tardini potrebbero davvero servire tutte le sue urla. Forse la vecchietta scopamunita porterà un rincalzo per Luis Henrique detto Gigi, che per quanto sia in fase di crescita presto o tardi avrà bisogno di rifiatare. Chi lo sa se questo sostituto parlerà portoghese, se sarà quel Cancelo che il Meazza già conosce: c’è da aspettare un Barcellona, squadra alla quale il portoghese si è proposto a braccia aperte. Occhio al centrale, si parla di una possibile uscita di De Vrij e Acerbi e di un Muharemović in entrata. Forse Frattesi esce in direzione Galatasaray., non certo verso qualche italico lido. Citofonare Befana per i prossimi sviluppi. O Melchiorre., ammesso che fosse Melchiorre il Magio con l’oro.
Torino – Udinese Mercoledì 7 gennaio, ore 20.45
| Quota “1” StarVegas | Quote “X” StarVegas | Quota “2” StarVegas |
|---|---|---|
| 2.30 | 3.05 | 3.35 |
Torino: tanto rumore e calza brulla
Finalmente arriva una festività che porta qualcosa di dolce sulla tavola del Torino, che era stata preparata bene in ogni dettaglio, addirittura c’erano i porta tovaglioli personalizzati per ogni invitato, ma ha lasciato la squadra di Baroni senza cenone di capodanno (causa sconfitta contro il Cagliari). E nonostante la Cairetta dello Sport provi a pompare la squadra oltre ogni dire, tanto che a volte ci sembra che si parli del Real Toridrid e non del Toro, i Granata stanno sempre un po’ in altalena. L’inizio dell’anno porta tre punti e tre gol, anche se contro un Verona in mutande. Chissà se nella calza il Torino troverà altre sorprese golose oltre questi punti importanti? Si parla di Coppola, il difensore in uscita dal Brighton: che sia lui l’uomo giusto per dare un po’ di continuità ai numeri della squadra? Bisogna dire una cosa, però: in uscita la società sembra molto più in fermento rispetto che in entrata: si vocifera che al Centro Filadelfia abbiano già preparato le piccole valigie del piccolo Asllani. Sono due valigine minuscole, piene di vestiti adorabili, che il giocatore dovrebbe lestamente riportarsi nel suo viaggio di ritorno verso la Pinetina. Sembrerebbe durata meno del previsto la sua permanenza nella squadra di Baroni: una botta non indifferente per il giocatore, che comunque si vedeva a Torino almeno per altri sei mesi e poi chissà. Questa scadenza molto anticipata del prestito lo stenderà? Troppo carbone, per Asllani.
Udinese, una calza Colombiana
Un momentaccio, una calza piena di niente, una Befana che se la ghigna quando guarda verso Udine: forse fa troppo freddo da quelle parti, lei ha una certa età e sembra non essere intenzionata a volare fin lassù. Il momento di flessione della squadra dura da troppo tempo. E mentre arrivano richieste per Iker Bravo, che vorrebbe trovare un po’ di spazio in più, le pagelle dei tifosi per la squadra che è riuscita a prenderle anche dalla Fiorentina (e mica poche), ancor prima che dal Como, sono impietose: si salvano solo tre nomi, Padelli, Zaniolo e Miller. Il resto? Uno sprofondo. Soprattutto per Piotrowski, che totalizza una media voto del 3.5: i tifosi insomma sperano che la Befana passi se non per lasciare qualcosa nella calza, almeno per portarsi via il polacco che ha causato un rigore in modo un po’ più che ingenuo. E invece ci giungono notizie che, alla fin della fiera, la Befana manderà qualcuno dei suoi dalle parti di Udine. Per cosa? Per un affare colombiano: tre milioni, tutti stipati in grossi borsoni neri, sono stati recapitati con voli per tratte segrete all’Indipendente di Medellin per far atterrare, forse legato mani e piedi, Arizala, esterno mancino, colombiano anche lui. Un affare che ok, non sarà affatto losco, ma almeno porta un po’ di esotismo sulle nostre tavole imbandite per l’ultima festività di questo tour de force natalizio. L’esotismo, porta, ok? Abbiamo scritto “esotismo”.
