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Serie A 2025/26, giornata #37: consigli scommesse

Scritto da Elettra D.
30 min. di lettura
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Abbiamo già una vincitrice del titolo, e ok. Ma là dietro, quante ne stanno succedendo… una bagarre senza esclusione di colpi per l’accesso alla Champions League. Anzi, per essere precisi, si tratta di una bagarre fatta proprio di esclusioni di colpi. Sono tutti i colpi che le “grandi” stanno perdendo per strada: colpa della stagione calda, della motivazione che latita, colpa di Alfredo che con i suoi discorsi seri e inopportuni gli fa sciupare tutte le occasioni e prima o poi lo uccidono, fatto sta che cadono quasi tutti a ruzzoloni. Ora che la Lazio ha anche perso la Coppa Italia, poi, la questione si infiamma ancora di più, perché… aspettate, procediamo con ordine, cosa ne pensate?

Prima di tutto: benvenuti sulla pagina di Time2play che si occupa dei consigli per le scommesse della prossima giornata, la numero 37 di questo magico campionato di Serie A. Un campionato che tutti si sperticano a definire finito, morto e stramorto, ma che ci consegna due ultime giornate da cuore in gola. Napoli che perde in casa col Bologna, Juventus che vince di misura col Lecce (facendo un gran favore alla Cremo, ma ne parliamo dopo, ok?) e Milan che le busca malamente dall’Atalanta al Meazza. In tutto questo, la Roma vince una gara da groppo in gola contro il Parma (con ben due gol segnati dopo i 90 minuti) e si ributta nella mischia per l’Europa che conta. Como? Como? Il Como vince anche lui ed è in Europa sicuro, ma ora bisogna capire quale Europa. Hai visto mai che riesca a strappare l’impensabile, la squadra di Fabregas. In tutto questo, come vi abbiamo accennato poco più su, l’Inter batte la Lazio due volte, ma sempre nello stesso stadio: la prima era una specie di sgambata di allenamento in vista della seconda. Prima campionato, dopo Coppa Italia, prima 0-3, dopo 0-2. Così facendo, il posto che la Lazio si sarebbe aggiudicata in Europa League in caso di vittoria della Coppa Italia torna a disposizione delle inseguitrici (perché l’Inter ha vinto il campionato e quindi va diretta in Champions, ovviamente). Questo rimescola ulteriormente le carte e fa sospirare di sollievo le cinque squadre in lotta per il bisognino, quello che fa trottare la vecchia. Se trottassero, queste amabili vecchine, i tifosi starebbero pure meglio, ma vedremo chi la spunterà, in questa corsa col deambulatore.

Capitolo salvezza, altra croccantezza: il Lecce avrebbe dovuto dare il tutto per tutto contro la Juventus per mettere più al caldo le sue possibilità di permanenza in Serie A, ma i bianconeri hanno fatto il minimo indispensabile (gol di Vlahović dopo 30 secondi, poi nulla più) e i salentini non sono riusciti a riacciuffarli. Si sfrega le mani la Cremonese che, forte anche della superiorità numerica causata dall’espulsione dei pisani Božinov e Loyola (già Ignazio di), batte i nerazzurri toscani per tre reti a zero e si porta a un solo punto dai leccesi. Ma come finirà questa sfida? Qui sotto analizzeremo le prossime sfide, sia in chiave salvezza che in chiave qualificazioni europee.

Un piccolo appunto: chi pensava che le squadre già salve e che non hanno più niente da chiedere a questa stagione avrebbero deposto le armi in maniera molto spontanea e con naturalezza, si sbagliava di grosso. Anzi, diciamo pure di Grosso: Sassuolo, Udinese, Atalanta, Bologna, questa è tutta gente che non ha voglia di regalare niente a nessuno. Perché c’è qualcosa che va oltre la classifica, ed è la dignità da mostrare in campo, per i propri tifosi, certo, ma anche per il rispetto che si porta a questo sport. D’accordo, spesso abbiamo fatto i conti con degli 0-0 che prima del fischio di inizio ci sembravano improbabili: ebbene, la nostra serena analisi è “E ALLORA?”. A volte ci può anche stare bene. Cerchiamo di non esagerare in questa giornata, perché altrimenti i pronostici ci vengono male, però, ok? Grazie.

Un altro piccolo appunto: non abbiamo ancora la certa certezza di quando diavolo si giocheranno queste benedette partite. Portate pazienza, le date che abbiamo messo sono pronte per essere smentite, almeno fino all’ultimo minuto prima del fischio: la FIGC ha un modo tutto suo particolare per incasinare le cose e dimostrare che forse dovremmo darci al tennis. Ah ah ah, non accadrà mai. Sul fronte arbitropoli, roccopoli, Forlimpopoli o come volete chiamare il filone di indagini di cui siamo venuti a conoscenza il 25 aprile: pare che tutto si sia ghiacciato: nessuno verrà più indagato, addio anche alla ventilata volontà di ascoltare i dirigenti di alcune squadre. Tutto si è concluso con l’audizione di Zazzaroni, il che, se ci pensate, ci dà la misura di tutto questo scandalo. Abbiamo chiesto le quote per la giornata #37 ai nostri amici di StarCasinò*, uno dei migliori siti scommesse della nostra scuderia!

