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Serie A 2025/26, giornata #27: consigli scommesse

Scritto da Elettra D.
30 min. di lettura
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Non c’è alcuna speranza: le polemiche sempre infuriano come venti mefitici sul campionato italiano. Nell’occhio del ciclone, Rocchi. Non si salva la capolista, che al momento sta a +10 punti sulla seconda: l’hashtag “MarottaLeague” non smetterà di tambureggiare, anche se parliamo di una strapotenza che ha segnato 20 gol più della seconda squadra più prolifica. Per dire un dato. Non si salva il Parma, che pure se ha condotto una gara di grande sofferenza in casa del Milan, si ritrova il suo 0-1 finale contestato aspramente (e non proprio a ragione) dai tifosi rossoneri. Per non parlare dei napoletani, ai quali è stato annullato un gol regolare contro l’Atalanta (questo sì). Torniamo un momento al Milan, però, e facciamo che il discorso diventi emblema del nostro pensiero: pure se il gol di Troilo non fosse stato regolare (e lo era), ma ha senso che il Milan, che teoricamente si diceva che lottasse per lo Scudetto, in casa, non abbia la garra necessaria per segnare un gol al Parma? È davvero un problema arbitrale, ragazzi?

Ma davvero possiamo ridurre il nostro calcio a una mera disamina dei torti? Davvero il campo ha smesso di parlarci oppure è vero che non siamo più capaci di ascoltarlo, che richiede troppe conoscenze, che si fa prima a urlare in tutti i bar social che tutto è truccato, almeno finché non vince la squadra per cui facciamo il tifo? Noi vorremmo solo far notare una delle prime storture di noi tifosi di questo magnifico magma chiamato “calcio”: non conosciamo le regole del nostro sport preferito. Noi tifiamo, seguiamo le partite ogni fine settimana, perdiamo sonni e soldi, eppure non conosciamo nemmeno il regolamento. E ci mettiamo dentro anche noi: il fallo cosiddetto “ponte” in regolamento non esiste. Lo sapevate? Il fallo da ultimo uomo non esiste da un pezzo. E potremmo citare molte altre fattispecie, ma per carità di patria ci fermiamo qui. Siete sulla pagina dei pronostici di Time2play: qui è dove scegliamo uno dei migliori siti scommesse Serie A e vi portiamo 2 quote golose su cui giocare, una per squadra, analizzando tutti gli scontri della giornata che sta per arrivare.

E che giornata sta per arrivare? Ve lo diciamo subito: di big match ce n’è uno, e come lui, in questa 27′, nessuno: Roma – Juventus. Una Roma in forma smagliante che ospita la squadra che, tra tutte, è quella che forse ha deluso di più. Anche noi pensavamo che Spalletti potesse raddrizzare tutto, sembrava anche avercela fatta, ma parrebbe che i bianconeri ci siano cascati di nuovo: stanno ancora in un loop autodistruttivo dopo un periodo che prometteva bene. L’eterno ritorno della caduta.

E mentre le distanze tra la capolista e la seconda iniziano a farsi pesanti (un -10 a febbraio è un gap davvero notevole), l’Inter ospita il Genoa in casa dopo la batosta bodese in Champions e il Milan resta in Lombardia per affrontare uno dei fanalini di coda della Serie A, la Cremonese, che non vince un incontro da dicembre.  Occhio a Sassuolo-Atalanta, a nostro avviso uno degli scontri più affascinanti di questa giornata, anche perché il Sassuolo è una squadra che ci sta insegnando qualcosa di bello, sul campo: non importa se sei neopromossa, se fai un calendario coi canniolini la tua stagione sarà stupenda. Un occhio di riguardo dovrebbe andare anche a Como-Lecce, perché sì: la Serie A è piena di perle, di piccole sfide da infilare, brillanti, in una collanina da indossare con orgoglio. La vita non è tutta un big match, giusto? Sono anche piccole sfide quotidiane che vanno giustamente considerate. Questa è la nostra passione, questo il nostro tributo d’amore per Parma-Cagliari.

Per questa giornata abbiamo pensato di associare a ogni squadra di Serie A una canzone sanremese: calcio e Festival, un’accoppiata troppo croccante per farcela scappare, qua in redazione. Ma attenzione! Una non è stata presentata a Sanremo: sapete dirci quale? La soluzione nel prossimo articolo sui pronostici! Poi, non fatevi intortare: il campo parla ancora, il campo ha ancora molto da dire. Non è tutto un susseguirsi di torti, di dossier, di disamine fatte da scimmie urlatrici in vetusti salotti televisivi o su discutibili canali YouTube: noi possiamo essere meglio di così. Noi possiamo ancora parlare di calcio. Per farlo, abbiamo scelto le quote di bwin*!

CHI VINCE FESTEGGIA, CHI PERDE SPIEGA

  • Il pronostico azzeccato più clamoroso: Atalanta – Napoli, 1 + Over 2.5 (4.10), era data altissima, cocoriti!
  • La toppata più clamorosa: Juventus – Como, 1 + Over 2.5 (3.30), e invece mambo comasco.