Lazio – Fiorentina Mercoledì 7 gennaio, ore 20.45
| Quota “1” StarVegas | Quote “X” StarVegas | Quota “2” StarVegas |
|---|---|---|
| 2.40 | 3.10 | 3.15 |
Lazio, la calza che si svuota
Castellanos se ne va. Era necessario? Chiedetelo a Sarri, sa lui queste cose. Pesantissima cessione, comunque, che fa piovere sul bagnato dei cuori biancocelesti: non solo prendono sberle dal Napoli in casa, facendosi espellere tipo mezza squadra, ma perdono anche una pedina che, almeno sulla carta, nessuno esiterebbe a definire importante. E di sicuro molto importante è stata. Anche la Lazio si muove sul mercato e spera di avere una calza più grande di quelle di Napoli e Roma perché al suo interno possa starci Raspadori. Sì, anche la Lazio è sul giocatore in forza all’Atletico Madrid (e questo la dice lunga sullo stato del calcio nostrano), ma non ci sembra la squadra più attrezzata per arrivarci, permetteteci di dirlo cari tifosi laziali. Anche Guendouzi rischia l’addio: vorrebbe giocare in una squadra in grado di metterlo meglio in luce perché possa arrivare ad agguantare la maglia della Nazionale in vista dei Mondiali. Ma che siano tutti impazziti, in zona Formello? Avvelenamento da piombo dell’acqua? Intossicazione alimentare sotto le feste? Melanzane conservate male inserite nel panino di Giggione er Paninaro Zozzone (meta molto gettonata da Lotito. O almeno, potrebbe proprio essere)? Vedremo come vanno a finire le cose, ma nella calza, al momento, c’è solo polvere e carbone.
Fiorentina, la calza "Eppur si muove"
Nelle ultime tre partite i viola hanno totalizzato ben due vittorie, una contro l’Udinese e una contro la Cremonese: la Lazio non finisce in -ese e forse qua sta il fatto: forse la Fiorentina riesce a battere solo le squadre con questa desinenza. E allora la frittata è fatta, perché non ce ne sono più. Non in serie A, almeno. Comunque, battute pessime a parte, la Fiorentina parrebbe pian pianino, coi tempi suoi, riuscire a recuperare qualche punto e qualche posizione: non è più ultima, ora è terzultima ma attenzione: a pari punti con le due sotto di lei. Situazione incredibile, bagarre senza sosta in questo campionato, sia davanti che nelle posizioni di coda. È arrivato Solomon, un giocatore controverso per questioni che non stiamo a dirvi perché, dopo tutto questo tempo, anche i più distratti si saranno resi conto della situazione in Medio Oriente. Il giocatore prova a scacciare a suon di assist le polemiche e stando a quel che vediamo la questione rischia di funzionare. La missione salvezza recita così: venticinque punti in venti partite. Di sicuro con Paratici la situazione non può che migliorare: ecco cosa hanno trovato i viola nella calza. Paratici: uno che potrebbe svoltare non solo il mercato di gennaio, ma anche il destino (che fin qui appare funesto) di Vanoli.
Cremonese – Cagliari Giovedì 8 gennaio, ore 18.30
| Quota “1” StarVegas | Quote “X” StarVegas | Quota “2” StarVegas |
|---|---|---|
| 2.40 | 3.10 | 3.10 |
Cremonese, la calza Falqui
Sapete che in Redaz siamo filo-Cremo, ma qua dobbiamo arrenderci ed è la Befana che ci fa aprire gli occhi. E sulle malinconiche note suonate da Faris Moumbagna mentre stava in stazione con la squadra ad aspettare il treno per Firenze (se non avete visto il video di lui al piano, recuperate: si trova molto più a suo agio che sul campo di calcio, ne vale la pena), su quelle note, dicevamo, dobbiamo ammettere che la Cremo sta vivendo un periodo di grande crisi. Nelle ultime cinque, una vittoria poi un pareggio e tre sconfitte. Gli uomini di Nicola sembrano essersi inceppati, sembra che le gambe non gli reggano più, sembra che manchi qualcosa. Sono 400 minuti che l’attacco non funziona: ecco cosa manca. Non segna, la Cremo. Ma non solo l’attacco, il problema: spesso, quando le punte non funzionano, in una squadra è il centrocampo che sopperisce un pochino; ma i centrocampisti grigiorossi non segnano, l’unico è Payero, con un gol. E dalle parti di Cremona ci si chiede che fine abbia fatto Feye, che non gioca pur essendo l’unico mancino in squadra. Nella calza non poteva che trovare qualcosa di scuro e amaro: fortuna è cacao, di carbone la Befana ne ha già distribuito tanto. Cacao amarissimo, di quello che produce un certo grado di stitichezza: ecco, la stitichezza dell’attacco grigiorosso. Speriamo che la Cremo non ne mangi troppo, valà.