CHI VINCE FESTEGGIA, CHI PERDE SPIEGA

  • Il pronostico azzeccato più clamoroso: Fiorentina – Genoa X (3.30), con i segni X si tende ad andare forte!
  • La toppata più clamorosa: Milan – Atalanta, 1 secco (2.10), Cardinale devi vendere? Noi non ci esprimiamo, ma l’opinione l’abbiamo.

Sassuolo – Lecce

Domenica 17 maggio, ore 20.45

Quota “1” StarCasinòQuote “X” StarCasinòQuota “2” StarCasinò
2.703.152.65
Sassuolo

Sassuolo, cuore o coltelli?

Sassuolo-Lecce non sarà una partita qualunque, anche se da fuori può sembrarlo: dentro questa sfida convivono sentimenti opposti che dividono il popolo neroverde tra affetto, orgoglio e voglia di coltelli. Da una parte c’è Eusebio Di Francesco, allenatore simbolo di una delle epoche più belle della storia del Sassuolo: la promozione in Serie A, il gioco spettacolare e la storica qualificazione in Europa League. Un tecnico ancora oggi molto amato dalla tifoseria emiliana; dall’altra, però, resta viva la ferita del 21 aprile 2024, quando il Lecce espugnò il Mapei Stadium con un pesante 3-0: una sconfitta che rappresentò uno dei momenti più difficili della stagione neroverde e che contribuì in maniera decisiva alla retrocessione in Serie B della squadra allora allenata da Ballardini. Ed è proprio questo il grande dubbio emotivo che accompagna la vigilia: aiutare indirettamente Di Francesco nella corsa salvezza oppure cercare quella rivincita sportiva rimasta sospesa da due anni? C’è chi guarda ancora con enorme affetto all’ex tecnico e chi sogna una risposta sul campo per cancellare almeno in parte quella serata amarissima. In mezzo, però, restano il presente e la necessità di onorare il campionato fino all’ultimo minuto. Berardi torna in campo e chissà che non possa essere lui a decidere da che parte pende la bilancia.

Lecce

Lecce, o la va o ci si spacca!

Il Lecce arriva alla sfida contro il Sassuolo con il fiato corto, con la classifica che scotta con un attacco che sembra vivere una telenovela diversa ogni settimana: l’ultima puntata riguarda Nikola Štulić, che doveva essere il centravanti del futuro, si ritrova invece a fare più riscaldamento che minuti veri: ci sembra fallito il progetto di sostituzione di tal Nikola Krstović. Nelle ultime due gare zero spazio, solo corsette a bordocampo e pensieri grigi e fumosetti. Eppure, proprio contro il Sassuolo, potrebbe tornare utile alla causa giallorossa, seppure dalla panchina (così almeno parrebbe al momento). Di Francesco, intanto, prepara la trasferta più sentimentale possibile: tornare al Mapei Stadium non sarà mai una cosa normale per lui, dato che lì ha costruito il “miracolo Sassuolo”, tra promozione, Europa League e calcio prosecco (Champagne pare troppo). Stavolta però niente nostalgia: il Lecce ha bisogno di punti come dell’aria. I salentini si presenteranno a Reggio Emilia con la solita faccia di chi sa che ogni pallone pesa come un esame di maturità e occhio anche all’effetto trasferta: da Lecce si prepara un piccolo esodo giallorosso, perché in certi momenti il tifo diventa quasi una terapia collettiva. Sperando che funzioni. Ancora qualche punto, dai.

Udinese – Cremonese

Domenica 17 maggio, ore 20.45

Quota “1” StarCasinòQuote “X” StarCasinòQuota “2” StarCasinò
2.393.253.00
Udinese

Udinese, il futuro in Friuli

L’Udinese ha la faccia saputina di quella che ha già fatto i compiti per le vacanze, mentre si avvicina alla sfida contro la Cremonese (siamo a maggio, raga!) ma ci pare che non abbia nessunissima voglia di smettere di studiare. I cinquanta punti sono lì, belli ordinati in classifica, e dalle parti del Friuli qualcuno inizia a parlare di “crescita” con tono elegante, sorseggiando gin tonic. Ariedo Braida, per esempio, ha promosso i bianconeri di Runjaić, pur mettendo in guardia tutti: occhio alla Cremonese, perché quando una squadra ha fame salvezza diventa improvvisamente fastidiosa come una zanzara piccolissima mentre cerchi di leggere un saggio storico, con un occhio furbillo e l’altro dormillo. Piccolo problema: Runjaić dovrà fare i conti con un piccolo grattacapo chiamato Kingsley Ehizibue, dato che l’esterno olandese, uno dei più in forma dell’ultimo periodo, si ferma proprio ora tra squalifica e acciacchi, lasciando sulla fascia destra un vuoto mica banale. E sostituire il miglior Ehizibue visto a Udine ultimamente non è esattamente come cambiare una lampadina. Nel frattempo, però, il club guarda già avanti e pesca l’ennesimo profilo misterioso dal Brasile per rinforzare la difesa: l’Udinese, si sa, ha una specie di “radar nuovi talenti” per cui tu non sai nemmeno chi sia il giocatore, ma proprio mai coverto, e loro probabilmente lo stanno già rivendendo al doppio tra due anni. E la Cremonese? Guai a prenderla sottogamba, anche se si tratta di agguantare punti di morale, più che di classifica.

