“Il calcio è semplice”, diceva qualcuno esperto di ippica: semplice quanto spiegare come mai una squadra che chiude il primo tempo avanti 2-1 e che produce 3.37 expected goals contro 0.94 dell’avversario finisca per perdere 4-3 nella ripresa, tra inerzie ribaltate e un rigore che definire generoso è come innalzare alti cori a Sant’Eufemio. Como-Inter è stata quella cosa lì: una partita che se la racconti a uno che non l’ha vista, ti chiede se stai parlando davvero di calcio o sei un soggettone con troppa fantasia e troppo tempo libero per utilizzarla. Il Como palleggia, tira (25 volte), costruisce, domina, sembra sul punto di trasformare il Sinigaglia in una Caporetto Scudetto… e poi l’Inter decide che ok, i bambini si sono sfogati, è tempo di capitalizzare.
Cominciamo la sintesi della 32′ giornata dalla penultima partita, anche perché la prima non è che ci abbia sorpresi: la Roma ha battuto il Pisa 3-0 con tripletta di Malen, cioè una di quelle serate in cui un giocatore fa tutto lui e gli altri gli portano le borraccette coi sali minerali. Il Milan invece ha perso 0-3 in casa contro l’Udinese, che è il modo più rapido per trasformare un weekend normale in una crisi esistenziale collettiva: ben fatto, Macs! Il Napoli ha pareggiato 1-1 col Parma, facendo “ciao ciao” con la manina ai suoi tifosi che già si vedevano in remuntada, il Bologna ha fatto il suo contro il Lecce (2-0) e il Cagliari ha battuto la Cremonese 1-0. T’appost, Serie A?
La top 11 dei giocatori della giornata appena conclusa ci fa capire che, in fondo, il calcio è anche il posto giusto per chi sa aspettare il ritorno degli eroi: Malen tripletta (e ok), Thuram doppietta, Dumfries doppietta, Orsolini che segna dopo 19 giornate come uno che si ricorda improvvisamente dove aveva parcheggiato la macchina mentre i surgelati gli si squagliano sui mocassini. In porta Okoye, dietro gente come Gosens e Valle, in mezzo Nico Paz. È una squadra che se la metti in campo così, senza contesto, pare la lista acquisti del prossimo anno al Fanta. Una giornata in cui gli attaccanti si sono divertiti molto più dei difensori (a parte Dumfries, lui se l’è spassata).
La classifica, in questo delirio, prova a rimettere ordine ma è lì che arranca: l’Inter è prima a 75 punti, il Napoli a 66, il Milan a 63, la Juventus a 60. Fin qui tutto abbastanza logico (non per le prediction di inizio anno, ovviamente!), poi però trovi il Como a 58 e capisci che Eupalla premia gli audaci: qui si entra in quella zona dove ogni partita vale doppio, ma anche triplo, ma anche boh. Più giù, la Lazio a 44, l’Udinese a 43, il Sassuolo a 42: la terra di mezzo, dove non sei vincente ma nemmeno disperato, sei solo… sospeso. Forse depresso, ma guardando Atta non pare proprio. E poi il fondo, che è sempre il posto più croccante per noi drama queen: il blocco della tensione pura con Cremonese e Lecce a 27 e Verona e Pisa a 18. Qui non si gioca più a calcio, qui si gioca per sopravvivere, come quegli horror pattoni americani che però continuiamo a guardare nei cinema d’estate. E se guardi il confronto con l’anno scorso, ti viene da dire che il campionato è una serie tv con gli stessi attori ma ruoli diversi: Inter, Napoli e Juventus confermano, il Milan e il Como fanno il salto, la Roma migliora, mentre Lazio, Atalanta e Torino sembrano quelli che nella seconda stagione perdono un po’ di mordente.
E adesso arriva la 33′ giornata, che sulla carta è una di quelle che ti fanno dire “ok, questa me la sparo tutta” e poi magari finisce che un amico compie gli anni e ti salti quella che diventerà la partita più bella: quella che avevi sottovalutato. Si parte con Sassuolo-Como e Inter-Cagliari, venerdì. Napoli-Lazio è il tipo di partita che vive di tensione anche prima del fischio d’inizio: il Napoli deve restare almeno nella scia dell’Inter, per non perdere il secondo posto, la Lazio deve dimostrare di avere ancora un grumo di orgoglio; più che una partita, un test di identità. Roma-Atalanta è forse il big match della giornata assieme a Juventus-Bologna. Bentornati sulla pagina dedicata ai consigli scommesse di Time2play: 20 suggerimenti, uno per tifoso. Stringiamci a coorte, italiani: non sarem pronti alla morte, ma alla prossima giornata, almeno, sì. Abbiamo scovato le quote su DomusBet*, uno dei nostri migliori siti scommesse!
