I quarti di finale del torneo ATP 500 di Doha hanno dato un verdetto poco piacevole e inaspettato per i tifosi italiani. Sinner ha ceduto in tre set al giovane campione ceco Mensik: un altro ko ravvicinato dopo quello in semifinale agli Australian Open, decisamente contro pronostico e contro le quote scommesse. Anche Jannik, insomma, è umano.
Si tratta di un campanello di allarme preoccupante? O è una sconfitta fisiologica? Analizziamo insieme la situazione e vediamo anche come se la passano gli altri avversari di Sinner in Qatar.
Jannik, cosa dobbiamo pensare?
Dopo i primi due turni passati senza patemi contro due giocatori di valore come Mahac e Popyrin, nessuno si sarebbe aspettato una sconfitta di Sinner ai quarti di finale di Doha. Non lo pensavano i bookmaker, che davano l’altoatesino a 1.06 e il suo avversario a 9.00.
Già, il suo avversario: ma chi era? I più distratti forse se lo erano già dimenticati, ma Jakub Mensik è tutto fuorché un carneade. Ceco, classe 2005, alto 1.96, n. 16 del ranking, era esploso un anno fa quando era stato in grado di vincere l’importante torneo ATP 1000 di Miami. Sembrava il trampolino di lancio perfetto verso il Gotha del tennis mondiale, invece la sua carriera ha subito da lì in poi una battuta di arresto.
Dovuta in parte ad errori di gioventù, ma soprattutto a tanti guai fisici che lo hanno frenato nella seconda parte della stagione. Ritrovata la salute, quest’anno è tornato a riproporsi prepotentemente come contender credibile. Sarà lui il terzo incomodo? Non lo possiamo ancora dire, però ecco perché, tra le altre cose, questa sconfitta non deve sorprendere più di tanto.
Oltretutto, Mensik è il più classico dei big server: se in giornata, brekkarlo diventa davvero difficile e nell’economia di un match possono essere decisive pochissime palle. Lo score di ieri lo dimostra: 7-6, 2-6, 6-3 per il ceco, che però ha fatto complessivamente 3 punti in meno di Sinner.
Spulciando le statistiche, saltano all’occhio le 7 palle break a 4 per l’altoatesino, con 2 a testa trasformate. A fronte però di una percentuale di prime del 71% per Mensik, che quando ha messo la prima palla ha avuto un 82% di punti vinti. Insomma, giocare nei game di servizio del ceco, ieri, era quasi impossibile.
Cosa ci dicono i precedenti
La sconfitta di ieri ci serve per ricordarci che non è normale vincere sempre: Jannik negli ultimi anni ha perso praticamente solo contro Alcaraz, qualcosa che non facevano nemmeno Nadal e Federer negli anni d’oro. Qualche periodo di rallentamento è più che fisiologico, non trovate?
Inoltre, ricordiamoci che una situazione simile l’avevamo vista a giugno dello scorso anno. Sinner, uscito con le ossa rotte e il morale a pezzi dalla bellissima finale del Roland Garros persa contro Alcaraz, aveva subito una sconfitta inaspettata al secondo turno dell’ATP 500 di Halle contro Bublik.
Stessa categoria di torneo, stesso turno, stesso livello di avversario. Anche in quel caso si erano levate grida di allarme, con i più pessimisti che paventavano addirittura una crisi irreversibile. Poi ci ricordiamo tutti cosa successe: arrivò “soltanto” la prima vittoria di sempre di un italiano a Wimbledon.
Le quote delle semifinali di Doha
Dall’altra parte del tabellone, invece Alcaraz va avanti, ma anche lui non ha avuto vita proprio facile. Nel suo quarto di finale ha lasciato per strada un set contro un giocatore solido, ma senza picchi, come Khachanov.
Possiamo quindi pensare legittimamente che sia lui, che Sinner, siano in un momento di “scarico” della stagione, ben lontano dal picco di forma. Che dovrebbe arrivare non prima dello swing americano del Sunshine Double.
Adesso il piatto del torneo qatariota prevede due semifinali interessanti. Carlitos è decisamente favorito contro Rublev. Nell’altro match della giornata sarà interessante saggiare Mensik contro un giocatore in ripresa come Fils.
| Partite | Quote bet365 | Quote SNAI |
|---|---|---|
| Alcaraz-Rublev | 1.14 – 5.50 | 1.13 – 5.50 |
| Mensik-Fils | 1.61 – 2.30 | 1.60 – 2.25 |