Cremonese

Cremo, ma si rischia tutta cialda!

La Cremo si prepara per la sfida contro l’Udinese con lo spirito di chi si aggrappa all’ultimo vagone del treno mentre quello già parte, col capotreno voltato, fischietto in bocca e “fiiiiii”. La salvezza è ancora lì, a portata di mano, ma il margine d’errore ormai è sottile come la pazienza dei tifosi a fine stagione: domenica potrebbe già arrivare il verdetto definitivo. Nel bene o nel male. Ma più nel male che nel bene, dobbiamo dirlo: perché se la Cremonese perdesse e il Lecce vincesse, addio ai verdi monti della massima serie. Per questo, dalle parti di Cremona, tutte le speranze finiscono inevitabilmente sulle spalle di Federico Bonazzoli (capito come?). Proprio lui, il “mago” chiamato a tirare fuori il coniglio dal cilindro nel momento più delicato dell’anno: e che coniglio, e da che cilindro. Comunque, per la rubrica “forse non tutti sanno che…” si tratta del secondo italiano con più gol in Serie A in questa stagione. PAZZESCO. Insomma, è comunque uno che quando vede la porta almeno la sa riconoscere e non la scambia per qualcos’altro (capita spesso a Krstović, per dire). E adesso serve esattamente questo: qualcuno che si prenda la responsabilità di trascinare i grigiorossi fuori dalla paura. Nel frattempo arriva anche un’altra tegola per Giampaolo: Baschirotto è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Uffa, Hercules, che peccato.

Juventus – Fiorentina

Domenica 17 maggio, ore 12.00

Quota “1” StarCasinòQuote “X” StarCasinòQuota “2” StarCasinò
1.325.308.70
Juventus

Juve, per un posto in CL non so cosa farei…

La Juventus è quello studente che ha studiato ma che ripassa ogni mezz’ora, confondendosi  le idee e nient’altro: ci siamo passati tutti, ma non tutti ci si giocava l’accesso alla Champions League, giusto? L’obiettivo è vicino, ma dalle parti della Continassa nessuno vuole fermarsi lì: Kenan Yıldız lo ha detto chiaramente, l’obiettivo adesso è anche il secondo posto. E detto da uno con la numero 10 sulle spalle che è diventato il poster ufficiale della nuova Juve, il messaggio pesa un bel po’. Il turco, reduce da settimane complicate anche fisicamente, continua a caricarsi addosso aspettative e paragoni giganteschi: non capiamo se sia lui a volerlo per poi rischiare di inciampare a causa della troppa pressione o se siano i tifosi ad appoggiarsi troppo a lui; però sappiamo che ogni sua giocata viene osservata come se dovesse automaticamente evocare Del Piero, Baggio e metà museo bianconero. Lui gradisce o fa finta di? Mistero. Nel frattempo, attorno alla Juventus (ma non solo a lei, eh) regna il solito caos all’italiana: polemiche sugli orari della Serie A, TAR, ricorsi e calendari che sembrano organizzati a caso. Può bastare? No! C’è il capitolo Kolo Muani:  il PSG sta sempre sullo sfondo di una storia che pare destinata a trascinarsi ancora parecchio. Vedremo poi, ora testa alla Viola, avversaria tostissima.

Fiorentina

Fiorentina, protestoni e bei fischioni

A Firenze basta una settimana per passare dall’entusiasmo alla voglia di rifondazione totale: attorno alla Fiorentina, infatti, si respira il solito clima sospeso tra sogni di gloria che furono europei (per il prossimo anno nisba, eh), critiche e dubbi continui sul futuro. Francesco Flachi, senza troppi giri di parole, ha parlato apertamente della necessità di una “rivoluzione”, quasi stupito da una piazza che rischia di accontentarsi troppo facilmente. Se non vi ricordate di Flachi, non vi preoccupate. Nel frattempo continua il dibattito attorno a Paolo Vanoli: confermarlo oppure voltare ancora pagina? E per leggere cosa, stavolta? La sensazione, raccontata anche da chi segue da vicino l’ambiente viola, è per Vanoli quella di un déjà-vu continuo: Firenze che assomiglia a Torino, stessi segnali, stessa precarietà, stesso clima da giudizio permanente. Nel calcio italiano, del resto, la pazienza dura spesso meno di una conferenza stampa, talvolta non si farebbe nemmeno in tempo ad avvicinarsi al microfono. C’è però anche chi difende il lavoro svolto prima della disastrosa gestione di Pioli: Domenico Marocchino ha sottolineato come Raffaele Palladino sia stato probabilmente sottovalutato, ricordando la crescita di giocatori come Moise Kean e Nicolò Fagioli sotto la sua gestione. Ora si va a Juventus, l’odiata rivale di sempre: riusciranno i fiorentini a guastare i piani delle zebre? Vedremo.