CHI VINCE FESTEGGIA, CHI PERDE SPIEGA
- Il pronostico azzeccato più clamoroso: Parma – Napoli, X (3.85), lo dicevamo che bisognava credere nel Parma!
- La toppata più clamorosa: Atalanta – Juventus, 1 + Over 2.5 (4.60), pessima… y Dea.
Sassuolo – Como
Venerdì 17 aprile, ore 18.30
| Quota “1” BetFlag | Quote “X” BetFlag | Quota “2” BetFlag |
|---|---|---|
| 5.60 | 4.30 | 1.54 |
Sassuolo, la pancia piena sbilancia?
Siamo forse un po’ troppo polemici, contando anche il fatto che il Genoa aveva motivazioni molto più importanti rispetto ai neroverdi, praticamente pacifici a metà classifica. Però è stata una domanda che hanno posto anche a Grosso in conferenza stampa pre partita: si dice che abbiate la pancia piena, soffia nel microfono la giornalista, ma insomma a noi non sembra (*occhiettin-occhiettin*). Eh, invece a noi sì. Oltre a tutto questo, la partita si è un po’ scaldata sugli spalti perché il Genoa è gemellato con la Reggiana, e via i cori a favore di questi. Chiaramente, quelli del Sassuolo (che alla Reggiana ha soffiato lo stadio, per dir così) non hanno gradito. “Via Sassuolo da Reggio Emilia” non è stato bello. L’atteggiamento del Sassuolo è stato comunque buono, hanno creato una bella partita. Il Genoa ci ha creduto di più perché a loro serviva di più, tutto qua: perfetto equilibrio tra conclusioni e possesso palla, partita piacevole da guardare, bravi. Ok, il Sassuolo è più sazio e ai punti questa pancetta post inverno si è fatta sentire. Grosso ha fatto qualche esperimento una volta rimasto in dieci: un bizzarro 4-2-3 per provare ad andarla a vincere. Volpato ci ha provato, poca concretezza. In generale, mica male dai. Ora un po’ a smaltire i chiletti di più perché arriva il Como e senza Doig e Berardi non sarà facile. Ancora un po’ di pertosse, per qualcuno.
Como bravo, però, sommessamente…
… se una squadra tra andata e ritorno prende otto papagni da un’altra, insomma, bravi ma forse c’è qualcosa da registrare. Se troppo ci si fida dei violini che suonano in coro, cari amici comaschi, qua si rischia di non migliorare la fase difensiva. E qualcosa da rivedere c’è. Mister Champagnino non ha voglia di scherzare, rimettiamoci la maglia i tempi stanno per cambiare: bellissima la mancanza di primedonne, bellissimo il gioco corale, bellissimo il fraseggio, il palleggio, un’altra parola che finisca con “eggio” e che ora non ci viene. Però, santa pacienza, ma si possono prendere dei gol così? Ma Valle? Segna, sì, ma poi fa segnare gli avversari. “Non me lo so spiegare IO”. Poi vogliamo anche dire che siamo rimasti stregati dagli occhietti di Nico Paz mentre rantolava a terra dopo aver dato un calcio a Bonny (che evidentemente ha attributi di titanio: non ha fatto nemmeno una smorfia!): quegli occhietti verdi che guizzano qua e là per capire se il rigore alla fine arriva (e arriva) sono davvero fascinosi. Fabregas a partita finita li mette tutti in cerchio e fa ai suoi i complimenti, chiosando con “La prossima la vinciamo”. Resta il dubbio se con “La prossima” intendesse questa col Sassuolo o la prossima contro l’Inter: ricordiamo che resta da disputare il ritorno di Coppa Italia al Meazza settimana prossima. Di nuovo pallottoliere o lo lasceremo a casa, mister Champagnino? Ramón per la trasferta emiliana dovrebbe tornare dal primo minuto.
Inter – Cagliari
Venerdì 17 aprile, ore 20.45
| Quota “1” BetFlag | Quote “X” BetFlag | Quota “2” BetFlag |
|---|---|---|
| 1.24 | 6.20 | 11.00 |
Inter, ucci ucci!
