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Serie A 2025/26, giornata #28: consigli scommesse

Scritto da Elettra D.
29 min. di lettura
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Occhio perché quella da cui usciamo è una settimana in cui non si parla di arbitri: una giornata da tenersi stretta, la numero 27. Ma non c’è un attimo di respiro: la giornata 28 è qui dietro l’angolo che sgomita, e noi dobbiamo dare un’occhiata al suo palinsesto. No, non partiremo da quella-partita-lì. Partiremo col dare un’occhiata al vero big match della giornata, ovvero Atalanta-Udinese: i friulani ne hanno picchiati tre alla Fiorentina e sembrano in forma smagliante, mentre la Dea ha perso contro un Sassuolo che ha giocato in dieci tre quarti di gara. Volete dirmi che non è questo il big match della giornata numero 28?

No, il nuovo capoverso comunque non ci porterà a quella-partita-lì: ci porta a Lecce-Cremonese! Scontro salvezza con tutti i crismi per il quale ci chiediamo: se è vero com’è vero che la parola “biscotto” significa “cotto due volte”, ci cuoceremo due volte anche guardando questa partita? Può darsi, cioè, che le squadre scendano in campo con in animo il vecchio detto “Meglio due feriti che un morto”? Se così fosse, possibile che i morti saremo noi, dato che già in settimana ci siamo imposti di arrivare alla fine del match di Coppa Italia tra Como e Inter: una partita così noiosa che si candida a peggiore della stagione. Uh, già che nominiamo questa squadra, veniamo a uno dei punti caldi del weekend… il Como che affronta il Cagliari! Occhio, perché i ragazzini di Pisacane sono maestri di pareggismo, ultimamente, e il Como (per quanto non abbia sprecato molte energie in Coppa, bisogna dirlo) non può certo permettersi di pareggiare se vuole acciuffare punti vitali per la rincorsa al posto Champions.

Siamo al terzo capoverso, quello in cui si entra nel vivo: benvenuti, quindi, sulla pagina di Time2play dedicata ai pronostici e alle migliori quote Serie A! Venti pronostici per dieci partite, uno per ogni squadra che partecipa al torneo: ci metteremo nei panni di ogni tifoso e daremo una quota tailor made, su misura per tutti loro (cioè di tutti voi). Sì, ci metteremo anche negli scomodi panni di un tifoso dell’Hellas Verona, che si appresta ad andare a Bologna con il cuore in tumulto. Ma pure in quelli di un tifoso del Pisa, le cui difese stavano reggendo (ma pure gli attacchi stavano pompando) contro il Bologna, per poi subire gol nei minuti finali, mandando a monte un piano di resistenza ben congegnato da Hiljemark. La Serie A è bella tutta, la Serie A è come il famoso maiale: non si butta via niente, mai. Anche perché la scorsa giornata è stata quella dei gol pazzeschi, anche in match importantissimi tipo Roma-Juventus: i gol di Wesley e di Conceição sono da cineteca, ma pure il gol di Folorunsho contro il Parma o quello di Thorstvedt contro la Dea, per non parlare del… ci siamo: il gol di Dimarco contro il Genoa.

Sì, ci siamo: in questo capoverso arriviamo a quello che molti definirebbero IL Big Match della ventottesima giornata, ma per noi, come ormai avrete capito, è solo UNO DEI big match della ventottesima: il Derby di Milano. Milan contro Inter, Allegri contro Chivu, seconda contro prima: dieci punti di distacco, speranze al lumicino per i rossoneri, possibile match point per i nerazzurri. Ma sappiamo che l’Inter ha qualche difficoltà a gestire i big match, probabilmente sono questioni di testa legate in gran parte alla stagione scorsa e non solo al suo triste epilogo. Continuiamo a chiederci se e in che modo le società operino un lavoro psicologico sui calciatori, perché in casa Inter rischia di diventare uno psicodramma. Inter che ha giocato il match in Coppa Italia contro il Como in modalità risparmio energetico proprio per non sperperare in vista di una partita che, se vinta, potrebbe davvero mettere la pietra tombale sull’Antepost “Vince il Campionato”. Leão dà fuoco alle polveri (“Chiedo ai miei compagni di prendere il Derby sul personale”), Zieliński le bagna (“È una partita importante, sì”).

Nota di colore: nel pezzo della settimana scorsa abbiamo inserito il gioco delle canzoni di Sanremo abbinate alle squadre. Erano tutte canzoni Sanremesi tranne una: l’avete indovinata? Nel caso, BRAVI! Si trattava di “Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano (che invece portò a Sanremo “Gianna”). Per le quote, ci affideremo a Sisal*, uno dei top siti scommesse Serie A presenti sul nostro sito!
Che la ventottesima giornata abbia inizio, ragazzi.