Roma – Lazio

Domenica 17 maggio, ore 12.00

Quota “1” StarCasinòQuote “X” StarCasinòQuota “2” StarCasinò
1.534.106.10
Roma

La Roma torna in pista!

La fase di avvicinamento giallorossa al derby porta la solita atmosfera da capitale d’Italia sotto pressione: tensione alta, vertici in Prefettura e una città che vive la sfida contro la Lazio come se fosse un referendum emotivo collettivo: chi preferisci tra le due? Tifi lupa o aquila? Attorno alla partita si sono mossi anche il sindaco Roberto Gualtieri e il prefetto Lamberto Giannini, segnale che il derby romano riesce sempre a trasformarsi in qualcosa di molto più grande di una semplice gara di calcio, soprattutto se in concomitanza c’è pure Sinner che si gioca la finale degli ATP. Sul campo, invece, la squadra prova a chiudere la stagione in crescita, soprattutto dopo la sofferta vittoria contro il Parma che è valsa di nuovo la mischia per l’Europa che conta. Nel mentre sale alle cronache anche l’incontro tra Dan Friedkin e Gian Piero Gasperini: asganaueeei. Il faccia a faccia che inevitabilmente alimenta discorsi, suggestioni e fantasie sul futuro giallorosso. A Trigoria si lavora anche dietro le quinte: il club starebbe cercando di rinnovare i contratti dei giocatori in scadenza, nel tentativo di evitare un’estate piena di casi e trattative infinite. Tutto questo aspettando il derby da mezzogiorno di fuoco, con le tifoserie sul piede di guerra e la possibilità concreta di fare un brutto scherzo a quelle davanti che, un mese fa, già si sentivano con la qualificazione Champions in saccoccia. Probabile giochi Pisilli!

Lazio

Lazio, più che perderla, la Coppa Italia 'n s'è giocata

Il momento decisivo della stagione è bello che andato e la figura in campo non è stata delle migliori: si poteva certo perdere contro l’Inter, ma giocare la partita sarebbe potuto essere decisivo. Sarri sembrava aver optato per la strategia dell’opossum: la squadra si finge morta così l’Inter non le segna. Non ha funzionato: non aveva funzionato nemmeno in campionato, figurateve. L’allenatore (nel pallone?) è stato sempre più frequentemente affiancato al Napoli, per la prossima stagione, ma qua è tutto da vedere. C’è da dire che, in effetti, il tecnico toscano continua a essere una figura capace di dividere tutti: c’è chi lo considera un maestro e chi invece aspetta ogni partita per chiedere una rivoluzione tattica totale. Occhio alle condizioni di Mattia Zaccagni, uscito prima nella gara di Coppa Italia, ma occhio anche all’assenza di Romagnoli, il genio che si è fatto espellere nella giornata di campionato numero 36 (sempre contro l’Inter). Il meraviglioso esemplare di brontosarri sulla panchina biancoceleste ha dichiarato che a mezzogiorno il derby se lo possono pure giocare loro. Loro chi? De Siervo & Co. Dobbiamo capire se sarà in panchina o se darà seguito alle sue minacce di boicottaggio. Capace che lo faccia, tanto che ha da perdere? Ok, un derby. Niente, probabile che si presenti, magari con la curva al completo. Stiamo esagerando?

Cagliari – Torino

Domenica 17 maggio, ore 20.45

Quota “1” StarCasinòQuote “X” StarCasinòQuota “2” StarCasinò
2.383.053.20
Cagliari

