Che male, ragazzi. Siamo qua che non sappiamo come scrivere questa intro: ci guardiamo in faccia, in redazione e boh. Però qualcosa dobbiamo dire. Forza, allora, diciamolo. Bello schifo. E per chi si occupa di betting come noi è forse anche peggio: non solo i tifosi, se tutto venisse confermato, avrebbero subito un danno emotivo secondo solo a Calciopoli 2006, ma anche gli ingenui scommettitori, quelli che si appassionano al calcio a 360 gradi, sarebbero stati truffati. Al momento non sono emersi i dettagli di questa inchiesta, resteremo ovviamente sul pezzo per darvi ulteriori aggiornamenti, ma per ora ci riserviamo il diritto di essere prede dello sconforto. Dalla Procura al prato, svelti: se Milan – Juventus si stesse ancora giocando, ora dopo 96 ore di disputa ininterrotta, il risultato sarebbe ancora 0-0.
Detto questo, sforziamoci di parlare un po’ della trentacinquesima giornata di campionato: è quella che potrebbe assegnare lo scudetto (si spera non dal divano) all’Inter, quella che potrebbe mettere una pietra tombale sulle speranze della Cremonese di restare in A, mentre il Lecce, affrontando il Pisa, potrebbe avere vita più facile; ok, tutto vero, ma possiamo dire che quella delle due che rimarrà in Serie A sarà comunque il probabile vaso di coccio della prossima stagione? Il big match di giornata sarà chiaramente Como – Napoli, dove gli uomini di Fabregas cercheranno con tutte le loro forze di mostrare alla Serie A che non hanno ancora gettato la spugna per la questione qualificazione in Champions League, mentre lo scopo del Napoli sarà quello di non permettere ai nerazzurri di Chivu di vincere lo scudetto sul divano (obiettivo condiviso anche dal Milan, impegnato in casa del Sassuolo). A parte questo, poco altro, a parte Roma – Fiorentina, match che però quest’anno non ha certo l’allure che aveva negli anni passati, causa debacle della Viola.
Parlando della scorsa giornata siamo comunque un po’ divisi: i tre 0-0 in calendario, uno più avvilente dell’altro, ci hanno un po’ annichiliti. Quella specie di incontro di domenica sera è stato solo la ciliegina sulla torta, ma si tratta di una ciliegia molto grossa. Ok, Milan – Juventus è stato IL CILIEGIO sulla torta. Una partita che Macs Allegri aveva preparato esattamente così, perché finisse a reti inviolate, mentre Spalletti non ha messo in campo niente più del necessario per non buscarle. Ma siamo tristi se pensiamo al fatto che due squadre in lotta per la salvezza siano così mosce: la Cremo giocava contro il Napoli, ok, ma nemmeno un tiro? Non in porta, eh. Un tiro. Zero. E il Lecce? Giocava contro una squadra già retrocessa e non ha messo in campo niente per cercare di portare a casa tre punti. Una mestizia vera, roba che avrebbe senso farle retrocedere entrambe e riprenderci Pisa e Verona, che almeno ci hanno sempre provato. Siamo arrabbiati, sì.
Il che ci riporta all’argomento della settimana: l’ipogeo del carsismo arbitrale. Esattamente come il celebre fenomeno geomorfologico che erode le rocce calcaree, anche lo scandalo arbitrale a cui stiamo assistendo sta erodendo la nostra voglia di seguire questo sport. Ci sforziamo di parlare di calcio giocato, ma come si fa quando ogni dieci minuti emergono novità via via più agghiaccianti? Ma cosa importa davvero se i club, questa volta, non sono coinvolti? Ci sono di mezzo i nostri cuori di tifosi, cuori che ora pensano di essere su differenti barricate e si prendono a palle di sterco incatenate, ma non deve essere così: restiamo insieme, facciamo fronte comune, uniamoci contro lo schifo perché la parte costantemente lesa, qua, siamo noi. Noi che paghiamo abbonamenti, allo stadio o ai canali di streaming, noi che investiamo tanto del nostro tempo ad appassionarci a qualcosa che poi nasconde il losco, noi che continuiamo a seguire pallosissime partite da 0-0 e siamo comunque capaci di guardarle fino in fondo e anche di tifare. Ma si può prenderci a pizze tra di noi?
Vogliamo fare un appello: stringiamci a coorte, o italico popolo appassionato di pallone. Non siamo ancora pronti alla morte, non sappiamo se sia l’Italia a chiamare, ma ci meritiamo molto più di questo. Perché non ha alcun senso non partecipare al terzo Mondiale di fila e intossicarci l’estate con pietose polemiche extra calcio mentre altre nazioni si godono lo spettacolo. Stiamo uniti, costituiamoci parte lesa. Hanno passato anni a dirci che la pirateria uccide il calcio: ma i pirati veri, quelli dove sono? Lasciateci i mari. Le quote per la giornata trentacinque ci verranno offerte da Sportium*, uno dei nostri migliori siti scommesse Serie A.