CHI VINCE FESTEGGIA, CHI PERDE SPIEGA

  • Il pronostico azzeccato più clamoroso: Roma – Juventus, X (3.10), i bianconeri dimostrano che sanno pareggiare!
  • La toppata più clamorosa: Cremonese – Milan, X (4.10), perdere le scommesse a un passo dalla meta.

Napoli – Torino

Venerdì 6 marzo, ore 20.45

Quota “1” SisalQuote “X” SisalQuota “2” Sisal
1.623.606.00
Napoli

Nel Napoli torna Lukaku

Conte è un uomo felice, uno di quelli che sorride tra le lacrime, perché il suo pupillo, il suo colosso, è tornato e salva il Napoli da una figura che non avrebbe certo giovato: segna il gol del 1-2 contro l’Hellas Verona al minuto 96 e piange ai microfoni ricordando il papà recentemente scomparso. Occhio che Conte potrebbe restare. Perché ne parliamo mentre parliamo di Lukaku? Perché per lui è fondamentale: l’entusiasmo che Conte prova guardando Lukaku, i cuoricini che gli partono dagli occhi, son tutte cose che non si vedono spesso. E mentre Sal Da Vinci sbanca Sanremo con “Sarà per sempre sì”, forse quei due si scambiano un anello (figurativamente parlando, ma a questo punto chi può dirlo?) e  forse si diranno “Sarà ancora sì”. Qualora ci fosse un mercato “Conte resta sulla panchina del Napoli”, noi lo giocheremmo. Quanto potrà fare bene al Napoli una simile probabilità? Il destino del Napoli è ormai fuori dalla corsa scudetto ma ci sembra improbabile che esca dalle prime quattro: questo è ciò che depone contro l’eventualità che Conte resti, dato che ha sempre serie difficoltà ad allenare squadre che giocano per più obiettivi. Occhio alla Juve, napoletani, perché in caso restasse fuori dalla corsa CL… chissà. Lobotka è fermo per sovraccarico muscolare ma finalmente si rivede in panchina tal De Bruyne, un giocatore che ci ricordiamo essere forte, ma sarà da capire come sta. Da capire anche quanti minuti abbiano nelle gambe McTominay e Anguissa!

Torino

Il Toro riparte a sgroppare?

La volta scorsa abbiamo scritto, rispetto al Torino, che la linea che demarca una stagione anonima dividendola da una stagione disastrosa può essere più labile di quanto non si creda. Resta tutto vero, ma i granata hanno deciso di usare un po’ lo sterzo per dare una scossa al proprio tragitto: battere due a zero la Lazio in casa fa un piacere che dalle parti di Torino difficilmente si ricordavano. Certo, i tifosi della curva Maratona non ci vogliono sentire (sono comunque rimasti fuori dallo stadio, a quanto abbiamo capito), ma forse il Toro ha qualche possibilità di mettersi al riparo dalla parte rovente della classifica. Forse è stato merito di D’Aversa? Parliamone, anche perché l’amicizia tra il neotecnico e Antonio Conte è un po’ chiacchierata: ci ricordiamo la partita in mutande disputata dall’Empoli contro il Napoli ai tempi di D’Aversa, sì? Ecco. Diciamo che, sulla carta, questa non ci sembra una partita in cui il Torino possa ambire a granché: le forze in campo sono troppo sbilanciate, il Maradona sarà di fuoco e gli amici di panca si terranno abbracciati un po’ troppo prima del fischio d’inizio. O così pensiamo noi. D’Aversa ritrova İlkhan dopo il turno di squalifica, ma attenzione perché le condizioni di Aboukhlal restano in valutazione. Kulenović pronto a dare il suo apporto di tipo onomastico, oltre che di campo.

Cagliari – Como

Sabato 7 marzo, ore 15.00

Quota “1” SisalQuote “X” SisalQuota “2” Sisal
5.753.751.62
Cagliari

Folorunsho ma chi sei?!

Per la scorsa giornata abbiamo associato al Cagliari “Papaveri e Papere”: Cagliari paperino un bel niente! E grazie a un giocatore che ha composto sotto ai nostri larghi occhi un gol pazzesco: Folorunsho, grazie, dal cuore del cuore. Ci hai fatto alzare in piedi sul divano, con quel colpo da maestro! Anche per questo ti sei meritato una maglia da titolare contro il Como: non pensiamo tu possa ripetere a ogni giornata un capolavoro balistico, ok, però se non parti titolare tu, qua la Serie A la chiudiamo, ok? Contro il Como sarà tosta e non possiamo nemmeno dire che l’avversario sarà stanco dall’impegno in Coppa Italia, dato che parrebbe non essere quasi sceso in campo, limitandosi a una lunga seduta di rifinitura in vista della trasferta. Lo avevamo detto, comunque, pensandoci: fate attenzione ai paperini di Pisacane, e continuate a farne. Piccolo appunto su Pisacane: il Cagliari lo ha voluto forte dopo la vittoria della Coppa Italia dello scorso anno con la Primavera e ora lui non si sta prendendo mezzo merito. Dice che sono i ragazzi a fare un grande lavoro e non lui. Ma voi siete d’accordo? Perché a noi sembra una bella sorpresa di questo campionato di A. Occhio a Seba Esposito e Kılıçsoy lì davanti, perché forse è un momento caldo anche per loro…

