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Serie A 2025/26, giornata #26: consigli scommesse

Scritto da Elettra D.
30 min. di lettura
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Questa volta ve lo diciamo subito, dove siete finiti: siete sulla pagina dei pronostici di Time2play, quella in cui, scegliendo uno dei nostri migliori siti scommesse Serie A, vi porteremo 20 quote interessanti, una per squadra. Il tutto analizzando nello specifico i dieci scontri di questa 26′ giornata che ci attende. Di solito queste righe di presentazione sono più in basso nell’intro, ma dato che vogliamo fare un discorso che ci coinvolge particolarmente, ecco che è meglio se ci togliamo subito il pensiero, per poi addentrarci nelle “filosofie”. Anzi, quasi nelle antropologie. Sarà una intro amara: lettore avvisato, mezzo salvato.

La simulazione che vede protagonista Alessandro Bastoni nella partita tra Inter e Juventus (tutti sanno di cosa parliamo, dato che hanno commentato tutti, dal sindaco di Milano Sala a Enrico Letta, da Saviano al pupazzo Gnappo) dovrebbe aprire il dibattito su quanto valgano oggi gli episodi arbitrali, la narrazione mediatica e la capacità del tifoso di distinguere tra spettacolo e contenuto. È ancora possibile parlare di calcio come pratica sportiva pulita quando la storia, così come la sua rappresentazione, privilegia l’evento spettacolare, la notizia esplosiva, la polemica (talvolta anche la minaccia) rispetto al gioco stesso?

Non è una questione filosofica di comodo: la polarizzazione su casi singoli travolge quotidianamente allenatori, giocatori, direttori sportivi e arbitri, costringendo gli allenatori a leggere le partite non solo in funzione dell’avversario ma anche della possibile interpretazione arbitrale. In questa fase del campionato le scelte tecniche (chi preservare, chi rischiare, chi far rifiatare) diventano anche scelte di immagine e di responsabilità pubblica: una sostituzione, una gestione di un contrasto, una protesta in panchina finiscono in micro-narrazioni che influenzano l’ambiente e la pressione sulla squadra. È un dato di fatto che si somma alle valutazioni tecniche quotidiane. E ogni giorno, dopo ogni partita, ne leggiamo di tutti i colori: non sta diventando tutto un po’ stucchevole? Questa rappresentazione non vi sta annoiando? Perché ogni giornata è come se citassimo il discorso di Chiellini dopo Inter-Juve: “Oggi non si può parlare di calcio”. Di calcio, ragazzi, a noi pare che non si parli mai. Siamo forse troppo impegnati a parlare di arbitraggi, di episodi, facendo poi anche figure meschine: dei sepolcri imbiancati di fresco che hanno criticato Bastoni eviteremo di parlare, ok? Diciamo che, per chi scrive, ha senso accodarsi ai discorsi di Adani e Cassano. Per non arrivare a citare Gesù e le prime pietre da scagliare, ma la Bibbia ci pare troppo, restiamo su Cassano.

Sul piano del futbol, la 26′ propone incontri che misurano la profondità delle rose: per molte panchine la rotazione non è più una possibilità ma un obbligo, tra coppe, acciacchi (chiameremo acciacchi anche vere e proprie lesioni muscolari, ok?) e calendari compressi; per altre panchine le rotazioni non sono nel menù, dato che il padrone della baracca non ha comprato ingredienti a sufficienza: o mangi la minestra…! Altre panche ancora hanno bisogno di una gita in qualche santuario, di quelle organizzate con grossi pullman: meglio acquistare anche qualche gadget, una volta arrivati.

Ma la settimana che porta al fischio d’inizio non è fatta solo di numeri e di polemiche arbitrali: è anche l’ultima occasione per raccontare le storie minori che tengono insieme il campionato. Ci sono allenatori che devono ricucire rapporti con piazze impazienti, giovani che aspettano la chiamata decisiva, capitani che provano a tenere alto il morale e direttori sportivi che, all’ombra dei risultati, lavorano già al mercato. In un calcio che spesso appare ridotto a episodi, questi micro-racconti sono l’antidoto migliore: ricordano che dietro a ogni scelta tattica c’è una storia di vita e che la classifica è fatta di molte piccole narrazioni sommate. Infine, per chi scrive e per chi legge: questa giornata chiede attenzione doppia, quasi una doppia cura, dato che stiamo assistendo allo smantellamento di qualcosa di importante a favore di una narrazione tossica e, lasciatecelo dire, francamente parafrenica. Noi siamo un po’ spompati: chiediamo scusa da subito.
Parliamo quindi di quote: l’operatore che abbiamo scelto per questa 26ª giornata è William Hill*. Iniziamo, e che Eupalla ce la mandi buona.

CHI VINCE FESTEGGIA, CHI PERDE SPIEGA

  • Il pronostico azzeccato più clamoroso: Inter – Juventus, 1 + Gol (4.00), La Penna era uomo nostro, confessiamo.
  • La toppata più clamorosa: Udinese – Sassuolo, 1 secco (2.40), ci siamo invece seccati noi.

