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Serie A 2025/26, giornata #23: consigli scommesse

Scritto da Elettra D.
28 min. di lettura
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Ragazzi, in settimana si è festeggiato il Natale per tutti gli appassionati di calcio del mondo. Come mai? Quando ci capita di vedere 18 PARTITE DI CHAMPIONS LEAGUE CONTEMPORANEAMENTE? Una volta all’anno. Esattamente come Natale. E cosa può mai rendere più felice un appassionato di calcio di 18 partite di Champions in contemporanea? Dai. Alcuni dei risultati delle italiane visti sul campo avranno ripercussioni certe anche sul campionato: tanto per cominciare, il Napoli di Andonio Gonde termina il suo percorso, chiudendo con un deludente trentesimo posto su trentasei posizioni, facendosi rimontare in casa dal Chelsea: è comunque riuscito a stare davanti a sei squadre che partecipavano alla competizione, quindi, a ben guardare, si tratta di una masterclass europea. Insomma, il Napoli non avrà più questo noioso impegno di coppa a cui pensare, potrà concentrarsi solo sul campionato (e sulla Coppa Italia, finché dura).

Passiamo all’Inter, che batte per due reti a zero il Borussia Dortmund, sotto al muro giallo (scusate, dovevamo scriverlo), ma non basta per qualificarsi ottava e scantonare le due partite di playoff di febbraio. E indovinate? Se il Napoli avesse almeno pareggiato contro il Chelsea, ecco che probabilmente i nerazzurri ce l’avrebbero fatta. Ma Conte non lo poteva certo permettere. Insomma, sia come sia, gli uomini del conte Vlad dovranno timbrare il cartellino europeo due volte in più. Ancora non sappiamo contro quale squadra. Juventus e Atalanta: dicevamo che avrebbero avuto gli avversari più semplici e meno male! La Juve non va oltre un piatto pareggio contro il Monaco, mentre l’Atalanta le prende dall’Union SG. In coppa non puoi sottovalutare nessuno. E dire che abbiamo parlato della Dea a due velocità, quella media per il campionato e quella smodata per l’Europa, e invece ciccia. Tutto questo avrà ripercussioni. Probabilmente già nella prossima giornata di Serie A, la ventitreesima: queste quattro squadre accuseranno un po’ di fatica nelle gambe, soprattutto quelle che non hanno potuto fare un briciolo di turn over (chi sta piangendo? Scusate, fatelo smettere, per favore!).

Benvenuti nella pagina dei pronostici targati Time2play: i più irriverenti, i più accattivanti e quelli che ci prendono. La scorsa settimana ne abbiamo presi tantissimi e siamo davvero orgogliosi della nostra prestazione. Cerchiamo di replicare, ok? Seguiteci quindi: 20 pronostici, uno per tifoso di ognuna delle 20 squadre di A. Campioni di immedesimazione! Una giornata che ci promette un po’ di decompressione, almeno sulla carta. Non ci sono big match propriamente detti, non ci sono partite di cartello che verranno seguite anche nel remoto paesino sudamericano, ma scontri croccanti che comunque hanno molto da dire. I più importanti? Il Napoli che ospita la Fiorentina potrebbe essere una partita da tenere sott’occhio, sia per le fatiche napoletane che per la china che la Fiore sta faticosamente cercando di risalire; il Milan che affronta il Bologna potrebbe essere il più “big” tra i match di giornata, anche se il Bologna si è rivelato il più grande fuoco di paglia della stagione, con un Iraniano che non sa più dove sbattere la testa, perché le cause di tale involuzione sono a oggi sconosciute.

Altro match interessantissimo è quello che vede il Como affrontare l’Atalanta: grandissimo momento dei lariani e tanta fatica tra testa e gambe per la Dea. C’è da stare molto attenti, perché il Como è già a +5 sui nerazzurri di Palladino, a -2 dalla Juve e a -3 da Napoli e Roma: si tratta di una partita che potrebbe facilmente consacrare il Como come una delle reali contendenti a un posto in Champions League per l’anno prossimo. Ve lo immaginate, il Como in Champions? Probabilmente farebbe meglio del Napoli quest’anno, possiamo forse già metterlo per iscritto.

La scorsa giornata è stata molto favorevole per l’Inter, che ha allungato a +5 sul Milan e a +9 sul Napoli: riuscirà a mantenere invariate le distanze battendo la Cremonese? Teniamo d’occhio anche la Roma, comunque: la trasferta a Udine ci dirà molto sulle ambizioni di Gasperini su questa sua nuova panchina. Il campionato prende fuoco, le temperature sono già belle alte, nonostante tempeste, cicloni e nevicate sparse: non perdetevi nell’infuocata Serie A, tenetevi saldi alla nostra manina e seguiteci all’inferno: la ventitreesima giornata sta per cominciare (venerdì 30 gennaio: Lazio-Genoa). Ne vedremo delle belle. Operatore prescelto: Marathonbet*, uno dei nostri migliori siti scommesse Serie A!