CHI VINCE FESTEGGIA, CHI PERDE SPIEGA
- Il pronostico azzeccato più clamoroso: Torino – Inter, Simeone Marcatore Sì (4.33), momento, momento, momento. Momento!
- La toppata più clamorosa: Milan – Juventus, Juventus Segna Entrambi I Tempi Sì (3.50), e invece Xanax.
Pisa – Lecce
Venerdì 1 maggio, ore 20.45
| Quota “1” Sportium | Quote “X” Sportium | Quota “2” Sportium |
|---|---|---|
| 3.20 | 3.00 | 2.47 |
Pisa, niente: persa pure col Parma
Non sappiamo più cosa scrivere, amici pisani. Parma – Pisa è stata la solita partita dei nerazzurri, persa come solitamente il Pisa ha perso quest’anno le partite: reggere per circa 80 minuti senza giocare nemmeno malissimo, per poi prendere il gol e tanti saluti. I giocatori nerazzurri non si sono nemmeno fatti vedere sotto la curva, forse un po’ intimoriti: ma da chi, dai paciosi tifosi pisani? È un Pisa abborracciato, evidente da un pezzo che la Serie A non faccia per loro. E non c’è niente di peggio che subire questa amarezza davanti ai tifosi del Parma che conquistano in faccia ai nerazzurri la salvezza matematica. Mestizia. Non arrivano gol, arrivano vaghe azioni, qualche palo, ma nessun gol. Il povero Šemper ha fatto un paio di belle parate ma è pure uscito a farfalle, nessuna responsabilità sul gol e ok. Non nascondiamoci: c’è solo bisogno che questa stagione finisca e di andare a fare legna per la prossima stagione in B. Ora arriva il Lecce, che comunque avrebbe ancora un traguardo per cui lottare: guarda un po’, proprio la salvezza. La retrocessione del Pisa non è ancora aritmetica, ma via, cerchiamo di essere ragionevoli e di non menare il can per l’aia.
Il Lecce è vittima della paura
Non ci siamo. Non ci siamo proprio. Lo abbiamo accennato nell’intro e ora dobbiamo dichiararlo con più forza: non è così che una squadra che ha un obiettivo sacro come la permanenza in Serie A si deve comportare sul campo. Nessun mordente. Uno dice “Ha il calendario più facile rispetto alla Cremo” e invece guarda cosa ti va a combinare il DiFra. Ma come si fa a essere rinunciatari in questo modo? Il Lecce non può permettere che la partita termini a reti inviolate contro una squadra praticamente retrocessa. Allora molto meglio la Serie B, in quanto a spettacolo e gioie da consegnare ai tifosi. E se ai piani alti della classifica la speculazione la fa da padrona (parliamo di Milan e Juventus e del loro “Meglio due feriti che un morto”), in coda c’è una paura di sbagliare che non ha eguali. Qua forse bisogna tornare alle parole di Pisacane sulla gestione dei giovani che si sfilacciano quando perdono. L’approccio all’errore nel Bel Paese è tremendo: sbagliare è inumano, meglio non scendere nemmeno in campo. Il Lecce sembrerebbe essere vittima di questo insano meccanismo. Subire un gol, se hai la garra del gioco, il fuoco del pallone, non può essere la fine del mondo: si riprende la palla, si va a centrocampo e si prova a segnare in risposta. Primum: non prenderle. Ma anche “Primum: non nocere”: qua gli unici danneggiati sono gli occhi degli spettatori, con buona pace di Ippocrate. Ma tanto il Lecce non è medico, ergo bon.
Udinese – Torino
Sabato 2 maggio, ore 15.00
| Quota “1” Sportium | Quote “X” Sportium | Quota “2” Sportium |
|---|---|---|
| 2.30 | 3.25 | 3.25 |
Grazie Udine, il calcio ti ama
L’assenza di Davis è stata una mazzata, d’accordo, ma ogni volta che la squadra friulana scende il campo ci aspettiamo ugualmente dello spettacolo. E non veniamo delusi. Il lunedì sera di calcio, lungi dall’essere vessato dalla partitella delle seconde linee, ci ha riservato emozioni a non finire: il monday night che ci meritavamo! Un 3-3 tra Lazio e Udinese che ci ha entusiasmati. Zaniolo monumentale, Atta superlativo (doppietta!), complimenti a Runjaić per come ha gestito il primo tempo. Sì, soprattutto il primo tempo, perché i bianconeri hanno dominato. Ma poi che gol bellissimi, che bella partita ci hanno offerto, queste due squadre. Attitudine, energia, garra. Che meraviglia, cara Udinese. Dall’altra parte la Lazio era forse stanca per aver giocato la partita di Coppa Italia fino ai rigori, cionondimeno… che bomba. Vogliamo parlare di Gueye? Certo, stava al centro dell’attacco per via della mancanza di Davis, ma che talentino ha tra le mani, Runjaić? E possiamo dire che si conferma fucina di giovani di talento per qualcosa come la quindicesima stagione consecutiva? Lucca e Thauvin l’anno scorso, venduti poi a peso d’oro, e quest’anno rimpiazzati a dovere. Peccato il gol preso in zona Cesarini, ma è pur vero che anche l’Udinese aveva segnato in quella zona, ergo bon. Tanto spettacolo e grazie davvero. Ma la difesa c’è, non è che sta a Lignano Sabbiadoro.