Sentiamo odor di scudettucci? Non possiamo dire che è fatta, altrimenti i tifosi nerazzurri ci saltano in testa e ci mordono le orecchie, però… NO, NIENTE. Arriva il Cagliari, ok, una cosa alla volta. Ma avete visto Chivu che faina là in panchina? Lancia bottigliette, si sloga una spalla, si sgola col quarto uomo, un casino! A guardare le panchine, nel match tra Como e Inter, si sarebbe visto uno spettacolo nello spettacolo, anche perché sul lago di Como le panchine sono vicinissime. L’Inter opera in rimonta, col grande ritorno di due nomi che mancavano da un po’: il Tikus Thuram (che omaggia lo zio acquisito Titi Henry con la celebre esultanza alla bandierina) e Denzel Dumfries. Due doppiette che spalancano i cuori dei tifosi interisti ormai convinti che, per vincere una partita, sempre si debbano avere almeno due gol di vantaggio sull’avversario, perché non si sa mai cosa possa accadere. Falli di mano in area degli avversari non fischiati, oppure rigori fantasma tipo quello assegnato a Nico Paz. Meglio stare sul sicuro, che con l’attacco più prolifico del campionato sembra facile, ma non sempre è possibile. Non torna Bisseck, non torna Lautaro, non c’è Bastoni, Sučić squalificato e mezza squadra diffidata, dato che a Massa gli è partita la sincope del giallo, l’altra sera.
Il Cagliari torna alla vittoria, ma che fatica
Tornare a vincere e mettere in cascina qualche punto non era fondamentale: di più. Questo perché la zona retrocessione sta a un passo e il Cagliari deve cercare di tenerla alla larga il più possibile. Certo è che il campionato di Serie A offre moltissimi spunti anche quest’anno, nonostante quel che si dice in giro: le squadre che lottano per non andare in B sono più di quelle che si pensa e quelle che non hanno niente da chiedere giocano comunque col coltello tra i denti per offrire spettacolo. Il Cagliari batte la Cremo, ma le dichiarazioni di Giulini fanno male ai tifosi sardi: “Non mi è mai venuto in mente di esonerare Pisacane, le responsabilità non sono mai state del tecnico”. E i tifosi, in coro: e di chi, allora? Poi Giulini si lagna anche di aver perso Luvumbo, uno che salta l’uomo. Come se i maiorchini glielo avessero portato via la notte, di soppiatto, o gli fosse caduto in spiaggia e bon, mai più ritrovato, piccolo come un penny e poi finito su una spiaggia di Maiorca, come per magia. Ai tifosi non va più bene arrivare con l’acqua alla gola ogni stagione per salvarsi all’ultimo, non c’è progetto, non c’è consistenza. Occhio che manca Mazzitelli, a Milano, dato che è uscito a causa di un risentimento contro la Cremo. “La contestazione credo sia stata inopportuna”: Giulini, prima dei tre punti con la Cremo, l’ultima vittoria risaliva al 31 gennaio. Contro l’ultima in classifica. Inopportuna?
Udinese – Parma
Sabato 18 aprile, ore 15.00
| Quota “1” BetFlag | Quote “X” BetFlag | Quota “2” BetFlag |
|---|---|---|
| 2.15 | 3.10 | 3.70 |
Che sventola, questa Udinese!
La volta scorsa abbiamo parlato dell’atmosfera fuori dallo stadio Friuli prima e dopo ogni partita dell’Udinese, ma qua dobbiamo per forza far notare che tutto il necessaire per le grigliate se lo sono portati anche a San Siro contro il Milan. Tutto, tranne la carne: hanno fatto bistecche di Leão, spiedini di Bartesaghi e piedini di Modrić in umido. Piatto forte: il fegato di Allegri alla piastra con le cipolle. Nessuno dei tifosi dell’Udinese si aspettava la vittoria, avrebbero firmato per il pareggio. Dopo aver fermato il Como, ecco che viene annullato il Milan, coi suoi contropiedi letali. Davis, Atta, Zaniolo, Ekkelenkamp: stanno tutti bene di gamba, belli spediti, entrano a difendere con una sicurezza e una puntualità imbarazzante. Non solo in attacco, quindi, ma anche la difesa bianconera va elogiata. Terzo clean sheet consecutivo, anche Okoye in gran forma: solo istinto su Saelamaekers, non la vede partire e si muove come un precog tipo Neuer. Arriva la migliore Udinese vista in stagione, in una stagione in cui già non si poteva dir niente ai friulani. Bravi ragazzi. Per la gara casalinga contro il Parma, Runjaić dovrà oliare ancor di più il suo attacco, perché con Cuesta non si scherza, tutto rigido e arroccato com’è. E, porca miseria, Davis si è fatto male e non sarà della gara: serviva tantissimo, qua!
Ma quanto rompono le scatole a Cuesta, oh.