CHI VINCE FESTEGGIA, CHI PERDE SPIEGA

  • Il pronostico azzeccato più clamoroso: Fiorentina – Cagliari, 2 (5.40), lo dovevamo a Mazzitelli e siamo stati di parola.
  • La toppata più clamorosa: Sassuolo – Cremonese, 2 (4.00),  la nostra fiducia nella Cremonese forse ha bisogno di essere un po’ ricalibrata.

Lazio – Genoa Venerdì 30 gennaio, ore 20.45

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2.162.884.18
Lazio

Lazio, che strazio

Salvate il soldato Sarri! Mercato in uscita con i pezzi buoni in svendita o quasi, mercato in entrata fatto di illustri sconosciuti ignoti persino al mister, una classifica che parla di una metà classifica senza infamia e senza lode, con la zona-Europa a undici punti di distanza e un gioco che definire spumeggiante sarebbe offensivo anche per il più devoto dei seguaci di Lotito. In tutto questo voci di gente che non vuole più Sarri, di gente che invece rimane proprio perché c’è Sarri, tutto e il contrario di tutto, con i tifosi che perdono la pazienza e stalkerano Lotito per telefono (sapete che pare sia facilissimo avere il numero di cellulare di Lotito?). E ora, venerdì all’Olimpico arriva un Genoa bello ringalluzzito con una Formello in cui le poche note liete sono il ritorno di Cataldi dalla squalifica e un Romagnoli che Sarri farà giocare titolare anche quando avrà un piede sulla scaletta dell’aereo per il Qatar. Tridente composto da Isaksen, Noslin e un immalinconito Zaccagni, con Taylor confermato a centrocampo dopo la discreta prova contro il Lecce e Gila sempre più inamovibile in difesa. Basterà per battere la squadra di De Rossi (a proposito, quasi-derby per lui, occhio!)?

Genoa

Genoa, De Rossi Balboa

È proprio un bel Genoa, quello di questo periodo: De Rossi sembra aver trovato la chimica giusta e i risultati stanno arrivando, tra l’altro anche di prestigio, come dimostra la bella vittoria in rimonta di sette giorni fa contro il Bologna; la classifica ora è decisamente più tranquilla e tutto sembrerebbe far pensare che tra la Lanterna, l’Acquario e Pegli le nuvole abbiano deciso di spostarsi altrove. Sicuramente DDR sentirà un po’ di brezza frizzantina da derby, per il suo ritorno all’Olimpico, e vorrà mettere in campo una squadra bella fastidiosa per far smattare ancora di più il buon Sarri; pare molto probabile la conferma tra i pali di Bijlow mentre tornerà dalla squalifica Ostigard che comporrà il trio difensivo con Marcandalli e Vasquez. Conferme in avanti anche per Colombo, in un ottimo momento, e Vitinha, mentre Messias potrebbe subentrare a gara in corso; sugli esterni nessuno toglie il posto al tractor Norton-Cuffy (sempre che non vada all’Inter!) a destra e a Martin a sinistra, mentre dopo la rete-perla dello scorso turno Malinovskyi stazionerà sulla mezzala destra.

Pisa – Sassuolo Sabato 31 gennaio, ore 15.00

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3.012.952.64
Pisa

Pisa, difesa da risa

Come si riparte dopo un 6-2 incassato pur essendo partiti con due gol di vantaggio? Contro la prima della classe, d’accordo, ma ammetterete che moralmente e materialmente si parla di una bella legnata sui denti; ecco, non per dare consigli non richiesti a nessuno, ma a nostro giudizio il Pisa dovrebbe dimenticare il risultato e guardare soprattutto a quanto di buono, in particolare in termini di intensità e di ritmo, aveva fatto vedere nei primi venti minuti (ma anche a metà ripresa) del primo tempo contro l’Inter di sette giorni fa. Già, perché i ragazzi di Gilardino, va detto, sono sì ultimi in classifica ma proprio non si possono definire pessimi in termini di gioco espresso (ci vengono in mente squadre molto peggiori, per esempio una con una storica casacca granata). Eppure ingenuità, scarsa esperienza ed errori di troppo stanno rendendo davvero ostica la permanenza in A dei nerazzurri. Comunque, contro un Sassuolo che invece ha una classifica tranquillissima sarebbe opportuno tornare a fare punti; Gilardino (squalificato) dovrebbe dare una maglia da titolare a Durosinmi (Meister pare non farcela) mentre Touré sostituirà lo squalificato Calabresi, con il quasi-eroe del Meazza, Moreo, trequartista insieme a Tramoni. Conferme scontate per Aebischer, Angori e Canestrelli.

