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Serie A 2025/26, giornata #36: consigli scommesse

Scritto da Elettra D.
29 min. di lettura
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Per quanto le avversarie ci abbiano provato in tutti i modi a rovinare la festa all’Inter, facendole vincere lo scudetto sul divano, non ci sono riuscite: il pareggio del Napoli a Como (risultato finale? Ma zero a zero, che domande!) e la sconfitta del Milan contro il Sassuolo non sono bastate. L’Inter è dovuta scendere in campo e per fortuna si è dovuta guadagnare l’ultimo punto vittoria (che poi sono stati tre) sporcandosi gli scarpini contro un Parma che non ci ha dato l’idea di volerne tanto sapere, di agevolarne la vittoria. Quindi bene, gli spettatori hanno assistito a un vero match di pallone, mica come quelli che hanno guardato Como – Napoli. Scherziamo, eh! Comunque, sia come sia, lo scudetto è dunque bello che andato, con tre giornate di anticipo. Facciamo i complimenti all’Internazionale Milano e al suo mister, Cristian Chivu, esordiente condottiero, battagliero caschettato, compagno allenatore.

Oltre a questo, la 35′ giornata di Serie A ha avuto il fascino delle domeniche imprevedibili, una giornata di quelle tutte stropicciate perché le si è rotto il ferro da stiro e la camicia è venuta uno schifo: il già citato Milan ha deciso di smutandarsi in Emilia Romagna. Sarebbe stato tema buono per una canzone dei CCCP, ma niente, il tempo non ci permette deroghe, nemmeno sulla poesia. Ma aspettate, non stiamo procedendo con ordine: il turno si è aperto con il colpo salvezza del Lecce sul campo del Pisa. Per il Pisa, invece, la sconfitta è stata fatale: la Serie A ha avuto, coi Pisani, la delicatezza di una porta girevole in faccia, solo che in mano avevano anche il caffè bollente. Alle spalle dell’Inter, comunque, la lotta Champions è diventata un gigantesco autosabotaggio collettivo, la qualificazione del “Ciàpa no”: del Milan abbiamo detto, ma non vi abbiamo ancora detto della Juventus! Giocava in casa contro il Verona già retrocesso e per tutte le tabelle Champions si trattava di tre punti già acquisiti, anche facilmente: seeeeh, ciao! I veronesi hanno trovato il modo di complicare la vita alla Juventus: vanno in vantaggio sotto gli occhi di un attonito Stadium e il pareggio è stato marcato da Dušan Vlahović solo nel secondo tempo. Dušan che non segnava da sei mesi. Sei mesi: non era un digiuno, era tipo un mutuo.

In mezzo alle grandi che frenano, qualcuno invece ha approfittato del caos: l’Udinese ha battuto il Torino 2-0 grazie ai gol di Ehizibue e Kristensen, centrando quota 47 punti: il miglior bottino dopo 35 giornate da oltre dieci anni. Il Torino, invece, continua a confermare un talento particolare nel complicarsi la vita a inizio ripresa: dieci gol subiti nei primi dieci minuti del secondo tempo. E poi ci sono state le partite senza reti, che però hanno raccontato parecchio, almeno a chi è riuscito a restare sveglio: Como – Napoli è finita 0-0, con i lombardi che hanno confermato una solidità difensiva impressionante, fatta di 17 clean sheet stagionali, record nei principali campionati europei. Il Napoli ha allungato la serie utile in trasferta, ma continua ad avere il problema di chi arriva davanti alla porta e poi sembra chiedere il permesso per tirare, diventando tutto rosso.

Anche Atalanta – Genoa e Bologna – Cagliari si sono chiuse senza gol. Il Genoa, però, ha festeggiato la salvezza matematica, mentre il Bologna è al terzo 0-0 consecutivo, ma essendo salvo da circa sei mesi e non potendo arrivare alle coppe… ci siamo capiti. Italiano comunque direbbe che è solidità difensiva; gli attaccanti, probabilmente, preferirebbero non commentare. Soprattutto Orsolini, che deve aver fatto un abbonamento alla palo-stra. Ah ah ah.

Fuori dal campo, infine, si è parlato anche del caso Rocchi, pure se i toni sembrano essersi già mitigati dopo una sola settimana. I paragoni con Calciopoli sono sempre più definiti “scemenze”, soprattutto dal momento che di prove concrete ancora niente sappiamo. Lasciamo perdere quella orrenda parentesi della nostra storia, vi va? Non ne parliamo, non ci fa bene “raspare sul fuoco” (cit.). Soprattutto si sta incattivendo un clima che già ci sembrava abbastanza cattivo di suo. E lo sappiamo che nel calcio italiano le polemiche non vanno mai in vacanza, ma almeno ogni tanto qualcuno provi a rimarcare che i fatti dovrebbero andare di pari passo con le parole. E così si chiude una giornata che ha regalato di tutto: uno scudetto, una corsa Champions sempre più confusa, una salvezza quasi thriller e attaccanti che sembravano aver dimenticato dove fosse la porta. La Serie A, insomma, continua a essere quel campionato capace di passare dal capolavoro al prodotto ultimo della peristalsi nel giro di un giorno. Ci piace così? Sì, ci piace così. A chi abbiamo chiesto le quote, per questa giornata numero 36? A Betsson*, uno dei nostri migliori siti scommesse Serie A!