Chiunque giochi contro il Parma, si lagna, ma il Napoli un po’ di più. E dire che il Parma ci ha anche provato a farli divertire segnando subito, ma niente, il Napoli sempre a dire che ci vuole il campionato a 18 squadre. Però, ragazzi: pure a 18 squadre il Parma era dentro, eh. E le polemiche su Cuesta? “Eeeeeeeeeh, ma c’era bisogno di pescarlo in Spagnaaaaa uno che gioca cosììììì”, ma sarà ben libero di giocare un po’ come gli pare, il povero Cuesta? Ma saranno fattacci del Parma e di chi lo ama, o no? Che diavolo: Allegri gioca così da una vita e gli rompono le scatole giusto i tifosi del Milan (e manco tutti), Cuesta diventa il bersaglio di chiunque. Abbiamo due spagnoli in Serie A che allenano agli antipodi: prendiamoci l’antitesi e zitti. Contro il Napoli il Parma è stato eroico, ha retto quanto poteva e poi si è dovuto arrendere al pareggio, dimostrando ai compulsatori di tabelle rimonta scudetto che le partite vanno giocate, prima di contarne i tre eventuali punti vittoria. Bravo Cuesta, lezione se non di calcio, di vita. Il tutto senza Pellegrino, poi! Ora comunque torna, per questa insidiosissima trasferta friulana. “Cuesta è la mia vitaaaa, se ho bisogno te lo dicooo, sono io che guidooo”: è il caso di cantarla forte, questa del Liga, amici tifosi del Parma, perché qua vi romperanno le scatole a oltranza, se no.
Napoli – Lazio
Sabato 18 aprile, ore 18.00
| Quota “1” BetFlag | Quote “X” BetFlag | Quota “2” BetFlag |
|---|---|---|
| 1.53 | 3.95 | 6.60 |
Prima di contare, meglio giocare
Nelle tabelle per la rimonta, la trasferta al Tardini era conteggiata come 3 punti certi: le premesse c’erano tutte, tra garra per la voglia di non scucirsi lo scudo dal petto (“Ce lo dovranno strappare”, diceva Conte) e il ritorno di tanti nomi illustri. E invece la Serie A dimostra, una volta di più, che le partite vanno giocate. Dopo la partita i tifosi napoletani ancora dicevano “non è finita”, ma ancora l’Inter doveva battere il Como su quel ramo del lago. Poi Conte ci mette del suo con la mossa Kansas City togliendo Hojlund per Giovane e noi stiamo ancora cercando di capirla: cosa sarebbe dovuto accadere mentre tutti urlavano al cambio funesto? Al Napoli, per ammissione dei suoi stessi tifosi, è mancata la cazzimma. Ora si parla di cambio in panca: da Sarri a Thiago Motta, da Grosso a Italiano, i nomi impazzano. Qualcuno ancora invoca Klopp senza sapere che ha lasciato il calcio. Intanto è nato un giallo che riguarda il ruolo del cosiddetti “Fab4”: meglio giocare con loro che fingono di puntare o mettere una punta vera e propria contro la Lazio? Noi, per non saper né leggere né scrivere, un pensiero su Allison titolare lo faremmo, ma non siamo Conte, abbiamo capelli più belli in redaz. Si avvicina il momento di Di Lorenzo!
La partita in campo e quella fuori
Certo, i tifosi stanno contestando Lotito con tutte le loro forze e lo sappiamo, ma c’è qualcosa di più: ai tifosi laziali sta passando la voglia di tifare. Ci sono grandi tifosi della Lazio che non accendono nemmeno più la televisione e ci piange il cuore a pensare a loro. Poi c’è ancora qualcuno che Lotito lo vuole, ma ok. Vedere i tifosi laziali messi così ci dispiace perché noi li abbiamo sempre visti tifare: anche quando sono partiti a -9, anche negli spareggi, anche in Serie B. Non ci sono condanne, almeno in questo mondo, per reati di questo tipo, ma se esiste il dio del pallone, Claudio Lotito pagherà caro il fatto di aver allontanato dalla propria squadra un gran numero di tifosi. Ora si va a Napoli, comunque: ci sono da fare delle valutazioni, caro Brontosarri. Maldini e Marušić come li vedi? Soprattutto se pensi alla trasferta coppitalica bergamasca contro la Dea che quattro giorni dopo Napoli ti aspetta? Al campionato non hai più nulla da chiedere, la salvezza era l’unico obiettivo, quindi via, magari teniamo nei box questi cavalli. Cerchiamo di non fare troppi danni. Ah, Lotito: guarda che ti sbagli a pensare che una squadra possa esistere anche senza tifosi. Occhio, rischia di sparire se non dai retta alle proteste che da mesi protestano.