Aca Toro! Tora Tora Tora!
Ma che bel Torino che non si arrende, abbiamo potuto apprezzare contro l’Inter domenica scorsa, negli ultimi venti minuti di match. Davvero una bella prova nonostante l’ennesima assenza della Curva Maratona (capiamo la protesta, ovviamente, ma che mestizia vederla vuota). Sullo 0-2 tutto sembrava perduto e invece no, i ragazzi di D’Aversa ci buttano tanto cuore e tanta energia e se la riprendono. Ok, il rigore che ha consentito ai granata di pareggiare ci è sembrato un pelo più che dubbio, ma l’attitudine resta. Il carattere e la grinta, insomma. Certo, nelle ultime tre partite (Pisa, Verona e Cremonese) si è visto il Toro che abbiamo potuto apprezzare anche nei primi 70 minuti contro l’Inter. Per dire: dove stava la difesa sul gol di Thuram? E Paleari dove stava andando, uscendo così? Ilkhan abbiamo capito che è inamovibile da questa formazione, vero? Un regista che è stato votato come migliore in campo da un vero e proprio plebiscito dei tifosi. Secondo classificato? Il Cholito Simeone. Ora vediamo come se la caveranno a Udine: nonostante i friulani sembrino più forti in trasferta che in casa, non sarà affatto semplice scalfire quel muro di muscoli bianconero.
Como – Napoli
Sabato 2 maggio, ore 18.00
| Quota “1” Sportium | Quote “X” Sportium | Quota “2” Sportium |
|---|---|---|
| 2.27 | 3.30 | 3.25 |
Como, punti pesanti, questi
I tre punti conseguiti dal Como contro il Genoa a Marassi sono pesanti come macigni per la corsa all’Europa. Sia quella che conta che quella che conta un po’ meno. Una partita complicata grazie anche a un Genoa che ha spinto tantissimo: prendevano il Como già dalla sua area, soprattutto nel secondo tempo. Ottimo Douvikas, Diao un po’ sotto tono ma il suo lo ha fatto, smorzando l’entusiasmo del Ferraris. Champagnino Fabregas ha fatto sfogare il Genoa e poi ha colpito come uno scorpione. I ragazzini del Como sono indemoniati, ma ragazzi, sono affaticati. Comunque: pari punti con la Roma e a -2 dalla Juventus. Peccato per la difesa, forse sempre un pochino da registrare, ma contro il Genoa abbiamo già visto qualcosa di meglio. A proposito di gente stanca, parliamo dei rientri: possibile che Fabregas possa tornare a contare sulle prestazioni di Sergi Roberto e Vojvoda. Occhio di bue acceso su Nico Paz, e diciamo “occhio” non per caso (“bue” invece è solo per indicare il faro): è uscito nell’intervallo contro il Genoa perché dopo un colpo alla testa lamentava un disturbo di vista nell’angolo dell’occhio destro. Ha fatto venire i capelli bianchi a tutti, ma sembra essersi ripreso. Occhio (e dai!) che col Napoli sarà una partita tostissima: in gioco ci sono punti di piombo.
Napul'è mille gollori
La Cremonese ha visto Napoli e poi, in effetti, come da tradizione è morta. Conte ha fatto sfracelli al Maradona, regalando ai tifosi della squadra partenopea una goleada. Ora sono tutti molto esaltati, non parlano di corsa scudetto riaperta ma siamo quasi sicuri che molti di loro lo pensino. Possiamo dire? Finché la matematica non li condanna, perché non dovrebbero? I grandi cuori napoletani si meritano la possibilità di sognare. Tra un cornino e l’altro la squadra sta per prepararsi a una trasferta assai tosta: stanno per andare in uno stadio che l’anno scorso non capiva come parlavano, ma che ha offerto un terzo tempo di tutto rispetto con birrette a profusione offerte ai tifosi partenopei. Purtroppo sarà una scena che non potremo rivedere quest’anno: la trasferta comasca è stata vietata a tutti i residenti in Campania. Tristissima notizia che ci fa interrogare (una volta di più) sullo stato dello Stato. Allison Santos dovrebbe partire titolare e Zambone accomodarsi in panchina. Beukema insidia Olivera e Gutierrez veleggia verso la conferma della titolarità. Conte? Non sappiamo cosa farà. Forse non lo sa nemmeno De Laurentiis. Forse non lo sa nemmeno sua moglie. Forse non lo sa nemmeno lui. Tifosi azzurri sul piede di guerra con l’Inter. Per cosa? Qualsiasi, basta tenere caldo l’ambiente!
