L’estate del Mondiale 2026 ha spostato in avanti quasi tutti i calendari, sfalsando i nostri sacri bioritmi calcistici, ma il grande calcio europeo è pronto a ripartire.
Cinque tornei, cinque epopee: c’è chi difende un dominio a tratti noioso, chi riparte da una panchina nuova di zecca, chi torna nella massima serie dopo anni.
Li raccontiamo in ordine di calcio d’inizio, dalla prima che alza il sipario all’ultima: si comincia dalla Spagna.
Liga: il Barcellona a caccia del tris, il Real riparte da Mourinho
La Liga è la prima delle grandi leghe europee a prendere il via: la stagione 2026-27, l’edizione numero 96 del campionato spagnolo, scatta sabato 15 agosto 2026 e si chiude il 30 maggio 2027 con la 38′ giornata; alcune gare della prima giornata sono state rinviate di dieci giorni per dare più recupero ai club con molti calciatori impegnati fino alla fine del Mondiale.
A vincere l’ultima Liga è stato il Barcellona, che ha messo in bacheca il titolo 29 firmando il secondo campionato consecutivo: la classifica dell’ultima stagione ha in gran parte ricalcato la precedente, compreso il digiuno del Real Madrid, di nuovo a secco in campionato; i blaugrana di Hansi Flick restano i favoriti anche stavolta: puntano a uno storico tris, qualcosa che il club ha completato in passato soltanto due volte, nelle ere di Cruijff e Guardiola.
Alle loro spalle il solito Real Madrid, mentre l’Atletico Madrid di Simeone parte più staccato, come principale alternativa in caso di passo falso delle due grandi. Più indietro le possibili outsider (Athletic Bilbao, Villarreal e Betis Siviglia), con la Real Sociedad capace di sorprendere quando trova la continuità “fattapposta”; la storia della Liga, del resto, è quella di una lunga diarchia tra Real e Barcellona, con rare sorprese di outsider: avvincente.
Giocatori e novità da tenere d’occhio
Il Barcellona è la squadra che ha cambiato meno durante l’estate, nonostante l’addio di un pezzo grosso come Robert Lewandowski, finito in MLS ai Chicago Fire; davanti sono arrivati Adeyemi e Gordon, due acquisti di peso massimo, e resta da capire se si concretizzerà anche l’arrivo di Rodri, che darebbe alla squadra una struttura ancora più spaventosa.
Il vero obiettivo della stagione sarà la Champions League, che i catalani non vincono dal 2015; la notizia più clamorosa arriva però da Madrid: dopo l’ennesima stagione senza trofei, il Real ha richiamato in panchina, tredici anni dopo, uno che la Liga con i Blancos l’ha già conquistata, ovvero José Mourinho.
Per il portoghese, tornato al Bernabeu, è prevista una campagna acquisti importante per allungare una rosa apparsa negli ultimi tempi piuttosto logora e sgualcita: riuscirà l’allenatore sbarcato anche su Netflix a togliere la polvere dalla squadra e, diciamolo, anche dal suo cappotto grigio? Curioso il caso dell’Athletic Bilbao, che come il Barça ha scelto un allenatore reduce da ottime cose in Bundesliga, Edin Terzić: senza coppe europee a “disturbarli”, i baschi possono puntare a un ritorno nelle parti alte, pur senza velleità di successo.
Curiosità e cose carine da sapere
Athletic Bilbao, Barcellona e Real Madrid condividono un primato che nel calcio suona quasi leggendario, almeno alle nostre latitudini: sono le uniche tre squadre ad aver disputato tutte le edizioni della Primera División senza mai retrocedere in Segunda.
Il Real, con 36 titoli, resta la squadra più titolata di Spagna, davanti al Barcellona (29) e all’Atletico Madrid (11). Un altro dettaglio da nerd della palla tonda: quest’anno il Betis Siviglia è quotato come quarta forza (ha chiuso quinto la scorsa stagione) segno di quanto i pronostici della vigilia raramente si discostino dall’esito della stagione precedente, come vi abbiamo spiegato sulla nostra pagina sulle quote vincente Serie A.
In tv, come di consueto, l’appuntamento è su DAZN: ha l’esclusiva del campionato spagnolo. Ollè!
Premier League: Arsenal campione, rivoluzioni a City e Liverpool
La Premier League 2026-27 riparte venerdì 21 agosto 2026 e si chiude domenica 30 maggio 2027, con tutte le gare dell’ultima giornata in contemporanea: magnifico! Prima ancora, il 16 agosto, un antipasto di lusso: la Community Shield tra Arsenal e Manchester City, ospitata mica a Wembley (causa concerti) ma al Principality Stadium di Cardiff, che torna a ospitare la sfida vent’anni dopo l’ultima volta: lucciconi.