CHI VINCE FESTEGGIA, CHI PERDE SPIEGA

  • Il pronostico azzeccato più clamoroso: Sassuolo – Milan, Berardi Marcatore Sì (4.00), era praticamente una value bet, tutto sommato!
  • La toppata più clamorosa: Roma – Fiorentina, X2 + Over 1.5 (3.15), e invece la Viola ne ha buscate tante.

Torino – Sassuolo

Venerdì 8 maggio, ore 20.45

Quota “1” BetssonQuote “X” BetssonQuota “2” Betsson
2.603.152.90
Torino

Toro, altri punti persi, D’Aversa confuso

Cominciamo ad avere più certezze che dubbi, rispetto alla permanenza di D’Aversa sulla panchina granata. Il Toro è salvo, ok, quindi non c’era grande friccico, nella partita contro l’Udinese: bello il pre partita, bello anche il ricordo delle vittime del terremoto del Friuli, bel contesto. Però possiamo pure dire che anche l’Udinese non aveva più niente da chiedere alla stagione? E come mai allora l’avversaria non solo ne infila due (due gol un po’ da ciulotti, se possiamo permetterci, amici del Toro), ma fa anche sperimentazioni con giocatori nuovi? E D’Aversa che fa? Niente. Questo un po’ ci suggerisce che lui stesso non pensa di poter essere allenatore del Torino anche la prossima stagione. Poi ok, Paleari va completamente a vuoto sulla palla del secondo gol, ma via, non è davvero il caso di concentrarci sui singoli. Il Torino ha sbagliato completamente la partita, un po’ come era successo con Cremonese – Torino 0-0. Manca l’approccio, insomma. In tutto questo, al povero Petrachi toccherà l’onere di fare mercato per una società che non pare abbia voglia di metterci dieci euro, e di giocatori da valutare ce ne sarebbero (scriviamo “valutare” per carità cristiana): Gineitis, Coco, Ebosse, lo stesso Paleari. Insomma, se D’Aversa pensasse di restare, avrebbe dei bei grattacapi. Ma più della salvezza, secondo noi non può fare. Infermeria piena!

Sassuolo

Sassuolo non perdona, Mimmo nemmeno

Noi lo avevamo detto. Vero o no, che lo avevamo detto? Puntate su Mimmo Berardi marcatore che non vi deluderà: contro il Milan Berardi segna praticamente sempre. Sarà il cuore nerazzurro, sarà che anche lui voleva partecipare alla festa dei milanesi interisti in qualche modo, fatto sta che, appena tornato da un infortunio che lo ha visto ai box per settimane, Mimmo segna dopo soli cinque minuti. Non solo: la squadra spadroneggia in lungo e in largo, complice anche la stupidità difensiva di Tomori che lascia gli avversari in dieci (ed essendo un difensore, potrebbe essere un problema). Laurientié ha messo la ciliegina sulla torta, firmando il due a zero. Un bel pomeriggio di calcio, a Sassuolo. Ora si va a Torino senza Fadera (squalificato) e con un Idzes le cui condizioni sono da valutare, dato che è uscito dolorante nel match contro i rossoneri. Nel frattempo Fabio Grosso ha conquistato la promozione in Serie A e centrato una salvezza tranquilla, valorizzando gioco e gruppo senza cercare i riflettori. A causa di questo, anche dopo le vittorie contro Atalanta e Milan, cresce l’interesse di diversi club. Poi è italiano e noi sappiamo quanto gli allenatori italiani siano portati in palmo di mano: scommettiamo che il prossimo anno lo troveremo su una panchina più prestigiosa rispetto a quella di una neopromossa?