Roma – Atalanta
Sabato 18 aprile, ore 20.45
| Quota “1” BetFlag | Quote “X” BetFlag | Quota “2” BetFlag |
|---|---|---|
| 2.44 | 3.25 | 2.90 |
Quel che succede a Trigoria va un po’ dappertutto
Qual è il bene della Roma? Chi lo fa? E chi invece sta proteggendo solo i suoi interessi? Tra Ranieri e Gasperini, qua ci sa che c’è da scegliere: nonostante la corsa-Champions sia più aperta che mai, qua ci si fa del male da soli. Le dichiarazioni di Ranieri sono pesanti e arrivano a destabilizzare: sottolineare come Gasperini sia la quarta scelta e che il mercato sia stato condiviso con lui quando insomma, sappiamo che proprio vero non è. Che bisogno c’era di sfogarsi ora? Hai covato tanto, ok, ma non era il caso di covare un po’ di più? Ma poi, perché le cose che accadono a Trigoria non rimangono a Trigoria? Ok, Trigoria non è Las Vegas, ma state più coperti ragazzi. Già per Gasperini si parla di Milan (o di Nazionale): fino a prima delle dichiarazioni di Ranieri ci sembrava fantascienza, ma ora ci crediamo un po’ di più. Roma, nun fa la stupida in ‘sta staggione, ok? Ora arriva l’Atalanta, in classifica siete lì, pare uno scontro diretto, cerca di allungare e tieni vive le speranze dei tifosi che ancora sperano nel quarto posto, fai il piacere. Pisilli si è distorto una caviglia, purtroppo e Pellegrini starà out per un mese, mentre al suo posto si scalda il Faraone El Shaarawy (redivivo!). Malen è troppo felice della tripletta rifilata al Pisa: ne infilerà almeno uno a Bergamo?
La Dea sdentata
L’Atalanta regala un gol alla Juve su una paperata di Carnesecchi (ne fa solo due all’anno ed eccoci qua). La reazione è stata inconcludente, purtroppo: la squadra forse non aveva ben presente l’importanza del match. Partita estremamente equilibrata, decisa da un’uscita a vuoto del portiere su un’azione innocua che porta Boga al gol. Il punto è l’atteggiamento, raga: non hanno giocato male, ma hanno giocato senza la voglia di rientrare in corsa-Champions. Che si sia rimasti troppo scottati dalla doppia sfida contro il Bayern Monaco? Perché, se togli le azioni su palle ferme, qua di occasioni non ci sono state, a causa proprio dell’atteggiamento: non si crea, non si punta, non si salta, niente. Quantità senza qualità. Una Dea sdentata, con la dentiera sul comodino e l’imbarazzo rosso in volto. E sì che il tempo per recuperare c’era, parliamo di 40 minuti tondi, ma si arriva alla fine con tentativi alla viva il parroco. E tutto questo senza nemmeno poter dire che i nerazzurri abbiano giocato male: hanno giocato al pari della Juve, ma la Juve sta davanti, si poteva permettere dei gigioneggiamenti, per quanto puliti. Mille attaccanti, zero attacchi. A Roma si rivedranno Hien e Scamacca, in ballottaggio con Krstović per la titolarità. Spinge anche Raspadori per entrare dal primo minuto.
Cremonese – Torino
Domenica 19 aprile, ore 12.30
| Quota “1” BetFlag | Quote “X” BetFlag | Quota “2” BetFlag |
|---|---|---|
| 2.90 | 3.10 | 2.55 |
Cremo, ci si può salvare con 34 punti?
Assieme al Lecce questa squadra ha 27 punti in 32 partite ed è ancora in piena gara per la salvezza: questa è un po’ la dimensione del nostro campionato quando vai a guardare la parte bassa della classifica. Con questi punti, ammettiamolo, non si dovrebbe meritare di essere salvi. Questa situazione fa perdere di valore quasi 100 partite sulle 380 complessive del campionato: ci sono squadre a mezza classifica che da marzo si guardano nelle palle degli occhi e non sanno più cosa chiedere e cosa dare. Potremmo fare un elenco ma ci asteniamo. Colpa della Cremo? No. Colpa nostra? Nemmeno. Vostra? Forse sì, come vi chiamate? Contro il Cagliari Giampaolo ha testato Sanabria, al rientro, solo che Thorsby resta da valutare e Maleh deve ancora scontare un turno di squalifica, per fortuna l’ultimo. Ragazzi, noi non lo sappiamo se la Cremonese si salverà: di sicuro ce lo auguriamo di tutto cuore, senza voler augurare la retrocessione a nessuno. Ma c’è anche da dire che il campionato di B sta riservando molti più colpi di scena rispetto a certe zone di classifica della nostra asfittica, amata, Serie A. Cremo, sei riuscita a riempirci di una tristezza insolita.