Tutto è pace in quel di Cagliari

Il finale di stagione in salsa cagliaritana ci regala un’atmosfera molto diversa rispetto agli ultimi anni: meno ansia, più curiosità sul futuro. Ok, in classifica non arriveranno troppo lontani dalla zona calda della retrocessione, ma forse meglio fare una cosa alla volta. Attorno ai rossoblù si parla soprattutto del lavoro di Fabio Pisacane, uno che ha colpito parecchio anche fuori dalla Sardegna. In molti sono rimasti impressionati soprattutto dal suo approccio con i giovani, tanto da immaginarlo ancora sulla panchina rossoblù per diverse stagioni: in effetti il Cagliari, pur con qualche passaggio a vuoto, è sempre rimasto piuttosto lontano dalla zona rossa. Spostiamo il focus sull’identità della squadra, vi va? In attacco continuano a far discutere Semih Kiliçsoy e Sebastiano Esposito: due talenti diversi, imperfetti, ma che in molti a Cagliari non toccherebbero. Ci sono da spendere i 12 milioni del riscatto per il turco, ma siamo convinti che la sua qualità di tiro sia sopra la media, mentre su Esposito resta l’idea di un giocatore a cui manca ancora l’esplosione definitiva; quando arriverà? Staremo a vedere. Leonardo Pavoletti lascia nell’aria parole che sanno di fine corsa (grande gratitudine al Cagliari e grande amore dai cagliaritani), mentre il ritorno di Alessandro Deiola rappresenta una buona notizia per il gruppo. È il momento delle statistiche curiose: il Cagliari è tra le squadre che hanno ricevuto meno rigori in Serie A. Forse è il momento di entrare di più in area, sì?

Torino

Toro, di vittorie e di ricordi

Il Torino, dopo aver battuto il Sassuolo per 2-1 (che bel colpo!), si avvicina alla sfida contro il Cagliari con quella che potremmo definire “una classica atmosfera granata”: un misto di orgoglio, nostalgia e discussioni infinite sul futuro della panchina. Attorno al club continuano infatti a rincorrersi voci e suggestioni, con i nomi di Gennaro Gattuso (!!!) e Roberto D’Aversa che girano attorno al presidente Urbano Cairo come in una specie di casting permanente all’italiana, quando per tantissimi tifosi dovrebbe essere proprio l’Urbano a togliersi dalle panche. Nel frattempo, però, c’è da pensare al campo: il Cagliari di Pisacane arriverà con l’attacco al completo, dettaglio che basta da solo a togliere un poco tranquillità alla vigilia granata. Solo un poco, perché al fin della fiera, la stagione è finita e ci si può lasciar cadere nei ricordi: le parole di Paolino Pulici raccontano bene cosa significhi davvero essere il Toro, ovvero appartenenza, identità, qualcosa che va oltre il risultato della domenica. “Essere il Toro era importantissimo”, un concetto semplice ma enorme, soprattutto in una piazza che vive il calcio quasi come una questione sentimentale. C’è poi il ricordo di maggio delle fiaccole da Sassi a Superga, quelle centomila luci che salgono come un rito collettivo su per la collina che ha visto distrutto il Grande Torino nel ’49, ma mai il simbolo di quella squadra per i suoi tifosi. Da ferita a radice attraverso la luce del ricordo.

Pisa – Napoli

Domenica 17 maggio, ore 12.00

Quota “1” StarCasinòQuote “X” StarCasinòQuota “2” StarCasinò
7.904.751.38
Pisa

Pisa, finire è finita, ma l’orgoglio…

Il Pisa si prepara alla sfida contro il Napoli con un obiettivo semplice e tosto: salvare l’orgoglio. Dopo la sconfitta contro il Lecce, i nerazzurri si ritrovano infatti a rincorrere soprattutto se stessi, in un finale di stagione dove la classifica conta, ma fino a un certo punto, soprattutto per i pisani, già retrocessi. Anche perché pure qualche avversario ha riconosciuto il clima speciale dell’Arena: Wladimiro Falcone, dopo la gara che il suo Lecce ha disputato qui, ha raccontato di aver applaudito i tifosi pisani a fine partita, segno che, almeno sugli spalti, il Pisa continua a vincere parecchie partite. Sul campo, invece, arrivano guai non banali per la prossima contro il Napoli: una giornata di squalifica per Božinov e Loyola, due assenze che complicano ulteriormente la vita a una squadra già alle prese con un finale pieno di rimpianti. E mentre il presente resta complicato, da lontano arriva almeno una piccola soddisfazione nostalgica: l’ex Pisa Susso Bamba (ma non è FANTASTICO?) è infatti entrato nella storia segnando il gol decisivo che ha regalato la Coppa di Slovenia al suo NK Aluminij. Una di quelle storie laterali che nel calcio fanno sempre sorridere: magari non cambi la stagione del Pisa, ma almeno ti ricordi che da qualche parte un ex nerazzurro sta vivendo il suo momento perfetto. No, vabé, in effetti che ce frega, pisani?