Sassuolo – Hellas Verona

Venerdì 20 febbraio, ore 20.45

Quota “1” William HillQuote “X” William HillQuota “2” William Hill
1.783.405.20
Sassuolo

Qui Sassuolo: assalto al nono posto

Il Sassuolo arriva alla 26′ giornata con una struttura chiara e con la volontà di dare continuità al proprio gioco, soprattutto dopo la vittoria di giustezza sull’Udinese (a Udine non è mica un risultato da poco!). Le probabili formazioni indicano il solito 4-3-3 con Berardi, Pinamonti e Laurienté davanti, mentre a centrocampo Lipani resta una soluzione concreta anche per la situazione disciplinare legata a Matić. Sul piano del morale pesa ancora la gara del turno precedente, come detto, che ha lasciato sensazioni miste ma ha confermato una squadra capace di restare dentro la partita anche contro avversari di livello. Dal mondo neroverde arrivano anche spunti di colore settimanali: Fabio Grosso, nelle interviste raccolte dall’ambiente Sassuolo, ha insistito soprattutto sul gruppo e sulla fiducia nei singoli: ha ribadito di avere “grande fiducia in Murić” e che Pinamonti “può incidere in tutte le gare”, sottolineando come la squadra abbia lavorato con attenzione e con l’idea di lasciarsi alle spalle l’ultima partita per concentrarsi su quella successiva. Come dite? Non ci vedete molto colore? Avete ragione, ma noi questo abbiamo. Il racconto interno al club insiste spesso anche su un dettaglio simbolico: Berardi resta il volto del Sassuolo e il punto di riferimento emotivo (ottimo anche come uomo spogliatoio, nei karaoke di compleanno e per uscire dalle torte agli addii al nubilato). Quel che conta, per i neroverdi, sono atteggiamento e interpretazione. Il modulo? Boh, no, quello meno.

Verona

Il fanalino veronese

Il Verona arriva con un peso molto grosso sulle spalle, soprattutto per il risultato dell’ultimo turno che ha inciso sul morale e confermato le difficoltà di una stagione complicata. Forse il problema sta nella scelta del Santo a cui votarsi: San Zeno era occupato a fare il vescovo della città e libero si trovava solo Sanmarco, che però è patrono della vicina (e ai veronesi non molto simpatica) Venezia. Sarà questo il motivo per cui la squadra subisce assenze e situazioni disciplinari da gestire: sono elementi che possono incidere sulle scelte di formazione e sull’equilibrio complessivo. Dal racconto del mondo Hellas emergono soprattutto il tema dell’identità e della resilienza: le cronache gialloblù ricordano spesso quanto la storia del club sia fatta di momenti difficili e ripartenze, una “piccola patria” che si misura con luci e ombre e che trova forza proprio nei momenti più complessi. Per carità, bene eh, però non sappiamo quanto stringersi a falange macedone possa bastare, da ultimi in classifica. Il Santo patrono di Venezia sarà capace del miracolo di trasformare il gioco in punti? Questo è il nodo principale, ma lo spirito resta quello di una squadra che continua a lottare partita dopo partita, consapevole che ogni gara può cambiare la stagione.

Juventus – Como

Sabato 21 febbraio, ore 15.00

Quota “1” William HillQuote “X” William HillQuota “2” William Hill
2.073.403.65
Juventus

Ed eccoci qui, pt. 1

La Juventus arriva al Sinigaglia in un frangente che definire “complicato” è dire poco: la squadra bianconera porta sulle spalle due episodi recenti che hanno avuto effetto sul clima e sul piano pratico. Sul piano internazionale è fresca la batosta subita contro il Galatasaray in Champions League (5-2. CINQUE A DUE), una sconfitta netta che ha inevitabilmente messo in discussione concentrazione e gestione della rosa in vista del proseguo della stagione. In campionato, inoltre, il ko nel derby d’Italia con l’Inter è rimasto sul tavolo non solo per il risultato ma per le polemiche successive: la direzione di gara di Gianluca La Penna è stata al centro dell’attenzione e del dibattito pubblico, con ricadute disciplinari e mediatiche che hanno infiammato l’ambiente e reso l’aria attorno al calcio nostrano francamente irrespirabile, pregna di scorrettezze in campo e di ipocrisie moraliste fuori. Dal punto di vista delle scelte tecniche, le probabili formazioni danno indicazioni precise sulle possibili scelte di Spalletti: sul fronte difensivo è emergenza vera e propria, con Kalulu squalificato e Holm infortunato, ma al centro mancherà anche Bremer, uscito dolorante in Coppa. Largo quindi a Gatti e Cabal (maronn). David davanti è ancora da valutare: in caso di assenza, si andrà ancora di McKennie prestato all’attacco. Ragazzi, qua c’è da stringere i denti, anche perché tra questa gara, il ritorno in casa col Gala e la trasferta a Roma, si rischia di farsi male non poco. Peccato, perché dopo San Siro tutti urlavano al miracolo di una squadra ritrovata. E invece.