Il Toro dei miracoli
Il Toro batte il Verona, ma che partita orrenda. Idem come col Pisa, ti dovevi prendere i tre punti e te li prendi, caro Toro, e sei salvo. Non matematicamente, ma chi ti piglia? Il Verona è riuscito a far fare assist a Pedersen, cose da chiodi: ha cercato l’assist e lo ha trovato, non è che gli abbia detto culo. A Torino nevica rosso, per dire. Poi il Toro subisce il pareggio senza che qualcuno chiuda o raddoppi in difesa, il solo Paleari patato che difendeva dei pali inermi. Poi si va sul 2-1. Si va a Cremona per cercare di sfatare il tabù delle 3 vittorie di fila: sono sei anni che il Toro non ne infila tre! Si riuscirà a sfangarla? Si potrà poi guardare un po’ avanti, magari verso la prossima stagione? Programmare con Cairo alla guida della società è tosta, soprattutto in ottica di calciomercato (nessun Cairo è stato maltrattato scrivendo queste righe). Forse Cairo vende, ma lo abbiamo già scritto settimana scorsa. I tifosi del Torino non sanno come commentare una vittoria, ma commentano le parole di Ismajli: rispetto alla gestione di Baroni è stato non critico, di più. Baroni non metteva i giocatori nelle loro posizioni, mentre D’Aversa lo fa. Sembra una banalità ma ok, con Baroni si retrocedeva, bimbi: media punti di Baroni in 26 partite → 1.04, D’Aversa → 2.00. Bon. Ismajli fuori per squalifica per la trasferta cremonese, Aboukhlal in valutazione!
Hellas Verona – Milan
Domenica 19 aprile, ore 15.00
| Quota “1” BetFlag | Quote “X” BetFlag | Quota “2” BetFlag |
|---|---|---|
| 6.00 | 3.95 | 1.56 |
Hellas, bella per Bowie, poi basta
Gagliardini è riuscito a prendere una traversa: se quelli del Toro possono dire ai veronesi di essere riusciti a far fare un assist a Pedersen, quelli del Verona potranno senz’altro sfottere dicendo loro che Gagliardini non vedeva una traversa dai tempi del Vicenza (scherziamo. I tempi eran quelli dello Spezia). Bella la garra di Bowie, che si libera di Ismajli e col mancino insacca alle spalle di Paleari, me poi niente più. Il Verona si appresta a dire addio (o arrivederci) alla Serie A, dopo un campionato costellato da sole tre vittorie e ben venti sconfitte, unici ad aver toccato questo tetto: nemmeno i gemellini pisani son giunti a tanto, ma vedremo alla fine chi avrà vinto questa gara al ribasso. Contro il Milan in disarmo sarà senza dubbio un bel match, voleranno stracci: le condizioni di Bella-Kotchap sono in valutazione mentre Suslov dovrebbe tornare a giocare dopo la squalifica. Al fischietto ci sarà Chiffi: come la prendono i veronesi? Torna Orban titolare dato che ha smaltito la febbre, che lo assedia da fine gennaio, evidentemente, dato che è dalla gara casalinga contro l’Udinese che non la butta dentro manco con le mani. Solo sette gol in stagione per lui. Entra già diffidato, per non farsi mancare niente. Come lui, diffidati anche Valentini e Nelsson.
Milan, che sprofondo, mamma mia
Qualcuno ha detto “La sera leoni, la mattina Leão” e non possiamo che concordare: ok, è tutta la stagione che gioca fuori ruolo, ha la pubalgia e nonostante tutto è arrivato in doppia cifra. Ma resta uno dei più fischiati dal pubblico rossonero, così fuori dalla partita che, alla sostituzione di Zaniolo, 10 dell’Udinese, pensava di essere lui ad abbandonare il campo e già si era tolto i parastinchi quando si è reso conto che no, nonostante tutto non stava per uscire lui. Come dicevamo, Allegri rischiava di fare un bis dopo quanto già mostrato alla Juve, quando ci fu un crollo verticale dopo la sconfitta contro l’Inter: svanisce il sogno e svanisce la squadra. Occhio che sempre c’è da guardarsi indietro, perché la Juve sta a tre punti e il Como poco più indietro. Vince gli scontri diretti (tranne col Napoli), ma perde con le piccole perché costruisce poco. Anzi, costruisce quasi niente. Pulisic nel 2026 non è pervenuto, per motivi fisici ma anche caratteriali, dato che non è più tranquillo come prima e si vede, Leão lo abbiamo detto, Füllkrug meglio non dirne e Nkunku si è intravisto a gennaio coi suoi palloncini e poi è andato a fare l’animatore alle feste di compleanno dei bimbi di Gerry Cardinale. Fa dei balloon dog che Koons levati. Potrebbe tornare Gabbia titolare e davanti ci sono tanti nomi per due posti: ma in quattro non ne fanno due, quindi di che stiamo parlando.
