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Brasile, il Presidente Lula oscura casinò online e siti di scommesse sportive

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Terremoto in Brasile: dallo scorso 6 ottobre tutte le app e i siti di gambling e betting hanno smesso di funzionare. L’attuale Presidente Luiz Inácio Lula da Silva, attraverso un provvedimento legislativo, ha infatti disposto la chiusura di ogni piattaforma dedicata al gioco d’azzardo e alle “bets”.

La decisione arriva in un momento particolare per la nazione verdeoro e per lo stesso Lula, impegnato nelle presidenziali contro Flávio Bolsonaro. La messa al bando, apparsa da subito piuttosto controversa, è stata interpretata dagli oppositori come una classica trovata elettorale strappaconsensi.

Il capo del governo, tuttavia, non condivide tale visione sfoderando come arma retorica la tutela delle famiglie, sempre più indebitate da fenomeni di dipendenza patologica.

Le perplessità relative a questa nuova e inaspettata politica di contrasto alla ludopatia vanno comunque ricercate anche altrove: in molti infatti non vedono di buon occhio l’ordinanza anche e soprattutto per le ricadute che potrebbe avere sull’economia brasiliana.

I motivi che hanno determinato la riforma

Come anticipato, il nuovo divieto intende proteggere i cittadini dai pericoli del gambling e del betting compulsivo.

In effetti, negli ultimi tempi, il mercato ha fatto registrare numeri senza precedenti, anche grazie all’utilizzo degli smartphone per le scommesse sportive e per le bets sugli articoli da casinò.

La maggior facilità di accesso alle piattaforme ha garantito introiti sempre più cospicui agli operatori, determinando di contro per le famiglie nuovi indebitamenti e una crescente difficoltà nel controllo delle spese.

I dati forniti dal governo brasiliano

L’Avvocatura Generale dell’Unione brasiliana, organo che rappresenta legalmente il governo, ha stimato un aumento dei problemi legati alla ludopatia pari al 140% nel periodo compreso tra il 2018 e il 2025

La stessa istituzione ha condiviso i dati di uno studio ufficiale secondo il quale, nell’ultimo anno, il gioco avrebbe sottratto dalle tasche dei cittadini ben 62,5 miliardi di reais (circa 10 miliardi di euro) e acuito in modo significativo la precarietà finanziaria di nuclei familiari già in difficoltà per insolvenze pregresse.

I dettagli del divieto

La Misura Provvisoria n. 1.394 del 25 settembre 2026 ha sancito la messa al bando delle attività di offerta, gestione, advertising e intermediazione per le scommesse a quota fissa in tutto il territorio della Federazione Brasiliana.

I dettagli della nuova legge

L’Avvocatura Generale dell’Unione brasiliana, organo che rappresenta legalmente il governo, ha stimato un aumento dei problemi legati alla ludopatia pari al 140% nel periodo compreso tra il 2018 e il 2025.

La stessa istituzione ha condiLa disposizione legislativa ha determinato la chiusura di oltre 11.000 portali, riguardando dunque non solo gli operatori del mercato nero, ma anche quelli che avevano in precedenza acquisito una regolare licenza dal Ministero delle Finanze.
Oltre all’interdizione di tutte le attività commerciali legate al gambling e al betting, il recente provvedimento ha inoltre obbligato gli operatori, con effetto immediato, a restituire i depositi ai clienti.

Bisogna tuttavia precisare che il divieto non tocca le lotterie tradizionali, a oggi autorizzate a operare nel territorio nazionale e i cui siti ufficiali sono esclusi dal blocco.

Le scadenze imposte dalla nuova normativa

Il governo ha stabilito un preciso calendario per l’applicazione della Misura Provvisoria.

La road map della nuova legge

Dal 25 settembre 2026, data effettiva in cui la disposizione è stata firmata, gli allibratori si sono visti costretti a rifiutare eventuali nuovi depositi; i brand del settore hanno inoltre dovuto avviare tutte le procedure necessarie per l’interruzione della loro attività e per la restituzione degli accrediti caricati sulle piattaforme dai loro utenti.
Questi ultimi hanno avuto tempo fino al 5 ottobre per prelevare in modo volontario i saldi restanti nei loro profili di gioco: dal giorno successivo infatti, i siti e le app oggetto della normativa hanno smesso di funzionare.
Il prossimo 25 ottobre invece, in coincidenza con la tornata elettorale che vede l’attuale Presidente Lula in ballottaggio con il rivale Bolsonaro, cesserà la validità delle autorizzazioni legali precedentemente rilasciate agli operatori.

I termini dell’ordinanza hanno inevitabilmente suscitato numerose contestazioni da parte delle imprese coinvolte, che lamentano, tra le altre criticità, tempistiche eccessivamente ristrette per la risoluzione dei contratti di sponsorizzazione e per la gestione dei rapporti con il personale aziendale.

Un business in ascesa costretto allo stop

Secondo quanto è stato calcolato dal Ministero delle Finanze brasiliano, da gennaio a giugno del 2026 il mercato del gambling online e delle scommesse sportive ha generato un ricavo lordo totale di ben 20,2 miliardi di reais (oltre 3,6 miliardi di euro).

Nello stesso periodo, il volume dei depositi effettuati dai giocatori nelle varie 84 piattaforme autorizzate ha raggiunto gli 88,5 miliardi di reais (quasi 16 miliardi di euro).

I dati confermano l’ampia diffusione del fenomeno scommesse e testimoniano lo stato di salute di un settore in crescita esponenziale.

In effetti, prima del provvedimento, il Brasile è stato uno dei mercati più interessanti per gli allibratori internazionali: la popolarità del calcio, abbinata all’uso crescente dei telefoni per il betting, aveva convinto diversi brand stranieri a investire nel business legale.