A difendere il titolo è l’Arsenal di Mikel Arteta, campione d’Inghilterra dopo un percorso costruito negli ultimi quattro anni: i Gunners avevano chiuso al secondo posto per tre stagioni consecutive prima di rompere finalmente un digiuno durato oltre vent’anni; anche stavolta partono favoriti e da squadra da battere, forti della continuità e di un mercato che non ha richiesto rivoluzioni copernicane.
Dietro, gli equilibri sono cambiati parecchio: il Manchester City è entrato ufficialmente nell’era del post-guardiolismo con Enzo Maresca in panchina, mentre il Liverpool ha vissuto la trasformazione più profonda, con Andoni Iraola arrivato dopo una deludente difesa del titolo; il Chelsea prova ad avvicinarsi alla vetta a suon di investimenti pesanti (Palestra, remember?), mentre più indietro partono Manchester United e Tottenham, entrambi impegnati nella costruzione di un mucchio di cose, a partire dall’equilibrio sulle gambe.
Giocatori e novità da tenere d’occhio
Il mercato inglese ha regalato colpi da record: il Chelsea è stato finora il grande protagonista, avendo acquistato Morgan Rogers dall’Aston Villa per 137 milioni di euro (!!!), l’operazione più costosa dell’estate. Al City, oltre al passaggio di consegne in panchina, resta da definire il futuro di Rodri, seguito dal Real Madrid, mentre tra gli investimenti principali ecco spuntare il centrocampista Elliot Anderson.
Al Liverpool la rivoluzione ha coinvolto anche la rosa: hanno lasciato il club Mohamed Salah (uno che non ha perso la Trebisonda, ma l’ha trovata) e Andy Robertson, ma grande attenzione sarà riservata a Florian Wirtz, chiamato a giustificare sul campo il pesante investimento del suo acquisto: no pressure, eh.
Cerchio sul calendario per il derby del nord di Londra Tottenham-Arsenal, in programma il 5 dicembre. Tra le venti partecipanti, infine, tornano tre neopromosse: Coventry, Hull e Ipswich; assenza rumorosa del West Ham, retrocesso.
Curiosità e cose carine da sapere
La Premier League ha una geografia dei titoli tutta sua: a livello di era moderna (dal 1992), il club più titolato è il Manchester United con 13 titoli. Pensate che, su 20 dei trionfi complessivi dei Red Devils, 13 sono avvenuti con Sir Alex Ferguson in panchina (dal 1986 al 2013).
Ci sono poi record pazzeschi: la striscia di imbattibilità più lunga appartiene all’Arsenal degli “Invincibili”, 49 risultati utili consecutivi tra il 2003 e il 2004; il maggior numero di punti in stagione (100) è del Manchester City 2017-18 e il maggior numero di titoli consecutivi (4) è sempre del City, tra 2020-21 e 2023-24.
Sei club non sono mai retrocessi dalla nascita della Premier: Arsenal, Chelsea, Everton, Liverpool, Manchester United e Tottenham; in Italia il campionato inglese si segue su Sky Sport.
Ligue 1: il PSG domina, tornano Troyes e Le Mans
La Ligue 1 2026-27, edizione numero 89 del massimo campionato francese, comincia il 23 agosto 2026 e si conclude il 29 maggio 2027 e a differenza della stagione precedente l’annata non prevede turni infrasettimanali.
Prima del via, il 15 agosto, è in programma il Trophée des Champions, la Supercoppa francese; il padrone di coppa è il Paris Saint-Germain, cinque volte campione in carica: nell’ultima stagione i parigini hanno conquistato il loro quattordicesimo titolo (un record) e il quinto consecutivo, chiudendo il discorso coi diretti inseguitori (il Lens) con sei punti di vantaggio.
La griglia non lascia molte illusioni alla concorrenza: il PSG resta nettamente la squadra da battere, con le altre big francesi (dal Marsiglia al Monaco, passando per Lille e Lione) chiamate soprattutto a giocarsi i piazzamenti europei; il torneo si compone di diciotto squadre: beati loro. Tra queste, due volti nuovi: Troyes e Le Mans, promosse dalla Ligue 2; non c’è una terza promossa! Perché? Semplice: ai playoff tra Ligue 1 e Ligue 2, il Nizza ha battuto il Saint-Etienne assicurandosi la permanenza nella massima serie.