Pisa – Genoa
Domenica 19 aprile, ore 18.00
| Quota “1” BetFlag | Quote “X” BetFlag | Quota “2” BetFlag |
|---|---|---|
| 3.20 | 3.10 | 2.33 |
Per il Pisa non c’è niente da fare
Le sconfitte del Pisa si fa fatica a contarle (no, non è vero, sono 18, ma le vittorie son più facili: sono due), i suoi tifosi sono ormai sfiancati da questa stagione in A senza armi per affrontarla. A gennaio non sono arrivati giocatori che potessero sostenere il Pisa nel girone di ritorno. I nerazzurri di Toscana ci hanno dato un’impressione precisa: avete presente la magica Coppa Italia, quando vediamo le squadre di Serie B o di Serie C che incontrano una medio/grande di A e ce la mettono tutta per far bella figura? Ecco, uguale. Solo che solitamente si tratta di uno scontro solo, mentre questi turni della Coppa Italia, per il Pisa, sono stati 32 e sta per avvicinarsi il trentatreesimo e poi ancora cinque ne mancheranno. La tripletta presa dalla Roma non fa nemmeno più notizia, il che sconforta un bel po’. Sul banco degli imputati, ovviamente, la dirigenza: i tifosi del Pisa dicono che negli ultimi quattro anni, la stagione buona è stata una sola, quella dell’anno scorso. Fine. Cambiano i DS ma la linea resta quella: la linea del boh. I tifosi anche sono diventati boh, non gli importa più granché, dalla rabbia all’indifferenza, sono tranquilli anche quando contestano (scrivono tipo di post su Facebook). C’è tutto ghiaccio a Pisa, ghiaccio nel cuore dei tifosi: “Il danno più grande che ci state facendo è questo: noi giovani non abbiamo mai visto il Pisa in Serie A e ora è diventato il trauma”. Torna Durosinmi dal primo!
De Rossi le vince con i cambi
Il Genoa mette le bombole d’ossigeno e giocare a Marassi sta servendo tantissimo per ottenere punti salvezza: e ora ha battuto il Sassuolo, mica paglia. Gilardino li ha riportati in Serie A e poi li ha mantenuti in Serie A, ma quando tutto stava andando a catafascio a causa di Vieira, ecco che ti pescano la carta De Rossi e si portano a casa la stagione. Ok, non ancora tutto è detto, ma l’aritmetica a volte non è necessaria e ci sentiamo di dire che questa è una di quelle volte. Questo non è un De Rossi Relativo è un De Rossi assoluto. Qualche critica per il povero Martin, entrato senza forma e senza concentrazione contro il Sassuolo. Piccolo giallo Norton-Cuffy: sappiamo che sta male ma non sappiamo di preciso cos’abbia. Altro piccolo giallo Zatterstrom, che i tifosi non sanno di preciso che ruolo rivesta (centrale, nel caso ve lo chiedeste): giocherà contro il Pisa? Daniele cambierà il suo modulo, dati i nove punti in più sulla zona retrocessione? Ma ‘sti nove punti, poi, bastano per star tranquilli? I nerazzurri capilista ci direbbero di no, anche con una certa decisione, lo sappiamo, ma qui a metà si può stare più sicuri? Daniele De Rossi ci guarda e sorride, non parla però.
Juventus – Bologna
Domenica 19 aprile, ore 20.45
| Quota “1” BetFlag | Quote “X” BetFlag | Quota “2” BetFlag |
|---|---|---|
| 1.47 | 4.50 | 6.40 |
Spalletti, ora scula lui
Un tiro e manco in porta perché deviato da Carnesecchi: è così che la Juve si porta a casa i tre punti da Bergamo, riprendendosi un po’ di culo. E meno male che il karma ogni tanto fa i suoi giri immensi ma poi ritorna, dato che l’attacco bianconero è celebre in questa stagione per aver regalato trofei di MVP a tantissimi portieri: Carnesecchi all’andata, Murić, Falcone, Paleari, Maignan… stavolta è riuscita la Juve a scularsi il risultato. Dal 2016/17 la Juve a Bergamo aveva vinto solo 3 partite su 12: capite che vincere ora la quarta è tante cose belle. Nel segno di Boga, con un tiro che sarebbe andato fuori ma Carnesecchi se lo riporta dentro. Se non avesse vinto, il racconto sarebbe stato questo, pronti? “Avete rinnovato Spalletti a sei milioni l’anno ed è quasi settimo”, questo in caso di sconfitta. In caso di pareggio “ed è quasi sesto”. Meno male va. La Juventus deve per forza entrare in una coppa, qualsiasi coppa, non importa se di quelle che si giocano il martedì o il giovedì. Altro che anno senza coppe qualora si trattasse di Conference. Ora arriva il Bologna, non sarà semplice e lo sappiamo, ma gli emiliani hanno straperso in coppa (appunto) e potrebbero offrire il fianco ai non attaccanti bianconeri: no Milik, no Vlahović, forse no Yıldız. Maronn, povero Spallettone: gli restano solo quelli che non vuole. Magari la mette Openda. No, niente, come se non l’avessimo scritto.
