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Serie A 2025/26, giornata #25: consigli scommesse

Scritto da Elettra D.
31 min. di lettura
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La Serie A entra nel vivo, con quello che potremmo definire un “San Valentino di Sangue”: terribile pensare alle coppie che si lasceranno in questo week-end di calcio sfrenato. La venticinquesima giornata rappresenta uno snodo chiave della stagione 2025-26, una di quelle tappe in cui le ambizioni iniziano a trasformarsi in pressioni e la classifica smette di essere fluida, come va di moda oggi, per assumere contorni sempre più definiti. Mancano ormai poco più di dieci giornate al termine (panicoooo!) e ogni punto pesa doppio: nella corsa scudetto, nella lotta per l’Europa e, non dimentichiamocelo per favore, nella battaglia per non retrocedere. Tre fronti caldissimi, caldi come non se ne vedevano da anni. Il turno si apre venerdì sera con l’anticipo tra Pisa e Milan, ma il calendario propone diversi incroci pesanti: lo scontro diretto tra big (sia sabato sera che domenica sera ne vedremo delle belle, eh), i match salvezza e le sfide-trappola contro squadre sottovalutate ma in forma. È una giornata che potrebbe ridisegnare gerarchie e morale, ma anche ridefinire il rapporto della Serie A con i suoi arbitri; no, non parleremo di arbitraggi, stavolta. Abbiamo lasciato le polemiche alla scorsa giornata e non abbiamo le forze per reiterarle.

Il Milan arriva a questo segmento di stagione con l’obiettivo chiaro di consolidare la propria posizione nelle zone altissime della classifica, senza perdere la scia con l’Inter capolista. La squadra di Macs Allegri ha alternato momenti di brillantezza a qualche passaggio a vuoto, ma resta una delle formazioni più solide del campionato. Il recupero fisico di alcuni uomini chiave, unito alla crescita di elementi offensivi come Nkunku, sta dando nuove soluzioni tattiche al tecnico livornese, vate indiscusso del “hortomusismo”. I rossoneri hanno dimostrato nelle ultime settimane di saper vincere anche senza dominare, qualità tipica delle squadre costruite per arrivare fino in fondo, o almeno così dicono. Spesso si tira invece in ballo una conclamata dose di *parte anatomica posta tra schiena e gambe*: sia come sia, il Milan c’è. E ha anche una partita da recuperare, non a Perth, ma comunque contro un Como che è sicuramente rinfrancato dal passaggio del turno in Coppa Italia ai danni di un Napoli sempre più lagrimoso. Dall’altra parte, la zona bassa della classifica continua a vivere una lotta serrata. Squadre come Pisa e Verona stanno cercando punti pesanti per rimanere agganciate al treno salvezza. Certo, sarebbe stato intelligente non suicidarsi mano nella mano durante la scorsa giornata, offrendo al pubblico che aveva scelto il loro scontro al posto della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali uno spettacolo tutt’altro che edificante. Ma tant’è. Nei momenti decisivi della stagione, spesso non è la qualità pura a fare la differenza, ma la tenuta mentale e la capacità di restare dentro la partita, lo sappiamo. Alle volte, però, basterebbe scendere in campo.

Poi, ci sono i big match: non solo sabato sera si scontreranno Inter e Juventus e domenica sera se la vedranno Napoli e Roma, occhio! Lazio-Atalanta richiede la sua buona dose di attenzione, così come Parma-Verona: certo, per motivi diversi, che riguardano la classifica nelle sue parti più disparate, come scritto sopra, ma ehi, bellezze, questa è la grandezza del campionato, una competizione che è una maratona e non uno sprint (qualora ve lo foste scordato, ma la vediamo dura). Dal punto di vista tecnico, questa fase della stagione coincide con una gestione sempre più attenta, o scriteriata, delle energie: gli allenatori (quelli degni di questo nome, almeno) iniziano a ragionare in ottica di rotazioni, soprattutto chi è impegnato su più fronti. Gli infortuni, la condizione fisica e la profondità delle rose diventano fattori determinanti tanto quanto la qualità del gioco, e lo abbiamo visto, perché ci sono squadre che hanno disputato 15 gare infrasettimanali in stagione e ne ha vinte solo cinque (non facciamo nomi, ma lo sappiamo chi è l’allenatore “del weekend”). Poi certo: ho troppi pochi giocatori, ne ho troppi, ne ho medi, i campi di allenamento, gli infortuni, i calendari, le troppe partite, i poteri forti, gli arbitri, la tecnologia, l’Ucraina, il petrolio, la corsa all’oro, il mondo. Le scuse sono tante, basta saper scegliere e non giocarsele proprio tutte su ogni ruota possibile. Ma passiamo oltre.

C’è poi l’aspetto psicologico: entrare nella parte finale del campionato con fiducia può cambiare tutto. Qui il calcio diventa molto simile al gioco del domino quando non giochiamo propriamente a domino ma facciamo i serpentelli con le tesserine in piedi: una vittoria può innescare, come una miccia, una serie positiva esplosiva. Ma una sconfitta può aprire una crisi in cui una tessera si abbatte sull’altra e il salotto diventa un macello. Crisi, si chiama. Le squadre di vertice devono reggere la pressione, quelle in lotta per salvarsi devono convivere con l’ansia. E proprio in queste settimane emergono i leader veri, quelli capaci di trascinare il gruppo nei momenti più difficili.