Giocatori e novità da tenere d’occhio
Le storie più interessanti, quest’anno, arrivano dalle neopromosse: il Troyes torna in Ligue 1 tre anni dopo l’ultima volta. Unico obiettivo? Mantenere la categoria. Ma se si potesse anche costruire una base solida per il futuro, male non farebbe: il club ha promosso in prima squadra due giovanissimi classe 2007, Fred Ondoa Onambele e Preston Zenga (!), blindandoli con un contratto fino al 2029, e deve sostituire Tawfik Bentayeb, capocannoniere della Ligue 2 rientrato all’Union Touarga dopo il prestito.
Ancora più affascinante il ritorno del Le Mans, che mancava dalla massima serie da sedici anni dopo un fallimento che l’aveva costretto a ripartire addirittura dalla sesta divisione: la risalita è stata guidata dal progetto OutField, che ricalca lo “stile Como” (…) e vanta tra gli investitori nomi come Novak Đoković, i piloti di Formula Uno Felipe Massa e Kevin Magnussen e il portiere Thibaut Courtois.
La filosofia è chiara: crescere su modelli finanziari sostenibili, come quello del Paris FC recentemente acquisito dalla famiglia Arnault, con l’obiettivo dichiarato di stabilizzarsi in Ligue 1 nel giro di qualche anno.
Curiosità e cose carine da sapere
Inutile girarci intorno, il dato che più ci dice cosa sia l’attuale Ligue 1 è il dominio del Paris Saint-Germain: quattordici titoli complessivi, cinque di fila, un’egemonia che negli ultimi anni sta rendendo la massima serie francese un pelino noiosa.
A contrastare questa impressione, abbiamo il pallottoliere, per così dire: nel 2025-26 la Ligue 1 ha prodotto 863 gol in 306 partite (una media di 2,82 a incontro), a conferma di un campionato più spettacolare di quanto la sua reputazione lasci intendere.
La scelta di eliminare i turni infrasettimanali per il 2026-27 va nella direzione di un calendario più lineare, con una lunga pausa e poche sovrapposizioni.
Bundesliga: Bayern da record, Dortmund e Lipsia all’inseguimento
La Bundesliga 2026-27, edizione numero 64 del campionato tedesco, prende il via venerdì 28 agosto 2026 e termina il 22 maggio 2027, dopo le tradizionalissime 34 giornate e anche qui il calendario è stato posticipato per gli effetti del Mondiale. Ad aprire le danze saranno i campioni in carica del Bayern Monaco contro lo Stoccarda all’Allianz Arena.
Prima ancora, il 22 agosto, la stagione agonistica si apre con la Franz Beckenbauer Supercup al Signal Iduna Park, tra Borussia Dortmund e Bayern Monaco. Il Bayern è la solita, schiacciante, noiosa favorita: i bavaresi arrivano da un’annata dominata, chiusa con 16 punti di vantaggio e con il record di 122 gol realizzati in campionato.
Le principali alternative restano il Borussia Dortmund, secondo l’anno scorso, e l’RB (che non è RedBull) Lipsia, che vuole tornare stabilmente ai vertici, forte del suo progetto nato… nel 2009. Subito dietro il terzetto principale si colloca il Bayer Leverkusen, una delle maggiori incognite della stagione, mentre Stoccarda, Eintracht Francoforte e Hoffenheim puntano alla zona europea. Il primo vero esame arriverà prestissimo: la Supercoppa del 22 agosto è già un confronto diretto tra le prime due dell’ultima Bundesliga e il primo Klassiker di campionato è in programma tra il 30 ottobre e il 1′ novembre, poi vediamo.
Giocatori e novità da tenere d’occhio
Il riferimento offensivo del Bayern resta un certo Harry Kane, reduce da un’altra stagione ad altissimo rendimento: il club sta lavorando per prolungare il suo contratto: mica matti. Accanto a lui, Michael Olise è ormai diventato un elemento importantissimo, conteso dalle big europee ma considerato dai bavaresi incedibile.
Il Dortmund riparte da giocatori come Nico Schlotterbeck e Felix Nmecha, chiamati a un ruolo ancora più di primo piano, e proverà a capire fin da subito se il divario dal Bayern si è ridotto oppure ciao, rimasto com’era.
Il Lipsia ha lavorato per aumentare qualità e alternative, con Brajan Gruda e Fisnik Asllani tra i profili da seguire e Rocco Reitz a dare dinamismo in birreria. Al Leverkusen, invece, occhi puntati su Malik Tillman, tornato in Bundesliga e pronto a un ruolo da star in un nuovo progetto tecnico.
Curiosità e cose carine da sapere
La Bundesliga è una miniera di storie: nata tardi rispetto ad altri campionati europei, dato che la prima stagione risale al 1963 con sedici squadre in un Paese ancora diviso tra Est e Ovest. Il Bayern ha vinto il titolo 34 volte, record assoluto, con un dominio culminato in undici campionati consecutivi tra il 2012-13 e il 2022-23, striscia senza precedenti nel calcio dei grandi tornei.