Cagliari – Udinese

Sabato 9 maggio, ore 15.00

Quota “1” BetssonQuote “X” BetssonQuota “2” Betsson
2.553.103.00
Cagliari

Cagliari, dallo 0-0 con amore

Chi vuole essere magnanimo definisce Bologna – Cagliari della scorsa giornata una “partita tattica”. Chi invece si sentisse meno Candy Candy dirà “maronn che latte alle ginocchia”. Ed è un peccato perché il Cagliari arrivava da quella partita in casa contro l’Atalanta che ci ha fatti esaltare. Invece le occasioni hanno latitato: solo Ze Pedro ha una palla gol ma la manda su Urano. Il Cagliari non è matematicamente salvo ma poco ci manca. La cosa buona è che si tira di più, come non si sa, ma si tira di più e in modo più semplice, senza arzigogolamenti inutili in area. Mangiarsi i gol non porterà all’indigestione in questa stagione, ma dalla prossima magari si compra qualcuno che la metta dentro, ok? Poi si può passare a parlare del gioco, perché insomma, Pisacane ti vogliamo bene ma non è che stai proprio facendo divertire i tuoi tifosi. Tifosi che si dicono contenti ma fino a un certo punto: la salvezza praticamente c’è, ma si tirano le zappate sugli allucioni per tenersi svegli. Deiola si è infortunato ma nessuno se ne accorgerà, perché al Cagliari non fa grande differenza, ovviamente ci dispiace però per la sua carriera. Rodriguez non sta bene e si pensa possa entrare Dossena a sostituirlo, come a Bologna. Anche davanti Esposito dovrà adattarsi a fare la prima punta mobile perché di alternative non ce ne sono. Boh, squadra interlocutoria.

Udinese

Anche a Udine si diventa grandi

L’Udinese, lo abbiamo scritto la volta scorsa, stava facendo fatica a dare agli spettatori di casa propria lo stesso livello di spettacolo dato a quegli irriducibili che la seguono in trasferta. Stavolta, battendo il Toro per due reti a zero, ha mostrato che il Friuli non ha niente che non vada, anzi. Oltretutto ha segnato Ehizibue, grande gioia dei tifosi che gli intonano un coro (goliardico, ma ecco): la scorsa stagione ha avuto un calo poco simpatico, ma qua il giocatore si sta giocando il rinnovo! Certo, si sta svegliando solo ora, nessuno dimentica le altre 30 partite, ma davvero non strappiamo un contrattino da panchinaro? Certo, magari l’ingaggio andrebbe ridotto o spalmato. Vediamo. Kristensen felicissimo, al suo probabile ultimo anno in Friuli (messaggio di addio già scritto), ma i tifosi non si preoccupano perché non è Solet, non è un insostituibile. Idem sentire per Kamara, grande uomo spogliatoio ma sulla fascia fa quel che può. Facciamo un piccolo appunto su Miller: deve giocareeee! Fatelo giocareee! Si merita il Mondialeeee! Certo, non è Ekkelenkamp e non è Atta, ma ha bisogno di fiducia! Comunque, Kabasele non ci sarà a causa del giallo rimediato contro il Toro che gli vale un turno di squalifica. E Davis? Stiamo ancora cercando di capire se verrà recuperato.

Lazio – Inter

Sabato 9 maggio, ore 18.00

Quota “1” BetssonQuote “X” BetssonQuota “2” Betsson
4.503.701.80
Lazio

Lazio, partite di riscaldamento motori

Diciamolo forte e diciamolo subito: la Lazio non ha più niente da chiedere a questo campionato, ma dalla finale di Coppa Italia sì. Ecco perché ci sembra che Sarri stia semplicemente scaldando a dovere la squadra in vista dell’unico vero grande impegno stagionale. Incredibile già essere arrivati fin qui. Contro la Cremo, comunque, la squadra ha vinto una partita in rimonta: non era mai accaduto in stagione! Certo, l’avversario era un po’ così. Ma arrivare ottavi significa non partire dai trentaduesimi nella Coppa Italia dell’anno prossimo qualora non si riuscisse ad alzarla quest’anno. Motta ha preso una topica pazzesca sul gol dei grigiorossi, andando coi piedi su un tiro non piedabile, ma questo potrebbe girare a suo favore, perché non credersi Buffon è importantissimo alla sua età. Poi è arrivato l’errore in una partita che è stata comunque recuperata, quindi zero pressioni. Primo tempo orrendo, ma nel secondo tempo entra Noslin e cambia tutto, dando uno strappo in più alla squadra, facendo anche un gran gol a giro. Ottimo anche Nuno Tavares! Cancellieri torna con l’Inter dopo la squalifica e bene Rovella, che ha dato segnali confortanti contro la Cremo. Partita di studio contro l’Inter, una specie di calma prima della tempesta di mercoledì prossimo.