Atalanta – Genoa
Sabato 2 maggio, ore 20.45
| Quota “1” Sportium | Quote “X” Sportium | Quota “2” Sportium |
|---|---|---|
| 1.61 | 4.10 | 5.40 |
Atalanta, la gita al mare dei bergamaschi
Il Bepi, Ol Vava e tutti i Luf della Valbondione lo sapevano: andare a Cagliari sarebbe stata più faccenda di costumi bragaloni che di calcio. Il lento declino della Dea in questo finale di stagione è un po’ sotto gli occhi di tutti e la sconfitta per 3-2 contro il Cagliari non è che la pietra tombale. I gol degli avversari sono arrivati all’inizio dei due tempi proprio perché la squadra non si era ancora tolta le infradito. Approccio pessimo e pessima prestazione generale: faceva caldo e la maglia era già sudata, quindi qualche apparenza è salva. Fortuna che la Lazio ha pareggiato, così si difende il settimo posto. Oddio, che amarezza. Chi si prende la responsabilità di questo crollo? Negli ultimi due mesi si è vinto solo con Verona e Lecce, giocando comunque così così. Il Palla dice che la rincorsa sulla brutta partenza di Jurić ha stressato i giocatori, aggiudicandosi un ottimo 8.72 sulla Scala Mazzarri. Tra Coppa Italia contro la Lazio (che male quei rigori) e Cagliari, la squadra ha mostrato il peggio. Palladino dice che ci sono strascichi per la partita contro la Lazio, Scamacca gli risponde “Eh?”. I tifosi sono sul piede di guerra, si muovono dalle valli per convergere a Bergamo per la partita contro il Genoa. Questo per la questura. Abbiamo cercato di intervistare gli organizzatori, ma ciccia. Cosa ti scombussola, Dea? Sei arrivata tardi alla festa, ok, ma cosa ti hanno fatto bere? Possiamo parlare forse di intossicazione alimentare? Sono i canapé in panchina che ti ha offerto la Fiorentina? Dubbio Raspadori dal 1′.
Genoa: perdere, con carattere
Il livello di fastidio dei tifosi genoani che devono sopportare la retorica dei miracoli di Fabregas quando nel bene e nel male si sentono di aver fatto tutto loro. Possiamo dire che non hanno tutti i torti? Il Genoa si risveglia male dopo settimane vissute sulla cresta dell’onda, si aspettavano un altro risultato contro il Como, magari non proprio una vittoria, ma per come stavano andando le cose almeno un pareggio… nel primo tempo la partita è stata giocata alla pari, forse addirittura un poco meglio dal Genoa. E come mai ci si è trovati sotto 1-0? Otoa si dimentica di essere se stesso e non marca Douvikas, infatti non partirà titolare contro l’Atalanta. Vitinha ha poi sbagliato scarpe, poi nella ripresa le ha cambiate e tutto bene. Insomma vedete? Hanno fatto tutto loro. Piccola nota sull’ambiente: i fumogeni sono bellissimi, ci riportano a un altro calcio, Marassi ci sembra località sudamericana, tutto bello, ma occhio che a volte tornano come boomerang, soprattutto se li tirate addosso al vostro portiere. Una volta se sventolavi nei momenti sbagliati in gradinata eran “pattoni”, ora puoi tirare fumogeni addosso ai tuoi e pare vada tutto bene. Bjlow è diventato arancione ed è uscito mezzo intossicato. Norton-Cuffy non lo nominiamo più, sembra sempre che stia per rientrare e non rientra mai. Da valutare.