Como

Como, Fabregas tira la maglia al Milan

I lariani che hanno perso contro la Fiorentina potevano trascinarsi a Milano qualche scoria (espulsioni, proteste, tensione, stomaco chiuso); Morata squalificato contro il Milan è un esempio di questo musolunghismo. Quello contro i rossoneri è stato turno che ha parzialmente sorriso ai lariani: gli uomini di Champagetto Fabregas (che si è fatto riconoscere anche a Milano, causando un picio pacio che ha poi fatto espellere Allegri) si portano quindi a Torino l’eco positiva del pareggio strappato ai rossoneri. Ma gli episodi e le polemiche infettano anche Como-Milan, eh. Non come Inter-Juventus, ma Allegri ha dato del c******e a Fabregas, mica paglia. Fabregas scusa ma sorride sotto ai baffi di marmellata, con le sue braghette corte, riconducendo alla svelta il discorso sul piano sportivo. Possiamo dire che con un portiere il Como avrebbe portato a casa la vittoria? Ok, diciamo anche che senza svarione di Maignan e con un portiere al Como, la partita sarebbe finita 0-0. Meglio senza portieri, via. Contro la Juventus mancherà un attore fondamentale: Nico Paz, squalificato. Verrà sostituito da Addai. Davanti, comunque, Douvikas avrà ancora il giusto spazio, degnamente (si spera) servito da Baturina. Occhio, cumasch, perché il pareggio contro il Milan, per quanto utile, non è stato sufficiente a dare l’assalto al cielo delle posizioni in CL. Contro la Juve si tratta di uno scontro quanto mai diretto per dimostrarsi all’altezza delle ambizioni di presidente e tifosi.

Lecce – Inter

Sabato 21 febbraio, ore 18.00

Quota “1” William HillQuote “X” William HillQuota “2” William Hill
7.604.401.44
Lecce

Lecce, ¡Yo Hai Banda!

Torna Banda! Torna Banda! Le belle notizie per il Lecce paiono non finire mai! Non bastavano Gandelman e Ramadani che schiantavano il Cagliari a Cagliari, no! Non bastava lo spettacolo di vedere Mina inviperito, no! C’è anche il buon Banda che torna dalla squalifica e fa la gioia di grandi e di piccini, con rullanti incursioni, i suoi piatti piedi, le sue trombe d’aria in attacco, pronto a farsi ridurre i timpani in macerie dal suo pubblico! Ok la smettiamo. Il Lecce è in forma, stanno bene e vogliono vincere. Non solo: Lecce e Fiorentina sono le squadre che si attestano il merito (o il demerito: “De según como se mire, todo depende”) di aver alzato la quota salvezza. Certo, questo vale anche per loro stessi, dato che la bagarre resta in atto. Di Francesco ha voluto evidenziare la dedizione della squadra ai tifosi, dedicando il successo a chi non ha potuto seguire la squadra allo stadio. Le probabili formazioni indicano un Lecce schierato con un 4-2-3-1 che punta sul palleggio interno e sulle folate offensive degli esterni, con Falcone tra i pali e un equilibrio in mediana studiato per proteggere la difesa. Sul piano emotivo, la narrazione giallorossa che abbiamo potuto apprezzare sulle nostre fonti assolutamente top secret (www.calciolecce.it) mette in luce un gruppo coeso, un allenatore in grado di leggere la partita e una piazza che, nonostante alcuni disagi logistici nel recente passato, continua a spingere con calore la squadra; Go Lecce Go!

Inter

Ed eccoci qui, pt. 2

C’è nell’aria della metà nerazzurra della città di Milano, questa settimana, un odore di ferro e di carta: avete presente quando il ferro si scalda e ne riconosciamo l’odore? Ecco, quelli sono i muscoli dei giocatori nerazzurri che forse iniziano a chiedere un po’ di riposo. L’odore di carta riguarda i km di giornali scritti rispetto all’affaire Bastoni-Kalulu-Lapenna, un triangolo di amore e morte. L’Inter arriva al prossimo appuntamento con alcune questioni concrete da sistemare e non sono solo tattiche ma anche di nervi. Ci sono infatti le fibrillazioni fuori dal campo: Antonio Cassano non ha usato mezze misure e dalle sue parole è partita un’accusa netta contro gli addetti ai lavori che hanno operato un vero e proprio massacro su Bastoni, senza nemmeno poterselo permettere, secondo lui, dati i trascorsi. Non è gossip: tutti questi discorsi hanno effetti concreti sulla serenità di uno spogliatoio che già deve misurarsi con i carichi di una stagione lunga. E a Bodø lo abbiamo forse visto: certo, il sintetico (tutti giocavano con la paura di farsi male e i fatti hanno detto che avevano ragione: Lautaro out per non si sa quanto), ma l’aspetto psicologico avrà sicuramente tramortito una squadra che non fa della psicologia la sua arma vincente. Esami anche per Zieliński, per non farsi mancare nulla. Va bene che il Milan pareggia contro il Como, così i nerazzurri affrontano il Lecce un po’ coccolati dal +7 in classifica. I tifosi sono coccolati anche dai numeri di Pio Esposito: non solo gol, dato che il suo valore è aumentato, da dicembre, di quasi 28 milioni.