Como

Como, che noia in Coppa Italia

Fabregas si è detto rammaricato e ha ragione: nello scontro in Coppa Italia in cui il Como ha affrontato l’Inter in casa nella gara d’andata della semifinale, i lariani avrebbero dovuto fare la partita mettendo in difficoltà l’undici avversario rimaneggiato in vista derby. Invece, poco e niente. Una noia mortale: tutto si spegne a lato della porta di Martinez o sulla cancellata di Carlos Augusto. Il ritorno sarà verso la fine di aprile e chissà se il Como avrà un’altra bella possibilità come questa recentemente sprecata. Ovviamente la lotta per il posto in Champions la fa da padrona nelle menti lacustri, ma il treno delle avversarie va molto forte e tenere il ritmo potrebbe non essere semplice: cinque squadre per due posti o forse quattro per un posto solo (dipende dal Napoli). La squadra in campionato viaggia con serenità e leggerezza sulle ali dell’entusiasmo, anche per come ha ribaltato il risultato contro il Lecce con tre gol, tutti nel primo tempo. Nico Paz torna titolare anche in Serie A, anche se nemmeno lui ha molto brillato, ultimamente. Forse gli iniziano a frinire i grilli madrileni in testa? I giocatori che più ci impressionano, comunque, sono Perrone e Baturina: il secondo dovrebbe partire come riserva, il primo è titolare inamovibile. Vediamo di ridestarci, ok?

Atalanta – Udinese

Sabato 7 marzo, ore 18.00

Quota “1” SisalQuote “X” SisalQuota “2” Sisal
1.673.605.50
Atalanta

Palladino says "No, non eravamo stanchi"

La Dea, dopo la grande impresa contro il Borussia Dortmund, aveva una grande possibilità per scavalcare definitivamente la Juve e invece ciccia: ha perso contro un Sassuolo che sì era arrembante, ma giocava in dieci uomini per gran parte della gara (Pinamonti espulso attorno al ventesimo del primo tempo). Forse costerà molto caro questo risultato, mentre il pensiero va anche alla possibile finale di Coppa Italia e, soprattutto, allo scontro che la attende contro il Bayern Monaco. Palladino ha dato prova di grande sportività non aggrappandosi alla stanchezza causata dall’impegno di coppa, facendo così anche un complimentone al Sassuolo. Forse l’obiettivo Coppa Italia dovrebbe essere più importante rispetto al quarto posto il Champions League? Mettere un trofeo in bacheca sarebbe importantissimo, ma sarebbe un grosso peccato perdere in CL l’unica squadra approdata agli ottavi quest’anno. Ederson ancora da verificare dopo che contro il Sassuolo non stava nemmeno in panca. Curiosità: è proprio il match contro Sassuolo che chiuse a novembre l’avventura di Jurić in nerazzurro e ora la Dea ci risbatte contro. Occhi all’Udinese, ragazzi: questi stanno in forma e corrono come delle lippe! Bellissimo match.

Udinese

Festa a Udine, quasi tutti invitati!

Che squadra meravigliosa abbiamo avuto modo di ammirare contro la Fiorentina. Che Davis incontrastabile, che bell’esordio del talentino Mlačić e, diciamolo: che storia rivedere Zaniolo in forma. Chi mai lo avrebbe detto? Forse Udine era proprio la piazza giusta, o forse Runjaić era proprio l’allenatore giusto, chi lo sa. Fatto sta che Zaniolo sembra tornato un giocatore di calcio di tutto rispetto e difficilmente qualcuno ci avrebbe scommesso dopo le ultime stagioni. In spogliatoio si sogna il traguardo dei cinquanta punti, mentre Davis si trova a un passo dal rinnovo: possiamo dire che la sfida contro un osso duro come l’Atalanta non poteva arrivare in un momento migliore, dato lo stato di grazia dell’Udinese. I friulani hanno scavalcato in classifica pure la Lazio, che uno dice “e vabbè” e invece vabbè niente. Peccato che si perda troppo spesso invece che pareggiare; dopo tre sconfitte consecutive, se a un tifoso dell’Udinese avessimo detto di questo scavalcamento, si sarebbe messo a ridere. E invece arriva la Viola, che pareva in netta ripresa ma ti casca contro i bianconeri. Insomma, festa: in Friuli significa frico, probabilmente, quindi ci riteniamo invitati per principio! Occhio che Atta è da valutare causa risentimento muscolare e Bertola pure causa caviglia.