Napoli

Conte, "L’Inter ha vinto ma noi non abbiamo perso"

La dialettica di Conte sta iniziando a mostrare qualche sfilacciamento dovuto forse alla stanchezza causata da una stagione passata a rincorrere l’Inter: per fare i complimenti ai nerazzurri si è poi sentito di dire che loro comunque non hanno perso. Non ha specificato “perso cosa”, comunque: non hanno perso il braccialetto che zia Pupilla gli ha regalato per la Cresima, anche se era di oro bianco, poco tamarro per gli standard di Conte. A Napoli, comunque, si parla già di mercato, come sempre. Anzi, forse più del solito: tra voci su un possibile addio a sorpresa di Matteo Politano, il ritorno ormai quasi certo di Rafa Marin e le suggestioni legate a Takefusa Kubo, il clima sembra quello tipico delle estati napoletane anticipate: entusiasmo, trattative e fantasia che viaggiano tutte insieme alla velocità dei social. Eppure, in questo momento, la cosa davvero importante è un’altra: il campo. Prima il Pisa, poi l’ultima contro l’Udinese a Udine. Due partite che pesano molto più di qualsiasi indiscrezione di mercato, perché il Napoli arriva al finale di stagione con la necessità di chiudere bene e con la certezza della zona Champions, ora messa un pochino a rischio a causa della pesante batosta subita contro il Bologna. I tifosi vogliono il #ConteOut. Tanti di loro, almeno.

Inter – Hellas Verona

Domenica 17 maggio, ore 15.00

Quota “1” StarCasinòQuote “X” StarCasinòQuota “2” StarCasinò
1.206.7513.00
Inter

In italia, solo l'Inter

L’Inter vive uno di quei momenti in cui tutto sembra enorme, soprattutto se messo a raffronto con la scorsa stagione: la squadra di Chivu ha vinto tutto ciò che in Italia poteva vincere, ha messo insieme una doppietta davvero insperata e ha scatenato la gioia dei tifosi, quella che troverà sfogo durante e dopo la premiazione di domenica, in casa col Verona: Scudetto e Coppa Italia. Thuram, intanto, continua a essere centrale anche fuori dall’Inter: la Francia lo ha convocato, ma stavolta ci sarà “solo un Thuram”, senza altri membri della famiglia a condividere la scena; un dettaglio quasi simbolico per uno che ormai si è preso parecchio spazio anche a livello internazionale, speriamo che il suo papà gli tributi i giusti complimenti. Attorno ai nerazzurri, comunque, si parla tanto soprattutto di Cristi Chivu, uno che piace agli spogliatoi perché non urla, non piange e gestisce il gruppo come se fosse uno di loro: spesso è proprio questo il tipo di allenatore che dentro una grande squadra funziona meglio. L’Inter arriva così al finale di stagione sospesa tra gioia e fiducia, con quella sensazione tipicamente nerazzurra di vivere sempre tutto al massimo volume, ma con un piede sempre fuori, perché come dice un nerazzurro d’eccellenza, il buon Roberto Vecchioni, “L’Inter è divenire, non essere”.

Verona

Hellas Verona, invitato alla festa

L’Hellas è l’unica squadra invitata alla festa al Meazza: tartine, caviale, champagne, una bella domenica di mangiate e bevute. Prima ci sarà da giocare una partita, magari mettere in campo qualcosa che possa divertire il pubblico, qualcosa che possa anche fare da vetrina a qualche giocatore che non vorrebbe proprio andare in Serie B (cioè tutti, ma ok). Vediamo come andrà. Di certo la squadra di Sammarco si avvicina alla fine della stagione con quell’aria malinconica di chi ha capito troppo presto come sarebbe andata a finire: la retrocessione in Serie B ormai è realtà e attorno ai gialloblù si rincorrono analisi, autocritiche e inevitabili processi. Roberto Tricella, leggenda dello scudetto, ha riassunto tutto in maniera brutale ma lucidissima: il Verona “non è mai stato davvero in corsa per salvarsi”, soprattutto per le enormi difficoltà nel fare gol. E in effetti la stagione dell’Hellas sembra essere stata un lungo inseguimento senza mai riuscire davvero ad avvicinarsi alla salvezza, e nemmeno San Siro, il santo viaggiatore, ha portato fortuna: contro l’Inter i gialloblù continuano a raccogliere pochissimo, senza vincere né portare a casa punti contro i nerazzurri dal 2014. Antonio Di Gennaro ha parlato della necessità di ricostruire con “chiarezza di intenti”, anche perché la prossima Serie B si annuncia durissima. E per la panchina? Filippo Inzaghi sembrerebbe essere in pole. Accipicchia.