Inter

Occhialoni e sorrisoni all’Interna21onale

Gli occhiali di Marcus Thuram hanno fatto il paio con il suo sorrisone felice nella festa scudetto dell’Inter al Meazza. Parlare della partita contro il Parma non ha quasi senso, dato che non è mai davvero stato il focus della vicenda, ma diciamo ugualmente che la vittoria per due a zero e il gol del treno armeno Mkhitaryan (il secondo, il primo è marchiato Tikus) hanno messo la ciliegina sulla torta a un campionato che i nerazzurri conducevano ormai dal lontano 14 dicembre. Ora arriva questo doppio impegno contro la Lazio, che regalerà ai nerazzurri una settimana romana: gita al Colosseo, Altare della Pace e soprattutto si va da Papa Leone, che forse vorrà anche tastare la fede di Lautaro (qualcuno, soprattutto in campo, sa perché!). Vincere con tre giornate d’anticipo permette di affrontare la partita di campionato contro la Lazio a cuor leggero, certo, ma forse anche per mettere a punto una strategia che possa permettere alla squadra di Chivu di aggiudicarsi il secondo trofeo della stagione, la Coppa Italia, mercoledì 13 maggio. Un double che conterebbe davvero tantissimo per il morale della squadra (non che il campionato da solo non conti, anzi). Una ciliegiona, diciamo così. Abbiamo una torta, mettiamoci il ciliegione. Chivu si gode una squadra che, numeri alla mano, ha dominato il campionato: centoquindici gol stagionali in tutte le competizioni, ricordiamolo. Una produzione offensiva che ormai sembra industriale.

Lecce – Juventus

Sabato 9 maggio, ore 20.45

Quota “1” BetssonQuote “X” BetssonQuota “2” Betsson
6.604.501.48
Lecce

Lecce, una piccola luce in fondo al tunnel

Contro il Pisa i giallorossi hanno vinto 2-1 grazie ai gol di Banda e Cheddira, senza sentire nemmeno i crampi a fine partita, allungando una striscia positiva pesantissima nella lotta per restare in A: la Cremonese sembra mollare sempre più il colpo e il Lecce sta riuscendo ad approfittarne. Banda, ormai, sembra avere un abbonamento personale alle partite decisive, dato che timbra il suo cartellino spesso e volentieri grazie ai suoi gamboni: settima partecipazione attiva al gol in stagione e difese avversarie mandate regolarmente in modalità “ehi, stiamo aggiornando il sistema”, anche se gli attaccanti del Lecce hanno dei problemi a ricevere il pallone, ma ok, facciamo che ci pensiamo l’anno prossimo? Sì, perché è come se ora iniziasse un mini campionato di tre partite: quattro punti di vantaggio a tre partite dalla fine è un ottimo vantaggio, ma qua c’è da resettare e non sentirsi arrivati, altrimenti si rischia. Poi si può pensare a come sostituire Krstović, dato che quest’anno la questione non è stata molto calcolata (dalla società, i tifosi sanno benissimo che non troveranno mai più un giocatore così forte). Ma comunque: la luce in fondo al tunnel si vede. L’anno scorso la squadra si è compattata dopo la morte del “gigante buono” Graziano Fiorita, quest’anno erano più compatti di loro. Per fortuna.

Juventus

Ragazzi! Ma che delusione questa Juventus

Tremendo: viene da dire “per fortuna che Gatti ha segnato all’Olimpico” nello scontro coi giallorossi, perché la Roma altrimenti avrebbe due punti in più e la Juve un punto in meno. Certo, non è solo per questo, perché spesso i bianconeri hanno giocato partite che avrebbero meritato di vincere ma non hanno portato a casa i tre punti. Contro il Verona sono stati presuntuosi senza però avere tutte le carte in regola per esserlo: il gol di Bowie ha messo in luce tutta la superficialità della squadra. Bremer e Di Gregorio sono i due che hanno sbagliato in questo caso, altre volte gli errori sono stati di altri nomi. Totale? È la squadra, la mentalità e l’approccio. Pochi idee, ritmo basso e pareggi che sanno di sconfitte anche contro una squadra che, ricordiamolo, è già retrocessa. Certo, la Juve ha portato a casa un punto, meglio che niente. Ma in casa col Lecce e a Cagliari ha fatto un punto su sei: ok, ha giocato, ma della classifica qualcuno si preoccupa? Presto o tardi si dovrà anche parlare dello stato psicologico di Di Gregorio, perché ok che l’80% del gol del Verona è responsabilità di quello che ci viene venduto come uno dei difensori più forti in Italia (…), ma cazzarola, perché non sei stato in piedi, Michele? Comunque, il responso di un incazzatissimo Spalletti è stato il ritiro: raus! Vediamo se basterà perché contro il Lecce che si deve salvare non sarà una passeggiata.