Bologna bene bene (no, non in Europa League)!
I tifosi del Bologna si vedono a -5 dal settimo posto, al momento occupato dall’Atalanta che ha perso strada proprio a causa della sconfitta contro la Juve della scorsa giornata. Solo che la Juve è la prossima avversaria anche dei bolognesi: chi diceva che il Bologna, però, non si sta giocando niente, si sbagliava di grosso. Il polso dei tifosi ce lo dice chiaro, quel che vogliono: macinare punti e riprendersi una posizione in classifica che sia più degna dei loro sogni di inizio anno. E se torna al gol persino Orsolini, vuoi vedere che potrebbe non essere poi così impossibile? Certo, andare a Torino non è mai facile, ma Italiano ritrova Ferguson dopo la squalifica e il buon Ravaglia tra i pali (Pessina ha comunque fatto una bella parata nel primo tempo contro il Lecce). Castro dovrebbe partire titolare spalleggiato da Orsolini e Cambiaghi. Lo abbiamo detto che l’Orso ha segnato? Sì, eh? Diciamolo meglio: ha tirato 30 volte verso la porta senza beccarci mai (se la smettesse di tirare dalla riga di fondo sarebbe meglio), bene che si scrolla la polvere di dosso. Italiano molto contento ma forse Castro era da cambiare prima, così come Freuler: li stai forse spompando un po’ troppo (e in Europa League nella debacle contro l’Aston Villa si è visto)? E il Lecce è stato battuto, nonostante un Miranda altalenante, c’è da dirlo.
Lecce – Fiorentina
Lunedì 20 aprile, ore 20.45
| Quota “1” BetFlag | Quote “X” BetFlag | Quota “2” BetFlag |
|---|---|---|
| 3.40 | 3.30 | 2.17 |
Lecce, un altro inciampo doloroso
Male, ragazzi. Un gol regalato, e ok, ma non è tanto questo, per quanto non sia cosa da fare quando sei in Serie A e ti devi salvare: male l’atteggiamento, soprattutto. Il Lecce fa anche peggio di quelli che sono già stati condannati a retrocedere. Siamo abituati a vedere un Lecce che con la garra ci mette una pezza, andando a coprire le lacune della squadra. La partita contro il Bologna ci ha mostrato un Lecce senza mordente, mollo mollo, e così salvarsi diventa davvero difficile. Il calendario è più facile rispetto a quello della Cremonese, prima antagonista per la lotta salvezza, ma non ci sembra giusto parlare di calendario se hai questo atteggiamento. Ci saranno anche Pisa e Verona a calendario, ma ragazzi, basta. Sono quattro partite di fila che si perde in modo inesorabile, la difesa fa degli errori incomprensibili e Štulić pare appena uscito dalla scuola calcio: quanto ha sbagliato al Dall’Ara? Di Francesco, comunque, lo metterà ancora titolare, sperando che la settimana trascorsa gli abbia portato consiglio. A proposito del DiFra: ma secondo voi si salverà ancora all’ultima giornata? Ma anche: secondo voi ai tifosi del Lecce gli regge ancora la pompa per arrivare all’ultima giornata conciati così? Cogitiamo ma dubitiamo.
Una Viola di carattere (finalmente)
I tifosi glielo chiedevano da inizio anno, di giocare partite così: la Fiorentina non è mica così scarsa eh. Ma se è vero che i singoli giocatori hanno tutte le colpe del mondo, perché guardate che le qualità le hanno, è vero anche che Vanoli ha fatto un ottimo lavoro. Possiamo chiederci quanto sia mancato il lavoro di Gosens? A livello realizzativo l’anno scorso è andato a meraviglia e quest’anno sembrava il fantasma di se stesso. Bentornato Robin, probabilmente il migliore in campo contro la Lazio, almeno per noi. Resta una stagione che si spera finisca il prima possibile, ma il carattere che abbiamo visto contro la Lazio ci riempie il cuore di rimpianti. Oltre a questo, c’erano pure tantissime assenze: Parisi, Gudmundsson, Kean… ragazzi, ma che partita ha messo in tavola la Fiore con tutte queste assenze? Un plauso anche a Rugani. Harrison, in Serie A non si può giocare solo con un piede: sul destro non hai mai allacciato nemmeno una scarpa. Allenalo un pochetto, questo destro, perché ovviamente tutti lo sanno e ti chiudono il sinistro: sorprendili e dimostra che sai almeno passare una palla di destro. Crediamo in te. Ora tornano Fagioli e Gudmundsson, che contro la Lazio erano squalificati. Da valutare Kean e Parisi, contro il Lecce ci vuole una partitona.
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