Bologna – Cagliari
Domenica 3 maggio, ore 12.30
| Quota “1” Sportium | Quote “X” Sportium | Quota “2” Sportium |
|---|---|---|
| 1.82 | 3.50 | 4.70 |
Bologna, così non va bene
Le partite che i tifosi del Bologna non vedono l’ora che finiscano sono diventate tre. I minuti di recupero sono vissuti come accanimento terapeutico. Il Bologna non ha fatto niente, sette giorni fa, la Roma non ha quasi sudato. Italiano poi va via arrabbiato: con chi? Con se medesimo, per forza. La stagione resta un po’ deludente rispetto alle aspettative e lo sappiamo, ma così no. Ravaglia male, la difesa malissimo, il centrocampo che cammina e l’attacco… quale attacco? Non c’è cattiveria, non c’è modulo, ci sono solo spine staccate. È un peccato perché i tifosi ci credevano. Si sono pure visti calci d’angolo battuti da Freuler e calci di punizione battuti da Ferguson: ma cosa hanno fatto di male i tifosi del Bologna per meritarsi uno spettacolo simile? Castro che ha sempre giocato, ora che in settimana non ci sono più impegni, lo si tira fuori. Di Miranda non vogliamo parlare, ok? Insomma, va tutto male. No, aspettate, si salva un poco Helland, che almeno ha voglia di giocare a pallone e non di iscriversi al torneo di burraco del giovedì dalla Fernanda. Il campionato “l’è f’né”, è finito, zero, si tratta solo di mantenere l’ottavo posto. Arrivare a fine maggio può sembrare comunque lunga, eh. Rowe dovrebbe partire ancora dall’inizio e meno male, João Mário è da valutare, in porta ancora maglia per Ravaglia. Speriamo si svegli meglio di come si è svegliato tra Coppa e Roma.
Pully ti amiamo anche senza zampe!!!
Ma che gara ha messo lì, il Cagliari, con l’Atalanta? Signori, giù il cappello, soprattutto per questo nuovo nome che entra e segna, Mendy felice come un bambino per la sua doppietta alla prima uscita. La personalità di Pisacane si è vista, se avesse perso lo avrebbero esposto al porto in mutande. Non ha fatto giocare Palestra e ha messo Mendy: si è preso un rischio pazzesco ma guardate come ha pagato. Ok, noi abbiamo sempre spinto per Kılıçsoy, ma che ne soy de Kılıçsoy? Da notare che il cross arriva proprio dalla fascia su cui non ha schierato Palestra titolare: la Dea non si aspettava questa esclusione e infatti non si è più raccapezzata. Dopo venti secondi dalla fascia destra arriva il cross di Adopo e tac, vantaggio. Poi è salita in cattedra la classica ingenuità di stagione che ha portato Scamacca alla sua doppietta. Borrelli entra in campo al posto di Mendy, altra decisione particolare, dato che tutti si aspettavano (di nuovo!) Kılıçsoy. Rumoreggiamenti, ok, ma poi chi ti segna il 3-2? Borrelli! Pully la mascotte non stava più nelle zampe, che infatti gli vengono sottratte da Sulemana che cammina con pullico passo verso i tifosi in delirio. Bravissimo Cagliari, l’aritmetica ti dice che la salvezza è a un passo. Un passo piccolo, non di Pully!
Sassuolo – Milan
Domenica 3 maggio, ore 15.00
| Quota “1” Sportium | Quote “X” Sportium | Quota “2” Sportium |
|---|---|---|
| 4.65 | 4.10 | 1.68 |
Sassuolo, Mimmo Berardi gioca il Derby!
Mimmo! Mimmo! Quanto ci sei mancato, Mimmo! Torni per il Derby contro il Milan, eh, vecchia volpe? Oltre a questo, ci sarebbe da parlare del possibile (forse ora più “probabile” che “possibile”) addio di Grosso, che si dice stia già preparando i bagagli e abbia prenotato una diligenza diretta a Firenze. Ma a Sassuolo, chi potrebbe arrivare? Ignazio Abate. Boooom! Direttamente dalla Juve Stabia, signore e signori. Vedremo se ci saranno sviluppi. Intanto il Sassuolo si ferma con la Fiorentina sullo 0-0, ma forse sarebbe più corretto scrivere che ferma la Fiorentina eccetera. Perché, a ben guardare, gli emiliani non è che avessero granché da chiedere alla partita, mentre la Viola ancora si deve mettere bella al sicuro. Una partita di legno, onestamente, uno degli 0-0 strazianti della precedente giornata. Un po’ stanchi, forse, ma Pinamonti comunque prende un palo e nel secondo tempo la squadra ha dimostrato di avere un po’ di linfa. Ora arriva il Milan, con la sua squadra un po’ sghemba, e torna Mimmo. Siamo molto contenti di questo fatto perché solo uno con un cuore nerazzurro potrebbe dare un senso a questa partita, trasformandola in un Derby 2. Anche perché non ci sembra che i rossoneri abbiano proprio la garra charrua per scendere in campo per regalarci emozioni. La stiamo caricando al massimo delle nostre possibilità, questa partita. Vediamo.