Hellas Verona – Como

Domenica 10 maggio, ore 12.30

Quota “1” BetssonQuote “X” BetssonQuota “2” Betsson
8.004.701.40
Verona

Hellas, il chitarrone di Bowie

Sa sa, prova, uno due tre, prova! Ok Kieron, l’impianto funziona: inizia pure il concerto, al tuo fianco hai Bremer e Di Gregorio che ti fanno i cori! La Juventus è stata una polla, ma Bowie gliele ha suonate. E dire che il Verona non aveva più niente da dare e più niente da chiedere a questa Serie A: la retrocessione è ormai affare fatto. Però che soddisfazione salutare la massima serie complicando la corsa alla Champions League alla Juventus! E dire che già all’andata due punti sono stati soffiati ai bianconeri, che evidentemente non hanno imparato la lezione: mai sottovalutare i butei, anche (o forse soprattutto?) quando vengono a casa tua carichi come cinghiali. Oltre a questo, vogliamo citare le parole di Montipò, capitano gialloblù: “Perdere una categoria è una morte sportiva”. E dal direttivo? Niente. Zero. Muti. Lo Zanzi a Torino non si è minimamente dispiaciuto davanti ai microfoni. Invece non si è proprio presentato, ai microfoni. Ci è andato Sogliano per dire che insomma, la stagione è stata sfortunata, assurda, infortuni, episodi negativi, ok sì, anche qualche colpa, ma mica grossa, colpicine, comunque sempre in buona fede. Ma che significa, poi? Che mica pensavate di far retrocedere la squadra con la cattiva fede, tipo che si tramava nell’ombra per perdere. No?

Como

Il Como col magone

Tra Napoli e Como, la squadra che deve avere più rimpianti per non aver portato a casa i tre punti in una partita poi terminata 0-0 (ah però! Senti come scrocchia) è sicuramente quella lariana: non solo servivano come il pane per continuare a sognare la Champions, ma era anche impresa piuttosto fattibile. Da un lato bello aver costretto il Napoli a una partita ultra difensiva, ma che peccato non aver messo nemmeno un golletto. Quella era la seconda potenza del campionato e nel primo tempo ci sono state due occasioni buone (Douvikas e Diao), ma niente. Magoni e rimpiantoni. Poi certo, la partita non è stata la classica partita spassosa a cui ci ha abituati il Como, ma la squadra è anche stanca, ha qualche problema di autonomia. Oltre a questo, un po’ di umore nero dopo le due rimonte subite contro l’Inter ha inficiato la corsa dei lariani, ma niente è perduto, soprattutto una stagione bellissima. Ottimi Nico Paz (due potenziali assist al bacio) e Diao, Douvikas prezioso in appoggi e inserimenti, un po’ appannati Baturina e Perrone. Ora si va a fare un giro a Verona e si spera di fare una figura migliore della Juventus contro questa squadra. Avete controllato che il pullman del Napoli sia stato effettivamente spostato da davanti alla porta? Non siamo sicuri.

Cremonese – Pisa

Domenica 10 maggio, ore 15.00

Quota “1” BetssonQuote “X” BetssonQuota “2” Betsson
1.723.705.00
Cremonese

Cremonese, non ci sono più spiagge

Ora è quasi impossibile pensare alla permanenza in Serie A. Bisognava arrivare a questa giornata con un solo punto di distacco per rendere il sogno almeno più tangibile. Invece ciccia. Si è quattro punti dietro e non importa quanto il Lecce giochi o non giochi contro la Juve, pure se perdesse (e contro la Juve non è nemmeno così scontato, badate bene) la situazione non cambierebbe, i pugliesi starebbero comunque davanti. Posto che poi il Pisa, almeno il Pisa, si riesca a batterlo. No perché, ok che la Lazio non è il Pisa, ma una volta che vai in vantaggio, ma si può buttare tutto alle ortiche in quel modo? Bel Tiro di Bonazzoli, sì, ma anche tremendo infortunio di Motta, senza il quale col cavolo che si sarebbe segnato mai. Manca davvero quel qualcosina che permetta di arrivare all’obiettivo: la grinta, la voglia che altre squadre stanno dimostrando. Lasciano fare il bello e il cattivo tempo a Nuno Tavares che fa box to box, nessuno che gli vada sotto per settanta metri: ma un po’ di grinta, via. Che amarezza. Poi quando provi a creare mezza cosa, ecco che diventi il plumcake uscito dal forno da controllare con lo stecchino per vedere se è cotto. E sì, Cremo, sei cotta. Oltre a tutto questo, Baschirotto probabilmente ha terminato la sua stagione, causa infortunio. Sono cinque mesi che non si vince in casa e anche i tifosi si rendono conto che a questi ritmi si merita la retrocessione. Tremendo. Poi, fischi.

