Ogni Mondiale ha le proprie sorprese, che siano squadre, come il Senegal del 2002 o il Ghana del 2010, o che siano giocatori.
Lo stesso Fabio Grosso lo fu nel 2006, James Rodriguez invece, nel 2014 si guadagnò il Real Madrid.
Ecco allora quattro potenziali sorprese del Mondiale che sta per arrivare.
Le (possibili) sorprese del Mondiale
Quattro nomi che forse non vi aspettereste, ma del resto stiamo parlando di sorprese, e dunque eccoci qua: due sono nomi di squadre, due no.
Marocco
Non so se l’ultima semifinalista mondiale e finalista della Coppa d’Africa si
possa definire sorpresa, probabilmente no.
Ma nell’ultimo mondiale di Messi, Ronaldo e Neymar, con una Francia così e una Spagna campione d’Europa in carica, quello della nazionale africana non è certamente il primo nome che ti viene in mentre tra le squadre
che possono arrivare in fondo.
Hanno il debutto mondiale col Brasile, per il quale un mese
fa le richieste di biglietto erano arrivate a 12 milioni, sì milioni, per una partita che si giocherà al Met Life Stadium, lo stadio della finale.
Insomma crash test fin dall’inizio per una Nazionale il cui movimento calcistico ha operato benissimo negli anni precedenti e che ora sta raccogliendo i frutti. L’unica (grande) incognita può essere la guida tecnica: il Marocco ha perso nei mesi scorsi Walid Regragui, l’uomo che l’ha portata a chiudere quarta a Qatar 2022, miglior risultato di sempre di una squadra africana.
Ma anche qui la Federazione ha scelto di andare in
continuità, perché a guidare Hakimi e soci sarà Mahamed Ouahbi, che l’anno scorso guidava l’U20, con cui è arrivato in finale di Coppa d’Africa e ha vinto il Mondiale di categoria, battendo in finale l’Argentina 2-0.
Lennart Karl
Mi prendo questo rischio. Assoluto talento, rallentato nel finale di una
stagione in cui ha comunque lasciato il segno. Al suo primo anno in prima squadra, 9 gol totali. Uno in più di Messi alla sua prima vera stagione tra i grandi, a Barcellona.
Non si sta facendo nessun tipo di paragone, ci mancherebbe, ma questo mondiale per Karl può essere quello che il 2006 è stato per Messi, tra l’altro ci arrivano più o meno alla stessa età.
Infine, nelle prime due presenze in Nazionale, due amichevoli, d’accordo, ha dimostrato di poter incidere fin da subito.
Ecuador
Non li sta calcolando nessuno, ma sono arrivati secondi nelle qualificazioni
sudamericane dietro solo all’Argentina, fermando sullo 0-0 Ancelotti all’esordio sulla panchina della Seleçao.
Hanno al centro uno dei migliori (se non il migliore) mediano della
Premier League: Moises Caicedo.
Potrebbero replicare o anche superare il loro miglior risultato in una competizione mondiale: gli ottavi nel Mondiale di Germania 2006.
Gilberto Mora
Ho scelto la stellina di una delle nazioni ospitanti.
Classe 2008, trequartista-mezz’ala cui piace spesso partire da sinistra e rientrare. È la grande speranza del calcio messicano, avendo debuttato nella Serie A Tricolor a 15 anni.
Piccola curiosità: in Messico i ragazzi provenienti dalle giovanili e che debuttano in campionato spesso indossano un numero a tre cifre, proprio come successe a Gilberto Mora, che debuttò col numero 251.