La giornata numero 25 si presenta dunque come un crocevia: non decisiva, ma potenzialmente determinante. Le squadre che sapranno interpretarla con maturità potranno costruire lo slancio per il finale di stagione. Le altre rischiano di inseguire. O peggio. Benvenuti sulla pagina dei pronostici di Time2play: due pronostici per gara, uno per ogni squadra. Noi, sempre nei panni del tifoso.
Per questa giornata abbiamo chiesto a Betfair* di darci le sue quote e lui ci ha detto sì: non per niente è uno dei nostri migliori siti scommesse Serie A!

CHI VINCE FESTEGGIA, CHI PERDE SPIEGA

  • Il pronostico azzeccato più clamoroso: Genoa – Napoli, 2 + Gol (4.50), una discreta presa, vero?
  • La toppata più clamorosa: Verona – Pisa, Over 2.5 (2.35), al netto della partita che è stata, fa ridere.

Pisa – Milan

Venerdì 13 febbraio, ore 20.45

Quota “1” BetfairQuote “X” BetfairQuota “2” Betfair
6.003.901.58
Pisa

Pisa, nel burrone col Verona

Il Pisa arriva a questa gara in una fase delicata della propria stagione e dopo averci fatti annoiare a morte durante l’ultimo turno. La squadra toscana sta lottando per la permanenza in Serie A e ogni partita rappresenta un passaggio cruciale, ma nell’ultimo turno i nerazzurri hanno affrontato il Verona strafatti di Xanax (o medicinale equivalente), perché se no non si spiega:, una gara che, quando siamo riusciti a tenere gli occhi aperti, ha confermato le difficoltà offensive dei pisani sull’uscio dell’Hellas, ma anche una discreta organizzazione difensiva. Il gruppo guidato dal novello Oscar Hiljemark continua a puntare sulla compattezza, caratteristica indispensabile per restare agganciati alla zona salvezza. Solo che sono così compatti che dalle loro parti non passa nemmeno una stilla di quella materia strana che, ahiloro, si chiama “calcio”. Le ultime notizie dalla squadra parlano di qualche problema fisico, in particolare la distorsione alla caviglia di Bozhinov. Il Pisa sa che contro una big servirà una prestazione perfetta: attenzione difensiva, ripartenze veloci e massima concentrazione nei momenti chiave. Tutte cose in cui eccellono, insomma. Dal punto di vista psicologico, affrontare il Milan può avere un doppio effetto: pressione e stimolo. Le squadre in lotta per la salvezza spesso trovano energie extra contro avversari di alta classifica e l’Arena Garibaldi potrebbe diventare un fattore emotivo.

Milan

Quel maledetto asterisco

Scansato il pericolo “Perth”, il Milan si reca a Pisa con una partita sul groppone ancora da disputare: non una partita qualunque, dato che si tratta di sfidare il Como. In ogni caso, le ambizioni rossonere sono completamente diverse rispetto a quelle pisane (vabé, grazie): la squadra di Macs è in piena corsa nelle zone alte della classifica e vuole dare continuità ai risultati delle ultime settimane: risultati che non derivano da un gioco spumeggiante, ma dalla caparbietà. Certo, non fanno la gioia degli ambiziosi tifosi milanisti, a cui ogni volta tocca tremare davanti allo schermo o allo stadio. Ma Allegri se la gode, dimostrandosi quel volpone gigione che tutti ben conosciamo. Sul piano fisico, le notizie sono incoraggianti. Rafael Leão è tornato ad allenarsi con il gruppo e dovrebbe essere disponibile (con tutto il suo entusiasmo, ovviamente), mentre Nkunku è ormai un punto fermo dell’attacco. Restano da valutare le condizioni di Pulisic e Saelemaekers, ma la rosa rossonera offre comunque diverse soluzioni offensive, e chi lo avrebbe mai detto a dicembre. Occhio alla gestione delle energie: questa col Pisa dovrà essere una partita archiviata in fretta e con scioltezza, perché martedì il Como aspetta. Nonostante ciò, l’obiettivo è chiaro: vincere per restare agganciati alla vetta e mettere pressione alle dirette concorrenti per il quarto posto. Perché, come dice qualcuno, “L’è de drio che si deve guardare! De drio!!!”.

Como – Fiorentina

Sabato 14 febbraio, ore 15.00

Quota “1” BetfairQuote “X” BetfairQuota “2” Betfair
1.753.754.50
Como

È un Como Coppitalico!