Parma – Cagliari

Venerdì 27 febbraio, ore 20.45

Quota “1” bwinQuote “X” bwinQuota “2” bwin
2.302.873.40
Parma

Parma: "Fai Rumore", Diodato, 2020

Ecco, si parte col botto. Si parte col rumore che fa il Parma a Milano: un casino pazzesco. Un po’ è il suono di ossa e denti che ha fatto il povero Loftus-Cheek nello scontro con Corvi, un po’ è il silenzio ghiacciato del Meazza al Gol di Troilo al minuto 80′: il silenzio fa rumore? Sì, ed è proprio Diodato che ce lo dice, che anche lui dev’essere stato in uno stadio zittito da un gol dell’underdog venuto a fare il bullo tra le altrui mura. E con quali mezzi? Il piccolo Cuesta ha rubato l’attitudine allegriana e ne ha fatto statuto. Pensateci: un Parma tutto schiacciato che lascia il pallino all’avversario, lo fa giocare, arrembare, fare e strafare, per poi colpire su calcio d’angolo e portarla a casa di corto muso. Ma chi vi ricorda? Ebbene, da questo capolavoro di cuestismo abbiamo imparato che solo una cosa può far diventare Allegri un giochista, farlo allontanare dalla sua Vera Natura e batterlo comodamente: portare la sua filosofia all’estremo e giocargliela contro. E fa rumore, sìììì! Oltre a questo: ma dove sta, il Parma, in classifica? Carlos Cuesta è stato uno dei direttori d’orchestra della scorsa giornata e questo ruolo ha portato il Parma in dodicesima posizione, a soli quattro punti dal Bologna. Per questa sfida casalinga contro il Cagliari, Cuesta probabilmente ci farà rivedere Strefezza titolare a pennellare per la testa di Pellegrino. Altra buona notizia: torna Circati. “E non ne voglio fare a meno ormai / Di quel bellissimo rumore che fai”.

Cagliari

Cagliari, "Papaveri e papere", Nilla Pizzi, 1952

“Lo sai che i papaveri son alti alti alti, e tu sei piccolina, e tu sei piccolina”, questa la canzone che associamo al Cagliari paperino, che continua piccolino, che cosa ci vuoi far? Il punto strappato contro la Lazio è stata una boccata d’ossigeno pazzesca, soprattutto dopo due sconfitte. Zitto zitto, 28 gol fatti e 35 subiti, un gol messo a segno a partita. Non male, contando anche che, per dire, la Fiorentina ne ha subiti 39. Occhio, però: proprio la Fiorentina ha vinto e rimette tutto in discussione per il Cagliari in ottica lotta salvezza. Cinque punti sembrano un buon margine quando non ci sei dentro, ma se appena appena vai in acido, ecco che la situazione si ribalta in modo devastante. Citofonate al Torino, se non ci credete. Ok, forse per il momento si può stare ancora tranquilli, con passo paperino, anche per la consapevolezza che Pisacane ha della GenZ: ha fatto tipo un master per riuscire a parlare con i suoi giovani giocatori del turbamento che li assale ogni volta che perdono. Spalle strette della GenZ? GenZ paperina, in un mondo di papaveri? Non siamo qui per fare sociologia, però il discorso potrebbe farsi molto interessante ed è senza dubbio interessante che qualcuno ne parli. Ricordiamoci però che “Non puoi tu pigliare una papera disse mammà / Se tu da lei ti lasci impaperare / Il mondo intero non potrà più dire…”. Occhio ai paperini, insomma.

Como – Lecce

Sabato 28 febbraio, ore 15.00

Quota “1” bwinQuote “X” bwinQuota “2” bwin
1.374.508.50
Como

Como, "Almeno tu nell’universo", Mia Martini, 1989

Tu, tu che sei diverso. Almeno tu, nell’universo: parole che i tifosi del Como dedicano a Fabregas e alla società, dato che pare l’unica in grado di stare fuori dai giochini dei procuratori e prendere dal mercato ciò che gli serve. Contro la Juventus il ragazzo spagnolo fa sei punti tra andata e ritorno, quattro gol fatti e zero subiti. Il Como segna più dell’Atalanta, numeri alla mano. E ne subisce pure di meno: seconda miglior difesa del campionato. Ma pure terzo miglior attacco. Questo cosa ci insegna? Che una squadra, checché se ne dica in Italia, può giocare un bel calcio e fare anche punti: la faida giochisti/risultatisti non ha motivo di esistere, prendiamone atto e tiriamo avanti, magari liberando l’aria dai nomoni dei soloni che paiono capaci solo loro di allenare: sbagliato, ragazzi. E non parliamo di chissà quale squadra blasonata, si parla di Como, una realtà che due anni fa stava in Serie B e oggi rischia di finire in Champions League. Il Como batte la Juventus allo Stadium con una partita giocata benissimo, ripartenze fulminanti e tanta concentrazione. Contro il Lecce ritroverà il suo lago ma pure Nico Paz, grande assente contro i bianconeri per squalifica. Peccato per la perdita di Baturina, fuori una ventina di giorni. “Un punto sei che non ruota mai intorno a me / Un sole che splende per me soltanto”: è Fabregas per Como.