Pisa

Pisa, bentornati in Serie B

Ora è matematico: assieme alla sorellona Verona, mano nella mano come è stato quasi per tutto il girone di ritorno, il Pisa va in Serie B. Il DG Giovanni Corrado si presenta in sala stampa e suonano come l’ennesima auto assoluzione: “abbiamo sottostimato la categoria”. Ah beh: e di chi era il compito di non sottostimare LA SERIE A? Ma come fai, poi, a sottostimare la Serie A? E poi: “Pensavamo di essere pronti ma non lo eravamo”: oh via, ma che dichiarazioni sono? “Ho sbagliato principalmente io” ma lui sta sempre al suo posto. “Ci siamo scontrati su errori su ciò che serviva per la categoria”: cioè, cosa pensavi precisamente della Serie A, che fosse tipo un’Eccellenza con più stranieri? Boh, ragazzi, ma che dichiarazioni sono? Gelano il sangue. E se si conta che la parte bassa della Serie A è davvero mediocre rispetto agli anni passati si può avere il polso del dramma. Onestamente non vediamo come Corrado possa rimanere al suo posto. E non vi abbiamo ancora raccontato l’ultima, forse la più grossa. Pronti? “Oggi non retrocede una squadra di Serie A ma una neopromossa dalla B che ha dimostrato di non essere all’altezza della Serie A”. Totale: una supercazzola prematurata da fargli mettere il gomito così. Che dolore, amici pisani: vi stringiamo forte. Niente via, basta così.

Fiorentina – Genoa

Domenica 10 maggio, ore 15.00

Quota “1” BetssonQuote “X” BetssonQuota “2” Betsson
2.103.303.65
Fiorentina

Fiorentina, salvezza e poi basta, ok?

Perdere a Roma ci può stare. Essere umiliati con Gudmundsson punta, no. Fortuna che De Gea ha parato qualcosa, altrimenti altro che prenderne solo quattro, contro la Roma. L’approccio non è nemmeno stato malissimo, ma la ripresa… ragazzi, che ripresa. E poi, possiamo dirlo? Sempre, sempre, SEMPRE un gol su calcio d’angolo. Ma che è, non si allenano? Basterebbe, a livello difensivo, fare l’esatto opposto di quel che fa la Fiore per diventare difensori. Poi ci sono le marcature bluetooth, Malen marcato a un metro. Tifosi della Viola annichiliti. Meno male che la salvezza è stata raggiunta, ma gli avete tolto l’anima a questi tifosi. Repulisti generale a fine stagione? Tra questa formazione e la prossima dovrebbe sembrare che sian passati 15 anni, pochissimi i nomi da mantenere per la prossima stagione. Serve il puntero? Non puoi mettere Gudmundsson. Gosens che ha tirato i remi in barca da un pezzo e forse sarebbe il caso di dire addio anche a lui. E Vanoli? Ragazzi, bene che ha salvato la baracca, ma non crediamo sia un allenatore buono per ridare lustro alla Fiorentina dopo questo Annus Horribilis. Via anche Harrison, Piccoli sarebbe da valutare per non smenarci e soprattutto (ma lo abbiamo gia scritto?) un nuovo allenatore. Parisi dovrebbe tornare, capiamo se Piccoli, tornato parzialmente in gruppo assieme a Fortini e Balbo, sarà della gara. Kean resta fuori dal gruppo.

Genoa

Dai, mica così male, Genoa

Con l’Atalanta si pensava a una Caporetto, lo psicodramma è sempre stato dietro l’angolo, il Genoa non batte la Dea da dieci anni. Quindi nei caruggi nessuno avrebbe messo mezzo centesimo sul pareggio a Bergamo. Il Genoa ok, non ha tirato in porta, la partita non è stata entusiasmante, ma un punto a Bergamo non è mica male. Poi si pensa a uno 0-0 come a un anatema, ormai non si fa che parlare malissimo degli 0-0, ma ci sono reti inviolate e reti inviolate. Tutto sommato, vien da dire, il risultato non ci sembra urfido. Abbiamo visto una partita onesta, ecco tutto. A noi, delle partite gourmet, non ci importa granché: una volta lo 0-0 era definito il risultato di una partita perfetta. Ora pare che se un match non finisce 5-4 sia da buttare. Invece questo Genoa a Bergamo ha giocato sui nervi: una partita maschia, diciamo così. Diversi tentativi e poche concessioni, tutto qua. E i rossoblù giocavano pure senza punta, dato che di Colombo abbiamo solo visto l’identikit dalla Sciarelli. Occhio che Messias si è rotto così male che ha finito la stagione, ce lo dice lui stesso, e si rompe dopo cinque minuti dal suo ingresso in campo. Magari il rinnovo sarebbe da valutare meglio. Amorim è comunque pronto a sostituirlo.