Cagliari – Lazio

Sabato 21 febbraio, ore 20.45

Quota “1” William HillQuote “X” William HillQuota “2” William Hill
3.303.052.33
Cagliari

Cagliari, quante rughe su quel viso

Il Cagliari arriva alla sfida con la Lazio come un vecchio con il volto segnato dall’ultima sconfitta interna: il 2-0 subito dal Lecce ha lasciato una ruga in più sul viso e sulla tenuta mentale della squadra, ora tutta rugosa, e ha rilanciato dubbi sul rendimento difensivo e sulla finalizzazione. Il club rossoblù prova a reagire su due fronti: prima di tutto la squadra, poi la piazza. Lo dicono a chiare lettere le parole del Pisa-Pisa-cane, che ha smorzato i bipolarismi: “Non eravamo fenomeni prima, non siamo scarsi oggi”. È il batsegnale per richiamare all’equilibrio, signori. Cagliari è la nuova Gotham. Sul piano delle scelte, si conferma per il Cagliari un assetto 4-3-3 con riferimenti chiave che dovrebbero restare Caprile in porta e una linea difensiva pensata per recuperare ordine dopo le ultime amnesie; è da qui che Pisacane attende segnali di compattezza e reattività: gli dirà bene? In settimana il club ha anche coinvolto i tifosi in iniziative social (forse per distogliere l’attenzione dalle faccende di campo, operazione distrazione), segno di una comunità che prova a restare vicina alla squadra nei momenti complicati. La partita con la Lazio vale molto più dei tre punti classificanti: al di là delle indicazioni tattiche, peserà la capacità del Cagliari di trasformare la delusione in energia positiva e la pressione della classifica in una spinta sul campo. Finalmente Kılıçsoy dovrebbe partire titolare: Pisacane aiutati che il ciel ti aiuta.

Lazio

Lazio, rivolta popolare

Clima croccante in casa Lazio:la protesta dei gruppi organizzati contro la proprietà prosegue e alimenta un contesto in cui ogni risultato assume valenza politica oltre che sportiva. Le cronache sottolineano come la contestazione a Claudio Lotito continui a essere un tema ricorrente e l’ambiente biancoceleste ne risente in termini di pressione mediatica e di aspettative tifose. Abbiamo letto di tifosi che seguono i biancocelesti da 40 anni abbandonare la passione, svuotarsi completamente, delusi, sfiniti. Ma c’è anche un campo e sul campo Maurizio Sarri deve anche valutare soluzioni offensive e ruoli: le pagine locali segnalano che il buon Noslin insidia la maglia di Zaccagni, che lo guarda malino ma pensiamo che l’allenatore preferirà che lo Zacca continui a guardare male il tutto dalla panca. Il 4-3-3 sarà il modulo, con giocatori di riferimento in mediana e sulle fasce per provare a sfruttare la superiorità tecnica; la partita a Cagliari sarà letta come un’occasione per riconquistare serenità e risultati, ma la pressione esterna può sicuramente influire sull’atteggiamento in campo. Campo che vedrà l’assenza di Gila per infiammazione al ginocchio, sostituito da Prosvt… Prost… Prostvgaar? No, Provstgaard. Lui, insomma. Torna Romagnoli! Ma che bello! Squalifica scontata, il brontosarri accenna a un vago sorriso. No, scherziamo, non lo fa.

Genoa – Torino

Domenica 22 febbraio, ore 12.30

Quota “1” William HillQuote “X” William HillQuota “2” William Hill
2.263.003.50
Genoa

Genoa, nel nome di De André

C’è una piccola città, stretta sul suo porto e chiusa sui suoi ricordi, che arriva al match come se portasse una bandiera più che una formazione: il Genoa non è soltanto la somma dei suoi giocatori, è l’eco di De André che compie virtualmente ottantasei anni e che torna a cantare nelle vie come se dovesse benedire la squadra prima della battaglia. La vigilia è stata attraversata da immagini di tifosi partiti anche da Parigi, un segnale plastico che dice quanto il sentimento rossoblù viaggi oltre confine e trascenda la fredda e nuda cronaca. Prima dello scoccare di questa sfida, una notizia si è sparsa nei carugi, una figura che Genova conosce bene sta tornando alla ribalta: è stato il tempo del Balla Segnale per l’Avellino. E se torna anche lui a comandare, il caro Ballardini, ecco che tutto è possibile in questo week end febbrarino. È però vero che forse non c’era bisogno di arrivare a tanto, caro Avellino (da oggi comunque gemellato con Genova, per non sbagliare), dato che i genoani, gli incontri che contano, non li hanno ancora mai persi. Ci vuole calma e sangue freddo anche contro il Toro, sfida per la quale Daniele De Rossi ha intenzione di confermare la formazione ufficiale che ha pareggiato contro la Cremonese: Vitinha e Colombo il ticket d’attacco, forse passaggio al 3-4-2-1 a gara in corso.

