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Serie A 2025/26, giornata #34: consigli scommesse

Scritto da Elettra D.
30 min. di lettura
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Manca poco ragazzi: la centoventiquattresima edizione del campionato italiano sta per volgere alla conclusione. Come state? Come vi trova questo finale di stagione? Siete felici del posto che la vostra squadra si sta conquistando? Noi iniziamo ad avere il magone (che non è un grande mago che ci strappa un sorriso, con buona pace dei Fine Before You Came): come faremo a sopravvivere a un’altra estate senza pallone? Certo che seguiremo i Mondiali, ma senza l’Italia non sarà mai la stessa cosa. Sta per iniziare la giornata 34 di 38, godiamoci il presente perché è l’unico tempo che possediamo. E il presente ci dice che ci avviciniamo alla giornata che ci porterà in dono Milan – Juventus e Bologna – Roma. Abbiamo scritto “Bologna – Roma” un po’ a caso, dato che il Bologna è ormai fuori da tutto e la Roma… beh, anche.

Milan – Juventus non poteva arrivare in un momento più scoppiettante per la rincorsa al posto Champions: Napoli e Milan sono appaiati al secondo posto a 66 punti, dietro i bianconeri spingono a 63. Il Napoli ospita la Cremo al Maradona. Questi i dati: come la vedete? Noi vediamo tre degli allenatori più chiacchierati d’Italia, ma anche più osannati d’Italia, imbarcarsi in una giornata che potrà dire molto sul loro posizionamento finale rispetto ai loro obiettivi iniziali. O meglio: ai dichiarati obiettivi iniziali, dato che lo sport nazionale sembrerebbe essere diventato il nascondino. Conte era quello che diceva che l’Inter avrebbe dovuto strappare coi denti lo scudetto dalle maglie del suo Napoli, poi però va a pareggiare contro il Parma e a perdere rovinosamente contro la Lazio in casa, senza nemmeno indirizzare una volta il pallone verso la porta avversaria. Allegri si è sfaldato, ma è comunque riuscito a riprendere il Napoli al secondo posto, grazie ai tre punti presi a Verona in una partita che in tantissimi, tifosi rossoneri inclusi, hanno definito noiosissima. Spalletti sta trascinando fuori dalle proprie ceneri una fenice sonnacchiosa, che senza di lui non avrebbe mai avuto la possibilità di riaffacciarsi in zona Champions League. Prima era un pulcino, ora davvero possiamo chiamare la Juve “fenice”. Almeno fino alla prossima giornata, perché sapete come vanno le cose: si dice tutto un giorno e il contrario di tutto il giorno dopo, basta un risultato per capovolgere il tavolo e addio. I tre totem del calcio italiano avranno pane per i loro denti in questa nuova giornata: ovviamente Conte sembrerebbe quello avvantaggiato, perché con la Cremonese in casa è senza dubbio una partita più abbordabile, ma la Serie A è quella del mai dire mai, e noi ci teniamo alla larga da facili pronostici.

Occhio perché non tutto ruota attorno agli allenatori: c’è una classifica da tenere sott’occhio e non solo in zona Champions. Se lassù, per quanto concerne la vetta, ci sentiamo di poter dire che i giochi sono fatti e che resta solo da capire quando l’Inter avrà certezza aritmetica di poter acciuffare questo scudetto numero 21, laggiù c’è ancora un po’ da battagliare: Lecce e Cremonese stanno portando avanti un filotto di risultati a specchio. Una lotta senza esclusione di mezzi colpi, dato che al massimo se le danno di pareggio in pareggio. Vediamo come andrà a finire, quale delle due deporrà per prima le armi.

Siamo un po’ stupiti del fatto che non ci siano stati grossi turbamenti arbitrali, nella scorsa giornata: ragazzi, cosa succede? Ma di cosa potranno mai parlare gli opinionisti se le terne e i varisti iniziano a fare bene il loro mestiere? Possiamo tornare a nutrirci di sterili polemiche come solo in Italia sappiamo fare? I quotidiani sportivi sono talmente senza spunti che chiedono a Cafu cosa pensa della lite tra Ranieri e Gasperini e lui risponde che sono bimbi grandi. Poi accenna alla felicità di Ancelotti in Brasile e così facendo ci evoca immagini che avremmo preferito non contemplare.