Milan, oddio che strazio, pt. 1
Ragazzi, qua non si tratta più della scialba e patetica e tutta italica dicotomia tra giochismo e risultatismo. Qua si tratta di guardare una partita di pallone con qualche aspettativa (non troppe eh: che potesse essere biscottata lo sapevamo) e ridursi a stilare il menù delle schiscette di tutta la settimana a venire, per distrarsi un po’. Che poi, uno dice “biscotto”, ma ragazzi, ci son biscotti e biscotti: almeno qualche goccia di cioccolato ce la vogliamo mettere? No. Magri come la mestizia, asciutti come l’anticalcio, una roba pietosa, che li metti in bocca e ti scappa la voglia di vivere. Allegri? Felicissimo. Quando capisce che il risultato sta arrivando (sì, per lui questo punto di 0-0 è “un risultato”) ci abbaglia con un sorriso a 32 denti che ancora abbiamo la vista abbacinata. Masterclass allegriana, non possiamo che dirlo. Però possiamo anche fare l’elenco delle cose per cui avremmo potuto spendere meglio quelle due ore: lucidare i pavimenti, pulire i carciofi, passare l’idropulitrice sul divano e lavare il cane del vicino. In questo squallore, Modrić si fa male e termina la sua stagione: piove sul bagnato se anche a quello che poteva dare mezzo slancio gli fratturano lo zigomo. Locatelli, grazie mille eh. Che diavolo.
Juventus – Hellas Verona
Domenica 3 maggio, ore 18.00
| Quota “1” Sportium | Quote “X” Sportium | Quota “2” Sportium |
|---|---|---|
| 1.22 | 6.40 | 13.00 |
Juve, oddio che strazio, pt. 2
Vale quel che abbiamo scritto poco più su per il Milan, ma forse per Spalletti vale un po’ di più: la partita Milan – Juventus è stata un’occasione persa dai bianconeri. Una rinuncia al duello individuale, un accontentarsi della mediocrità. Queste erano due delle squadre più grandi di Italia e hanno completamente rinunciato al gioco. La Juve arriva quarta da sei anni e avrebbe avuto tutto l’interesse a migliorare questa sua posizione: l’accesso alla Champions League non sono i cancelli per il paradiso, a meno che non si punti solo al malloppino. E sì, in Italia l’ambiente è tossico rispetto alle critiche quando si perde, ma ragazzi, siete dei professionisti: se il miglioramento delle prestazioni deve passare da una sconfitta, non viene giù il mondo. Spalle larghe e giù a giocare. Come sopra: ok i biscotti, ma non quelli dietetici, o quelli “all’acqua”. Lo sport è fatto anche del tentativo di superare i propri limiti. Il limite della Juve negli ultimi anni si è chiamato quarto posto: ma vogliamo fare qualcosa di più? Spalletti, santo cielo, vuoi darci qualcosa di più? Perché la partita è stata mezza boccetta di sonnifero, ci hanno dovuto far vomitare per toglierci l’intossicazione, al fischio finale. Oh via. Yıldız tornerà titolare contro il Verona e meno male, perché i lampi sempre ce li regala. Ballottaggio Vlahović/David.
Il Verona voleva salvarsi
Incredibile dictu, nello scontro tra Verona e Lecce di sabato scorso sembrava che la squadra che puntava alla salvezza fosse quella dei butei. Certo, ormai la frittata è fatta, ma che bello il cuore di questa squadra. Solo Falcone ha potuto salvare le sorti della partita, perché stava davvero andando bene. E il gol annullato? Peccato, perché i veronesi se lo sarebbero meritato. Peccato la spinta su Falcone, giudicata eccessiva (a noi resta un po’ il dubbio, ma va bene). Pareva che i gol si sbagliassero apposta, su sponda veronese. Ovviamente non è così, ma tutte quelle azioni inciampate sembravano una mezza presa in giro. Sammarco avrà qualche problema a registrare la difesa, ora, per questa impossibile trasferta torinese: Valentini out per squalifica. Occhio anche alle condizioni di Bella-Kotchap, perché è uscito coi dolori dalla partita contro il Lecce. Sta per arrivare il Sì di Sogliano alla permanenza al Verona, sempre ruolo DS (no, non altro, smettetela di immaginarvi cose strane): si parla di un possibile rinnovo fino a giugno 2029. Orban forse rientra con la Juve, dopo essere stato momentaneamente messo fuori squadra a causa della follia contro il tifoso operata due settimane fa. Speriamo, perché se togli pure Orban…
Inter – Parma
Domenica 3 maggio, ore 20.45
| Quota “1” Sportium | Quote “X” Sportium | Quota “2” Sportium |
|---|---|---|
| 1.23 | 6.60 | 12.00 |
Inter di feste e di bufere
Il 25 aprile non è stato un giorno di Liberazione, per la squadra di Chivu. Tutt’altro. La settimana è andata via via migliorando sotto il punto di vista delle indagini sulle presunte frodi e sulle designazioni pilotate degli arbitri, che hanno escluso la società nerazzurra da qualsiasi tavolo di dubbia legalità. Il pareggio col Torino ha ferito forse più delle malelingue: la squadra, avanti di due gol, ha letteralmente staccato la spina, giù la corrente, giù tutto. Così il Torino ha prima accorciato le distanze e poi agguantato il pareggio, grazie a un rigore che ci è parso un po’ più che dubbio (forse un po’ più di dubbio, per via dell’antica disputa “palla inaspettata”, ma tant’è). Contro il Parma potrebbe arrivare anche la festa per la vittoria di uno scudetto molto sudato: nuovo allenatore alla prima esperienza in una grande di Serie A (ma anche in Serie A in generale, se escludiamo le 13 partite sulla panca proprio del Parma), squadra sfilacciata e sfibrata dopo le delusioni della scorsa stagione, nessuno dava l’Inter come favorita per il titolo di Campione d’Italia. La partita potrebbe essere romantica e non solo per il possibile ritorno di Lautaro, almeno per uno spezzone di gara: il Parma è la squadra che ha lanciato mister Chivu in Serie A e vincere il titolo con anche i suoi ex ragazzi in campo potrebbe essere da lacrimuccia. Mancherà Çalhanoğlu, il cui soleo si cercherà di riassestare per la finale di Coppa Italia. Si festeggia?