Sassuolo

Sassuolo, filastrocca da usignolo

Sembra proprio che sia arrivato il momento in cui una delle nostre filastrocche preferite, “Berardi-Pinamonti-Laurienté”, si potrà nuovamente comporre dal primo minuto di gioco. Già, perché il buon Lollo, bandiera neroverde, dopo i minuti di test di sette giorni fa nel vittorioso match contro la Cremonese, è pronto a riprendersi la fascia destra nel tridente offensivo di mister Grosso, per un Sassuolo che, dopo esser tornato al successo nel turno precedente contro la Cremonese, veleggia con grande serenità a metà classifica, mentre altrettanto felicemente continua la sua opera buona in collaborazione con i canili. La domanda è: questo Sassuolo si accontenterà della posizione diventando una sorta di Torino-bis oppure proverà a dare fastidio più in alto per cercare di sognare un posizionamento europeo, magari per la Conference League? Secondo noi sarebbe il giusto coronamento di carriera per Berardi e speriamo di sì, ma temiamo che in quell’angolo di Romagna vorranno semplicemente e pragmaticamente tenere i piedi per terra e badare soprattutto alla matematica salvezza da raggiungere quanto prima.

Napoli – Fiorentina Sabato 31 gennaio, ore 15.00

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1.783.325.35
Napoli

Napoli, infermeria quasi necropoli

Francamente non sappiamo più cosa pensare, ma cominciamo davvero a credere che Antonio Conte stia trollando tutti, dai giornalisti agli stessi tifosi del Napoli: non contento di lamentele e pianti greci in ogni occasione possibile, persino dopo aver perso l’ultima di Champions (torneo in cui è finito TRENTESIMO su trentasei squadre con otto punti in otto match) contro il Chelsea dopo essere stato in vantaggio ha avuto cuore di presentarsi alle telecamere e lamentarsi per il calendario troppo ravvicinato che starebbe toccando al Napoli. Non sappiamo voi, amici azzurri, ma noi non saremmo più così contenti di un mister che in qualsiasi occasione non si prende mai la responsabilità di eventuali errori ma la addita sempre a terzi: sembra sempre di più quella famosa scena di Blues Brothers in cui John Belushi si scusa con la fidanzata cui ha dato per l’ennesima volta buca invocando le cavallette, le pestilenze e chi più ne ha più ne metta. Comunque, torniamo al campionato, ché qui, dopo le tre pere prese dalla Juve nel turno precedente (a proposito: Andoniogondebroggeddo si è lamentato anche con Spalletti, ne dubitavate?) non c’è solo da badare a una Inter che prova la fuga, ma anche a un posto-Champions da difendere, visto che proprio i bianconeri e il Como mordono da vicino: contro una Fiorentina con l’acqua alla gola ci sarà la solita sfilza di infortunati, con Meret ancora tra i pali e il giovane Vergara (che gol al Chelsea!) trequartista con Elmas alle spalle di Højlund e Spinazzola e Gutierrez esterni, conferma per necessità anche dello sciagurato Juan Jesus in difesa con Di Lorenzo e Buongiorno.

Fiorentina

Fiorentina: aspettando la Fata Dentina

Niente, proprio quando sembrava che le cose stessero per mettersi non diciamo bene ma almeno meglio, ecco che per la Viola è arrivata prima la netta eliminazione in Coppa Italia per mano del Como (tutto sommato grave ma non gravissima), ma soprattutto il ko interno con il Cagliari di sette giorni fa, che ha riprecipitato i toscani al terzultimo posto con il più che concreto rischio di retrocessione che si fa sempre più pressante a causa di uno spirito che sembra sempre più moscio dalle parti della curva Fiesole. Il dentino è caduto, male ha fatto male, vediamo se la fatina passerà a portare il regalino alla bimba Fiore. Anche se in tutto questo ovviamente piove sul bagnato perché se Kean è ancora ai box, anche Piccoli, Mandragora e Dodo non stanno benissimo e proprio il primo dovrebbe essere quello più a rischio. Niente di più facile allora che sarà ancora 4-1-4-1, con Gudmundsson adattato unica punta e Harrison, Mandragora, Ndour e Brescianini (unica nota positiva di questo periodaccio: il ragazzo sembra essersi adattato proprio bene in riva all’Arno) alle sue spalle e Fagioli perno di raccordo tra centrocampo e difesa, reparto in cui dovrebbe tornare quantomeno disponibile per la panchina Parisi. Tra l’altro ci fanno notare amici più addentro alle faccende viola che quello che sembrava ormai essere una bandiera, il sempre simpaticissimo Ranieri, non sta vedendo più il campo e pare addirittura aver ventilato una richiesta di cessione. Com’era la storia della nave in tempesta che si abbandona? Contro il Napoli c’è poco da fare: o sarà prova d’orgoglio oppure tracollo (quasi) definitivo.

