È senza ombra di dubbio uno dei migliori mondiali che si ricordino a livello individuale. Tutte le stelle che si aspettavano sono state protagonista, l’unica che è davvero mancata fin qui, è ancora in gioco e può ancora scrivere le storia.
È senza ombra di dubbio uno dei migliori mondiali che si ricordino a livello individuale. Tutte le stelle che si aspettavano sono state protagonista, l’unica che è davvero mancata fin qui, è ancora in gioco e può ancora scrivere le storia.
Coloratissimo, con tutto quello che ci vorresti dentro e anche qualcosa che invece ti piace meno. Praticamente una macedonia, ecco cos’è il Mondiale e perdonate se la metafora non è la più originale possibile. Ma è proprio così.
Se già in momenti storici lineari, Inter e Milan sono normalmente due rette diciamo parallele, che come tali non si toccano mai, se non per darsi scarpate (ad eccezione del capitolo San Siro), in questo preciso momento le due società sembrano due universi paralleli. Altro che rette.
La primissima considerazione, vedendo le varie partite dei gironi, è che adeccezione del Sudafrica e della Tunisia (vediamo come e se il mago Renardcambierà le cose, dopo l’esonero di Lamouchi), il livello medio delle squadreafricane si è alzato e nemmeno poco.
Questa volta parliamo di quattro, più meno, delle Nazionali con più chances di vincere i Mondiali di calcio: tutte, in percentuali diverse, favorite per il trionfo finale la sera del 19 luglio.
Ogni Mondiale ha le proprie sorprese, che siano squadre, come il Senegal del 2002 o il Ghana del 2010, o che siano giocatori.