Il Como arriva alla sfida contro la Fiorentina dopo il passaggio del turno di Coppa Italia messo a segno ai rigori contro il Napoli: buona prova degli uomini di Champagnino Fabregas, che riporta in semifinale di questa coppa il Como dopo 40 anni. Questa contro la Viola è una partita che si inserisce tra l’incontro col Napoli e il recupero di martedì della gara contro il Milan: un calendarietto bel tranquillo. Per cui qua si devono fare punti, perché si tratta di una partita tutto sommato abbordabile. Attenzione quindi alla gestione fisica e mentale della squadra, che si trova davanti a un ciclo centrifuga di partite toste! Il Como continua a costruire la propria identità su spumeggianza (adesso esiste, ok?) e qualità nel possesso. Queste qualità vanno un poco a sopperire una certa leggerezza difensiva e un cuore che, nonostante si trovi spesso oltre il tanto chiacchierato ostacolo, talvolta fa un po’ difetto. Non dal dischetto, eh, fatta eccezione per Nico Paz che infatti è stato sostituito contro il Napoli prima dei calci di rigore. Il tecnico spagnolo, comunque, ha più volte ribadito che la salvezza passerà soprattutto dalla continuità di rendimento e dalla capacità di restare dentro le partite fino all’ultimo minuto: c’è Grazia, c’è Graziella e c’è… Piccolo affaire Nico Paz: è diffidato, in caso di ammonizione con la Fiorentina, salterebbe l’importantissima sfida contro i rossoneri. Idem per Addai e Da Cunha: ocio!

Fiorentina

Il Re Leone Vanoli è sdentato

La Viola arriva a Como con un problema mica da ridere: l’infortunio di Albert Gudmundsson, costretto a uscire per un trauma distorsivo alla caviglia che nelle prime valutazioni sembra aver escluso lesioni capsulo-legamentose (qualsiasi cosa significhi) ma che lascia comunque lo staff in allerta. Per sostituirlo, il quasi-leone Vanoli sembra orientato a rilanciare Manor Solomon sulla fascia sinistra: Solomon ha risposto presente negli ultimi ingressi, entrando con passo dell’oca in campo, e nelle ultime partite ha mostrato carattere e capacità di saltare l’uomo, diventando una soluzione pratica e già sperimentata a gara in corso. In difesa il nome caldo resta Daniele Rugani, il che è tutto dire: sebbene la sua presenza da titolare non appaia al momento probabile, ma più verosimile sarà vederlo come carta da usare dalla panchina nel corso della gara. Ok, stiamo parlando di Rugani, ma per la Fiorentina ogni cosa è importante, anche i fermacarte. Ecco quello che ci dicono all’orecchio i media viola: Vanoli sarebbe costretto a cambiare pelle alle ali (brutta immagine), ma parlano anche di un Solomon affetto da problemi di convivenza (in campo eh) con Gudmundsson, qualora l’islandese recuperasse nel breve periodo. C’è da salvarsi, ragazzi. Anche se ci sembra davvero improbabile, tocca dirlo.

Lazio – Atalanta

Sabato 14 febbraio, ore 18.00

Quota “1” BetfairQuote “X” BetfairQuota “2” Betfair
3.503.252.15
Lazio

Lazio sempre contro l’AlbinoBeffe

La Lazio torna all’Olimpico dopo il pareggio-beffa concesso alla Juve negli ultimi minuti della scorsa giornata. Però qua si gioca un’altra partita di quasi-cartello e la squadra di Sarri deve pensare a far fronte a un pacchetto di acciacchi che condiziona scelte e ritmo. Certo, può contare su qualche certezza: una su tutte, il cuore dei suoi. Maurizio Sarri può essere abbastanza soddisfatto del pareggio portato a casa contro la Juve, anche se i bianconeri lamentano un trattamento arbitrale ingiusto. È qui che Maurizio allarga le braccia e sospira, che ne ha sentite abbastanza: proprio lui, che subisce torti dall’inizio di campionato, deve sorbirsi queste lagne? O via! Buona notizia: ha recuperato Luca Pellegrini. Cattiva notizia: aspetta notizie da Gila e Bašić. La sospensione causa squalifica di Romagnoli (ci voleva? No, che non ci voleva: bravo Romagnoli!) crea un’emergenza nel reparto arretrato, costringendo Sarri a pensare a soluzioni alternative. Patric si scalda e alza il pollicione: “Se volete, io gioco”, urla dall’altra parte del campo. Ma chi lo sente? Per quanto riguarda la porta, la presenza del bel Provedel è un punto di riferimento che dà sicurezza al sistema. In termini pratici, la chiave della Lazio sarà non tanto cambiare pelle quanto preservare identità: mantenere compattezza nel 4-3-3, limitare le transizioni avversarie e sfruttare le qualità dei singoli negli ultimi trenta metri: quali singoli? Maldini e Isaksen, che hanno dato filo da torcere a Spalletti!

Atalanta

Atalanta o Altalenanta?

