Martedì di Champions amaro per l’Inter di Christian Chivu: i nerazzurri, infatti, non riescono a ribaltare il 3-1 patito nell’andata dei playoff una settimana fa contro il Bodø/Glimt e, anzi, finiscono per perdere anche al ritorno contro i norvegesi per 2-1 e devono così salutare anzitempo la massima competizione europea per club.
Non è stata una serata fortunata per l’Inter che, priva del suo capitano Lautaro Martinez, ha iniziato anche benino premendo con costanza nel primo tempo e avendo anche qualche discreta occasione con Pio Esposito e Dimarco ma non riuscendo a bucare la buona organizzazione difensiva del Bodø/Glimt.
Una partita decisa dagli infortuni difensivi
Primo tempo dunque tutto sommato positivo, per i nerazzurri, cui è di fatto mancato solo il gol (dici poco!) ma che, al di là di una costante pressione offensiva in cui si sono distinti in particolare Luis Enrique e Bisseck, non ha mai davvero messo sotto pressione i norvegesi più del dovuto.
Sì, perché l’Inter è sembrata attaccare in maniera propositiva ma meno razionale di quanto siamo soliti vederle fare in campionato, insistendo con palle morbide dalla trequarti che, quando non erano preda della attenta difesa scandinava, risultavano in conclusioni di non troppo pericolo per la porta di Haikin.
Nella ripresa, la gara inizia con lo stesso copione ma al 58′ ecco il fattaccio: Akanji soffre il pressing alto del Bodø e commette una grave leggerezza con un passaggio fiacco a Sommer, facile preda di Hogh che si presenta davanti a Sommer, bravissimo a pararne il tiro; sul tap-in tutto facile per Hauge che segna.
A quel punto la gara da “in salita” diventa “impervia”; entrano Diouf, Bonny e Sučić per Luis Enrique, Frattesi e Zieliński, l’Inter attacca più con disperazione che con lucidità, Akanji tenta di farsi perdonare ma prende il palo e su contropiede i norvegesi segnano ancora: assist di Hauge e bella rete di Evjen (72′).
A questo punto, l’Inter cerca almeno di salvare l’onore e quattro minuti più tardi Bastoni sugli sviluppi di un angolo la riapre, ma il risultato non cambierà più: le statistiche dicono 33 tiri a 7 per l’Inter, ma solo 6-5 quelli in porta, la differenza in fondo sta tutta qui e per i nerazzurri è un amaro addio alla Champions.
Thuram e Barella, che delusione
A margine di una sconfitta che squadra, società e tifosi possono metabolizzare con serenità (nessuno chiedeva ai ragazzi di Chivu di tornare in finale di Champions, l’accesso agli ottavi sarebbe stato obiettivo soddisfacente soprattutto per le casse societarie, ma la stagione è fin qui positiva), ci sono due note negative.
La prestazione di due colonne della squadra, Marcus Thuram e Nicolò Barella, è stata ampiamente insufficiente, seppure per motivi diversi: il francese appare in realtà da tempo decisamente svagato e pasticcione e anche ieri sera, dopo un inizio promettente, si è squagliato come neve al sole risultando impalpabile.
Più preoccupante invece la prestazione di Barella: il motorino del centrocampo nerazzurro è reduce da un infortunio, ok, ma anche per lui vale il fatto che è tutta la stagione che ha perso sicurezza nei passaggi e nelle scelte di gioco e appare nervoso, svogliato e preda di una preoccupante involuzione tecnico-tattica.