Cagliari – Hellas Verona Sabato 31 gennaio, ore 20.45

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2.272.873.83
Cagliari

Cagliari, da tristezza spògliati

Nell’eterna e tutta italica quanto stufosa battaglia tra giochisti e risultatisti (per il nulla che tali categorie identificano, sia chiaro), Pisacane e il suo Cagliari sembrano essere assurti nelle ultime settimane a paladini della prima squadra, in virtù degli ottimi risultati (vittorie contro Juventus e Fiorentina) che i sardi stanno ottenendo grazie a una ottima solidità difensiva dove spiccano la cattiveria di Yerry Mina e a un attacco che ottiene il massimo dai muscoli di Kılıçsoy. A noi sembra che in tutto questo manchi un po’ di buon senso: posto che nemmeno Guardiola gioca per perdere, che deve fare il Cagliari? Fare calcio champagne e pigliare 6 gol a partita per poi essere matematicamente in B a novembre ma soddisfare gli esteti che vedono la quota di passaggi per match a 3 zeri già nel primo tempo? Fine della rampogna: intanto ora sotto con il Verona, per un incontro che sulla carta farà inorridire i giochisti ma che in realtà è molto interessante perché per il Verona è giunto il momento di non perdere più punti, specie contro le rivali per la salvezza. Pully e i rossoblù invece se la possono giocare con una certa serenità, siamo pronti a puntare sulla conferma di Palestra nei tre attaccanti insieme a Esposito e al già citato turco, mentre sarà Zè Pedro ad arare la fascia destra, più di Zappa, con Mina e Luperto giannizzeri centrali e Obert sulla sinistra. Conferma anche per Gaetano in posizione di playmaker, per una partita che potrebbe proiettare Casteddu addirittura a un passo dalla parte sinistra della classifica.

Verona

Verona, la difesa è cialtrona

Diciamo che è un anno (ma pure di più, se consideriamo anche le stagioni scorse) che a Verona si vive pericolosamente, ma la squadra vista contro l’Udinese (e che ha perso solamente 3-1, ricordiamolo) sette giorni fa è apparsa veramente allo sbando, cosa che non può che far preoccupare tanto i butei gialloblù, che temono davvero che quest’anno sia effettivamente quello in cui gli scaligeri rischiano di dover salutare la Serie A. La partita contro il Cagliari sarebbe delicata sempre, ma oggi lo è ancora di più perché al contrario dei veneti i sardi hanno il morale a mille e sono in piena trance agonistica, mentre la depressione in riva all’Adige è cosmica, anche per via dell’addio last-minute di Giovane, finito a Napoli e comunque uno dei pochi che la giocata la tentava e ogni tanto la trovava anche. Diventa davvero difficile anche imputare responsabilità a Zanetti, uno che non si lamenta mai e che è abituato da sempre a cavare sangue dalle rape, ma stavolta l’impresa appare proprio ardua. Possiamo ipotizzare comunque la conferma del 3-5-2, con Orban affiancato da Sarr in avanti e l’auspicabile impiego di Harroui a centrocampo, visto che è apparso uno dei pochi con un un barlume di lucidità contro l’Udinese e sperando che l’esperienza di Lirola possa portare a qualche buona giocata sulla linea d’attacco di destra. Certo che la situazione è veramente di quelle che domandano nervi freddi e saldi: ne avranno in quel di Verona? Però tranquilli che ora arriva Bowie e sarà tutta un’altra musica.