La Dea Atalanta arriva all’Olimpico con lo spirito di una squadra che negli ultimi turni ha saputo esprimere grande incisività alternata a blackout pazzeschi, ma anche con qualche interrogativo legato agli acciacchi. Il Palla Palladino deve valutare a giorni le condizioni di Scamacca e del principe Charles De Ketelaere, entrambi usciti dal campo per problemi discretocci: la loro eventuale presenza condizionerà la scelta del tridente e la possibilità di ricorrere a soluzioni offensive più spintarelle o a una variante più mobile sulla trequarti. Il rientro dalla squalifica di Marten De Roon offre al tecnico una pedina di esperienza e tenuta fisica per la battaglia a centrocampo, mentre il recupero di Honest Ahanor (nipote di Sgror) dà opzioni interessanti nel comparto difensivo: la versatilità di questi ritorni può compensare le assenze potenziali in attacco e consentire a Palladino di mantenere la consueta propensione alla verticalità, quella che a volte ci fa brillare gli occhi ma non smettere di respirare, quello mai. Dal punto di vista tattico, la squadra bergamasca dovrebbe confermare il 3-4-3 che privilegia corsie rapide e transizioni immediate: se Scamacca e De Ketelaere non dovessero essere rischiati, la soluzione virerà su Krstović e sulle incursioni per scardinare una Lazio non proprio compattissima, là dietro. In porta, la presenza di un portiere affidabile dà sicurezza a chi deve impostare dal basso ma la vera partita si giocherà sul ritmo imposto dal centrocampo e sulla capacità dell’Atalanta di trasformare seconde palle in occasioni limpide.

Inter – Juventus

Sabato 14 febbraio, ore 20.45

Quota “1” BetfairQuote “X” BetfairQuota “2” Betfair
1.903.504.10
Inter

Che il San Valentino di sangue abbia inizio, pt.1

L’Inter arriva al Derby d’Italia di sabato sera con la sensazione di chi ha messo carburante nel motore nelle ultime uscite: e che carburante. Avete presente quando state dal benzinaio e vedete quel carburante costosissimo, che sta tipo a 8 Euro al litro? Quello. La vittoria netta a Reggio Emilia ha dato slancio e convinzione a un collettivo che dovrebbe vedere i titolarissimi confermati salvo sorprese di ultimo minuto. E abbiamo scritto “titolarissimi” non a caso, dato che si potrebbe comunque sempre parlare di “titolari” per tutti gli uomini in rosa, tanto sono schierati. Comunque la ThuLa permetterebbe a due punte capaci sia di giocare in ampiezza sia di forzare i duelli in profondità, elemento che può mettere in difficoltà la linea a quattro avversaria. Tornano a timbrare il cartellino Barella e Çalhanoğlu, allargando le soluzioni di gioco e permettendo rotazioni che mantengano fresche le idee di palleggio e il pressing alto. San Siro è già sold out dopo non esserlo stato per l’inaugurazione delle Olimpiadi (ma era comunque bellissimo). Chi lo sa quante morose e morosi di interisti stanno ponderando di lasciare il partner per la buca clamorosa a San Valentino? Amori, un appello: è il Derby d’Italia, mica una cena dai suoi!

Juventus

Che il San Valentino di sangue abbia inizio, pt.2

La Juve arriva a San Siro con la chiara intenzione di rendere il derby una partita indimenticabile: il suo  4-2-3-1 con elementi di esperienza in mezzo al campo, riflette l’idea di Spallettone di dare del filo da torcere fin da subito ai nerazzurri. I bianconeri hanno dato segnali di crescita nelle settimane recenti, sopratutto per quanto concerne il gioco, ma non sempre hanno raccolto in risultatismo quanto hanno seminato in giochismo, per così dire, citando la faida che divide i tifosi e gli opinionisti nell’ultimo periodo. Le condizioni di McKennie e di Conceição non destano grandi preoccupazioni, qualora ve lo steste chiedendo: saranno entrambi della partita. Attenzione, in ogni caso, perché senza un vero centravanti di riferimento, la squadra dovrà muoversi con sincronismi perfetti, cercando di colpire l’Inter nelle transizioni (spesso si scoprono un po’ troppo, quei ragazzi lì: è anche inverno!) e sfruttare ogni episodio. Il Derby d’Italia, come sempre, non perdona distrazioni. Lo abbiamo visto all’andata, no? A proposito di Spallettone, prima citato e non debitamente onorato: pensate che le sue (anche sensate) lamentele dopo la partita contro la Lazio possano in qualche modo influenzare l’arbitro di questo scontro pazzesco? Occhio a un ulteriore stimolo: quello sul mercato. Si vocifera che Juve e Inter abbiano obiettivi comuni, primo su tutti il buon Muharemović. Occhio al San Valentino di sangue: amori, un appello (e due): è il Derby d’Italia, mica deve lavare la macchina!