Torino

Torino, C’è Adams? No. E la cremeria?

Quanto ci stanno preoccupando le condizioni di Ché Adams? Tanto, dato che si parla di “interessamento distrattivo parziale del muscolo soleo della gamba destra” e noi, anche se ancora non abbiamo capito proprio tutto, ormai abbiamo capito che significa dalle due alle tre giornate fuori. A livello di spogliatoio e di piazza, vi offriamo un mix fatto di memoria civile e di blasone societario: l’intervista a Onofri richiama le regole a cui chi indossa la maglia del Torino è sottoposto, dato che dalla squadra che ha portato il soccer in Italia si pretendono grandi cose, mentre gli auguri alla storica Susanna Egri (centenaria simbolo granata) ricordano che il club convive con un patrimonio umano e culturale che va ben oltre la classifica. Più prosaicamente, l’approfondimento sul bilancio sportivo che mette a confronto monte ingaggi e rendimento solleva il tema che circonda la gestione economica del club e la necessità di far fruttare in campo un investimento importante: la riflessione sul budget non ripagato è il contesto che mette ulteriore pressione sulle scelte tecniche e sul rendimento, qua non si scherza più, caro Cairo. Il vecchio Toro, comunque, ha il passo di chi conosce sia fatica che memoria, così la partita si annuncia come un duello a più livelli: tra numeri e ricordi, tra assenze forzate e sentimenti che non si misurano in classifiche o caselle da tre soldi. Il Toro scende in campo sapendo di dover rispondere a una città che chiede coraggio e misura e questo basta a rendere la sfida qualcosa di prossimo all’epica quotidiana. Amen.

Atalanta – Napoli

Domenica 22 febbraio, ore 15.00

Quota “1” William HillQuote “X” William HillQuota “2” William Hill
2.503.153.05
Atalanta

Atalanta, assalto al cielo

C’è in questo momento dell’Atalanta qualcosa che ha il gusto della ricostruzione riuscita: non è solo la classifica che avanza, è la convinzione con cui la squadra torna in campo. Il tutto è targato Uomo Palla, Palladino, che ha portato i nerazzurri dallo stallo sfrangimaronico di Jurić a una zona che profuma di Europa. Quello contro il Napoli è, a tutti gli effetti, uno scontro diretto per l’assalto alla zona Champions. Non è tuttavia una parabola senza strappi e graffi e rodimenti: i giornali locali non nascondono i numeri che mettono in chiaro i limiti (prima fra tutte la tendenza a subire gol nei primi tempi, che spesso ha costretto la Dea a rincorrere). Atalantini gran musoni? No: ricordate che, solo fino al mese scorso, dicevamo che l’Atalanta era tipo la Dea della Champions League? Ok, forse non abbiamo scritto queste esatte parole, ma il suo rendimento in coppa era invidiabile. Bon, tutto finito, pare: le probabilità applicate alle chance di entrare nei playoff Champions sono più basse rispetto a quelle di Inter e (addirittura!) Juventus nelle simulazioni pubblicate. Ok, ci sembra un po’ strano dato il risultato grasso che il Gala ha raccolto a Istanbul contro i bianconeri, eppure. La Juve avrebbe il 14% di possibilità di ribaltare il risultato, mentre i nerazzurri il 13%. Hojlund (ingiustamente chiamato da tutti a Napoli “Oliund”) ha trovato 6 secondi per dichiarare che Bergamo gli è rimasta nel cuore. Segniamo.

Napoli

Napoli, non c’è McTominay

Il Napoli arriva alle porte  di Bergamo con attorno un contesto chiaro, fatto di ambizioni europee, attenzione al mercato e volontà di continuità dopo settimane vissute tra lamenti e cogitamenti. Cogitamenti e lamenti che riguardano soprattutto la forma della squadra: sembra una maledizione, appena qualcuno torna a vedere il campo (Gilmour), qualcun altro se lo deve scordare per due mesi (Rrahmani). La squadra, comunque, così come il suo allenatore, è concentrata soprattutto sull’obiettivo principale: restare competitiva nella corsa alle posizioni europee e tornare stabilmente nell’élite continentale, tema che ritorna anche nelle parole di chi ha vissuto l’ambiente azzurro e ha ribadito il legame con la città e il desiderio di rivedere il Napoli in Champions, anche se, restasse questo allenatore, il Napoli ci sa che ci entrerebbe solo per salutare in modo melodrammatico tutti quanti il più alla svelta possibile, come sempre accade a Conte. Il Napoli dovrebbe presentarsi a Bergamo con il suo assetto ormai riconoscibile, un 3-4-2-1 che Antonio Conte ha consolidato nelle ultime settimane. Tra i pali è previsto Milinković-Savić, mentre la linea difensiva dovrebbe essere composta da Beukema, Buongiorno e Juan Jesus, scelta resa quasi obbligata dall’assenza prolungata di Rrahmani. Torna uno scozzese che di nome fa Scott a centrocampo: ottima notizia, Partenope! No, non è vero, non torna. Uff.