La precedente regolamentazione in vigore

In Brasile, le cosiddette scommesse con quota fissa sono state legalizzate per la prima volta nel 2018, ma la completa regolamentazione del settore è avvenuta nel dicembre del 2023.

Con la legge n. 14.790 il governo dell’epoca, guidato dallo stesso Lula, aveva disciplinato in modo più accurato il quadro legislativo, estendendo le autorizzazioni anche ai casinò.

Nel corso del 2024 sono stati poi ridefiniti i requisiti necessari per ottenere le licenze e i costi delle certificazioni: a partire dal primo gennaio del 2025, solo i marchi abilitati dalla Segreteria dei Premi e delle Scommesse hanno potuto operare su scala nazionale.

Le ripercussioni sul calcio professionistico

Le proteste degli allibratori per l’introduzione del divieto scommesse trovano eco nei reclami collettivi delle società calcistiche, che si oppongono strenuamente alla nuova misura per ragioni di natura prettamente economica.

Prima del provvedimento, nella massima serie calcistica brasiliana, ben 14 squadre su 20 potevano vantare una partnership con noti brand di betting, collaborazioni che portavano in cassa lauti introiti.

Alla luce dell’attuale normativa, i club si vedranno dunque costretti a rimpiazzare i vecchi sponsor in tempi decisamente ridotti e a modificare le divise dei team (oltre alla cartellonistica degli impianti sportivi).

L’ordinanza di Lula vieta infatti anche la promozione dei marchi operanti nel settore del gambling e del betting online, con conseguenze che ricordano il divieto di pubblicità sul gioco d’azzardo, introdotto in Italia nel 2018 con il cosiddetto Decreto Dignità.

A proposito di divise

Per ovviare alla situazione in corso, alcuni club sono già corsi ai ripari: il caso più eclatante è sicuramente quello della Fluminense, che ha modificato le maglie dei propri giocatori, sostituendo la pubblicità della piattaforma Superbet con il logo di Superscore, sito di informazione sportiva riconducibile però al medesimo gruppo commerciale.

Una strategia che ricorda quanto avvenuto negli ultimi anni in Italia, dove diversi operatori di betting si sono avvalsi dell’infotainment sportivo per mantenere viva la loro presenza commerciale nel mondo del calcio, aggirando in questo modo gli ostacoli imposti dai criteri vigenti.

È tuttavia necessario rimarcare una differenza sostanziale tra i due mercati: dalle nostre parti gli operatori hanno continuato a esercitare legalmente la propria attività, nonostante il divieto di advertising, mentre in Brasile l’intero settore è stato interdetto.

L’attuale utilizzo sulle divise delle squadre verdeoro di marchi alternativi riconducibili ai brand originari potrebbe dunque rappresentare una tattica per preservare la visibilità dei partner, in attesa di auspicabili cambiamenti normativi.

Le controindicazioni del provvedimento: il rischio crescita del mercato nero

I detrattori di Lula criticano la sua Misura Provvisoria portando sul tavolo, come contropartita alla chiusura di portali regolamentati, una presunta proliferazione di allibratori non autorizzati.

La migrazione del pubblico verso lidi illegali potrebbe comportare effetti negativi, dal momento che eventuali siti clandestini non offrirebbero tutele adeguate per gli scommettitori, in particolare chi ama puntare sul calcio.

Nella fattispecie, nelle piattaforme del mercato nero verrebbero a mancare garanzie reali sui pagamenti delle vincite, oltre a strumenti di prevenzione delle frodi e a tool di autolimitazione e di autoesclusione.

A queste indubbie criticità si sommerebbero ulteriori rischi relativi alla protezione dei dati utente e dei movimenti finanziari virtuali, con possibilità praticamente azzerate per i giocatori di ottenere assistenza giuridica in caso di controversie.

Eventuali scenari futuri per il settore delle scommesse in Brasile

Al momento è difficile prevedere come si evolverà la faccenda: il futuro del gioco d’azzardo in Brasile dipenderà da diverse variabili, prima fra tutte l’approvazione della Misura Provvisoria da parte del Congresso Nazionale entro i termini previsti, previa la decadenza della normativa.

Un ulteriore fattore decisivo potrebbe essere la sconfitta di Lula al ballottaggio elettorale contro Bolsonaro, previsto per il prossimo 25 ottobre: se il candidato di destra (attualmente in vantaggio) venisse eletto, una volta formato il nuovo governo, la legge potrebbe essere ricalibrata attraverso successive modifiche legislative.

In qualunque modo andrà a finire, il caso brasiliano ha riportato in auge, a livello internazionale, il dibattito sulla regolamentazione del betting e del gambling.

Toccherà chiedersi, ancora una volta, se l’introduzione dei divieti possa davvero arginare il fenomeno della ludopatia e fino a che punto queste norme restrittive siano compatibili con l’evoluzione dei consumi e delle abitudini della società contemporanea.

Pietro Romeo, recensore e analista

Pietro Romeo, recensore e analista

Content writer

Pietro Romeo arriva a Time2play dopo svariate collaborazioni con agenzie di stampa, press media, magazine italiani e internazionali. Nel 2009 ha curato una rubrica settimanale di eventi radio su Il Fatto Quotidiano, avvicinandosi al gambling e diventando responsabile della rassegna stampa per i casinò di terra italiani, prima di approdare alla scrittura di contenuti per un’agenzia di comunicazione affiliata a siti di scommesse e casinò online.

Titolo di studio Laurea in Lettere e Filosofia
Specializzazione Esperto di slot online e giochi RNG
Esperienza 5 anni rassegna stampa gambling

Sicurezza e direttive standard

Raccomando esclusivamente operatori sicuri e legali e ogni recensione pubblicata è frutto di test indipendenti e oggettivi.

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