Lecce

Lecce, "Ringo Starr", Pinguini Tattici Nucleari, 2020

Potremmo dire “immeritatamente terzultimi”: il Lecce ha mostrato fin qui di avere la stoffa per sognare la permanenza in A, ma forse la sconfitta casalinga contro l’Inter ha un po’ tagliato le gambe ai suoi tifosi: tutti pensavano, chissà poi perché, che l’Inter potesse regalare un punticino al Via Del Mare, ma così non è stato e la batosta è stata un po’ più forte del previsto. Forse il Lecce, in un campionato di John e di Paul è Ringo Starr, esattamente come cantano i Pinguini di Bergamo (il gruppo, non c’entra l’Atalanta!). Ci aspetta il solito ballottaggio tra Cheddira e Štulić e bisogna anche capire come sta il povero Gaspar, che ha rimediato un infortunio contro i nerazzurri. Gallo e Pierotti sono pronti a parlare col lago e spiegargli chi sono: buona prestazione dei due nonostante la sconfitta. Piccolo appunto sul pubblico, a questo punto doveroso: fischiare un giocatore perché ha simulato un fallo nel turno precedente, fischiarlo per 90 minuti, ci pare di un cattivo gusto che non stiamo nemmeno a dirlo meglio di così. Probabilmente volevano solo cercare di destabilizzare l’avversario con la scusa dei fischi all’antisportività, ma ci è parso atteggiamento da alto poraccesimo. Bon, detto. “Il cerchio della vita impone che per / Un re leone vivano almeno tre iene”: preciso, tattico e pure nucleare.

Hellas Verona – Napoli

Sabato 28 febbraio, ore 18.00

Quota “1” bwinQuote “X” bwinQuota “2” bwin
6.504.001.51
Verona

Verona: "Ciao amore, ciao", Luigi Tenco, 1967

Una canzone triste, una canzone amara, una canzone che dice addio: il Verona si appresta a dire addio alla Serie A, ormai possiamo dirlo con ragionevole certezza. Certo, Luigi Tenco si sparò alla tempia dopo che questa sua canzone non passò la prima votazione sanremese e non ci sentiamo di essere così drastici col Verona: alla fin della fiera, dalla Serie A si scende e in Serie A si risale anche. Resta che “Ciao massima serie italiana, ciao” potrebbe essere la Verona edition per questa stagione. Appaiata al Pisa in fondo alla classifica, col Pisa si prende per mano anche per quanto concerne gli ultimi cinque risultati: due sconfitte, un pareggio, due sconfitte. 15 punti, ultimi tra gli ultimi. È la squadra che perde di più in campionato. Abbiamo ascoltato la conferenza stampa di un arrabbiatissimo Sean Sogliano che dichiara la situazione tremenda ma esige rispetto, dato che la società ha deciso di giocare con qualche calciatore in meno ma di restare solida con i conti. Ora i conti si faranno con la Serie B, però. Ed è un peccato, perché il Verona ha giocatori che hanno colpito, primo tra tutti il povero Montipò, portiere più che discreto che paga il fatto di avere una retroguardia tipo colabrodo. A centrocampo c’è Akpa Akpro e in attacco ballottaggio Sarr/Mosquera. “Guardare ogni giorno / Se piove o c’è il sole / Per saper se domani / Si vive o si muore / E un bel giorno dire basta e andare via”. Ciao Verona. Ciao.

Napoli

Napoli, "Non voglio mica la luna", Fiordaliso, 1984

Ce lo ha detto e stradetto, Conte: non vuole mica rivincere lo scudetto, no? Vuole solo qualificarsi in Champions League. Ebbene, diceva il vero. Ci dobbiamo arrendere, perché il Napoli parrebbe aver deposto le armi: mentalmente potrebbe uscire distrutto dalla sconfitta contro l’Atalanta, anche se macchiata da un grande errore arbitrale. Unica speranza di rinascita sta nel recupero di alcuni senatori: si parla di un rientro di Scott McTominay proprio per questa gara a Verona, per dire, ma anche il rientro di Zambo Anguissa non pare essere più un miraggio (e la nostra formazione del Fantacalcio ringrazia). Ok, non voleva mica la luna, però facciamo che dalla prossima gli arbitri si mettono una mano sulla coscienza ed evitano di far esplodere le arterie al povero Manna? Grazie. Perché in effetti non è la luna che vuole, ma che i gol regolari vengano convalidati. Poi magari si perde ugualmente, ma qui ci si sta giocando il posto in Champions League, si parla di milioni. La batosta è stata una tranvata ed è vero che si cercano sempre alibi e scuse: prendere consapevolezza di quale sia il limite della propria squadra e iniziare a lavorarci su, questo potrebbe davvero fare la differenza. Come detto, lo scozzese dovrebbe tornare a disposizione contro il Verona, anche se le condizioni sono ancora da valutare. “Vorrei due ali d’aliante / Per volare sempre più distante / E una baracca sul fiume / Per pulirmi in pace le mie piume”: Conte, dai che maggio è vicino, poi ali, baracca e hop hop. Bonus track “Una lacrima sul viso”, Bobby Solo.