Genoa – Milan

Domenica 17 maggio, ore 12.00

Quota “1” StarCasinòQuote “X” StarCasinòQuota “2” StarCasinò
4.653.701.74
Genoa

Genoa, DDR Stella dello Sport e di Genova

La squadra di Genova se la gode in amaca e ha l’aria di chi, dopo mesi di turbolenze, ha finalmente trovato una direzione: il simbolo di tutto questo direzionarsi è Daniele De Rossi. Il tecnico rossoblù, premiato a “Stelle nello Sport”, ha spazzato via dubbi e voci sul futuro: nessun ripensamento, nessuna fuga improvvisa, solo la voglia di continuare un percorso iniziato nell’entusiasmo per salvezza conquistata e un feeling sempre più forte con Genova e il suo pubblico caliente. Daniele a Genova sta da dio. Nel frattempo il club lavora già al futuro con la precisione di dettagli che solo una serie crime nordica: Diego Lopez, uomo chiave dell’area tecnica, ha spiegato la filosofia rossoblù, ovvero lo spionaggio! Dei giocatori osservati bisogna sapere tutto, dice: non solo piedi buoni e highlights su YouTube, ma carattere, testa e prospettive, poi gruppo sanguigno, carichi pendenti e ricetta preferita. Insomma, il Genoa vuole evitare i classici acquisti da outlet dello scarpone paracarro. E infatti sul mercato spunta già un nome nuovo: Adrian Liso, talento spagnolo classe 2005 tra Real Saragozza e Getafe, seguito come possibile erede di Ruslan Malinovskyi, sempre più vicino all’addio. Il Genoa osserva, studia, prende appunti, perché l’idea è chiara: alzare l’asticella senza perdere l’identità.

Milan

Milan, allo sbaraglio le noccioline rossonere

Il Milan arriva alla sfida contro il Genoa dentro un clima che definire teso sarebbe quasi riduttivo: più che una squadra, in questo momento il mondo rossonero sembra una riunione condominiale finita male, finita a strepiti, forse anche a coltelli. Silenzi pesanti, tensioni interne e voci sempre più insistenti su una rottura totale tra Massimiliano Allegri e Zlatan Ibrahimović, dato che l’ultimo difficilmente si fa i fatti suoi e chiama i giocatori per dar loro consigli tecnici, cosa che al livornese non è andata giù. Comprensibilmente. Tanto gli è rimasto tutto sullo stomaco, al signor “C’è poco da stare…”, che starebbe addirittura valutando l’addio a fine stagione, con sullo sfondo anche l’ipotesi Nazionale. C’è poco da stare Allegri e c’è poco da stare in generale, insomma. Nel frattempo Gerry Cardinale continua a difendere il progetto RedBird (e vabbè), ma attorno al club cresce il rumore di una tifoseria sempre più confusa tra strategie low cost, parametri zero e la sensazione diffusa che qualcosa, negli ultimi mesi, abbia perso direzione, o forse abbia mostrato il fatto di non averla mai avuta. Più probabile. Come se non bastasse, contro il Genoa Allegri dovrà fare i conti anche con una formazione rattoppata: rientra Fikayo Tomori dopo la squalifica, ma il giudice sportivo ferma Rafael Leão, Alexis Saelemaekers ed Estupiñán. Almeno Christian Pulisic è recuperato e si gioca con Niclas Füllkrug una maglia accanto a Christopher Nkunku. Se non si arriva in Champions, raga… ma non pensiamoci.

Como – Parma

Domenica 17 maggio, ore 12.00

Quota “1” StarCasinòQuote “X” StarCasinòQuota “2” StarCasinò
1.255.7511.00
Como

Como fa scalo in Europa!

A Como, improvvisamente, il futuro sembra arrivato tutto insieme; no, non è soltanto entusiasmo da neopromossa che si gode il panorama del lago: attorno al club si respira davvero la sensazione di una squadra che vuole smettere di essere “la simpatica sorpresa” e iniziare a fare sul serio, con le braccia grosse di chi sul lago ci pagaia tutte le mattine Le ultime voci di mercato potrebbero però meglio raccontare questa rinnovata ambizione dei lariani, dato che le voci sussurrano il nome di Andrea Cambiaso, per via del fatto che sia italiano e alla squadra servano nomi italiani. Ma non esageriamo, maledizione, che diventa inquietante. Intanto il campo continua ad alimentare l’euforia: dopo gli ultimi risultati e anche grazie a un piccolo “regalo” dell’Inter, dalle parti del Sinigaglia qualcuno inizia addirittura a parlare di Europa League, senza comunque smettere di sognare un posticino al sole della Champions (difficile, ma si sa mai), e la cosa più divertente è che ormai nessuno ride più davvero lo si sente dire. Anzi, i detrattori del progetto sembrano essersi improvvisamente nascosti: quelli che guardavano con sospetto investimenti, ambizioni e crescita del club oggi parlano molto meno o forse aspettano il prossimo passo falso. Che infingardi. Occhio alla nuova edizione di “Football on the Lake”, con la Como Cup allargata a sei squadre. Il messaggio ormai è chiaro: il Como non vuole essere soltanto una squadra di calcio, ma un evento permanente con vista lago. Champagnino?