Udinese – Sassuolo

Domenica 15 febbraio, ore 12.30

Quota “1” BetfairQuote “X” BetfairQuota “2” Betfair
2.403.003.25
Udinese

Udinese, la squadra delle dichiarazioni segnanti

L’Udinese arriva a questa partita con un mix di fiducia e qualche riflessione tattica: Runjaić pensoso, mani sotto al mento, sembra decidersi per Okoye tra i pali e una linea difensiva impostata su Kristensen e Solet, mentre la trequarti dovrebbe vedere Ekkelenkamp e Atta alle spalle di Zaniolo. Che bello rivedere Nicolò Zaniolo di nuovo in campo, il suo numero 10 ben protetto dalla disposizione in campo e pronto per sfilare col vento alla ricerca del gol.
Il tecnico Kosta Runjaić ha provato a tenere il gruppo concentrato sui riti quotidiani, dato che sembra stiano implementando una specie di Haka friulana*, molto particolare (no, non è vero) e sulla crescita di un’identità di squadra: nelle interviste rilasciate a Mondo Udinese Runjaić ha parlato in termini concreti del percorso di Zaniolo e della necessità di inserire i nuovi elementi senza forzare i tempi, definendo il lavoro “un processo” più che un’emergenza temporanea. Parole forti, parole di un uomo che sa sempre cosa dire, parole che ci stupiscono 0. Per completare il quadro di dichiarazioni noiose rilasciate a caso, il direttore tecnico Gianluca Nani ha offerto commenti sul progetto a medio termine, sottolineando come la società lavori per dare sostegno al percorso del gruppo. Udinese occhio, perché sei su una strana china: battere la Roma e poi perdere contro il Lecce non fa bene al morale.
*La Haka no, ma avete mai visto il curling giocato con le pentole a pressione? Solo in Friuli poteva nascere il Curling Bisiac.

Sassuolo

Quante mazzate, Sassuolo

Allora, calma: la squadra non era partita male per niente, contro l’Inter. Anzi: le prime occasioni da gol le hanno avute proprio i neroverdi, e solo Dimarco che è tipo superman in salsa Porta Romana poteva salvare il risultato la prima volta. Poi, polemiche, polemichine e polemichette: fuorigioco, gol annullato, Thuram oltre la linea sì, oltre la linea no… ah ma aspettate, non sono i tifosi del Sassuolo ad aver agitato il pentolone! Sono soprattutto i partenopei, quindi bon, finiamo qui questo spaccato di campionato vissuto. Il risultato, forse vi è giunto all’orecchio, è stato di 5-0 per l’Inter. Pesante. In tutti i casi gli uomini di Grosso si presenteranno a Udine con un 4-3-3, oltre al piastrellista prestato ai pali Murić in porta, una batteria offensiva con Berardi e Pinamonti sugli esterni d’attacco. Laurientié proverà a insidiare la porta di Okoye. Nek parla a ForzaSassuolo: autore dell’inno neroverde, vive ancora nella zona e ha parlato più volte con affetto della città e del legame con la squadra; Nek che, vogliamo dirlo, sta molto simpatico alla signora Patrizia, nostra assidua lettrice. Oltre a questo, segnaliamo anche le interviste recenti a Mimmo Berardi (che su ForzaSassuolo si racconta spesso con aneddoti su spogliatoio e spensieratezze assortite) che danno un tono umano e spassoso alla vigilia. Bello, almeno sono felici!

Cremonese – Genoa

Domenica 15 febbraio, ore 15.00

Quota “1” BetfairQuote “X” BetfairQuota “2” Betfair
3.003.002.50
Cremonese

Cremonese "non sono queste le partite da vincere"

Ok, Davide Nicola, ma allora quali sono, queste benedette partite da vincere? Perché stai cominciando a perderne davvero un po’ troppe e se è vero che contro l’Inter nessuno ti chiedeva miracoli (a parte i milanisti che chiedevano vendetta dopo che gli hai spillato tre punti d’oro ad agosto), è pure vero che mica le puoi perdere tutte, soprattutto dopo il girone di andata che hai messo lì. Giusto? Secondo le probabili formazioni lo schema dovrebbe restare il 3-5-2, con Audero tra i pali e una linea difensiva imperniata su Terracciano, Baschirotto e Luperto, mentre in mezzo al campo il recupero di Bondo resta una delle variabili principali della vigilia. In attacco Nicola sembra intenzionato a confermare la coppia Vardy-Bonazzoli, anche se le quotazioni di Đurić sono segnalate in crescita e potrebbero cambiare le gerarchie nelle ultime ore: wo wo wo! Questo è un po’ spareggio anticipato: le due squadre arrivano appaiate in classifica e lo scontro diretto è uno snodo cruciale della corsa salvezza. La tensione è alta e si taglia con un machete. Ex della partita, ex d’eccezione possiamo dire, è proprio il tecnico grigiorosso, dato che Nicola ha vestito proprio la maglia della squadra ligure. Gol dell’ex?