Juventus – Pisa

Sabato 7 marzo, ore 20.45

Quota “1” SisalQuote “X” SisalQuota “2” Sisal
1.226.5014.00
Juventus

La Juventus ha vinto 3-3 a Roma

La narrazione attorno alla Juve rischia di farle più male che bene, dobbiamo dirlo: essere sesti a 12 giornate dal termine del campionato non è un bel risultato. Se a questo aggiungiamo che è fuori dai giochi in tutte le competizioni a cui ha partecipato, peggio ci sentiamo. La Juventus ora tiene incollati agli schermi (o ai seggiolini dello Stadium) i suoi tifosi solo per la rincorsa al posto Champions. Ma guai a chiamarli meno che “eroici”: non stiamo facendo il bene della squadra. Per l’anno prossimo servirà non solo un mercato di tipo “Holly e Benji” (un acquisto per la porta e uno per l’attacco, sicuri), ma serve anche qualcosa a centrocampo, forse più di un acquisto tra i pali e, perché no, forse anche più di un acquisto là davanti. Perché il febbraio del Carnevale ha tolto la maschera alla squadra: in sole otto partite ha subito la bellezza di 21 gol. E anche le chiacchiere, a proposito di Carnevale, stanno a zero. 15 gol nelle ultime cinque, sappiamo ancora fare le medie: tre a partita. E Perin non è meglio di Di Gregorio. Contro la Roma la cosa bella da portare a casa è la prova di carattere, ma complicare la classifica per l’accesso alla CL, uscire dalla Champions e uscire dalla Coppa Italia, tutto in un mese, fa impressione: oltre a questo è un mese che non vincono in Serie A. Torna Locatelli dopo la squalifica e il ballottaggio è aperto tra Koopmeiners e Thuram. Gatti tiene a galla Spalletti: ma non sono 44, è solo uno.

Pisa

Pisa, che amarezze in quegli ultimi minuti

Che male che hanno fatto, i minuti finali di Pisa-Bologna: “Ma maremma ‘mpestata ma che gol ha fatto?”, questo il pensiero all’eurogol di Odgaard al 90’ di tutti i tifosi del Pisa, che ormai si sentivano quel punticino in pugno, pugno stretto nella tasca del giaccone usato per andare all’Arena Garibaldi. Una partita giocata molto bene dagli uomini di Hiljemark, ma giocar bene non è bastato. Vuoi vedere che a giocarla male… no, basta: questa diatriba ci ha stufato, lo sapete. Il mister vuole comunque adottare di nuovo il 3-5-2 che non ha sfigurato contro il Bologna per cercare di sfregiare la Juve: occhio solo alle condizioni di Calabresi, perché la spalla gli fa male. E dietro, chi giocherà? Abbiamo tre nomi per due posti. Noi terremmo fuori Coppola, ma è solo un fatto di acconciature. Stagione iniziata male che rischia di finire peggio, la squadra non ha nessuno che la metta dentro nemmeno con le mani, poi se ci si mette anche la sfortuna di prendere un gol come quello preso dai felsinei. Sono diciannovesimi a braccetto col Verona, fanno proprio gli stessi risultati (e prendono gol in zona Cesarini proprio come i gemellini veronesi dal Napoli). La stagione sembra ormai bella che andata: l’unica squadra in doppia cifra sia di pareggi che di sconfitte è il Pisa. Beh, bel record. Complimenti. E ora c’è l’eroica Juve. Male male.

Lecce – Cremonese

Domenica 8 marzo, ore 12.30

Quota “1” SisalQuote “X” SisalQuota “2” Sisal
2.152.904.00
Lecce

Quante sberle, signorina Lecce

A Roma direbbero che il Como li ha rivoltati come un pedalino, e direbbero bene: alle 14 sconfitte dello scorso articolo, c’è da aggiungerne una e pesantina, dato che i tre gol che arrivano dopo il momentaneo vantaggio leccese arrivano tutti nel primo tempo. Certo, era il Como, ma già il Lecce fatica a segnare, se poi inizia a prenderne così tanti, finisce male. E infatti, male è finita. Stiamo parlando del peggior attacco della Serie A, l’unico che non ha raggiunto nemmeno i 20 gol. Ora arriva un match non importante: di più. E infatti già stiamo pensando al temibile scontro biscottato: fragrante, croccante (data la doppia cottura) e completamente inutile per la corsa salvezza. “Meglio due feriti che un morto”, ma qua i morti rischiano di essere due, a fine stagione. Non era quella col Como la partita che il Lecce doveva vincere. Nemmeno quella contro l’Inter. E nemmeno la prossima col Napoli. Ma se quella con la Cremo finisce in pareggio e tutte le altre non sono “quelle che devi vincere”, come ci resti in Serie A? Bisogna scendere col coltello tra i denti sempre, amica Lecce, sempre. Altro che fischi ai giocatori avversari, inni a incoraggiare i vostri. Štulić è recuperato, se la ballotta con Cheddira, sa il cielo perché. Pierotti, Gandelman e Sottil dovrebbero avere la maglia da titolari, ma qua il problema è che non si segna, ragazzi. Una volta perso Krstović è stato un dramma. Banda ha garra e belle cosce (Manganiello docet), ma mica può tutto da solo.