Milan – Parma

Domenica 22 febbraio, ore 18.00

Quota “1” William HillQuote “X” William HillQuota “2” William Hill
1.335.009.00
Milan

Milan, la maledizione dell’asterisco

Ok, c’è un bel boccone amaro da mandare giù: non solo il pareggio casalingo contro il Como nel recupero della 16′ giornata, causato da uno svarione di Mike Maignan (che guardacaso ha appena rinnovato, ma facciamo per dirvelo). L’amarezza deriva anche dall’ingiusta espulsione di Macs Allegri, che insomma, ha dato sì in escandescenze a bordo campo, ma perché il guappo Fabregas ha bloccato uno dei suoi in corsa. Che scene. Meno male che Rabiot rientra dalla squalifica, perché abbiamo visto cosa succede senza di lui: niente di troppo convincente. La domanda ora è Cuesta: ha il Milan abbandonato il sogno scudetto? Mah, in ballo ci sono ancora 39 punti più un Derby di ritorno, questo è vero, ma sette punti di svantaggio iniziano a essere un margine piuttosto incolmabile. Vediamo, però: gli infortuni sono alla porta per tutti e possono incidere tanto quanto gli acciacchi a Pulisic e Leão (che comunque segna). Uno dei temi principali riguarda proprio il peso dei singoli: le analisi evidenziano come la prestazione offensiva non possa poggiare esclusivamente su Rafael Leão, protagonista ma spompo e non sufficiente da solo a sostenere il ritmo della squadra nelle fasi decisive. Il pareggio col Como è un boccone amaro proprio perché ha mostrato una squadra viva ma non abbastanza concreta da poter preoccupare chi guida la testa della classifica. Mah, vediamo contro il Parma.

Parma

Una sfida al cardioParma

Tra i protagonisti della settimana c’è (rullino i tamburi!) Pellegrino! Ah. Beh, comunque viene descritto come un attaccante capace di incidere soprattutto nel gioco aereo fin da quando era piccolo (perché adesso è grande, oh, arriva a prendere le cose sul tavolo anche!): il colpo di testa è da sempre stato uno dei colpi segreti del Pelle, che piano piano ha costruito attorno alla sua capoccia anche una bella personalità. Accanto al lavoro tecnico, il club ha continuato a muoversi anche sul piano della tutela fisica della rosa. Le iniziative legate alla prevenzione cardiovascolare e alla salute degli atleti (come ci raccontano le avvincenti cronache locali) testimoniano l’attenzione della società alla condizione atletica dei giocatori, un aspetto meno visibile ma decisivo per mantenere continuità durante una stagione lunga e dispendiosa. Ecco perché si parla di cardioParma, mica a caso. Cuoricioni nostri, occhio che di là in panca manca Allegri: questo è un dettaglio che modificherà la psicologia della gara. Forse non tanto perché Macs cucina bene anche in modalità Bluetooth, eh, però qualcosa conta. Possibile che Cuesta faccia partire Strefezza dal minuto uno, davanti col Pellegrino capoccetta e supportati dietro da Bernabè. Per un Valenti che torna, un Circati che se ne va, squalificato e tetro, nel suo personale bosco interiore (non ci sono boschi a Parma, ci si deve adeguare).

Roma – Cremonese

Domenica 22 febbraio, ore 20.45

Quota “1” William HillQuote “X” William HillQuota “2” William Hill
1.364.808.80
Roma

Roma, Dybala si opera o no?

Partiamo dal fronte sanitario, arrivano notizie incoraggianti su un elemento difensivo che, strano a dirsi, è davvero molto importante per i giallorossi: parliamo di Hermoso, che bellissimo comunque non è, ma quando c’è la salute, signora mia. Ma la vigilia è stata anche segnata da preoccupazioni importanti sul fronte offensivo, dopo l’indiscrezione che riguarda Paulo Dybala, per il quale si valuta la possibilità di un intervento al ginocchio che potrebbe limitarne la disponibilità nelle prossime settimane. Ok, allora, alzi la mano destra chi si aspettava qualche altro problema alle ginocchia di Dybala. Bene. Alzi ora l’altra mano chi pensa che la notizia di Hermoso non possa ristabilire l’equilibrio sulla bilancia delle fregature. Ottimo. Fermi così: questa è una rapina! Mettete quel quarto posto nel sacco che vi lanciamo e nessuno si farà male! No, via, scherziamo. Ma la situazione si complica quando prendiamo consapevolezza della decisione del TAR: ha respinto i ricorsi delle associazioni dei tifosi e la questione delle trasferte resta al centro del dibattito, perché il tifo che segue la squadra come un vento caldo per le città italiane è davvero importante. Dal punto di vista tecnico, le analisi sulla sparagnina produzione offensiva invitano la squadra a ottenere maggiore contributo dai centrocampisti: i dati mostrano che servono più gol dalle mezze ali se la Roma vuole alleggerire la dipendenza dagli esterni e dalla punta.