Torino – Lecce Domenica 1 febbraio, ore 12.30

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2.002.954.72
Torino

Torino, lo strapiombo è vicino

Beh, dopo lo scempio di sette giorni fa contro il Como (un 6-0 che non ammette davvero repliche), nemmeno il più indefesso difensore della società potrà pensare a cuor leggero che sotto la Mole vada tutto bene. Il problema non sono tanto i risultati in sé (per quanto comunque ormai la classifica faccia anche paura, visto che il Toro è quint’ultimo a +6 dalla retrocessione) quanto la completa assenza di gioco ma anche della tigna che storicamente è associata alla maglia granata. Baroni sembra avere le idee più che confuse, visto che sta anche andando ripetendo che i problemi ci sono ma lui la squadra la vede bene (dateci le sue lenti!), i tifosi lo hanno già ribattezzato “Agonia” e sono imbufaliti con il presidente Cairo e il diesse Petrachi, ci pare difficile non vederne le ragioni. Il momento è insomma delicatissimo e viene da pensare che si penserà soprattutto al campionato, contro il Lecce, più che all’imminente match di Coppa Italia con l’Inter che verrà dopo. In tutto questo Ismajli è a serio rischio stop e anche il Cholito Simeone ha visto giorni migliori, sicché viene da pensare che, almeno in partenza, la formazione sarà la stessa che ha perso in riva al Lario e quindi con Adams affiancato dal fumosissimo Ngonge e con Ilkhan, Vlašić e Casadei chiamati a tenere in piedi la baracca, confidando che sulle fasce Pedersen e Lazaro mostrino un po’ più di incisività. Il nuovo innesto Obrador è per ora oggetto misterioso e nulla lascia pensare che in questi ultimissimi giorni di mercato la situazione evolva positivamente per altri nomi.

Lecce

Lecce, non è bello ma piacce!

Reduce dal pareggio contro la Lazio di sette giorni fa, un pareggio strappato senza patemi e anzi andando più vicino dei rivali alla vittoria (quella traversa di Ramadani…), il Lecce sarebbe al momento salvo ma sa benissimo che la situazione di classifica non è particolarmente solida. D’altra parte, però, in Salento sono abituati a lottare per la salvezza e questo potrebbe fare la differenza contro un Torino ancora sotto shock dopo la sconfitta tennistica di Como e precipitato nei bassifondi di classifica quasi senza accorgersene. Ecco allora che ipotizzare un Lecce corsaro potrebbe non essere una utopia: Di Francesco dovrebbe dare fiducia all’undici visto nel turno precedente nonostante il ritorno dalla squalifica di Gaspar, e quindi ancora con Štulić terminale offensivo (e con Cheddira pronto a subentrare a gara in corso), innescato da Pierotti, Gandelman e Banda, mentre Ramadani e Coulibaly avranno le chiavi del centrocampo. In Salento c’è buon vento e le vibes sono positive, poi si sa che in Piemonte c’è tanta Puglia… Insomma occhio al risultato finale perché non c’è davvero nulla di scontato in questo match.

Como – Atalanta Domenica 1 febbraio, ore 15.00

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2.373.213.16
Como

Como ha un attacco di cromo!

Sicuramente una delle partite più interessanti di questa giornata numero 23, il derby lombardo tra Como e Atalanta. Perché il Como sta facendo l’Atalanta, quest’anno, mentre l’Atalanta non sta facendo molto se stessa, e c’è curiosità per vedere se i lariani continueranno a suon di gol la loro marcia spedita verso l’Europa che conta. Certo che dopo i sei rifilati al Toro una squadra che lascia giocare come la Dea potrebbe dar vita a un altro incontro all’insegna dell’Over 2.5. In ogni caso non è tutto rose e fiori, per Fabregas, perché il vincente turno di Coppa Italia di tre giorni fa con la Fiorentina ha mietuto una vittima, Douvikas (indovinate chi ce l’ha al Fanta?), acciaccato e assente domenica; non una buona notizia visto che il greco sta lasciando il segno a suon di gol. Nonostante sia tornato disponibile Paracarro Morata (si scherza, via), pare che Champagnino sia intenzionato a schierare Nico Paz falso nueve, con Kuhn, l’ottimo Baturina di questo periodo e Rodriguez alle sue spalle. Per il resto, sarà il Como di sempre, con Butez protetto da Smolčić, Diego Carlos, Ramon e Valle e Perrone e Da Cunha metronomi in mezzo al campo. Ah, last but not least quello tra Como e Atalanta è anche scontro tra due tifoserie che non sono esattamente legate da amore fraterno: ci aspettiamo sorprese in termini di cori e sfottò.