Cremonese

Si Cremo chi può

Stesso discorso che viene fatto per il Lecce, andrebbe fatto anche per la Cremo, no? “Non son certo le partite contro le grandi tipo il Milan che devi vincere”. E vabbé, ma che mentalità da provincialAH, SCUSATE. Ok, d’accordo, di provincia si parla. Ottimo Audero tra i pali, ma per il resto… e dire che quasi la portavano a casa, contro il Milan: fino al minuto 89 il punteggio era di 0-0. Poi tutto è andato a scatafascio. Addirittura si parla di un possibile clamoroso addio a Davide Nicola, ragazzi. E con chi lo potrebbero sostituire? Signore e signori di Cremona, tenetevi forte, perché il nome del Maestro è stato droppato: Giampaolo potrebbe essere la risposta. O magari… Magari fanno così! Sentite: prendono Giampaolo, gli fanno fare due partite e poi torna Nicola a salvare la situazione! Sapete che lui lavora bene da subentrato per salvare tutto, giusto? Ecco! No eh? Il Genoa lo farebbe, per dire. Vabbé, ci abbiamo provato, dirigenti della Cremo: se ci volete per altre consulenze, qua stiamo. Davanti comunque si scaldano Vardy e Bonazzoli. O forse no, forse si scaldano Đurić e Bonazzoli. Insomma, Bonazzoli davanti sicuro, il resto è ancora da vedere. C’è chi sogna Beckham e chi aspetta sognante il ritorno di Baschirotto (la prossima dovrebbe essere quella buona per il rientro, assieme a Collocolo). Noi qui si tifa per la permanenza di Davide Nicola. Tieni duro, vecchia roccia.

Fiorentina – Parma

Domenica 8 marzo, ore 15.00

Quota “1” SisalQuote “X” SisalQuota “2” Sisal
1.723.605.25
Fiorentina

Viola dall’imbarazzo

Ok ragazzi, qua bisogna prendere un lungo respiro e ragionare: Lecce e Cremonese sembrano le squadre più papabili per il terzo posto da retrocessa. E ok. E però bisogna andarci cauti, perché la sconfitta contro l’Udinese non se l’aspettava nessuno dopo due vittorie consecutive (mai messe in fila prima d’ora nella stagione) e i punti sono gli stessi delle due squadre poco fa nominate. 24. Il piatto piange, cara Fiorentina, e devi proprio cercare di mettere in cascina qualche punticino perché la situazione rischia di farsi rovente. Rugani era un male non necessario, fateci dire: ve lo meritavate, voi? Si continua a dire che la Viola sia comunque troppo forte per abitare questa palude ancora a lungo, ma questa frase la sentiamo da ottobre e, al fin della fiera, lei sta sempre lì: non sarà che forse è il caso che tutti si prenda coscienza che invece no, non è affatto troppo forte per il picio pacio del fondo classifica, guardando in faccia i limiti della squadra (non solo Rugani, per quanto davvero: ve lo meritavate, voi?). Altro che darsi mille possibilità, rischiano di non esserci. Perdere tre a zero a Udine, non accorciare sul Genoa che perde, non avvicinare il Torino che scappa, insomma, male. Sette gol in quattro giorni, tra Jagellonia e Udinese. Vanoli sostiene che l’unico che ci prova è Parisi: grave eh. De Gea dichiara: “Avrei anche potuto fare meglio sul primo gol, ma tanto avremmo preso gol dopo”. Siamo su scherzi a parte, giusto? Torna Dodo, Parisi out e forse out pure Kean.

Parma

Parma, la strada è Cuesta

Nelle ultime quattro ha conquistato tre vittorie e un pareggio, un ruolino di marcia superiore anche a quello “daa Roma”. Segna pochino, secondo peggior attacco, ma una difesa tipo muro giallo(blu). Il pareggio li porta a un punto dalla Lazio, per dire: lo avreste mai pensato a inizio stagione? Cuesta sta pensando di confermare Corvi tra i pali, perché oggettivamente ha fatto un ottimo lavoro e quel gol di Folorunsho non lo avrebbe preso nemmeno Lev Yashin. Ok, forse il Ragno Nero qualcosa avrebbe fatto, ma si tratta pur sempre del portiere più forte mai nato. In ogni caso: Troilo dalla panchina. Strefezza che pennella per Pellegrino continua a piacere, probabile che si riparta così. Ndiaye e Frigan sono sulla strada per tornare al 100%. Il Franchi riporta a bei ricordi: correva l’anno 2017 e proprio al Franchi si giocava la finale dei playoff di C tra Parma e Alessandria. Non era solo una partita per tornare in B, ma anche un tassello gigante sul percorso per la redenzione dopo il fallimento. Roberto D’Aversa in panchina e le lacrime di Lucarelli. Che nessuno dimentichi quelle emozioni: di certo i tifosi del Parma non lo faranno e le tribune del Franchi stanno lì a sussurrare di ricordi belli. Basteranno per battere questa Fiorentina?