Cremonese

Cremo, piano piano

Occhio che arbitra Di Bello. Come “cosa significa”? Avete visto i precedenti della Cremo con Di Bello? I grigiorossi non hanno mai vinto con lui. Ok, conta quel che conta, ma la psicologia ha il suo peso e anche al cospetto dei precedenti arbitrali a volte ci si lascia ingarellare il cervello. Nicola comunque sta pensando a Đurić titolare accanto a Vardy in attacco. Non sarebbe una brutta coppia, vero, per quanto agé? Nel centrocampo a cinque è pronto a svettare Payero, con le sue 4 ruote motrici, poi Maleh, Thorsby, Barbieri e Pezzella. Piccola curiosità: finalmente si incontrano e si scontrano due nomi che qua in redazione spesso confondiamo (Malen e Maleh). Speriamo di farci chiarezza dentro una volta per tutte. A livello difensivo, la squadra si affida alla solidità e alla continuità dei suoi uomini chiave. Tra questi spicca Federico Baschirotto, definito “lo stakanovista della Serie A” per minutaggio e presenza costante: un simbolo di affidabilità in un gruppo che ha bisogno di punti fermi soprattutto nelle trasferte complesse. E questa è decisamente una trasferta complessa: riuscirà Hercules a mettere una pezza agli attaccanti giallorossi? Tegolino tristanzuolo che riguarda Marianucci: c’è da dire addio al sogno di vederlo a Cremona, dato che a sorpresa fa le valigie in direzione “diretta concorrente”. Il Toro. Che danno. Che beffa.

Fiorentina – Pisa

Lunedì 23 febbraio, ore 18.30

Quota “1” William HillQuote “X” William HillQuota “2” William Hill
1.653.955.00
Fiorentina

Fiorentina, usciamo da qui, please?

La Fiorentina batte il Como a Como e si può godere un poco… beh, quasi niente, dato che comunque resta terzultima. D’accordo, però una vittoria ha un peso importante, se arriva poi contro una squadra in hype totale come il Como, capite che la botta di dopamina lascia storditi. L’espulsione di Vanoli non ci voleva, ma Cavalletto è pronto a sostituirlo e zero spazio per i piagnistei, ok? Zero. Compatti e concentrati, anche perché mancherà pure Mandragora: la rosa accusa colpi e, a complicare una vita grama, la squadra ha un impegno extra in settimana. L’andata del playoff di Conference League, infatti, costringe la Fiorentina a gestire energie e testa tra coppa e campionato. Il mix di piccoli guai fisici e calendario compresso mette alla prova la profondità della rosa. Verrebbe da chiedersi quale rosa e quale profondità, ma non vogliamo essere troppo criticoni. Il cielo, all’orizzonte, si apre un poco solo quando parla Nzola: dice di essere come Naruto (conosciamo un ragazzino di anni 13 che avrebbe qualcosa da contestargli, ma ok), ma poi dichiara anche che dopo una sconfitta non riesce a essere triste. Tipo che ci prova ma proprio non ce la fa, forse perché rinfrancato nello spirito dal suo conto in banca. Come biasimarlo? Appunto. Ah, no, scusate: qua ci stava un accenno alla resilienza, parola regina dei lombi di molti ventenni allo sfascio. Ci perdonerete se preferiamo pensare ai conti in banca. Fazzini assieme a Nzola si farà sentire nei momenti caldi della partita. Sorridendo, ci raccomandiamo.

Pisa

Pisa, tutto pronto per il trasfertone!

Se cercate il termometro del clima che gira attorno al Pisa, Di Canio lo ha messo in una battuta tranchant: “È difficile giocare a Pisa? Se lo fai bendato pareggi 0-0”. Tanti descrivono il campo di Pisa come una trasferta difficile e Di Canio decide di toccarla così, sottolineando anche che i pisani in casa hanno segnato la bellezza di due gol. Ok, ma il Pisa andrà in trasferta a Firenze! Quasi 87 km, eh, un’ora e ventidue minuti di curve e di pathos. Dal fronte campo ci sono però segnali che possono cambiare la partita: Iling-Junior si candida per una maglia da titolare e porta velocità e imprevedibilità, mentre Albiol è tornato ad allenarsi in gruppo dopo oltre un mese, un rinforzo non da poco per la copertura difensiva, dato che era stato sostituito nell’ordine da: un termosifone a cinque elementi, un tavolino alto da bar e una carota (i Bastoni li avevano finiti). La società ha concesso al gruppo un giorno di riposo per restituire lucidità mentale dopo l’ultimo turno ma la sensazione resta che al Franchi la squadra debba trasformare la presenza in concretezza offensiva: più movimento, più intensità, meno disattenzioni. E grazie. Passando alle probabili formazioni: Iling-Junior è il nome da seguire per il tototitolari, Albiol il recupero che può cambiare assetto, morale, tutt’e cos.