Genoa

Genoa, un allenatore inviperito

Lo avete visto tutti DDR (Daniele De Rossi) infuriato come poche volte (e ce ne voleva) dopo la partita sofferta e poi perduta contro il Napoli. Conte non ne parla, eh? Furbastro! Ma Daniele core de Genova sì: il rigore in zona Cesarini a favore dei partenopei e le successive improvvide dichiarazioni del gioioso Vergara hanno davvero scosso l’ambiente genoano. Ma pure tutto quello della Serie A, via. Probabile che l’allenatore del Genoa scelga di schierare proprio l’undici che ha ceduto le armi al Napoli solo al minuto numero 95. A Cremona ci saranno ben 4.000 tifosi rossoblu per suonare la carica in uno scontro tanto importante (si spera di evitare un altro Hellas Verona-Pisa, perché di squadre che si suicidano insieme tipo gemelle Kessler ne abbiamo piene le tasche) e durante la settimana l’ex centrocampista Bortolazzi ha assistito all’allenamento a Pegli, portando un momento di memoria storica e leggerezza nello spogliatoio. Così dicono, almeno, ma non sappiamo di quanta leggerezza possa farsi realmente portatore Bortolazzi. Piccolo occhio alle statistiche: ci dicono che Martin è tra i migliori del campionato per passaggi chiave. L’ambiente è compiaciuto, ma hanno anche cambiato profumatore negli spogliatoi, forse è questo. Insomma, emozioni a mille per questa trasferta, che mescola passione per i colori, pubblico che trascina, vecchie glorie e piccoli segnali positivi, oltre che a incazzature per la scorsa giornata. Morale!

Parma – Hellas Verona

Domenica 15 febbraio, ore 15.00

Quota “1” BetfairQuote “X” BetfairQuota “2” Betfair
2.402.903.50
Parma

Tanto Cuesta per cuesto Parma

Il Parma arriva alla sfida con un assetto che dovrebbe mantenere struttura e riferimenti già consolidati: Cuesta sembra orientato a confermare Pellegrino come riferimento offensivo, mentre resta da valutare la gestione di alcuni acciacchi a centrocampo, con Estevez segnalato in dubbio per un fastidio al ginocchio (ve lo state chiedendo e quindi ve lo diciamo: è il destro). L’idea è dare continuità a un undici che ha mostrato segnali di crescita e maggiore equilibrio nelle ultime settimane. Attorno alla squadra ducale il clima è quello di una battaglia salvezza vissuta con pragmatico realismo ma anche con spirito positivo: nelle interviste e nei commenti si parla spesso della soglia “35-36 punti” come traguardo concreto per restare in Serie A, segno di una squadra che vive il presente con spirito pratico e senza illusioni. Forse un po’ troppo, stiamo togliendo forse la poesia dal calcio? Vogliamo non spezzare una lancia alla sconfitta propositiva? No? Bravi, nemmeno noi lo vogliamo. Che la figura di Alessandro Lucarelli sia tenuta a mente dai giocatori come simbolo storico del club dentro e fuori dal campo ed esempio di attaccamento e spirito di sacrificio: questo si augurano di vedere nel proprio 11 i tifosi. Mica prosciuttino. Cuesta ha più volte ribadito nelle conferenze che il Parma deve “fare la partita che gli conviene”: di nuovo pragmatismo. Ok, Cuesta!

Verona

Eutanasia Hellas

È triste dirlo, ok, ma davvero la partita che abbiamo visto sette giorni fa del Verona contro il Pisa facendo un po’ di zapping sulla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Invernali ci ha lasciati mezzi morti sul divano: un vero e proprio inno alla Serie A, quella scarpara e timorosa. Erano due squadre che puntavano a punti pesanti per scampare alla zona retrocessione e invece si sono accontentate di un pareggiello come fosse una mentina da mandare giù senza farsi troppo male. Altro che le mazzate che vi avevamo preventivato. Al netto di questo, sono diversi i nodi legati agli infortuni: dubbi come cirrocumuli sui recuperi di Bella-Kotchap e Belghali, mentre Valentini già sappiamo non sarà della gara. Il ritorno di giocatori come Sarr dopo la squalifica viene accolto come un piccolo segnale positivo e nell’ambiente si parla molto di spirito di gruppo e di reazione caratteriale più che della prestazione dei singoli. E c’è da dire che non ci sentiamo di dargli torto. C’è anche un dettaglio curioso che aggiunge colore alla vigilia: nel mondo Hellas si guarda con attenzione ai giovani e ai rientri all’orizzonte, come quello di Suslov dopo mesi di stop: storie che alimentano l’idea di una squadra che prova a ricostruirsi pezzo dopo pezzo, dopo averla vista provare a disfarsi allo stesso modo. Pezzo dopo pezzo.