Bologna – Hellas Verona

Domenica 8 marzo, ore 15.00

Quota “1” SisalQuote “X” SisalQuota “2” Sisal
1.554.006.50
Bologna

Fuori la testa dal guscio, Bologna

Zitto zitto il Bologna trova tre vittorie consecutive come il Sassuolo e si rialza dal suo letto, guarda Procuste e lo manda al diavolo. Si vince contro il Toro, contro l’Udinese (all’ultimo respiro) e contro il Pisa, sempre con fiatone ma con un gol di Odgaard da incorniciare. Quel sorteggio degli ottavi di Europa League che vedrà la squadra scontrarsi contro la Roma non ci voleva. Non solo perché una delle due italiane sarà giocoforza fuori dal torneo, ma anche perché la Roma, tra le varie possibilità, era forse la peggiore da pescare. Questo rovina un po’ il clima di festa. Questo e il fatto che Orsolini sia tornato un oggetto del mistero e che Castro ci provi e ci riprovi ma dannazione, quella palla non entra. Miranda è ancora fuori causa lesione del’ipsoloas o come si chiama, Freuler è invece squalificato. Dallinga forse torna titolare: chi si rivede! Lucumí aspetta che finisca il Mondiale per il rinnovo, ancora mistero su quel che intende fare. Fai pure con calma. In conclusione, crediamo che Italiano stia vivendo delle gioie allegriane: vincere “di horto muso” sta addolcendo la stagione bolognese, una stagione che sembrava aver preso una piega amara. Tra Brann, Torino, Udinese e Pisa il gol di scarto è stato sempre uno. Occhio che i rischi sono dietro l’angolo, Allegri per dire lo sa bene, ma ormai la stagione del Bologna non ha molto da chiedere, parlando di Serie A. Sotto con la coppa.

Verona

Verona, sempre ultimi

È consuetudine, il Verona ultimo. Perde anche la sedicesima partita (su 27…) ma col Napoli, che si voleva fare? E dire che stavano pure portando a casa un pareggio, mica paglia: ma c’era la poesia di Lukaku da portare avanti, quindi ben venga la partita protratta al 96’. I tifosi del Verona saranno sicuramente felicissimi di essere stati testimoni di questa vetta poetica di riscatto, giusto? Niente punticino. Peggior difesa: superato il Torino per gol subiti. La retrocessione pare essere una sentenza, così come per il Pisa, dato che le due continuano ad andare a braccetto nel villaggio incendiato. Tra l’altro, partite che procedono su binari simili: sia Pisa che Verona difendono il pareggio fino all’ultimo e poi Bologna e Napoli le purgano. Riuscirà il Verona a vendicare il Pisa, contro il Bologna? Spoiler: no. In attacco torna Orban a fare coppia con Bowie: potrebbe sembrare una bella premessa per un reparto offensivo glam rock, e invece non è né glam, né rock. Diciamo che lo scozzese non ha brillato, da quando approdato a Verona. In difesa torna Valentini, che farà quel che potrà con quel che ha. L’ex terzino veronese Michele Serena è dispiaciuto per la scarsa continuità della sua vecchia squadra: segnatela voi, questa, ok?

Genoa – Roma

Domenica 8 marzo, ore 18.00

Quota “1” SisalQuote “X” SisalQuota “2” Sisal
4.253.251.90
Genoa

Genoa, una sconfitta preventivata, forse due

Il Genoa che perde due a zero contro l’Inter al Meazza non fa scalpore: la cosa interessante è che, con la sconfitta della Fiorentina, mantiene i tre punti di vantaggio sulla Viola nonostante i punti persi. Diciamo che per De Rossi potrebbe essere uno dei piccoli obiettivi di stagione: terminare il campionato più avanti rispetto alla Fiore. Certo, anche perché quelle acque non sono davvero limpide, dato che parliamo della zona retrocessione. Il Genoa ha bisogno di resettare e di rimettersi un po’ in quadra, ma questa contro la Roma non sembra la sfida giusta per provarci. Per quanto, il clima di Marassi potrebbe venire in soccorso del soldato rossoblu. I romanisti sono lì a chiedere in coro al “loro” De Rossi “de scansasse”, ma Danielì non pensiamo lo farà: la corsa alla salvezza del Genoa è troppo importante e i suoi tifosi odierni non potrebbero perdonargli un simile affronto. Ottime notizie dall’infermeria, visto che Norton-Cuffy potrebbe tornare disponibile. Occhio al tegolino, però: Baldanzi non potrà giocare contro la sua ex squadra (scongiurato il gol dell’ex) a causa di un risentimento muscolare. Colombo sarà carico? Chi marcherà Malen? Sfida sfiziosa per le 18.00 di una domenica!