Sul fronte dei bomber, il regno è quello di Gerd Müller, “Der Bomber”, con 365 gol in appena 427 partite, un primato che difficilmente verrà mai battuto: gli abbiamo voluto molto bene, tra l’altro.
Poi c’è la parte più identitaria: la regola del “50+1”, che impone ai club di mantenere il controllo della maggioranza dei propri diritti di voto in mano ai soci-tifosi e le coreografie da migliaia di persone (i cosiddetti “tifo”) che rendono gli stadi tedeschi tra i più suggestivi e caldi al mondo; non a caso la Bundesliga vanta storicamente tra le affluenze medie più alte del pianeta, con prezzi dei biglietti tra i più accessibili tra i grandi campionati e, particolarità tutta tedesca, la possibilità di bere una birra in curva. Na klar!
Serie A: l’Inter difende il tricolore, tornano tre vecchie conoscenze
Il nostro campionato chiude il quintetto: la Serie A 2026-27, 125′ edizione della massima serie italiana (la 95′ a girone unico), si disputa dal 22 agosto 2026 al 30 maggio 2027. La prima giornata è in programma nel weekend del 22-23 agosto, con due gare posticipate a lunedì 24 (Bologna-Lazio e Roma-Fiorentina). Sono previsti due turni infrasettimanali (28 ottobre 2026 e 6 gennaio 2027) e la sosta natalizia intorno al 27 dicembre. Auguri.
A difendere il titolo è l’Inter, campione d’Italia con il 21′ scudetto della sua storia. La lotta al vertice, però, si annuncia affollata: oltre ai nerazzurri, le candidate “naturali” restano Napoli (campione di due stagioni fa), Milan (ci sentiamo molto buoni), Juventus, Roma e Como, sorpresa delle ultime stagioni.
Il calendario asimmetrico regala subito big match, tenetene conto se vi piace spiluccare tra le quote in cerca della multipla del giorno: già alla terza giornata sono in programma Inter-Napoli, Juventus-Milan e Roma-Atalanta. Il derby di Milano si gioca alla decima giornata (andata, 1′ novembre) e alla 24′, nel weekend di San Valentino (un altro San Valentino di sangue), mentre il Derby d’Italia tra Inter e Juventus chiude il girone d’andata a gennaio. A sostituire Cremonese, Verona e Pisa, retrocesse, ci sono le neopromosse Venezia, Frosinone e Monza.
Giocatori e novità da tenere d’occhio
Il mercato estivo ha portato diverse novità, a cominciare dal Napoli, che ha scalzato dalla sua panchina Antonio Conte e ha dato il benvenuto a Macs Allegri, anche se ancora il mercato azzurro non sembrerebbe essere partito, dato che la priorità è sfoltire l’alto numero di esuberi.
Movimenti importanti anche in chiave italiana per le altre big, con tante trattative ancora aperte in vista dell’esordio, soprattutto il casa Milan.
Tra i temi da seguire, il ritorno in massima serie di piazze calde come Venezia e Frosinone e il rientro del Monza dopo un solo anno di assenza; come spesso in Serie A, ma non nella scorsa stagione, saranno i primi scontri diretti a offrire le indicazioni più attendibili sulle reali gerarchie.
Curiosità e cose carine da sapere
La storia della Serie A è lunghissima e ricca di primati: la Juventus domina l’albo d’oro con 36 Scudetti, davanti all’Inter (che con l’ultimo titolo è salita a 21) e al Milan (19). Il primo titolo bianconero risale addirittura al 1905.
Nella memoria collettiva restano pagine gloriose e drammatiche: i cinque Scudetti consecutivi della Juventus di Carlo Carcano nella prima metà degli anni Trenta, il ciclo del Grande Torino interrotto tragicamente dalla tragedia di Superga nel 1949, la Grande Inter di Herrera negli anni Sessanta e, in tempi più recenti, i nove Scudetti di fila della Juventus tra il 2012 e il 2020; ricordiamo anche le pagine vergognose di Calciopoli, che nel 2006 ha gettato ombre lunghissime sul nostro Campionato.
La formula del girone unico, quella che conosciamo oggi, fu adottata per la prima volta nella stagione 1929-30, vinta dall’Ambrosiana Inter. Curiosità da veri intenditori: nelle prime stagioni del calcio italiano lo Scudetto lo alzavano club come il Genoa (dominatore assoluto degli esordi) e la Pro Vercelli, oggi lontani dai riflettori, anche se il Genoa gioca ancora in A.