Parma – Roma

Domenica 10 maggio, ore 18.00

Quota “1” BetssonQuote “X” BetssonQuota “2” Betsson
6.304.001.56
Parma

Parma, via, si sapeva

L’Inter vince il campionato proprio battendo il Parma per 2-0 al Meazza: e il cerchio di Cristian Chivu si chiude. Ma comunque non male, il Parma, con la fase difensiva che già Generale d’Inverno Cuesta ci ha fatto conoscere, ma non solo: qualcosa davanti è successo. Una buona prestazione, contando che avevano di fronte la più forte della Serie A. Salvezza tranquilla che ha permesso ai tifosi di gustarsi anche una sconfitta, belli spaparanzati sul divano. Poi sarebbe bello mantenere la dodicesima posizione giusto per non rovinare tutto nelle partite finali. Oddio, rovinare tutto no, dato che appunto il Parma Calcio è sano e salvo. Ma insomma, non mollare gli ormeggi darebbe un bel boost al morale. Il carro di Elphege sta per partire, carissimi amici tifosi: chi ci sale? Sappiate che contro la Roma partirà comunque dalla panchina: non sia mai che si rischi troppo. Pellegrino, un po’ troppo raffazzonato contro i nerazzurri, partirà ancora dal primo minuto. Per il resto, tutti disponibili per il Generalissimo Cuesta. Ci chiediamo se Troilo davvero non sia conosciuto in Argentina. Di sicuro in Italia lo conosciamo per due cose: aver segnato al Milan in zona Cesarini e aver provocato Barella con la questione del mondiale italiano. Provocandolo su suolo italiano, poi! Che soggettone.

Roma

Roma, credici!

Lo sappiamo, non dobbiamo certo dirlo noi agli uomini del Gasp, ma ragazzi, se può aiutare a rendere la lotta per la qualificazione in Champions più agguerrita, ci mettiamo volentieri il nostro sassolino. Dopotutto, anche Time2play fa brodo. La Roma schianta la Fiorentina per quattro reti a zero, esaltando i suoi tifosi che già sognano in grande, dati i passi falsi sia della Juventus, ormai a un punto, che del Milan, nemmeno lui troppo lontano. I tifosi credono nella possibilità ma dopo la partita non credevano a quanto visto dai propri occhi: prestazione sontuosa. “È successo veramente?! Abbiamo davvero battuto la Fiorentina in quel modo?!”: si Gabbo, è così. Non ti sveglierai tutto sudato e no, non sei su Scherzi A Parte. Non ci si può credere, per una volta una Roma cinica, che spinge al sogno i suoi tifosi che però con un piede cercano di star fuori dal pantano delle facili illusioni. E si ironizza sul favore che la Lazio, battendo la Cremonese, ha indirettamente fatto ai giallorossi, perché la Fiorentina scende in ciabatte. Oh, famo a capisse: la Roma è stata inappuntabile. E dopo tutto il casino accaduto con Sior Ranieri, facile non era. Ora il sogno è a un passo, c’è sempre da sperare che davanti qualcuno inciampi ancora, ma vediamo. Di sicuro tutto questo rende la corsa alla qualificazione per la Champions moooolto più accattivante. Daje! Dybala forse dal primo!

Milan – Atalanta

Domenica 10 maggio, ore 20.45

Quota “1” BetssonQuote “X” BetssonQuota “2” Betsson
2.103.353.60
Milan

Buio pesto Milan

Se è vero che Allegri è da ottobre che ci martella con la questione quarto posto, dicendoci che l’obiettivo dei rossoneri è la qualificazione in Champions League, è vero anche che noi non gli credevamo allora e non gli crediamo ora: allora perché ci sembrava impossibile che il Milan non avesse fatto la bocca alla possibilità di aggiudicarsi il campionato, ora invece è il contrario, dato che ci sembra che la squadra non abbia alcun obiettivo in mente. La partita contro il Sassuolo è stata la peggiore della stagione e dire che ce ne voleva:  la sensazione, più che una sconfitta, è stata quella di vedere una squadra rimasta senza tergicristalli, senza batteria, senza ruote e, in definitiva, ci pare impossibile vedere anche solo la macchina. Berardi ha colpito ancora i rossoneri (dodicesimo gol contro il Diavolo), Laurienté ha completato l’opera.  I numeri raccontano un Milan in enorme difficoltà offensiva: un solo gol nelle ultime cinque partite e addirittura zero tiri in porta contro il Sassuolo. Zero. Il che, per una squadra costruita per stare ai vertici, è più inquietante del messaggino “dobbiamo parlare” ricevuto alle 23:47 di un comune lunedì. Tomori non ha certo dato prova di grande intelligenza, facendosi espellere come un pollo e saltando dunque questo scontro contro la Dea. Dicono sia possibile un Gimenez dal primo minuto: vibbbbbbrrrrrrazioni?

