Accidenti a internet e alla viralità, ma anche alla imperizia, chiamiamola così, della regia RAI che, mentre effettuava interviste ai giocatori della Nazionale di calcio nel postpartita del match dei playoff per la qualificazione ai Mondiali 2026, faceva vedere scene di esultanza dei nostri per il passaggio della Bosnia.
Dove sta il problema? Beh, nella finale della qualificazione in programma il prossimo 31 marzo dovremo affrontare proprio la nazionale balcanica, risultata vincitrice ai calci di rigore contro il Galles, evidentemente ritenuto dai nostri giocatori ben più forte del team gialloblù.
Fatto sta che in pochi minuti il filmato è diventato virale e apriti cielo: in Bosnia non l’hanno presa affatto bene anche e soprattutto ai piani alti della federcalcio locale, che si è affrettata a pubblicare (ça va sans dire, su tutti i social media) un commento ufficiale a dir poco piccatissimo.
Il comunicato della federazione bosniaca
Pubblicato oltre che in bosniaco anche in tutte le principali lingue europee, il comunicato della federcalcio locale non lascia grande spazio a interpretazioni: “Guardate che mancanza di rispetto degli italiani. E che arroganza. Hanno festeggiato la nostra vittoria ai rigori: ne terremo conto a Zenica”.
Per chi ha poca familiarità con la geografia o il calcio, Zenica è la città bosniaca che sarà appunto sede, martedì 31 marzo, dell’atto finale dei playoff di qualificazione ai Mondiali 2026, appunto tra la nazionale balcanica e la nostra: il tono anche piuttosto minaccioso non è il miglior viatico per un match così vitale.
Il fattaccio
L’episodio che ha scatenato l’ira balcanica è accaduto al termine del match vinto dai ragazzi di Gattuso (non senza fatica) contro l’Irlanda del Nord per 2-0 nella giornata di giovedì 26 marzo; le telecamere della Rai non si sono fatte scappare alcuni dei nostri che esultavano dopo la vittoria della Bosnia contro il Galles.
L’altro playoff è terminato ai rigori e il successo bosniaco non era particolarmente previsto, il che spiega la probabilmente eccessiva esultanza dei vari Dimarco, Pio Esposito, Vicario, Meret e Tonali per il successo della squadra dell’eterno Edin Džeko.
C’era stata anche poco prima una reazione dispiaciuta di Tonali dopo che Demirović si era mangiato un gol durante i supplementari; dopo la vittoria bosniaca ai rigori, però, i nostri si sono lasciati andare a un’esultanza che, anche solo per pura scaramanzia, è apparsa un po’ eccessiva.
Viralità e social a quel punto hanno fatto il resto ed ecco il patatrac, con relativa esplosione dei social con insulti e commentacci rivolti ai nostri; lo stesso Lele Adani, seconda voce nella telecronaca del match con l’Irlanda del Nord e non certo noto per essere uno in punta di fioretto, ha commentato con imbarazzo.
In diretta, infatti, l’ex difensore di Fiorentina e Inter si è lamentato con la regia stessa della Rai, causando anche un certo gelo in studio: “Avevate detto che non l’avreste mandate in onda, invece… Bisogna esultare martedì, non oggi”.
La nostra opinione non richiesta
Partiamo da un dato di fatto: nel calcio, specialmente quando la posta in palio è altissima (come nel caso di un playoff per i Mondiali) i toni si alzano, qualsiasi bruscolino nell’occhio diventa un macigno e ogni occasione di polemica viene presa da una parte o dall’altra per fomentare gli animi di giocatori e tifosi.
Aggiungiamo la proverbiale indole fumantina dei popoli dei Balcani e, sicuramente, una gestione a dir poco sprovveduta della faccenda da parte dei nostri giocatori ma anche e soprattutto della regia Rai; bastava che Dimarco dicesse “Ero felice perché ho giocato insieme a Džeko e facevo il tifo per lui”.
Al netto di tutto, però, basta con questa isteria alimentata sui social da giornalisti, paragiornalisti e influencer: che i bosniaci, oggettivamente una nazionale più debole della nostra, gettino benzina sul fuoco ci sta, nel gioco delle parti; che noi tutti ci si caschi a pié pari e si faccia polemica, molto meno.
Martedì c’è da vincere un playoff in uno stadio, quello di Zenica, che giustamente sarà una polveriera: concentriamoci su questo e non su italiche ipocrisie e sensi di accerchiamento o su goffaggini a 360°, già fin troppo presenti nel dibattito pubblico in queste settimane per la vicenda-simulazione di Bastoni in Inter-Juve.