Cagliari, la calza mi-piace-tutto
Nella calza il Cagliari trova… trova… trova… un bel nientino d’oro! Così si dice dalle nostre parti, ovviamente in dialetto (“Nigutèl d’or”, per chi se lo stesse chiedendo). No, non è vero: trova un Caprile in grande spolvero e la voglia di riprendersi dalla partita contro il Milan: ottimo Pisacane che spegne le polemiche sul rigore/non rigore, onore al merito, dato che è molto raro trovare un mister che non si metta a frignare a ogni alito di vento (fa coppia con Pisacane giusto Chivu, per dire). Contro la Cremo non ci sarà Deiola, ma Mina probabilmente sarà nel centro della difesa a mordere le caviglie avversarie. Emergenza davanti con Esposito da valutare. Piccola nota curiosa: l’ultima volta che il Cagliari è stato ospitato allo Zini era il lontano 1996! Questo significa che nessuno dei giocatori in campo era ancora nato, tipo. Forse solo uno o due. Folorunsho è infortunato e allora si dovrebbe andare su Daniel Maldini (ahem, più bello che bravo e non è che sia proprio baciato dalla bellezza). Casting a centrocampo: piacciono Nicolussi Caviglia, Adžić, Vergara e Brescianini: in pratica, al Cagliari piacciono tutti o quasi, la Befana regala un palato poco esigente. Ah, no, aspettate: gli piace anche PISILLIIIIII! Sapete che è un nostro pupillo, ma i sardi dovranno lottare con le unghie e con i denti, mettendo nella rissa anche Pully, per aggiudicarselo, dato che il giocatore pare essere stato bloccato da Gasperini.
Milan – Genoa Giovedì 8 gennaio, ore 20.45
| Quota “1” StarVegas | Quote “X” StarVegas | Quota “2” StarVegas |
|---|---|---|
| 1.43 | 4.40 | 7.60 |
Milan, la calza senza denti
Cosa troverà il Milan di quella vecchia volpe di Allegri nella calza? Ovviamente qualcosa di dolce, grazie soprattutto alla posizione in classifica che occupa. Torroncini, pensiamo. Ma non possiamo certo dire che il gioco del Milan sia convincente come quello dell’Inter o che le sue prestazioni siano roboanti come quelle del Napoli: e chi se ne frega, direte voi? Va bene, le sue dirette concorrenti in questa corsa scudetto che ormai pare settata sul numero 3 giocano meglio. È vero anche che per vincere lo scudetto non lo devi fare con la medaglia del bel gioco, altrimenti il vecchio Macs non ne avrebbe vinto mai nemmeno uno (eheheh). Oltre a questo, nella calza il Milan si trova un signor Füllkrug, ovvero uno che potrebbe mettere a segno tanti gol quanto pesa (oddio, forse stiamo un po’ esagerando: è un discreto armadiotto). Forse potrebbe anche trovare la cessione di Nkunku, che ha davvero deluso i tifosi, la dirigenza, la proprietà, suo zio (Gerry Nkunku) e il lattaio di sua madre, quella volta nel 2012, quando se ne andò senza aver pagato una girella, oltre ai due litri di latte. Snodo difesa: potrebbe gentilmente la Befana portare un difensore al Milan? Gentilmente? Qualcuno tipo Gila (a proposito di grandi nomi che forse lasciano la Lazio), o tipo Kim, per il quale però il Bayern parrebbe chiedere troppo. Si può? I tifosi ringrazierebbero.
Genoa, la calza con le mani
La Befana porta nella calza del Genoa del carbone (e te pareva!): non giriamoci intorno, la squadra non gira. De Rossi sì o De Rossi no, la squadra non gira. DDR è deluso dopo il pareggio col Pisa, anche se finalmente gli segna Colombo, con un gol da urlo (ovviamente, quando segna? Quando noi non lo designiamo marcatore dopo averci creduto moltissimo. Ovvio). Ok, il gol di Colombo non può essere davvero considerato una sorpresa da calza, perché parliamo solo di uno spiraglio al caramello. Ma è difficile mettersi in bocca uno spiraglio, per quanto sia al caramello. È una squadra che dura solo mezz’ora prima di sfarinarsi come un biscotto cotto male, sia detto a proposito di dolci. Venturino baby talento in probabile uscita, ma non abbiamo capito la direzione. Ultimo, ma non ultimo, il problema portiere: nel Genoa serve qualcuno che almeno abbia le mani, dato che Leali parrebbe averle perse nel Vietnam della prima parte di stagione. Il Genoa, su questo fronte, incassa il rifiuto della Juve, che sembrava volesse lasciargli Perin e invece ciccia. Parlando d’altro, Valentin Carboni saluta i compagni e torna in Argentina, ripartendo da zero alla corte del Principe Milito: accordo raggiunto con l’Inter, prestito gratuito senza opzioni di acquisto fino al 31 dicembre 2026. Decisiva la volontà del giocatore, dicono. Non solo la sua, diciamo noi.
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