Inter – Genoa

Sabato 28 febbraio, ore 20.45

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1.325.258.50
Inter

Inter, "Nel blu dipinto di blu", Domenico Modugno, 1958

Non potevamo scegliere canzone più perfetta per descrivere il momento in campionato dell’Inter. Forse, per i suoi tifosi, ripensando agli ultimi dieci giorni del torneo di casa nostra (perché in Europa è stata altra storia) si poteva anche citare “Felicità” di Al Bano e Romina: vincere e vedere tutte le concorrenti cadere miseramente è davvero una bella soddisfazione, mentre il distacco di dieci punti rinfranca lo spirito e mette le aaaaaali. “Felice di stare lassù”, del resto: e l’Inter è felice, felice anche perché si tratta dell’unica squadra che, guardando al campionato, non ha niente da rimproverarsi. Ed è l’unica in questa posizione. I numeri fanno impressione: manca solo un terzo di campionato, 21 vittorie (la seconda squadra che vince di più è la Roma e ne ha 16), un pareggio e quattro sconfitte. 62 gol fatti e 21 subiti (19 gol più del secondo migliore attacco). E c’è chi parla di Marotta League. Dirige l’orchestra: Cristian Chivu. Nota statistica che porta colore e forse risolleva i musi lunghi nerazzurri dopo la sconfitta col Bodø: nessuna squadra in serie A ha mai perso lo scudetto con dieci punti di vantaggio nel girone di ritorno. La vittoria contro il Lecce poteva nascondere qualche insidia, e invece non sono bastati nemmeno i reiterati fischi a Bastoni per mettere i bastoni tra le ruote a questa squadra. Torna titolare Sučić e forse Bonny a sostituire Esposito in attacco. Ma speriamo possa sostituire Thuram, invece. Dieci giorni da incorniciare, per i tifosi nerazzurri: “Penso che un sogno così non ritorni mai più…”.

Genoa

Genoa, "Vacanze romane", Matia Bazar, 1983

Non potevamo che tributare questa nostra incursione sanremese in casa genoana a Daniele De Rossi: ha preso un Genoa “con il cuore nel fango” e l’ha portato nel profumo suo di vacanze romane. La partita di Marassi contro il Torino, per quanto concerne la classifica e non solo ha parlato chiaro: il Genoa è di gran lunga superiore ai granata. Ed è cosa importante, perché in classifica le due squadre stanno lì, appaiate. Il Genoa è di un’altra categoria. Ritrova vittoria e consapevolezza, 32 gol fatti (tanti eh) e 37 subiti, sesta vittoria in campionato, nove pareggi e 11 sconfitte. Daniele De Rossi sta salvando la baracca, perché siamo convinti che il Genoa si salverà. Norton-Cuffy si è infortunato a Marassi proprio contro il Toro e forse non sarà della compagnia che raggiungerà i nerazzurri a Milano, ma per il resto non dovrebbero esserci defezioni. Trasfertina complessa, dobbiamo segnalarlo: chissà se le scorie norvegesi raggiungeranno i nerazzurri anche in campionato, permettendo al Genoa di strappare qualche punto? Davanti Vitinha e Colombo promettono di mettere Milano ferro e fuoco, soprattutto con le felpe recanti il patch del comune di Sanremo: maglie genoane sono state regalate a diversi artisti sanremesi (tipo Arisa). Queste vacanze romane possono dare grandi soddisfazioni e rilanciare il marchio: grazie, DDR.

