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Cosa fa oggi Paolo Maldini

Cosa fa oggi Paolo Maldini? La vita adesso della leggenda rossonera

Scritto da Barbara Di Gregorio
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• 9 min. di lettura
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Dopo essere stato negli anni il volto di brand come Pepsi, Nike, Opel, Tre, ancora oggi L’ex calciatore continua sporadicamente a lavorare come testimonial: nel 2025 è stato tra i protagonisti della campagna Community as a Form of Research del marchio di abbigliamento sportivo Stone Island. 

Quale traguardo della tua vita ti ha reso più orgoglioso?, gli è stato chiesto proprio nell’ambito di tale progetto. La risposta di Maldini: Avere dei figli, e il fatto che mi vogliano bene.

Indimenticabile baluardo della difesa rossonera, perno di una dinastia di giocatori del Milan dall’augusto padre Cesare ai figli Daniel e Christian, ancora oggi Paolo Maldini è una figura centrale dello sport e della cultura pop italiana. 

Le sue mirabolanti imprese sul campo saranno anche acqua passata: ma complice la recente, sfortunata nomina a direttore tecnico della Nazionale il suo personaggio pubblico continua a sollevare grande interesse. 

In questo articolo ripercorreremo la sua carriera di calciatore da record e l’esperienza come DT nel Milan, parleremo della sua famiglia e delle sue avventure imprenditoriali per poi concentrarci sul tempo presente: racconteremo che cosa è successo tra Malagò e Maldini in FIGC e cosa fa adesso il calciatore soprannominato Cuore di Drago.

Paolo Maldini calciatore: cuore rossonero senza se e senza ma

Ancora oggi Paolo Maldini è considerato un simbolo del Milan: perché è stato uno dei migliori difensori della storia del club, e soprattutto perché ha esordito in rossonero appena sedicenne (nel 1984) e per i successivi 25 anni non ha mai cambiato casacca.

Nei primi 12 anni della sua militanza il Milan guadagna l’epiteto di Invincibile: titolare dal 1985, guidato da Arrigo Sacchi e poi da Fabio Capello perfeziona le sue doti di difensore centrale e terzino (naturalmente destro, fortissimo anche come sinistro) coadiuvando la squadra in una serie di vittorie da record.

Fino alla stagione 1995-96 il Milan di Paolo Maldini (e di Baresi, Costacurta, Tassotta per citare altri pilastri del centrocampo) vince cinque scudetti di cui tre consecutivi, tre Champions League, quattro Supercoppe e due Coppe Intercontinentali.

L’epoca d’oro finisce proprio in concomitanza con la sua nomina a capitano dei rossoneri (1997): Maldini è conteso dalle migliori squadre d’Europa ma da bravo Cuore di Drago resta esattamente dov’è. 

È ancora lì, nel 2001, quando comincia l’era Ancelotti e il Milan torna a vincere in Serie A e in Champions. Fino al ritiro del 2009 Paolo Maldini colleziona 26 titoli in totale – l’ultimo la Coppa del Mondo per Club FIFA del 2007 – diventando il giocatore rossonero più vincente di sempre.

Non ha vinto però nessuno dei quattro mondiali giocati dal 1988 al 2004 con la Nazionale italiana (capitata per otto anni) pur ottenendo un secondo (1994) e terzo (1990) posto. Assurdamente, inoltre, nonostante ben 13 candidature Maldini ha non ha mai vinto il Pallone d’oro.

La carriera come dirigente del Milan

Per qualche tempo dopo il ritiro dal campo del 2009 Paolo Maldini resta professionalmente lontano dal calcio, rifiutando l’offerta di affiancare il suo ex allenatore Ancelotti nello staff tecnico del Chelsea.

Non può tirarsi indietro, però, quando nove anni dopo a chiamare è il suo Milan: nel 2018 rientra nella società come direttore dello sviluppo strategico, nel 2019 diventa capo dell’area tecnica. 