In ogni caso, meglio ricordarvi (per la quintultima volta in questa stagione) dove siete atterrati: siete sulla pagina di Time2play dedicata ai consigli sulle quote più interessanti della prossima giornata di Serie A. 20 consigli, uno per ogni tifoso: 20 consigli con la sciarpa, diciamo così. Cogliamo l’occasione per porgere le nostre congratulazioni al cavallo più pazzo della Serie A: Nicola Berti (da noi recentemente intervistato, per così dire) si è sposato e noi siamo felici per lui! Pareva il remake di “Se scappi ti sposo” e invece si è fatto alfin marcare! In alto i calici! Chi ci fornirà le quote per questa nuova giornata di campionato? Le troveremo sulle pagine di bet365*, uno dei nostri migliori siti scommesse Serie A. Tutto è pronto, tutto è apparecchiato: iniziamo.

CHI VINCE FESTEGGIA, CHI PERDE SPIEGA

  • Il pronostico azzeccato più clamoroso: Inter – Cagliari, Zieliński Marcatore Sì (3.70), ce lo sentivamo, Ziello!
  • La toppata più clamorosa: Napoli – Lazio, 1 + Handicap -1 (2.60), invece tante sberle al Maradona.

Napoli – Cremonese

Venerdì 24 aprile, ore 20.45

Quota “1” bet365Quote “X” bet365Quota “2” bet365
1.365.258.50
Napoli

Napoli, chi perde spiega?

Noi diciamo “Chi perde spiega”, ma qua Conte non spiega granché: gli tornano gli effettivi, gli torna un appuntamento di calendario sulla carta non impossibile, ma lui si fa incartare da quella vecchia volpe argentea di Sarri. Torna Anguissa, torna De Bruyne, c’è Hojlund, c’è Lobotka… certo, dietro ci sono Buongiorno e Beukema, ma non li abbiamo chiesti noi. Abbiamo ascoltato diversi tifosi del Napoli ovviamente super delusi da come la squadra ha approcciato la scorsa partita (“approggiado”, come dice il mister), Conte lo dichiara senza problemi ma non ci spiega perché: che è successo? Come mai il Napoli sembra in caduta libera? Davvero è bastato che l’Inter battesse il Como? I napoletani dipingono la vittoria dei nerazzurri sul lago come se gli 11 di Chivu fossero entrati nottetempo nel loro garage e con l’ausilio di una canna avessero svuotato il loro serbatoio di benzina: di questi tempi, poi, col prezzo che ha. C’è chi pronostica un 1-1 e un terzo posto in classifica per la stagione, ma staremo a vedere se questi scaramantici l’avranno vinta. Dal canto nostro possiamo dirvi che Conte ha intenzione di confermare gli 11 titolari che abbiamo visto pascolare in campo contro la Lazio, per poi dare ossigeno con i cambi. Contro la Cremo sarà forse più semplice andare verso la porta avversaria.

Cremonese

Cremo, il Maestro non morde

Forse Giampaolo non ama essere chiamato così, ma è pur vero che il gradino che precede lo step di “Venerato Maestro” è realmente poco piacevole: dev’essere stato Alberto Arbasino, del resto, a dirci che passare da “Bella Promessa” a “Solito Stronzo” è piuttosto semplice, ma che sono pochi i fortunati in grado di accedere allo stato di Giampaolo. Sia pure per scherzo, ma comunque. Resta il fatto che la sua Cremo ancora non morde: cincischia e agguanta un pareggiotto, ma qua serve fare di più. Soprattutto perché il Lecce, diretta rivale per la corsa alla salvezza (forse “unica rivale”? Vedremo) aveva un calendario che per la giornata 33 recitava “Fiorentina”. Insomma, col Toro si doveva vincere, ma nisba. E ora arriva il Napoli: non vai a segno col Torino, come speri di andarci contro il Napoli? Il calendario è duro e tu forse non sei abbastanza puro per affrontarlo lancia in resta. Cosa resta, dunque? Vardy? No: non partirà lui titolare, o almeno così si vocifera, dato che il recupero dell’attaccante grigiorosso sembra difficile. Possiamo in Serie A aspettarci un gol da Bonazzoli? Signore e signori, per forza: ai tifosi della Cremo non resta che sperarci con ogni fibra, perché la retrocessione si fa sempre più vicina.