Cremonese – Milan

Domenica 1 marzo, ore 12.30

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6.254.101.50
Cremonese

Cremonese, "Non ho l’età", Gigliola Cinquetti, 1964

Ci avevamo creduto, invece questa squadra non ha l’età per amare la Serie A. Nonostante il buon Davide Nicola, la Cremo rischia grosso la retrocessione: perde male contro la Roma senza nemmeno tirare in porta, un 3-0 maturato nel solo secondo tempo. La Cremo non vince dal sette dicembre, un andamento da retrocessione identico a quello di Pisa e di Verona. 5 vittorie, 9 pareggi e 12 sconfitte, solo 21 gol fatti: non segnano nemmeno con le mani. Meriterebbero il terzultimo posto, sono in caduta libera e il Lecce non sembra il miglior cliente a cui essere appaiati in classifica. E dire che il girone d’andata ci aveva molto illusi. No, non hanno l’età: non hanno le spalle dei grandi. Poi Nicola contro la Roma si è inventato un attacco strambo, formato da Bonazzoli e Sanabria; probabile che contro il Milan si torni a Vardy e Đurić, con buona pace degli esperimenti. Dopo il Milan, finalmente arrivano tre gare abbordabili e importantissime (anzi, fatali) per la salvezza: occhi puntati sulla trimurti Lecce-Fiorentina-Parma. Tremano i polsi: è vero, sulla carta sono avversarie alla portata, ma il margine di errore si è ormai ridotto a zero. Chi lo sa, magari la Cremo crescerà un pochetto, ma per il momento ci sentiamo proprio di cantare che non ha l’età, non ha l’età, per la Serie A… non ha l’età. Ma se noi vorremo aspettarla…

Milan

Milan, "Si può dare di più", Ruggeri/Morandi/Tozzi, 1987

Eh, sì, ragazzi: al netto di tutto, al netto delle polemiche e dei giocatori non al 100%, ma puoi mai non battere il Parma in casa? Arrivando addirittura a subire il gol all’ottantesimo? Via, no. Non per una squadra che si illudeva di correre per lo scudetto, almeno. Hai voglia a montar polemiche, se non riesci a buttare la palla dentro al Parma con tutto San Siro che ti canta gli osanna, a noi pare che le chiacchiere stiano a zero. “Perché non parti per un weekend/Che ti riporti dentro di te”, canta il trio al Milan: chi lo sa, forse la partenza per Cremona, quel buon odore di cose di una volta, quella campagna, potrebbe far tornare ai casciavit l’amore per se stessi che pare abbiano un po’ lasciato da parte. E Ruggeri, Morandi e Tozzi non hanno pietà, perché continuano: “Cosa ti manca, cosa non hai / Cos’è che insegui se non lo sai” e questo fa male, perché il Milan, a febbraio, rischia di essere fuori da ogni gioco che non sia la corsa al posto in Champions: capirai che esaltazione. Ma si poteva davvero dare di più? Parma a parte, Cremo a parte, forse si sono troppo crogiolati nella favola dei 25 risultati utili consecutivi. Che te ne fai poco se a febbraio stai a -10 dalla prima, giusto? Gabbia da valutare, Loftus-Cheek fuori per un bel po’. Il trio sanremese va avanti imperterrito a cantare, i milanisti si tappano le orecchie per poi rendersi conto che canta direttamente nei loro cervelli: “Se la tua corsa finisse qui / Forse sarebbe meglio così”. Ahia, questa faceva davvero male.

Sassuolo – Atalanta

Domenica 1 marzo, ore 15.00

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3.703.501.93
Sassuolo

Sassuolo, "Ma il cielo è sempre più blu", Rino Gaetano, 1975

Rino Gaetano, con la sua canzone dall’andamento allegro, ci raccontava delle disparità e delle contraddizioni del nostro Paese. Disparità che la situazione del Sassuolo ci mette sotto il naso quando pensiamo alla situazione neopromosse: “Chi grida Al Ladro” (Pisa), “Chi ha l’antifurto” (Sassuolo); “Chi mangia patate, chi beve un bicchiere, chi solo ogni tanto” (Cremonese), “Chi tutte le sere” (Sassuolo). Insomma, ci siamo capiti: solo per il Sassuolo, in tema neopromosse, “Il cielo è sempre più blu”. La sua stagione è davvero di livello: se a inizio anno qualcuno ci avesse detto che i neroverdi sarebbero stati tra le prime dieci e ad appena un punto dal Bologna, lo avremo preso per pazzerello. Per essere una neopromossa, seppur con un buon polso di Serie A, la sua situazione è pazzesca. Fisicità e atletismo la fanno da padrone rispetto alle versioni più tecniche del Sassuolo passato. Metteteci Matić, metteteci Muharemović (i due che torneranno contro la Dea dopo la squalifica) e, perché no, quel pazzo di Murić tra i pali, che ok, è matto vero, ma ha margini di miglioramento davvero importanti. E poi? Il cielo è sempre più blu anche perché un tridente come quello composto da Berardi, Pinamonti e Laurienté non ce l’ha nessuno, nella parte destra della classifica. E sì, Berardi è meno elettrico e meno istintivo degli anni passati, ma la sua esperienza lo fa giocare sul velluto e lo abbiamo visto nella doppietta contro il Verona. Che bel campionato, Sassuolo: “Na na na na na na nananananà!”.