Parma, e salvezza fu!
Bravo Parma! Una partita, quella contro il Pisa, che ha consacrato il Parma alla Serie A. È il momento di Elphege ragazzi: in tre partite si è preso la stima di chiunque bazzichi attorno al Tardini, lo applaudono anche quelli che potano gli alberi fuori dallo stadio. I tifosi del Parma sono sul carro di Apollo che volteggia verso il sole, che pensano di cullare il nuovo Pellegrino. Ma si tratta di un giocatore decisamente diverso da Pellegrino, per quanto all’inizio non si fosse capito. E qualcuno non capisce nemmeno ora, dato che è comunque preso in giro nonostante tutto. Che ne dite, parmigiani di città e parmensi di provincia, avete voglia di fare da sparring partner al vostro ex allenatore? Ci sa di no: salvezza o non salvezza, il Meazza è un palcoscenico che porta al Parma i bei ricordi della partita contro il Milan (non fu Elphege, fu Troilo, ma cambia poco). Pellegrino è al 50% del Parma e al 50% del Velez, squadra argentina, ma abbiamo letto che c’è una piccola clausola che permetterebbe al Parma di acquistare in qualsiasi momento l’altro 50% per poi rivenderlo al prezzo che vuole. E questo preoccupa i tifosi, che non vorrebbero certo privarsi del loro gioiellino. Elphege o non Elphege. Elettrocardiogramma pacioso, comunque, verso San Siro.
Cremonese – Lazio
Lunedì 4 maggio, ore 18.30
| Quota “1” Sportium | Quote “X” Sportium | Quota “2” Sportium |
|---|---|---|
| 3.15 | 3.25 | 2.35 |
Cremo, male da subito
No, per “subito” non intendiamo certo l’inizio di stagione, dato che la prima Cremo di Nicola era un portento. Intendiamo i primi minuti: ci è infatti capitata sott’occhio una statistica preoccupante, ovvero che la squadra di Giampaolo sia piuttosto abituata a prendere reti nel primo quarto d’ora. Sono infatti nove le reti infilate dagli avversari in questo piccolo lasso di tempo, peggio dei grigiorossi solo il Sassuolo. Certo, fare paragoni col Sassuolo è davvero doloroso, dato che entrambe le squadre sono salite dalla Serie B l’anno scorso, mano nella mano. Ok che il Sassuolo poco c’azzeccava con la B, ma fa male ugualmente. Cosa succede, dunque, in quei primi quindici minuti? Come mai si aspetta a scendere in campo? I giocatori della Cremo mangiano pesante? Nell’ultima contro il Napoli la rete inviolata ha resistito ben tre minuti. Insomma, che succede? Anche perché poi diventa difficilissimo recuperare, soprattutto se davanti non hai degli attaccanti da farti girare la testa. Una Cremo completamente consegnata al Napoli, ben diversa dall’attitudine che ci si aspetterebbe da una squadra che lotta per rimanere in Serie A. Va abbastanza bene che dall’altra parte ci sia il Lecce, che di sicuro non ha avuto grande voglia di scendere in campo contro il Verona. Però un punto se lo è portato a casa, caro il nostro Giampaolo. Non capiamo come possano arrivare punti salvezza con la Lazio, ma hai visto mai…
Lazio, partitazo cosmico con l'Udinese!