Roma

La Roma dei rimpianti

Che brutta botta: condurre una partita per 3-1 e subire un pareggio in rimonta proprio allo scadere. I tifosi romanisti hanno molto da recriminare alla propria squadra, ma Gasperini fa spallucce “Per la miseria, se loro sono felici per un pareggio, dobbiamo essere depressi noi?”. Sulla carta, ha ragione, ma è anche vero che essere a un passo da un allungo importante in classifica per la quota qualificazione in Champions League e buttarlo alle ortiche è dura da mandar giù. Soprattutto perché pure lui, il Gasperon, coi cambi ha avuto una bella responsabilità: sarebbero stati da anticipare un po’. Il gol di Gatti era nell’aria, tanti tifosi romanisti lo hanno dichiarato: quando è uscito Bremer per lui, ecco che tutti a Roma hanno sbuffato. Ok, forse non tutti, ma tanti. Comunque la Roma si sveglia squadra, una squadra che continua a giocare a pallone e offre alti livelli di gioco, soprattutto dal punto di vista offensivo (rivedibili Pellegrini e Cristante, forse da cambiare prima, come detto). Ma questo Malen, quanto ci piace? Ma Gasperini che occhio ha per i giocatori mai sentiti che arrivano e svoltano la stagione? Niente è perduto, sul fronte accesso alla CL. Certo, qualcosa è da registrare, ma assolutamente nulla è perduto.

Milan – Inter

Domenica 8 marzo, ore 20.45

Quota “1” SisalQuote “X” SisalQuota “2” Sisal
3.603.102.20
Milan

Giornata Internazionale della Donna di sangue, pt. 1

Dieci punti di distacco sono tanti. Lo sappiamo benissimo, lo sanno tutti. Vincere questo derby e finire a -7 probabilmente non riaprirebbe nessun gioco per lo scudetto, ma hai visto mai. Però, pure se non riaprisse nulla, sai quanto morale fa una vittoria nella stracittadina più famosa d’Italia sui primi in classifica, quelli che viaggiano molto forte da ormai troppo tempo (dal derby d’andata, per la precisione: sarà un caso?). Leão carica tutti, anche Pavlović cerca di infiammare un ambiente che parrebbe non abbia bisogno di ulteriore carica, mentre Allegri sta sornione a cercare di capire chi far giocare in difesa al posto di Gabbia (fuori un mese a causa di un’operazione di ernia inguinale): si pensava potesse essere Bartesaghi, ma non sta al 100% a causa di un risentimento al flessore della coscia destra (no lesioni, per fortuna!). Gimenez si appresta a tornare al lavoro di gruppo: per ora si adopera in graziosi vasetti di pongo coadiuvato da Ricci (che ancora non ha capito se gioca nel Milan oppure no) ma presto gli concederanno qualche scambio con la palla in gommapiuma, per scongiurare qualsiasi rischio. La vittoria all’ultimo momento contro la Cremonese ha lasciato sentimenti ambivalenti: gioia per non dover affrontare un derby a -11 ma anche preoccupazione per la poca lucidità in partite contro le piccole. Ma l’Inter è una grande, quindi bon. Speriamo che le morose dei milanisti escano con le amiche a festeggiare la Giornata della Donna o che tifino sul divano assieme a loro.

Inter

Giornata Internazionale della Donna di sangue, pt. 2

Cristian Chivu (Cristi, come lo chiamano in Romania) sta un po’ perdendo la pazienza, ultimamente: e dire che a Como, per quanto la partita sia stata soporifera, il risultato è stato più o meno quel che poteva desiderare. Soprattutto in termini di risparmio energetico in vista del derby e di infortuni scongiurati. Però i giornalisti ormai gli si fanno appiccicati come insettini spungicanti e lo irritano. Difende Bastoni, difende la squadra, difende qualsiasi cosa, lo mettessero tra i pali forse farebbe meglio del buon Sommer. La vittoria contro il Genoa è esattamente quel che ci voleva per mettere a tacere le voci su un campionato che si poteva riaprire dopo la sconfitta di Bodø: tutti zitti e pedalare. Piccola emergenza in attacco: manca ancora il capitano Lautaro, che consigliamo di convocare anche solo per averlo in panchina a dare garra, ma anche Bonny è un po’ acciaccato (comunque convocato). Davanti andranno Thuram e Pio Esposito, pronti a far tesoro del mancino di Dimarco. Potrà il Tikus svegliarsi in una partita così importante? Segnali di ripresa in quel di Como, staremo a vedere. Calha sembrerebbe partire titolare al posto di Zieliński: forse è troppo importante per lui vivere il derby. Dentro anche Mkhitaryan: legna di esperienza. Bastoni sarà certamente ancora fischiato, ma lui scrolla il testone riccio e fa tunnel agli avversari. Speriamo che le morose degli interisti escano con le amiche a festeggiare la Giornata (Internazionale!) della Donna o che tifino sul divano assieme a loro.