Parma

Parma, sconfitta dolorosa, ma con la salvezza è un’altra cosa

Il Parma Calcio prende il pullman per Como costruendo così una trama quasi cinematografica: Carlos Cuesta contro Cesc Fabregas, due allenatori spagnoli, giovani, preparati, ma profondamente diversi nel modo di vedere il calcio, anzi diciamo pure opposti: più che una partita, un confronto tra filosofie. Da una parte il controllo elegante e palleggiato di Fabregas, dall’altra l’intensità emotiva e la mentalità feroce costruita da Cuesta, uno che continua a ripetere quanto il “cuore” e l’atteggiamento del gruppo vengano prima di tutto. Uno che si è spacciato per catenacciaro per tutta la stagione e poi ci ha stupiti giocando frizzantino contro l’Inter, per dire. Una squadra magari imperfetta, ma che si rialza continuamente anche nelle difficoltà: Cuesta lo ha detto chiaramente nelle ultime settimane, questo gruppo cresce dentro i problemi, nonostante infortuni e assenze; i fiori crescono nel sole, il Parma nel dolore. Adrian Benedyczak, a proposito di dolore, ci regala una frase malinconica e amara: “Non tornare dove hai perso il sorriso”, e parlava di Parma. Il melone era acerbo, forse, chi lo sa. Anche Lilian Thuram dice qualcosa di amaro, ricordando episodi di razzismo vissuti durante la sua esperienza parmigiana, riportando il calcio a qualcosa di molto più serio del semplice risultato. Ma adesso c’è Como-Parma e dentro quella partita ci sarà anche una curiosa sfida culturale: stessa scuola calcistica, stessa nazionalità, idee completamente diverse.

Atalanta – Bologna

Domenica 17 maggio, ore 18.00

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Atalanta

Atalanta, ostrega, che partitozzo

L’Atalanta esce da San Siro con una vittoria pesante e con l’aria di chi, nel momento giusto, sa ancora colpire, tipo Fonzie col Jukebox. Il 3-2 al Milan vale molto più dei tre punti: Raspadori è stato il protagonista assoluto della serata, mentre De Ketelaere ha illuminato la manovra con la sua qualità: una vittoria che ai tifosi nerazzurri bergamaschi serviva come il pane. O come la malta. Nelle pagelle, la squadra di Palladino viene descritta come già proiettata verso il settimo posto e lascia la sensazione di un gruppo ancora capace di farsi rispettare fino in fondo, quando ha voglia di scendere in campo. Eppure, mentre il campo dice vittoria, attorno alla panchina e all’organico la situazione resta tutt’altro che ferma: Gianluca Di Marzio ha parlato apertamente di un possibile addio di Palladino a fine stagione, indipendentemente dagli ultimi risultati. Sul fronte dirigenziale, Colantuono ha spinto Giuntoli definendolo uno dei migliori dirigenti del panorama italiano, anzi tra i migliori in Europa. Occhio al campo, però, perché arriva un colpo pesante: dopo Scalvini, anche Kossounou ha chiuso la stagione per una lesione muscolo-fasciale al bicipite femorale destro. Adesso il rush finale passa dal Bologna, ma con un’Atalanta piena di domande per il futuro.

Bologna

Bologna espugna Napoli!

Il Bologna ha il morale alto, perché finalmente ritrova la vittoria e mica una vittoria a casaccio: va a Napoli ed espugna il Maradona, così come la sua prossima avversaria ha espugnato il Meazza. C’è anche un anniversario da festeggiare: un anno fa, il 14 maggio 2025, i rossoblù vincevano la Coppa Italia all’Olimpico battendo il Milan 1-0 grazie al gol di Dan Ndoye. Un ricordo che pesa ancora, anche perché quella era la prima Coppa Italia del club dopo oltre 50 anni: vale la pena stapparne una buona per ricordare a dovere (no, non Lambrusco, facciamo di più!). Adesso però il presente chiama: a Casteldebole il Bologna si è allenato in vista del match di Bergamo con tre giocatori ancora fuori, mentre tra i temi di giornata c’è anche l’idea di dover cedere nomi importanti dato che si resterà senza impegni di coppa: Lucumí è indicato come il principale candidato alla partenza. E c’è anche un bel dettaglio che racconta bene l’umore del gruppo: dopo il bel colpo di Napoli, Pessina ha parlato di squadra capace di “soffrire tutti insieme” e ha ringraziato mister e club per l’opportunità. Tradotto: il Bologna non sarà perfetto, ma ha ancora una faccia credibile. E contro l’Atalanta, in questo momento, non è poco. I tifosi hanno raddrizzato le spalle: non si salirà in classifica, ma la stagione chiudiamola bene, dai.

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*Le quote degli incontri sono aggiornate al 15 maggio 2026 alle ore 13.01 e passibili di variazioni.

Elettra D., recensioni e pagine tematiche

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Titolo di studio Laurea in Critica e Teoria della Letteratura
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Elettra D. è sbarcata a Time2play nel 2021, una delle prime contributor a essere arruolata per le pagine italiane del sito, dopo anni di esperienza nella scrittura di contenuti, legati (ma non solo) al mondo del gambling online; la molla è stata proprio il paragone con il modo di lavorare di altre aziende in questo campo, esplicitamente orientate alla vendita di un prodotto o una piattaforma di scommesse e casinò e poco interessate alla formazione degli utenti, alla loro salvaguardia e corretta informazione.

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