Bologna – Udinese

Lunedì 23 febbraio, ore 20.45

Quota “1” William HillQuote “X” William HillQuota “2” William Hill
1.863.454.30
Bologna

Bologna, fiducia in ripresa?

Il Bologna si presenta alla partita con l’aria di chi ha preso un pochetto di fiducia dopo la vittoria sul Toro e intende sfruttarla fino all’ultima eco. Certo, nelle ultime cinque, quattro sono state le sconfitte, ma l’ultima è quella che conta, si dice così, giusto? Ah no? Peccato. Facciamo finta, solo per questo capitoletto dedicato agli uomini di Italiano? L’eco più immediata arriva dalle parole di Antonio Cassano: nell’analisi post-gara l’ex attaccante si è spinto oltre il ragionevole, forse (ma gli capita di frequente), definendo la prova di Federico Bernardeschi “da Bernardeschi dei tempi migliori”, uno che se sta in forma, secondo lui, è meglio che l’Orsolini. Ad Antonio piace provocare o più probabilmente Bernardeschi è un suo caro amico. Dal campo, comunque, buone notizie per Iraniano: Tommaso Pobega rientra dalla squalifica e riporta nel motore bolognese inserimenti e coperture. Un recupero che Italiano spera di sfruttare subito per dare equilibrio alla squadra (guardate come il tabellino reciterà autogol di Pobega al minuto 86, eh). Lui, dal canto suo, si dice consapevole che deve migliorare un tantinello questa faccenda che gli procura cartellini rossi un po’ troppo frequenti, ma intende migliorarsi senza perdere l’attitudine. Auguri. Sul piano del mercato e dell’identità societaria, però, restano alcune tensioni: i rinnovi di Remo Freuler, Jhon Lucumí e Riccardo Orsolini appaiono sempre più lontani. Siete tristi o sollevati, bolognesi?

Udinese

L’Udinese e le sue dipendenze

L’Udinese parte per Bologna con una miscela che conosce bene: un mix di problemi e idee di mercato. Del resto, l’Udinese è sempre una fucina di ispirazioni, no? La squadra ha mostrato sprazzi di qualità, ma alcune assenze e l’incertezza sul reparto d’attacco tengono banco. Sul fronte offensivo il tema principale resta la coperta corta: Keinan Davis è un’assenza che pesa e, come scrive la cronaca locale, “no Davis, no party”. La ricerca di un’alternativa di livello è un’urgenza di mercato. Sempre a livello di organico, l’allenatore (ma pure i tifosi, eh) fanno i conti con scelte dolorose: Bayo non ha convinto e, di conseguenza, starà fuori dalla roulette della titolarità; accanto a questo, la situazione difensiva è stata messa in discussione dall’infortunio di Oumar Solet, uscito per fastidio all’adduttore e ora in attesa di accertamenti, notizia che apre il dibattito su quanto la squadra sia pure Solet-dipendente in termini di mura alzate in fase difensiva. Sul fronte delle gerarchie, Nicolò Zaniolo resta al centro del progetto offensivo: l’impressione è che il tecnico voglia cercare da lui qualità e gol, ma è uno che, pur avendo 26 anni, talvolta sul campo sembra nonno tartarugo. L’Udinese deve stringere i denti, sperare nella condizione fisica dei titolari (Zaniolo su tutti) e magari trovare uno scossone da qualche sporadico guizzo dei giocatori rimasti, per non farsi risucchiare dal tran tran di una stagione che… no, che niente. Non ha molto da dire, quella metà classifica. Per la bandiera, hip hip…

Le nostre avvedute considerazioni sull’operatore della giornata #26: William Hill

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*Le quote degli incontri sono aggiornate al 20 febbraio 2026 alle ore 09.36.

Elettra D., recensioni e pagine tematiche

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Titolo di studio Laurea in Critica e Teoria della Letteratura
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Elettra D. è sbarcata a Time2play nel 2021, una delle prime contributor a essere arruolata per le pagine italiane del sito, dopo anni di esperienza nella scrittura di contenuti, legati (ma non solo) al mondo del gambling online; la molla è stata proprio il paragone con il modo di lavorare di altre aziende in questo campo, esplicitamente orientate alla vendita di un prodotto o una piattaforma di scommesse e casinò e poco interessate alla formazione degli utenti, alla loro salvaguardia e corretta informazione.

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