Atalanta

Atalanta, metti mano all’acquasanta

Dopo aver stravinto con il Parma sette giorni fa, l’Atalanta si è congedata dal girone unico di Champions con una bruttissima sconfitta (anche se solo 1-0 come risultato) contro l’Union Saint-Gilloise, mettendo in mostra la brutta copia di sé e rinfocolando i dubbi e le perplessità che molti tifosi orobici nutrono per le scelte tecniche di questo P.A.P.G. (Primo Anno Post Gasperini). Già, perché al momento la Dea è anche settima in classifica a cinque punti proprio dal Como e fuori dall’Europa e di conseguenza questa non facile trasferta è obbligatoriamente da vincere per non perdere ulteriore contatto dalle posizioni di testa. Ecco perché Palladino sceglierà di nuovo il 3-4-3 con Raspadori e non Lookman a sinistra insieme a Scamacca e De Ketelaere confermando altresì Scalvini sulla destra, più di spinta rispetto a Hien o Koussonou. Si ha comunque l’impressione che i nerazzurri siano più opachi del dovuto e che il clima di transizione che già da inizio stagione ha pervaso l’ambiente stia diventando sempre più impattante in termini di voglia e brio. Sarebbe un peccato scialacquare così un patrimonio sportivo tanto ben costruito negli scorsi anni, ma è abbastanza oggettivo che molti elementi stiano andando coi giri bassi (Ederson il primo che viene in mente) o con l’età che comincia a chiedere il conto (Zappacosta e De Roon) e che i nuovi non riescano da soli a tenere botta. Ci vuole pazienza, amici bergamaschi.

Cremonese – Inter Domenica 1 febbraio, ore 18.00

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10.305.251.31
Cremonese

Cremonese, squadra male in arnese

Si sa che nella Bassa c’è la nebbia e che quando c’è la nebbia, non si vede. Ma pure per gente abituata alla scighera è difficile non notare che l’opacità della Cremonese di questo periodo sia abbastanza preoccupante, se raffrontata alla brillantezza delle prime giornate di campionato. Chi ne fa le spese è la classifica, che vede i grigiorossi precipitati in quattordicesima posizione, sebbene comunque a +6 sulla terzultima. Ergo, preoccupazione sì, tragedia no, anche perché mister Nicola è uno che ci sguazza, in queste situazioni, e la sua faccia di cuoio non si fa certo scalfire da una classifica più ballerina del dovuto o da due assenze non lievi come quelle di Barbieri (squalificato) e Collocolo (di nuovo infortunato dopo essere rientrato contro il Sassuolo post una lunga assenza). Nel 3-5-2 con cui allo Zini si riceverà la capolista vedremo ovviamente Vardy e Bonazzoli in attacco (ecco, loro sono forse al momento i più annebbiati della ciurma), con Floriani e Pezzella esterni e con Vandeputte, Zerbin e Grassi in mezzo al campo (ricordiamo che anche El Mudo Vazquez ha salutato la compagnia). Certamente alla Cremo non si chiederà il miracolo, ma dagli spalti vorranno vedere una squadra che vende carissima la pelle, poi succeda quel che deve.

Inter

Inter, attacco di sprinter

Conclusa con un po’ di amarezza la fase a girone della Champions League (decimo posto e accesso ai playoff, anche per colpa di qualche discutibile decisione arbitrale) con la vittoria di Dortmund, l’Inter si rituffa nel campionato con il morale alto dopo la positivissima giornata precedente, in cui ha superato il Pisa di slancio dopo lo spavento iniziale e ha visto le dirette rivali rallentare (Milan) o perdere (Napoli) portandosi così a +5 proprio sui rossoneri. Tutto bene, quindi? Beh, sicuramente il cielo è sereno sopra Appiano e Chivu può concentrarsi sulla insidiosa trasferta di Cremona (le squadre di Nicola in casa sono sempre rognose ed è un’altra di quelle partite in cui, proprio come contro il Pisa, la Big di turno ha tutto da perdere) con la consueta serenità. Mancherà Barella mentre dovrebbero ritornare dal primo minuto (rispetto alla Champions) sia Bastoni che Lautaro, con Pio Esposito che dovrebbe far rifiatare Thuram. Per i nerazzurri adesso la cosa importante è mostrare nervi saldi e tenere il vantaggio sulle inseguitrici cercando di approfittare di impegni per loro non semplicissimi. Ci aspettiamo anche un maggiore impegno per Diouf e Frattesi, apparsi in un buon momento quando chiamati in causa.

Parma – Juventus Domenica 1 febbraio, ore 20.45

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7.204.101.50
Parma

Parma, aspettando il karma

Difficile ripartire dopo aver incassato un sonoro 4-0 se la ripartenza ti mette di fronte a una Juventus opaca in Europa ma apparsa in un buon momento in Italia. Eppure il calendario non lo decide il Parma e così agli emiliani tocca rimboccarsi le maniche e cercare di dare il massimo, magari sfruttando gli echi delle fatiche di coppa dei rivali, per provare a incamerare preziosissimi punti-salvezza. Già, perché se sono sei i punti di galleggiamento sopra la terzultima, ciò non toglie che la rotta per la permanenza nella massima serie è ancora lunga e più che insidiosa. Pellegrino e compagni cercheranno di mettere i bastoni tra le ruote con la consueta prova di palleggio e corsa, con le chiavi di centrocampo affidate a Bernabé, Estevez e Keita e Sorensen e Oristanio sottopunta. La buona notizia è che tra i pali torna disponibile Suzuki, anche se le ottime prestazioni offerte da Corvi fin qui lasciano pensare che Cuesta non riproporrà subito il giapponese titolare permettendogli di riprendersi del tutto dal lungo infortunio. A tal proposito, entra in infermeria anche Valenti.