Atalanta

Atalanta, "Destinazione Paradiso", Gianluca Grignani, 1995

Ok, l’errore arbitrale c’è stato ed è grosso: ma l’Atalanta ha dimostrato, in casa contro il Napoli, di avere le carte per lottare in zona Champions. La sua “Destinazione paradiso, paradiso città”. Partite vinte 12, pareggiate nove e perse cinque. Stesso score del Como, ma gol fatti 36 e subiti 22: l’Atalanta si è ripresa mica male, grazie a Palladino. Vince quattro partite delle ultime cinque: come dicevamo tempo fa, l’Atalanta è una ragazza che è arrivata tardi alla festa, ma ora che c’è si è presa il suo bel calice e si intrattiene felicemente con gli altri ospiti. E ora alla festa mettono Grignani a tutto volume e lei canta e si sgola, felice come una pasqua. Sotto col Sassuolo, adesso: Ederson resta da verificare dopo il forfait contro il Napoli, resta da capire se la fiducia a Samardžić sarà confermata dopo la bella prestazione offerta alla New Balance Arena. I cambi di Palladino hanno acceso la musica. Ribadiamo: a prescindere dall’arbitraggio la Dea non muore mai. E chi lo avrebbe detto, quando a inizio stagione i nerazzurri annaspavano? Beh, noi. Appena il Palla è salito in cattedra, le quote dell’Atalanta hanno mostrato una via di ripresa, e i mercati non mentono. Come canta Gianluca nella sua hit sanremese: “Chi si volta è perso e resta qua / Lo so per certo amico / Mi son voltato anch’io / E per raggiungerti ho dovuto correre”. Ha dovuto correre, l’Atalanta, è vero: ma guardate chi è arrivato ora alla festa. Vediamo se Kolašinac potrà far parte della formazione titolare, perché è uscito stremato nell’ultima.

Torino – Lazio

Domenica 1 marzo, ore 18.00

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2.653.002.70
Torino

Torino, "Vita tranquilla", Tricarico, 2008

Non c’è pace per il Toro ormai: e dire che la sua stagione sembrava aver preso i binari della salvezza dolce, quelle salvezze che arrivano senza patemi, quasi anonime. Ma se appena ve ne intendete di calcio lo sapete: la linea che divide una stagione anonima da una stagione disastrosa potrebbe essere più sottile di quanto non si creda. Il Torino ora rischia di fare la fine del Sassuolo di due anni fa: retrocesso aritmeticamente in Serie B il 19 maggio. Tenere la linea di galleggiamento troppo bassa ti porta a certi rischi. In più, l’annientamento del baronismo (ammesso che questo baronismo sia mai esistito, poi) ha portato nientepopodimenoche D’Aversa sulla panchina: non abbiamo mica scritto Ancelotti. E infatti i tifosi non sono convinti e protestano. Il “come” è una storia che vale la pena di essere raccontata: spalando escrementi davanti al centro di allenamento della squadra. Ne devono aver spalati tanti, di escrementi, perché la storia ha fatto il giro del mondo finendo sul NY Times. Il tutto accompagnato da uno striscione con la scritta colorita: “M. come Cairo”. Insomma, questa si guadagna il podio come protesta più colorita e didascalica mai ideata. Non sappiamo come D’Aversa schiererà la squadra, ma Ikhlan è squalificato, quindi ciccia. Forza, tifosi del Toro, cantate con noi: “Io voglio una vita serena, la-la / Perché è da quando sono nato / Che è disperata, spericolataaaaa”.

Lazio

Lazio, "Come saprei", Giorgia, 1995

“Come saprei” allenare ioooo “Nessuno saaaaprebbe maaai”: no, Sarri, non urlare, noi lo sappiamo. Sappiamo cos’è il sarrismo, sappiamo tutto. Solo che qui hai le mani legate, forse è per questo che urli. E i tifosi ti amano, perché sanno che non sei tu la testa del pesce che emana cattivo odore. La squadra ha staccato la spina, non sono motivati, manca mordente e i rematori remano uno contro l’altro: certo non li puoi sottovalutare mai, ma hanno dieci pareggi (seconda squadra dopo il Pisa ad aver raggiunto la doppia cifra in fatto di pareggi). Otto vittorie e otto sconfitte, poi pochi gol fatti e pochi subiti. Come saprebbe, Sarri, far giocare bene la sua squadra, se soltanto potesse averla, una squadra. ‘Tacci de Pippo. “Io ci mettterò / Tutta l’anima che ho”, dice lui, ma qua l’anima non basta mica: servirebbe un presidente con le cucuzze e con la voglia di spenderle. Meno male che si va a Torino, via, magari qualcosa di buono si porta a casa: Maurizio spera nei recuperi di Gila e di Gigot quantomeno in panca, ma perde Rovella per un problema alla spalla (operato già). Tra poco dovresti rivedere Lazzari e Pedro, Maurì. Vediamo se basteranno a salvare la stagione. A tutto questo aggiungete che i due acquisti di gennaio (Ratkov e Przyborek), costati 20 milioni, non hanno ancora fatto vedere niente. Quanta vita sei da vivere adesso? Come saprei…