Lazio – Sassuolo

Lunedì 9 marzo, ore 20.45

Quota “1” SisalQuote “X” SisalQuota “2” Sisal
2.253.253.25
Lazio

Lazio, far vincere il Torino

Non era mica semplice: il Torino sembrava a un passo dal baratro e invece è bastato affrontare la Lazio. I laziali cercano di pensare alla prossima stagione, il che ha senso. Ovviamente tranne Lotito, sempre contestato aspramente, che dichiara che lui pure pure venderebbe, solo che nessuno si fa avanti per comprare. È il mercato, bellezze. E ora c’è il Sassuolo, dopo l’incontro di Coppa Italia in cui abbiamo avuto ventura di osservare un Provedel aggraziatissimo con i suoi volteggi, ma poco incisivo sui gol della Dea. Speriamo si dia una regolata contro il Sassuolo, perché Berardi e Laurienté non sono clienti simpatici. Chi lo sa se i tifosi stanno pensando alla prossima stagione, fuori dall’Olimpico dove ora si trovano. Taylor ci prova, a caricare il suo popolo biancoceleste: “Non è ancora finita”, dice. Ovviamente parla della Coppa Italia, non certo del campionato. Vediamo come andrà il ritorno, certo, ma qua ci sono altre partite da giocare! Arriva il Sassuolo, ragazzi, dai! Animo! Bašić sarà ancora indisponibile, ma si recuperano Maldini e Pedro. Hysaj resta in valutazione, dato l’affaticamento rimediato a Torino. Dai, Sarri: questa è difficile, ma forse un punticino…

Sassuolo

A Sassuolo splende il sole come mai ha spleso

Terza vittoria consecutiva e quarta nelle ultime cinque, hanno battuto l’Atalanta in inferiorità numerica. Basterebbero questi dati per chiudere questo capitolo, ma andiamo avanti: c’è una statistica che ci dice che nei migliori cinque campionati europei è la neopromossa con più punti totalizzati. Da quanto è tornato Mimmo Berardi non perdono più. La classifica li vede noni, col Bologna avanti di solo un punto. Stagione strepitosa, tridente meraviglio, prestazioni encomiabili. Grosso fa un lavoro non grosso, di più. E non abbiamo ancora detto dello splendido gol di Thorstvedt: un giocatore che è la fotografia felice e sorridente di questa squadra, e che forse può dirsi pronto per una Big, dato che sta in Italia da ormai quattro anni (di cui uno in B in cui lui è stato dominante fino all’infortunio che lo ha rallentato in ingresso anche in questa stagione). Ha qualità tecniche ottime, oltre al fisico, e occhio perché è pure norvegese: questo ormai dice molto, a noi italiani (purtroppo). Insomma, tutto fila liscio a Sassuolo, Nek è contento e anche se Pinamonti non ci sarà per squalifica siamo convinti che Berardi saprà passarci su. Torna disponibile Walukiewicz in difesa, di cui non vogliamo immaginare l’ipotetico codice fiscale.

Le nostre incontestate considerazioni sull’operatore della giornata #28: Sisal

Non ne parliamo dalla giornata numero 3, ma ci sembra superfluo: vi ricordiamo solo che Sisal scommesse è il papà della schedina, che lo conosciamo da 50 anni, che a numero di mercati ci mette in imbarazzo e che ha strapotere anche nei mercati live.

Bonus di benvenuto ottimo ma un po’ difficile da comprendere, occhio perché i sistemi non sono personalizzabili! Belle le MyCombo, occhio anche al cashout.

*Le quote degli incontri sono aggiornate al 6 marzo 2026 alle ore 08.10 e passibili di variazioni.

Elettra D., recensioni e pagine tematiche

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Titolo di studio Laurea in Critica e Teoria della Letteratura
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Specializzazione Esperta di Serie A e special bet
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Elettra D. è sbarcata a Time2play nel 2021, una delle prime contributor a essere arruolata per le pagine italiane del sito, dopo anni di esperienza nella scrittura di contenuti, legati (ma non solo) al mondo del gambling online; la molla è stata proprio il paragone con il modo di lavorare di altre aziende in questo campo, esplicitamente orientate alla vendita di un prodotto o una piattaforma di scommesse e casinò e poco interessate alla formazione degli utenti, alla loro salvaguardia e corretta informazione.

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