Atalanta

Ma che do bale, Dea

I tifosi dell’Atalanta, quelli che sono riusciti a restare svegli per i primi ottanta minuti contro il Genoa, non riescono a trovare una spiegazione logica che prescinda dall’autosabotaggio per questa stagione. Una partita trascurabile, solo che l’hai giocata nel tuo stadio, con la tua gente, la gente che ti ama e canta per te 90 minuti. Una Dea che sembra essere messa in campo solo con la speranza che qualcuno a una certa si inventi qualcosa. Non si può far finta di niente, era sotto agli occhi di tutti. E come ci si è arrivati a questa condizione? È bastato l’addio di Gasperini? Non ci sono schemi su angoli, non ci sono schemi sulle punizioni, ci sono problemi con le squadre che usano il blocco basso, ci sono problemi con le squadre che usano l’attacco a tutto campo, insomma è un delirio. Anni luce distanti da una partita accettabile e tatticamente la disposizione in campo non si è capita: forse è stato fatto per confondere l’avversario, ma è finita col confondere soprattutto i nerazzurri di Berghem. La rassegnazione la fa da padrona e ora arriva il Milan, altra squadra che non ci sembra abbia grande nerbo. Possibile che Raspadori parta titolare dato che è stato tra quelli che ha dimostrato di aver voglia di giocare a pallone.

Napoli – Bologna

Lunedì 11 maggio, ore 20.45

Quota “1” BetssonQuote “X” BetssonQuota “2” Betsson
1.564.106.10
Napoli

Napoli, annoiarsi sul lago

Con la Cremonese due turni fa è stata una cosa, grande spettacolo e tanti gol, ma con il Como la solfa è cambiata: ovviamente c’era da aspettarsi che dall’altra parte non si sarebbe certo trovata una squadra smutandata come quella che è allenata da Giampaolo, però manco a fa così. Un tiro in porta in 90 minuti? Seri? Ci sono tifosi napoletani arrivati fino in copp’ al lago di Como, ma come si chiede il rimborso? A pazzià contro la Cremo son capaci tutti, ormai, ma appena si alza il livello, questo è il piatto che ci servi, Conte? Un pullman gigantesco parcheggiato male davanti alla porta e via? Ci siamo rimasti male, era una di quelle partite che sulla carta sembravano promettere bene, invece il Napoli è stato peggiore che nella partita contro la Lazio ed è tutto dire. Antonio dovrebbe assumersi qualche responsabilità, forse più di qualche, perché ok che la stagione non è stata fallimentare, ma se è almeno deludente, la responsabilità è sua. Ora si vocifera di un clamoroso ritorno di Sarri, ma vuliss la madonna! Sarebbe fantastico, poetico e noi tifiamo per questa nuova panchina. Certo, il rapporto tra Sarri e ADL sarebbe da ricucire un pochino dato che si sono separati malissimo. Ma sempre meglio di “Abbiamo aiutato le altre squadre a fermare il Como”: parole teribbili di Antonio Conte. Forse si rivede Di Lorenzo!

Bologna

Bologna, toh, uno zero a zero

Partiamo subito dicendo che nel turno precedente il Cagliari avrebbe meritato di vincere più del Bologna: i rossoblù hanno messo in campo poche azioni e molto confuse. Il nulla: Dominguez che salta l’uomo ma poi gira su se stesso e si trova sempre sulla stessa mattonella con l’uomo che torna, Bernardeschi non vogliosissimo dei tre punti, Odgaard che fa a sportellate davanti ma è un anno che non gioca centravanti. E il centrocampo non c’era: a Moro e Sohm potevi mettere la maglia del Cagliari e andava bene lo stesso. Il povero Pessina è stato uno dei pochi bagliori in campo: è giovane e deve crescere, ma il ragazzo ha meritato il suo spazio (anche perché Ravaglia sta poco bene, ok). Niente abbiamo detto di Orsolini, entrato dalla panchina: sta diventando fastidioso, fa sempre la stessa mossa, mossa che gli avversari conoscono a memoria. Italiano non se la sta cavando bene, ultimamente, e ci domandiamo se davvero sarà l’allenatore del Bologna nella prossima stagione. Addio alla possibilità della Conference. Comunque, Skorupski torna in gruppo (probabile titolarità per lui), assieme a Dallinga e João Mário. Occhio al calendario, perché le ultime son mica semplici e si rischia di sbragare male. Non roviniamo tutto così, ragazzi.

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Elettra D., recensioni e pagine tematiche

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Titolo di studio Laurea in Critica e Teoria della Letteratura
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Elettra D. è sbarcata a Time2play nel 2021, una delle prime contributor a essere arruolata per le pagine italiane del sito, dopo anni di esperienza nella scrittura di contenuti, legati (ma non solo) al mondo del gambling online; la molla è stata proprio il paragone con il modo di lavorare di altre aziende in questo campo, esplicitamente orientate alla vendita di un prodotto o una piattaforma di scommesse e casinò e poco interessate alla formazione degli utenti, alla loro salvaguardia e corretta informazione.

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