Torino – Bologna

Domenica 15 febbraio, ore 18.00

Quota “1” BetfairQuote “X” BetfairQuota “2” Betfair
3.253.002.40
Torino

Torino, quelli instabili

Nelle ultime cinque, tre sconfitte, una vittoria e un pareggio. Possiamo rubare le parole che De Zerbi ha riservato al Marsiglia (tra l’altro, i tifosi granata sognano che RDZ sbarchi a Torino l’anno prossimo: sogna, ragazzo, sogna)? Squadra instabile, sì: ok, forse è un po’ eccessivo paragonare il Toro al Marsiglia, sia per ambizioni che per pronostici, però diavolo. Questa sfida contro il Bologna arriva quindi in una fase emotivamente molto delicata, il percorso è instabile e la sconfitta per 6-0 contro il Como ha lasciato strascichi e scorie che ancora si sentono. Dopo quella gara il clima si è fatto teso e anche la protesta della Curva Maratona ha evidenziato il malcontento, nonostante la successiva vittoria contro il Lecce abbia riacceso una piccola fiammellina di fiducia e mostrato segnali positivi dai nuovi innesti. Ma quella batosta è difficile da mandare giù. Sul piano delle probabili formazioni, il Torino è ancora alle prese con qualche valutazione fisica: da verificare Obrador per un problema al polpaccio, mentre il resto dell’assetto dovrebbe ruotare attorno a un undici abbastanza riconoscibile, con Simeone indicato come possibile titolare in avanti e con il ritorno dopo la squalifica di pedine importanti come Vlašić e Prati, elementi che possono ridare qualità e struttura alla squadra. Continuità più che spettacolo, ragazzi. Solidità difensiva e gestione emotiva sono quello che serve a questa squadra un po’ bruciacchiata dai recenti eventi.

Bologna

Bologna: Orsolini, peggio di Lukaku

Partiamo da qua, dal rigore battuto da Orsolini: ma che rigore ha battuto in Coppa Italia contro la Lazio? Ma cos’era quella roba che ha avuto l’ardire di mostrare ai suoi tifosi e a noi? Certo, non è stato il solo a strafalciare dal dischetto, segno che qualcosa nella testolina dei giocatori del Bologna non sta marciando benissimo, ma quella rincorsa meriterebbe di essere studiata nelle scuole calcio come esempio di come NON si batte un rigore. Peggio di quello che ha fatto la sera prima Lukaku, e non era semplice. Stanchezza, quindi, e voglia di riscatto dopo l’ultimo impegno. La squadra di Italiano è ora chiamata a reagire rapidamente e a ritrovare energia mentale in campionato, dove l’obiettivo resta mantenere continuità e compattezza. Ma secondo voi, italiano sta iniziando a rischiare grosso? Non “Grosso”, eh, solo grosso, minuscolo. Se torniamo indietro coi ricordi e pensiamo al Bologna di novembre, ci vengono i lucciconi: una situazione come questa sembrava non solo impensabile, ma proprio inimmaginabile. Parlando di formazioni, lasciando da parte i lucciconi: il Bologna sembra dell’idea di cambiare sempre molto la sua formazione titolare; Skorupski torna tra i pali dopo la squalifica e Italiano sembra non avere le idee chiare su chi dovrebbe schierare davanti. Non sono cani, non sono lupi, sanno soltanto quello che non sono, gli attaccanti del Bologna. Segnaliamo che contro il Milan, per dirne una, praticamente non giocavano giocatori anche solo associabili al reparto d’attacco: scelta bislacca di Iraniano.

Napoli – Roma

Domenica 15 febbraio, ore 20.45

Quota “1” BetfairQuote “X” BetfairQuota “2” Betfair
2.302.903.50
Napoli

Napoli, fuori anche dalla Coppa Italia

Antonio Conte ha dominato la scena con parole dure e pungenti (siete stupiti vero?): il tecnico non ha nascosto la frustrazione dopo l’eliminazione del suo Napoli dalla Coppa Italia ai rigori contro il Como, richiamando in modo esplicito la necessità che “arbitri e VAR migliorino” e chiedendo a chi governa la categoria (nominandone i referenti) uno scatto di qualità nell’organizzazione delle designazioni. E guardate, noi siamo d’accordo con lui: difficile definire gli arbitraggi della stagione senza scadere in un linguaggio molto variopinto, per così dire. Il punto è un altro: Antonio Conte non si prende MAI una responsabilità. Le colpe sono degli arbitri, delle strutture di allenamento del Napoli, della società che gli ha comprato pochi giocatori, della società che gli ha comprato troppi giocatori, degli infortuni, delle pentole a pressione su cui incespicano i suoi e che probabilmente arrivano dal Friuli (leggere il paragrafo sull’Udinese per capire di cosa parliamo). Lui, mai. La sua preparazione, mai. Le probabili formazioni segnalate disegnano un Napoli basato sul 3-4-2-1 con Meret in porta (come mai? Male al piede per Milinković-Savić? Oppure ci è rimasto male per i rigori di coppa?) e una linea difensiva presumibilmente composta da Beukema, Rrahmani e Buongiorno; a centrocampo i nomi che emergono nelle ultime ore sono Lobotka e McTominay, ma bisogna capire come stia davvero lo scozzese: da Castel Volturno non filtra mai ronzio di mosca.