In coppia col direttore sportivo Frederic Massara, come dirigente del Milan Paolo Maldini deve risollevare una squadra di nuovo in crisi profonda. Ci riesce mettendo a segno ottimi acquisti (Théo Hernández, Sandro Tonali, Mike Maignan, l’allenatore Stefano Pioli), tenendosi stretti fuoriclasse come Rafael Leão e sfruttando anche mediaticamente il proprio carisma. 

Sotto la sua ala nel 2020-21 il Milan torna a qualificarsi in Champions, nel 2022 domina la serie A e vince uno scudetto che mancava da 11 anni. Eppure, l’anno successivo, la nuova società proprietaria RedBird lo licenzia.

Perché Paolo Maldini oggi non è più dirigente del Milan? Colpa di qualche inciampo sul calciomercato (ricordiamo i costosissimi flop di De Ketelaere e Origi) nonché di divergenze con il proprietario di Redbird Gerry Cardinale, promotore di un approccio al mercato basato principalmente su raccolta dati e statistiche.

Per ora non sembra stia andando benissimo: Cardinale è attualmente alle prese con l’ennesima ristrutturazione della dirigenza rossonera.

Moglie, figli, vita privata

Ancora oggi Paolo Maldini è sposato con la donna di cui si è innamorato a vent’anni: ovvero Adriana Fossa, ex modella venezuelana e attualmente sua socia in Sweet Years, che dal 1994 è anche sua moglie. 

Gossip? Zero: i paparazzi devono accontentarsi di immortalarli bellissimi, felici e sempre insieme. 

Dal matrimonio nascono Christian (1996) e Daniel Maldini (2001): ereditano entrambi il pallino del calcio, si fanno le ossa nelle giovanili del Milan, ma solo Daniel ripercorre brevemente le orme paterne giocando nella squadra ufficiale dal 2019 al 2022. 

Oggi Christian lavora come procuratore nell’agenzia di Giuseppe Riso, la stessa che segue il fratello Daniel: il quale è titolare dell’Atalanta (attualmente in prestito al Cagliari) e ha giocato sia nell’Italia Under 21 che nella formazione nazionale ufficiale nella stagione 2024-25.

A proposito del secondogenito: parlando di cosa fa adesso Paolo Maldini, probabilmente è un po’ preoccupato per lui. Il 13 settembre 2026, infatti, Daniel Maldini ha causato un incidente automobilistico a Milano in cui sono state ferite lievemente cinque persone. 

Positivo all’etilometro, il giovane si è visto ritirare la patente, ma è risultato negativo ai test tossicologici. Non dovrebbero esserci dunque conseguenze per la sua carriera sportiva. 

Altre imprese di Paolo Maldini: Sweet Years e Miami FC

Oltre che una star nazionale del pallone, prima come giocatore e poi come dirigente, l’ex capitano del Milan è un imprenditore di successo. Se vi state chiedendo cosa fa oggi Paolo Maldini, sappiate che è proprietario del marchio di abbigliamento Sweet Years e del club calcistico Miami FC.

Sweet Years

Ricordate le magliette col cuore rosso che indossavamo tutti a inizio millennio? Quel cuore è il logo di Sweet Years, azienda fondata da Paolo Maldini e Bobo Vieri sull’onda del precedente successo di Guru. 

Poiché indossando quasi casualmente le magliette di Guru i due calciatori le avevano rese un must have, decisero di replicare con un brand tessile di loro proprietà affidandosi a una strategia di marketing infallibile: durante le partite Vieri, Maldini e altri calciatori sollevavano la divisa ufficiale per mostrare sotto l’iconica t-shirt col cuore. 

Dal 2004 esultare per un gol togliendosi la maglietta è cartellino giallo, quindi questa originale promozione sul campo durò appena una stagione: fino al 2007 Sweet Years continuò comunque a vendere una media di tre milioni di magliette all’anno, poi il boom finì ma il marchio è tuttora esistente (e in attivo).

Miami FC

Paolo Maldini ama Miami: il mare, il sole, le palme. A questo paradiso manca solo una squadra di calcio professionista finché, nel 2015, Cuore di Drago e Riccardo Silva fondano il Miami Football Club. 