La Lazio è stata il partner in crime dell’Udinese per il lunedì di emozioni killer che ci ha travolti: ci aspettavamo una partita abbastanza compassata, abituati come siamo agli 0-0 senza nerbo della Serie A, ma siamo rimasti inchiodati ai divani a stropicciarci gli occhi. C’è chi si è allontanato troppo presto dallo schermo, perdendosi gli ultimi due minuti di recupero e giocandosi così il gol della Lazio. Che gol hanno fatto, poi? Ragazzi, uno più bello dell’altro. Quando questa squadra ha voglia di scendere in campo, noi non possiamo che applaudirla. Motta per una volta non è apparso proprio sicurissimo, ma povero patato, è tanto piccolo e insomma ha poca esperienza, quindi calma. Il buon Sarri (che nelle ultime gare ha recuperato il sorriso e un po’ di colore in volto) non potrà contare su Cancellieri, dato che stato squalificato. Notizie da Zaccagni e Gila? Sì, ne abbiamo: migliorano a vista d’occhio, ma ancora non sappiamo se potranno essere della gara. Siamo sicuri che Cremona gli piacerebbe, con tutte quelle campagne intorno e i salami più buoni d’Italia (ci assumiamo la responsabilità di quanto scritto, d’accordo?). Noslin ci fa sapere che Taylor è uno dei motivi per cui non lascerebbe mai la Lazio: i due sono molto amici, niente bromance in salsa laziale alle porte. Peccato, sarebbe stato dolce. Invece yawn. Grazie per tutte le altre emozioni che ci state regalando, comunque.
Roma – Fiorentina
Lunedì 4 maggio, ore 20.45
| Quota “1” Sportium | Quote “X” Sportium | Quota “2” Sportium |
|---|---|---|
| 1.63 | 3.95 | 5.40 |
Roma, sopra a ogni cosa, il cuore
La Roma contro il Bologna dimostra che non vuole cedere alle polemiche di casa, non si vuole piegare alla devastazione ai piani alti e medio-alti. Vince per 2-0 e si porta a casa la speranza di poter ancora correre per il posto in Champions League. Come dite? Difficile? Avoja. Ma non impossibile, quindi giù la testa e pedalare. Malen e El Aynaoui (detto “coso” da alcuni romanisti) archiviano la pratica Bologna già nel primo tempo, gasando i tifosi. Nel secondo tempo il Bologna si è un pochino svegliato, ma mica troppo. Una grande vittoria di Gasperini? Secondo noi sì. Anche qui, oltre tutte le polemiche. Comunque, ora che hanno scelto Gasperini, ora che abbiamo capito che era lui il vaso di ferro e Ranieri quello de coccio, ci chiediamo se gli faranno un mercato come vorrà lui. Ovviamente diamo per scontato che così sarà, perché sarebbe assurdo il contrario. Ora si sta a tre punti dal quarto posto, dato che la Juve si è fermata contro il Milan, la scossa è arrivata e la Roma si è scossa da dosso tutta la schifezza degli ultimi tempi. Malen ancora fa gol, sta in doppia cifra ed è arrivato da gennaio: giù il cappello. Occhio a chi rientra, perché se c’è Dybala c’è Joya, e Dybala torna, potrebbe addirittura giocare titolare contro i viola. El Aynaoui è squalificato, sul più bello (cioè, proprio quando abbiamo imparato a scriverne il nome) e possibile rientro di Koné. È tutto molto bello!
Fiorentina, si son fatti male quasi tutti
Ragazzi, mancava chiunque: a inizio anno si avevano sei terzini (Fortini, Gosens, Dodô, Parisi, Balbo e Lamptey) ora ne son rimasti, quando va bene, due. Gli altri, tutti scocciati, chi più chi meno. Abbiamo anche visto Gudmundsson falso nueve e non so se ci meritavamo questo. Partita difficile col Sassuolo, è arrivata una stanchezza senza senso nel secondo tempo, tipo quella che ti assale dopo il pranzo di Pasqua. Balbo ha concesso un palo a Pinamonti, ma Balbo è piccolo, si farà. Abbiamo visto Fagioli fare un’azione alla Zidane e boh, stavamo davanti allo schermo con gli occhi pallati. Ma comunque, reti inviolate. Nove punti di vantaggio sulla zona retrocessione: che mestizia fare questo appunto, ora che la media punti, qualora si fosse partiti così, ti avrebbe fatto lottare per la Conference. Invece no, c’è stato addirittura un momento in cui la Viola stava a punti 6 e il Verona davanti a 10. Miracolo di Vanoli mental coach, che ha preso questa squadra dalle ceneri pioliche e se l’è portata in spalla verso la salvezza. Gosens e Parisi stanno tornando gradualmente in gruppo e sembrerebbe possano salire sul pullman diretto a Roma; Piccoli e Fortini invece no, si allenano ancora a parte, mentre Kean… di Kean ci sa si dovrà fare a meno. Harrison ha cambiato le corde alla chitarra.
Le nostre ingiocabili considerazioni sull’operatore della giornata #35: Sportium
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