Mondiali calcio 2026 Palla a Bernardi
Davide Bernardi e l'immagine di un calciatore in azione

Palla a Bernardi #5 – Le mie prime impressioni Mondiali

Scritto da Davide Bernardi
5 min. di lettura
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La primissima considerazione, vedendo le varie partite dei gironi, è che ad
eccezione del Sudafrica e della Tunisia (vediamo come e se il mago Renard
cambierà le cose, dopo l’esonero di Lamouchi), il livello medio delle squadre
africane si è alzato e nemmeno poco.

Il livello del Marocco

Il Marocco ha controllato il primo tempo col Brasile e questa, come anticipato, non è del tutto una sorpresa, considerando che Hakimi e compagni arrivano in semifinale tre anni e mezzo fa.

Marocco a parte quindi, bisogna menzionare il Senegal, che nel primo tempo
mette in difficoltà eccome la Francia, andando molto più vicino al vantaggio
rispetto alla squadra di Deschamps, l’Algeria che si inginocchia solo davanti a
Messi, ma comunque non sfigura e poi l’Egitto che fa partita pari (almeno) col
Belgio di De Bruyne e Lukaku e ancora il Congo e Capoverde che fermano Ronaldo e Lamine Yamal.

Chi ha pagato lo scotto del debutto – e chi no

Questa è la prima considerazione, la seconda è che la prima giornata di un
mondiale va secondo me valutata solo fino a un certo punto, perché anche le
big pagano lo scotto del debutto. L’hanno pagato per un tempo il Brasile, la
Francia appunto, ma anche la Spagna e pure l’Inghilterra. Al di là dei singoli
risultati, il linguaggio del corpo dei vari ct è stato spesso il medesimo: frustrazione per tanti errori tecnici, un gioco poco fluido e tante palle perse.

La formula attuale, con otto terze su dodici che possono accedere alla fase a
eliminazione diretta, dimezza le preoccupazioni legate a un passo falso alla
prima giornata e forse anche questo ha fatto sì che molte big non siano partite a tavoletta.

Tra i tre paesi ospitanti l’unica che ha risposto alle attese iniziali è stata la
squadra di Pochettino. Gli Stati Uniti hanno giocato con entusiasmo e con conoscenze. McKennie, esattamente come in Italia, è stato la biglia che inclina il piano: che il Paraguay non fosse abituato al suo disordine organizzato è sembrato palese per tutti i 90’. Anche Pulisic è sembrato una versione migliore di
se stesso, rispetto a quanto visto a Milano negli ultimi mesi.

Al contrario Jonhatan David ha continuato sulla falsa riga del finale di stagione in Italia: il Canada ha mostrato tutta la paura che gli USA sono riusciti a
mettere da parte e vedendo proprio la partita con la Bosnia, i rimpianti per
noi azzurri aumentano di un tot al minuto. Fate voi quanto.

A metà strada infine c’è il Messico, che nonostante la vittoria, con quella che
forse è la Nazionale peggiore delle 48, il Sudafrica, in campo ha mostrato
uno spettacolo mediocre, non all’altezza dell’Azteca, che invece è stato una
meraviglia.

Nuovi talenti

A proposito di meraviglie, bisogna citarne due, generazionalmente lontanissime: il primo è il 2007 marocchino Bouaddi, il cui talento, i tifosi juventini avevano già visto due stagioni fa in Champions League, contro il Lille, nella sera
in cui sempre David e Zhegrova misero in grande difficoltà la squadra allora
di Thiago Motta.

Il talento marocchino ha dominato il centrocampo per 50’ buoni, geometrie,
gamba e buon senso, di fronte a Casemiro e Bruno Guimaraes, mica male. Tra l’altro ha mostrato tutte le proprie qualità di fronte a quel che sarà, sulla carta, il suo prossimo allenatore: Davide Ancelotti. Anche se trattenerlo a Lille,
per il figlio di Carlo, sarà un’operazione molto complicata.

L’altro nome da fare è Vozinha, portiere di Capo Verde che a fine partita non
ha trattenuto le lacrime per la commozione: le sue sette parate, a
quarant’anni, hanno fermato la Spagna. Il resto l’ha fatto Caze Tv, broadcaster brasiliano, che seguendo quanto successo con Tim Payne, ha avviato
una sorta di call to action sui social per il portiere.

Risultato: il n.1 capoverdiano è passato dai 50k follower su Instagram prima della partita, ai quasi 2 min al 90’. Mentre queste righe vengono scritte, i follower nel frattempo sono diventati quasi 14mln.

Rimandati alla prossima

Per il più classico dei capitoli flop invece, a livello, va menzionata collettivo la
Spagna, soprattutto rispetto a quel che ci si aspettava: la prestazione è stata
insipida e monotona, ricordo amaro di un tiki take fuori moda di qualche
anno fa.

L’ingresso di Lamine Yamal ha cambiato l’andazzo e ci mancherebbe
pure, ma una squadra che vuole vincere il mondiale deve dimostrare comunque di più, con o senza la propria stella in campo. Il dato che dal 2010 ad ogni,
la Spagna abbia vinto ai mondiali solo 3 partite su 12 (Australia, Iran e Costa
Rica) non fa che confermare il primo (primissimo) voto negativo.

Parlando di stella poi, il più deludente è sicuramente stato Cristiano Ronaldo:
Cr7 scendeva in campo dopo le doppiette di Haaland e Mbappe e soprattutto
la tripletta di Messi, e dunque ci si aspettava una risposta.

Invece il debutto del portoghese è stato negativo, tanto da attirarsi un po’ in
giro per il mondo le critiche anche di ex colleghi, come Thierry Henry, che di
Ronaldo ha criticato l’egoismo davanti alla porta. CR7 contro il Congo, ha
chiuso con zero tiri in porta, zero dribbling, zero passaggi chiave, che si è rotta nella serratura…

Davide Bernardi

Davide Bernardi

Collaboratore di Time2play da maggio 2026

Titolo di studio
Titolo di studio Laurea Triennale in Linguaggi dei Media
Specializzazione
Specializzazione Calcio
Esperienza
Esperienza 13 anni di esperienza nel giornalismo sportivo

Mi chiamo Davide Bernardi, sono giornalista e nello specifico bordocampista, ho iniziato nel 2013 a Fox Sports, trattando il calcio internazionale: La Liga, Clasicos e Derbi de Madrid, Libertadores e Copa America, Argentina e Brasile. Oggi collaboro con diverse testate, tra cui Dazn per cui faccio il bordocampista in campo e il talent in studio. Curo una rubrica da me ideata, il Bordocam, dove cerco di mostrare tutto quel che non si è visto a casa.

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