Anche grazie all’esperienza dell’ex capitano del Milan nel selezionare tecnici e giocatori, il nuovo club si distingue già nel 2017 facendo un figurone nella NASL (National American Soccer League). Negli anni a seguire passa alla NPSL (National Premier Soccer League) ed è campione della Sunshine Conference nel 2018 e 2019. Gioca anche nella NISA (National Independent Soccer Association) e nella USL Championship.

Paolo Maldini e la FIGC: nomina, dimissioni, cosa è andato storto

L’11 luglio 2026 Maldini accetta l’incarico di direttore tecnico della nazionale di calcio maschile offertogli dal direttore della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) Giovanni Malagò: siamo nel pieno del rimpasto generato ai vertici della federazione dalla mancata qualificazione dell’Italia a USA-MEX-CAN.

Sulle prime al nuovo DT e al suo collaboratore Leonardo de Araújo viene garantita (pare) piena autonomia, ma quando Maldini vuole Andrea Pirlo sulla panchina dell’Italia Malagò dice no: perché l’ex centrocampista del Milan è global ambassador dell’agenzia di scommesse russa Fonbet e dunque per impresentabile come allenatore della nazionale.

La normativa italiana vieta infatti di sponsorizzare i bookmaker – specie ai professionisti sportivi; ma anche se Pirlo avesse rescisso il contratto, dato l’impatto mediatico generato dalla sua liason con Fonbet nominarlo CT dell’Italia avrebbe significato dare visibilità al marchio: marchio particolarmente scomodo, in tempo di crisi ucraina, sia per la nazionalità in sé che per i legami diretti con Putin.

Se Paolo Maldini oggi non è più il DT della nazionale è proprio perché non ha digerito il veto della FIGC su Pirlo, specie dopo che – come dichiarato dall’ex giocatore – Malagò gli aveva promesso di avallare qualunque nuovo allenatore lui avesse scelto.

Appena sedici giorni dopo la nomina, il 17 luglio, Cuore di Drago rassegna le sue dimissioni lasciando il posto a Claudio Ranieri. 

Cosa fa oggi Paolo Maldini

Dopo aver ripercorso le tappe della sua intensa vita professionale e privata, resta da capire cosa fa adesso Paolo Maldini nel suo quotidiano. Coerentemente alla riservatezza che l’ha sempre contraddistinto le notizie non sono tantissime: sicuramente però continua a tenersi in gran forma. 

Oggi Maldini non gioca più a calcio: se alle soglie dei sessanta sfoggia ancora un apparato muscolare vitruviano è merito del cardio fitness, di una dieta altamente proteica e soprattutto della racchetta. 

Nel 2017 ha fatto persino una breve comparsata nei palinsesti dei siti scommesse tennis, partecipando al Challenger milanese Aspria Tennis Cup in coppia con il suo istruttore Stefano Landonio.

Più recentemente Paolo Maldini ha scoperto anche le gioie del padel: come giocatore (per ora dilettante), ma anche come sostenitore del Para Padel Project di Pippo Galliano. 

Dopo essere stato negli anni il volto di brand come Pepsi, Nike, Opel, Tre, ancora oggi l’ex calciatore continua sporadicamente a lavorare come testimonial: nel 2025 è stato tra i protagonisti della campagna Community as a Form of Research del marchio di abbigliamento sportivo Stone Island. 

“Quale traguardo della tua vita ti ha reso più orgoglioso?”, gli è stato chiesto proprio nell’ambito di tale progetto. La risposta di Maldini: “Avere dei figli, e il fatto che mi vogliano bene”.

Barbara Di Gregorio, recensore e analista

Barbara Di Gregorio, recensore e analista

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Vi presentiamo qui Barbara Di Gregorio, recensore e analista attenta di Time2play. Barbara si è avvicinata al mondo del gambling durante gli studi universitari in Lingue e letterature straniere a Bologna. Ha iniziato il suo percorso dapprima in una classica ricevitoria Sisal, dove ha potuto approfondire la sua conoscenza delle scommesse di ippica e sport, imparando a conoscere le esigenze degli scommettitori e le tipologie di scommessa proposte.

Titolo di studio Laurea in Lingue e Letterature Straniere
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