Juventus

Juventus, la coppa è da ictus

Il bruttissimo 0-0 con cui la Juve ha chiuso la fase a girone della Champions ha buttato un po’ di amarezza sul sontuoso 3-0 con cui tre giorni prima i bianconeri avevano invece schiantato il Napoli in campionato. Certo, parliamo di competizioni e necessità diverse, ma i tifosi juventini sperano che la vera squadra sia quella vista allo Stadium contro i campioni d’Italia in carica (contento Conte?): l’obiettivo, inutile girarci intorno, è quello di allungare la striscia positiva e cercare di rosicchiare altri punti proprio ai partenopei per entrare nelle prime quattro. Con tutta probabilità almeno all’inizio vedremo la stessa formazione vista contro McTominay e compagni e quindi un 4-2-3-1 composto da Kalulu, Bremer, Kelly e Cambiaso in difesa, da Locatelli e Thuram a centrocampo e con David terminale offensivo ispirato da Conceiçao, McKennie (in un ottimo momento) e Yıldız. Dopo che contro il Napoli aveva definito gli azzurri ex campioni d’Italia e aveva rimproverato un cronista a suo dire poco attento ai suoi giri di parole, Spallettone è atteso ad altri show a favore di telecamera, soprattutto se invece sul campo lo spettacolo dovesse lasciare a desiderare come contro il Monaco nelle coppe.

Udinese – Roma Lunedì 2 febbraio, ore 20.45

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4.203.271.98
Udinese

Udinese, il giorno delle imprese

Udinese, gioie e dolori: la bella vittoria contro il Verona certifica, qualora ce ne fosse bisogno, che l’Udinese è squadra vera e, quando vuole, bella, e che dà l’impressione che se solo volesse potrebbe anche ambire a qualche Europa solo apparentemente minore (leggasi Conference League); dall’altra parte però arriva la tegola, perché i friulani perdono per tutta la stagione Zanoli, che si è rotto il crociato. Questo monday night contro la Roma è tutt’altro che banale, perché in casa i bianconeri sono un osso duro che può senz’altro dare fastidio a una Roma in buona forma ma non sempre coi nervi saldi e che potrebbe fare fatica contro la tanto celebrata fisicità dei ragazzi di Runjaić. Che proporrà l’ormai suo consueto 3-5-1-1 con Atta sottopunta a Davis e nel quale abbiamo ormai imparato ad apprezzare le qualità di Karlstrom ed Ekkelenkamp. Tutto confermato in difesa, con Kristensen, Kabasele e Solet a protezione di Okoye, mentre torna dal primo minuto a destra Ehizibue. Non sappiamo se volete la nostra sensazione, ma sarà che si gioca di lunedì sera, sarà che a Udine di lunedì sera anche i lupi hanno paura a farsi vedere, sarà che la Roma è una Lupa, insomma boh, ci pare una gara di difficile interpretazione per chi arriva da fuori.

Roma

Roma, manca solo il diploma

La Roma ha quasi ingabbiato il Milan, sette giorni fa, ma la notizia è che, una volta passata in svantaggio, è riuscita a recuperarlo evitando ad Allegri l’ennesimo corto muso stagionale. Per come hanno giocato i giallorossi però c’è qualche rimpianto e potrebbe essere una Roma in cerca di riscatto, quella che lunedì calcherà l’erba della Dacia Arena. Anche perché l’obiettivo è restare nelle prime quattro sperando magari di rosicchiare qualche altro punticino alle milanesi: di conseguenza, Gasperini metterà in campo una squadra che vuole i tre punti, contro una delle avversarie più fisiche e toste da domare del campionato. Anche perché c’è una bella tegola, a proposito di fisicità: quello più strutturato da questo punto di vista, a Trigoria, Koné, è out per un acciacco rimediato proprio contro il Milan e verrà rimpiazzato da uno tra Pisilli ed El Aynaoui (molto dipenderà anche dalle fatiche di Europa League). Alle spalle di Malen è probabile la conferma di Pellegrini e Soulé perché anche Dybala non sta bene, con Wesley e Çelik esterni a sinistra e destra e Ghilardi, autore di una ottima partita contro i rossoneri, altresì confermato come braccetto sinistro. Altra bella notizia, torna finalmente disponibile dopo tanto tempo Angelino, mentre Ferguson sarà soltanto in panchina. Mettiamola così: è una trasferta più che insidiosa, ma se questa Roma vuole passare l’esame di maturità la deve vincere. Anche sfangando, sì.