Roma – Juventus

Domenica 1 marzo, ore 20.45

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2.553.102.80
Roma

Roma, "Salirò", Daniele Silvestri, 2002

Pompa! A differenza della Lazio, la Roma del Gasp sì che ha messo a segno degli acquisti gennarini: Malen sta spezzando le reni al campionato, Zaragoza pare avere tutte le carte in regola per farlo, Robinio Vaz dal chiacchieratissimo OM e Lorenzo Venturino, anche lui un giocatore su cui vale la pena puntare. Quando la società ascolta il suo allenatore in tema di acquisti, le cose cambiano, soprattutto se in panca hai Gianpieron De’ Gasperoni. La Roma sta dimostrando di avere la stoffa per agguantare la zona Champions: 16 vittorie, 8 sconfitte, 2 pareggi e afferra la maglia del Napoli a 50 punti, Napoli che ora è psicologicamente sotto pressione, perché stava tanto col naso in sù e invece avrebbe dovuto stare più attento a quel che accadeva laggiù. “Salirò salirò / fino a quando sarò / solamente un puntino lontano”, questo almeno è quel che si augurano i tifosi romanisti. “Preferirei stare seduto sopra il ciglio di un vulcano”, canta Silvestri: la Roma, in effetti, sta sul ciglio del Vesuvio e lo guarda ribollire. Rientrano in gruppo Soulé ed El Shaarawy; ancora da valutare le condizioni di Hermoso, che ha alzato bandiera bianca mentre si scaldava con la Cremo (chissà che hanno da valutare, dopo tutti questi giorni, mah). Comunque, ottimo stato di forma fisica e mentale per la Roma, i tifosi sono galvanizzati e aspettare la Juventus all’Olimpico è un piacere, oltre che un dovere imposto, beh, dal calendario. Cioè, prima o poi.

Juventus

Juventus, "Bisogna saper perdere", Dalla e Rokes, 1967

Lo sappiamo, può sembrare crudele, e però, per una società il cui motto fu “Vincere non è importante: è l’unica cosa che conta” tutte queste scoppole potrebbero fare un gran bene. “No hay mal que por bien no venga” recita un detto sudamericano: la nostra versione dice che non tutto il male viene per nuocere, ma i sudamericani ci insegnano che non esiste male che non venga per farci del bene o almeno per insegnarci qualcosa. Le recenti sconfitte in campionato (ma anche in Champions) dovrebbero insegnare molto alla Juventus e farla uscire rafforzata. Soprattutto se in panca terranno questo allenatore, che ha già dimostrato di poter essere uno stregone (la quasi rimonta allo Stadium contro il Gala) ma anche di prendere delle buche pazzesche (la sconfitta in casa contro il Como). Ora c’è la Roma, a Roma e con le scorte di ossigeno ormai al lumicino, dati i supplementari giocati, inutilmente, in coppa. Tornano Kalulu e Bremer, ma a Spallettone mancherà Locatelli per squalifica: probabile che entri Koopmeiners per sostituirlo, anche se i tifosi preferirebbero forse giocare in dieci (scherziamo! Vi ricordiamo che è stato quasi-eroe in Turchia!). “Per tutti c’è sempre un giorno di sole”, canta Dalla in “Bisogna saper perdere”: chi lo sa se il giorno di sole sarà quello che vedrà la Juventus scendere in campo contro la Roma o se l’eclisse che lascia la squadra al buio da un pezzo proseguirà. Comunque, ragazzi, davvero: non sempre si può vincere.

Pisa – Bologna

Lunedì 2 marzo, ore 18.30

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3.753.301.98
Pisa

Pisa, "Perdere l’amore", Massimo Ranieri, 1988

“E adesso andate via / Voglio restare solo / Con la malinconia / Volare nel suo cielo”: e il cielo è quello della Serie A, quella massima serie che il Pisa, se continua così, è destinato a perdere. Massimo Ranieri non avrebbe mai potuto pensare che un giorno qualcuno avrebbe associato la sua canzone sul dolore della perdita della persona amata al Pisa. Eppure, eccoci qua, senza la minima vergogna. Hanno perso con un solo gol di scarto contro la Fiorentina, ok, ma il primo tempo è stato uno stillicidio. Lo stesso Hiljemark dice che se si gioca così non si va da nessuna parte, resta il mistero di chi dovrebbe mai farli giocare diversamente se non lui, ma ok. Non ci piace parlare di expected goals, ma pensate che nel primo tempo di Pisa-Fiorentina, il Pisa accanto a questa voce aveva il numero 0,02. È agghiacciante. È la squadra che ha vinto di meno: una sola vittoria. “Rischi di impazzire, può scoppiarti il cuore”, perdere una serie e avere voglia di morire, ti lasciamo gridare, Pisa, rinnegare il cielo, ma qua se non torna almeno Semper… ah, torna? Bene dai! Dopo la panchina precauzionale contro la Viola, almeno torna il tuo portiere. “E adesso che rimane di tutto il tempo insieme”, Pisa?