Roma

Se la Roma sbancasse al Maradona…

… sarebbe aggancio in classifica al Napoli.  Ecco perché la squadra arriva al Maradona con l’attenzione puntata sui rientri e sui ballottaggi offensivi: Paulo Dybala è tornato ad allenarsi con il gruppo ed è in corsa per una maglia da titolare. C’è volontà da parte di Gasperini (e dello staff) di tenere alta la qualità offensiva senza però esporsi troppo alle ripartenze dell’avversario.Il Napoli cercherà ritmo e pressing, mentre la Roma punta a compattezza e qualità negli ultimi 25 metri. Conte pretende risposte concrete dagli arbitri e dal sistema dopo l’uscita in Coppa e questo dovrebbe spaventare molto i tifosi romanisti, dato che dichiarazioni come le sue rischiano di incendiare tutto, Maradona incluso. Meno male che c’è Malen, ragazzi: dato che la coppia Malen-Dybala è già stata testata e ha portato bei frutti, che sia questa la volta che potremo rivederli insieme? Ma avete visto il sosia di Spalletti che cosa sta combinando, là davanti, nella Roma? Che bel pezzo di giocatore si sono presi a gennaio. Bravi davvero. In dubbio restano Koné mentre si continuano a monitorare Ferguson e Hermoso. Ok, non stiamo parlando di chissà quali fenomeni, ma contro il Napoli al Maradona anche gli ossi fanno brodo, ok? Assalto alla terza posizione, amici della Roma: occhio a non ripetere quanto accaduto a Udine, ovvero l’ultima trasferta di cui abbiamo esperienza. Non andrebbe per niente bene.

Cagliari – Lecce

Lunedì 16 febbraio, ore 20.45

Quota “1” BetfairQuote “X” BetfairQuota “2” Betfair
2.153.003.75
Cagliari

Il Pisacane che cerca conferme

Il Cagliari arriva alla sfida con il Lecce con la voglia di rimettere in fila la continuità che, fin qui, ha caratterizzato molte delle sue uscite, ma poche delle sue entrate (ah ah ah): le probabili formazioni danno Pisacane vicino a confermare il 4-3-3 classico, con Caprile tra i pali e una linea difensiva che dovrebbe vedere Zappa e Zé Pedro ai lati di Dossena e Obert, mentre in mezzo al campo Mazzitelli e Adopo dovrebbero giocare un ruolo da filtro e spinta. La settimana in casa rossoblù è stata segnata da qualche lavoro differenziato in infermeria: il sempre sobrio Mina, Deiola e Borrelli sono stati monitorati dallo staff medico e i report del club hanno indicato esercitazioni individuali e trattamenti mirati per chi non è ancora al 100%, ovvero pronto a rientrare in campo ringhiando e sbavando. La sconfitta contro la Roma fa un po’ male, ma si giocava a Roma e la qualità giallorossa si è fatta sentire (oltre agli svariati “ahò” dell’Olimpico), ma maluccio è stata l’incisività offensiva. Fondamentale il legame con la tifoseria: dalle iniziative del club ai messaggi dei veterani, l’ambiente punta a creare una coesione che sul campo si traduca in maggior solidità mentale. Ovviamente Pully in campo farà il suo e speriamo di non doverlo più vedere andare sotto alla curva dei suoi a piangere lacrime di fenicottero rosa. Maledette lacrime di fenicottero, quanto ci fanno male.

Lecce

È un Lecce ballerino! Ma senza Banda!

Il Lecce arriva al match con un carico emotivo positivo e tanta voglia di ballarsela dopo il successo sull’Udinese: la vittoria per 2-1 al Via del Mare, con punizione capolavoro di Lameck Banda nei minuti finali, ha restituito fiducia a un gruppo che stava vivendo un periodo di difficoltà in fase realizzativa. Segnaliamo Cheddira confermato in avanti dopo l’ultimo turno, con Gandelman sulla trequarti e Ramadani e Coulibaly pronti a garantire dinamismo e ripartenze; attenzione però alle assenze e alle squalifiche che possono modificare gli equilibri: sarà proprio il bel Banda a non essere presente per questa insidiosa trasferta, causa provvedimento disciplinare (insomma è stato squalificato, state sul pezzo!). Dal punto di vista della piazza, i quotidiani e i siti salentini stanno seguendo con interesse il percorso di adattamento dei giovani in rosa: Camarda è stato protagonista di un’intervista nel territorio, tra visite a scuole e curiosità sul suo primo periodo in giallorosso, tutte belle cose che ci rinfrancano sulla bellezza del calcio e dell’essere umano in generale. Occhio alla classifica perché resta calda: la vittoria contro l’Udinese rappresenta un piccolo sorso d’ossigeno in chiave salvezza, ma bisogna continuare a macinare. Nota di plauso per il Via del Mare e il suo entusiasmo incontenibile per la rimonta. Peccato non poterselo portare tutto in blocco a Cagliari.

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*Le quote degli incontri sono aggiornate al 13 febbraio 2026 alle ore 10.44.

Elettra D., recensioni e pagine tematiche

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Titolo di studio Laurea in Critica e Teoria della Letteratura
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Specializzazione Esperta di Serie A e special bet
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Esperienza Più di 5 anni di content writing sul gambling

Elettra D. è sbarcata a Time2play nel 2021, una delle prime contributor a essere arruolata per le pagine italiane del sito, dopo anni di esperienza nella scrittura di contenuti, legati (ma non solo) al mondo del gambling online; la molla è stata proprio il paragone con il modo di lavorare di altre aziende in questo campo, esplicitamente orientate alla vendita di un prodotto o una piattaforma di scommesse e casinò e poco interessate alla formazione degli utenti, alla loro salvaguardia e corretta informazione.

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