Bologna – Milan Martedì 3 febbraio, ore 20.45

Quota “1” MarathonbetQuote “X” MarathonbetQuota “2” Marathonbet
3.613.252.15
Bologna

Bologna, non cascar nella vergogna

È un Bologna davvero in crisi, oramai, c’è poco da dire, e la sconfitta di sette giorni fa patita contro il Genoa lo ha definitivamente certificato: gli uomini di Italiano appaiono appannati e spaesati e hanno perso in un mese e mezzo tutte le certezze (per non dire i punti) che avevano invece acquisito nella prima parte della stagione. Quella contro il Milan peraltro non è certo una partita ideale, per una compagine che sta andando male, visto che i rossoneri zitti zitti sono lanciatissimi per contendere lo scudetto all’Inter. Per questo importante match in post-posticipo, i rossoblù saranno privi dello squalificato Skorupski (che comunque non era apparso impeccabile a Genova), torna però Miranda a sinistra, mentre Holm, Vitik e Heggem sono confermati in difesa. Ci sarà probabilmente Dallinga in avanti e non Castro, mentre Orsolini dovrebbe essere titolare sulla trequarti con Odgaard e Rowe. Molto comunque dipenderà dalle valutazioni che verranno fatte dopo l’importante ultimo turno di Europa League contro il Maccabi Tel Aviv, vinto comunque in scioltezza.

Milan

Milan, quanto ti manca Boban?

Brutto, sporco, cattivo e competitivo: è un Milan che più allegriano non si può e che infatti, al netto della eliminazione dalla Coppa Italia, se la sta giocando nelle posizioni di vertice e non molla, come dimostra anche il pareggio strappato all’Olimpico dopo una classica partita allegriana di sofferenza e ripartenza. Contro il giochista (scusate) Bologna di Italiano sembra un copione scritto: primo tempo con i felsinei che tirano 20 volte e prendono due pali, ripresa con Leão che scappa a Holm e buca Ravaglia in contropiede. Sarà davvero così? Boh, voi giocatevela, casomai vi facciamo sapere come contattarci per dividere il bottino. Il Diavolo sarà molto probabilmente privo di Saelemaekers, uscito dopo un tempo a Roma, mentre le buone vibrazioni ultimamente offerte da De Winter sembrano suggerire che per agevolare il ritorno di Pavlović titolare sarà Tomori ad accomodarsi in panchina e non lui. Qualche dubbio in attacco su chi affiancherà Leão: Nkunku continua a non convincere del tutto e il buon Füllkrug scalpita per una maglia da titolare. Viene confermato l’esperimento del doppio play, con Ricci che affianca Modrić e Rabiot più libero di fare l’elastico tra attacco e difesa. Anche qui, magari ci sbagliamo di grosso, ma la sensazione è che il buon Macs abbia già i canini affilati per mordere letalmente un Bologna in tono minore.

Le nostre sapide considerazioni sull’operatore della giornata #23: Marathonbet

Bookmaker di origine russa, Marathonbet scommesse è ormai da parecchi anni presente nel panorama ADM della nostra Penisola, con una proposta che fin da subito ha puntato al sodo, senza scomporsi più di tanto con promozioni fantasmagoriche ma puntando soprattutto sulla quantità di mercati (in primis calcistici) e sulla competitività delle quote.

Interessante anche la proposta in termini di feature extra, che comprendono anche le quick bet, il cashout e le virtual bet, mentre tra i (pochi) punti deboli segnaliamo l’assenza di bonus senza deposito così come di alcune comodità ormai sempre più frequenti quale la possibilità di piazzare scommesse via SPID.

*Le quote degli incontri sono aggiornate al 30 gennaio 2026 alle ore 10.55.

Elettra D., recensioni e pagine tematiche
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Titolo di studio Laurea in Critica e Teoria della Letteratura
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Elettra D. è sbarcata a Time2play nel 2021, una delle prime contributor a essere arruolata per le pagine italiane del sito, dopo anni di esperienza nella scrittura di contenuti, legati (ma non solo) al mondo del gambling online; la molla è stata proprio il paragone con il modo di lavorare di altre aziende in questo campo, esplicitamente orientate alla vendita di un prodotto o una piattaforma di scommesse e casinò e poco interessate alla formazione degli utenti, alla loro salvaguardia e corretta informazione.

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