Bologna

Bologna, "Un’avventura", Lucio Battisti, 1969

Il testo di questa canzone, almeno, è quel che si augurano tutti i tifosi del Bologna, che si erano fatti il palato al tifare una squadra che stava sempre in alto in classifica, che entrava nelle coppe europee e che vinceva addirittura trofei. E invece quest’anno, il tonfo. Al momento hanno raddrizzato la baracca, soprattutto la vittoria contro l’Udinese è stata importantissima, anche perché era uno scontro a metà classifica. Il sogno delle coppe europee è impossibile, ormai, dato che c’è un baratro. 10 vittorie, 6 pareggi e 10 sconfitte: un ruolino che non può appassionare i tifosi, soprattutto se, come già scritto, si guardano indietro: basta anche solo guardare a inizio stagione, quando le premesse per un altro campionato stellare c’erano tutte. E invece, stagione anonima, anche perché tra l’ottava posizione coperta dal Bologna e la settima coperta dall’Atalanta, ballano nove punti. Ma come, scusate, mica “Non può essere soltanto una primavera”? Eh, ora vediamo: Italiano, per dire, resta o se ne va? E se se ne dovesse andare, chi subentrerebbe? Intanto si perde Miranda per tre settimane (almeno) a causa di una lesione dell’ileopsoas, di qualunque cosa si tratti, crediamo un muscolo, ma chissà. “Fino a quando gli occhi miei, avran luce per guardare gli occhi tuoi”: sappi che la città è con te, tutta, Bologna. E ti dedica queste parole.

Udinese – Fiorentina

Lunedì 2 marzo, ore 20.45

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Udinese

Udinese, "Un’emozione da poco", Anna Oxa, 1978

Udinese e Parma si tengono per la manina in classifica, ma hanno gli score diametralmente opposti: quando il Parma perde, l’Udinese vince e viceversa. Ora, il problema, per l’Udinese, è proprio questo: sono tre partite che perde e tre partite che il Parma si mangia posizioni per raggiungerla, e alla fine ce l’ha fatta. Chi avrebbe mai pronosticato questa situazione? L’Udinese, che vive di emozioni da poco, di quelle che ti lasciano nel mezzo della classifica senza niente da chiedere o desiderare già a gennaio, ora talmente poco ha chiesto a se stessa, che si trova a pari punti col Parma, una squadra che si è salvata dalla Serie B per un soffio, l’anno scorso. Ok le emozioni da poco, ma forse è ora di darsi una svegliata, Friuli. 9 vittorie 5 pareggi e 12 sconfitte. Stanno a -4 col Bologna dopo averci perso malamente. Si può dire “Mai una povera illusione, un pensiero banale, qualcosa che rimane” tipo la salute a Solet, niente, nisba: Runjaić lo perde sia per la Fiorentina che per l’Atalanta. Sembrava aver recuperato dal problema all’adduttore e invece ciao. E si comincia a parlare di un possibile addio di Zaniolo. Brutto brutto affare: un’emozione da poco? No, questa no.

Fiorentina

Fiorentina, "Vita spericolata", Vasco Rossi, 1983

“Voglio una vita, la voglio piena di guai”: diteci voi se non sembra il manifesto viola di questa stagione. Pioli ha fatto saltare la baracca, ok, ma ora sta cercando di uscire dal pantano e le due vittorie nelle ultime due partite hanno decisamente ridato fiducia a una squadra che ha pericolosamente flirtato col pericolo della retrocessione per tutta la stagione. Vincere col Pisa ha condannato i nerazzurri ma ha finalmente tirato fuori dalla zona caldissima della retrocessione gli uomini di Vanoli: abbiamo capito che volete “una vita che se ne frega, che se ne frega di tutto sì”, ma non di andare in Serie B, raga. Scherza coi fanti ma lascia stare i fantasmi. Arriva una tegola Dodo, sulla testa di Vanoli: è squalificato e dovrà sostituirlo, ma con chi? Chi si fa avanti? Aspettate, ma quello che emerge dalla nebbia chi è, forse Cafù? Ah, no, è Fortini. “Ognuno a rincorrere i suoi guai”, cantava Vasco, mentre qua ci saranno da rincorrere Atta e Zaniolo, che comunque sono i guai del momento. Torna Piccoli, con i suoi piedoni! Occhio alle statistiche: la Fiorentina dopo il minuto 70 non combina più niente, non segna se non su rigore. Come mai? Forse vanno a trovarsi come le star giù a bere del whisky al Roxy Bar?

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Elettra D., recensioni e pagine tematiche

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Titolo di studio Laurea in Critica e Teoria della Letteratura
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Specializzazione Esperta di Serie A e special bet
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Elettra D. è sbarcata a Time2play nel 2021, una delle prime contributor a essere arruolata per le pagine italiane del sito, dopo anni di esperienza nella scrittura di contenuti, legati (ma non solo) al mondo del gambling online; la molla è stata proprio il paragone con il modo di lavorare di altre aziende in questo campo, esplicitamente orientate alla vendita di un prodotto o una piattaforma di scommesse e casinò e poco interessate alla formazione degli utenti, alla loro salvaguardia e corretta informazione.

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