Parma – Pisa

Sabato 25 aprile, ore 15.00

Quota “1” bet365Quote “X” bet365Quota “2” bet365
2.103.203.80
Parma

Parma, tutti sul Carlos?

I tifosi del Parma si godono una salvezza meritata (per quanto non crediamo sia ancora aritmetica, ma coi calcoli siamo scarsi, quindi ciccia) e si coccolano il loro Cuesta: il carro del mister non è mai stato proprio affollato, ma qua si è andati a Udine a battere l’Udinese, dopo aver fermato il Napoli infrangendo i sogni scudetto dei partenopei. Insomma, il Parma ha le sue giornate sì e in quelle sarebbe saggio stargli alla larga: solo che non si può, il calendario è despota. I tifosi vorrebbero Delprato a vita, però il cuore si divide: dicono che la Nazionale non si rende conto del talento di Delprato, ma è pur vero che, qualora qualcuno se ne accorgesse, Delprato difficilmente resterebbe a Parma come vogliono loro, che lo amano alla follia e lo vogliono capitano a vita. Lo amano anche più di Bernabé, lo ritengono un nuovo Lucarelli, non vogliono che le Big aprano gli occhi sul suo talento: si sono legati a Delprato con una corda grossa. A Parma sono rimasti male, a inizio stagione, dall’addio di Chivu: aveva detto parole al miele sulla situazione e poi puff; forse è per questo che ora non vogliono troppo affezionarsi a Cuesta? Hanno paura che il Napoli possa soffiarglielo? Sarebbe divertente, ma no, non crediamo sia “cuesto”! Tutti sul carro, forza, senza paura! C’è un Pellegrino da valutare, per la partita contro il Pisa.

Pisa

Che barba questo Pisa

Tutti corsari a casa del Pisa, Genoa incluso. Hiljemark non ci ha capito un granché: formazione iniziale senza punte, nessuna voglia di vincere una partita che poteva dare un vago senso al finale di stagione (il resto non ne ha avuto, almeno il finale…), poi i cambi. I cambi: leva i difensori e mette Touré come terzo di difesa, Durosinmi un morto, nessuno che capiva chi mai dovesse difendere, un casino, un picio pacio. Tutti fenomeni, a Pisa. Parti senza punte, poi togli la difesa: non ci sembra un grande piano gara, come dicono quelli che piacciono alla gente che piace. Invece che esonerare l’allenatore, il Pisa cosa fa? Ha improvvisamente deciso di esonerare il Direttore Sportivo, Davide Vaira. Comunque uno che ha portato il Pisa in Serie A: non vi sembra una scelta incredibile? Preferire l’allenatore svedese a uno che ha fatto fare al Pisa il percorso che ha fatto? Lo svedese ha portato il buio nei cuori dei tifosi, che ora strabuzzano gli occhi davanti alle scelte societarie. A noi dispiace sinceramente che nella dirigenza neroblù quasi nessuno capisca di pallone. Hanno sbagliato tutto: tempi, modi, fatti, toni, tutto. Torniamo al campo (che no, non è meglio, ma almeno qualcosa in più si capisce): da valutare Leris sempre per la distorsione alla caviglia, nel caso non recuperasse, ecco Durosinmi con Moreo a scalare trequartista. Salvo pazzie svedesi, almeno.

Bologna – Roma

Sabato 25 aprile, ore 18.00

Quota “1” bet365Quote “X” bet365Quota “2” bet365
3.103.202.40
Bologna

Un Bologna alle corde

Sarà stata la scoppola di Europa League, saranno stati tutti i minuti in più giocati rispetto alla Juve, sarà che al campionato non hanno più nulla da chiedere, fatto sta che il Bologna a Torino è stato irriconoscibile. Sotto i portici tirano brutte correnti d’aria che portano le parole di mister Italiano di bocca in bocca, di torre in torre, se si entra all’Osteria del Sole anche di tavolo in tavolo, mentre i tovaglioli vengono gettati a terra: “La stagione è finita”. E questo mentre i tifosi bolognesi puntavano a salire un po’ di più in classifica. Invece la sconfitta in Coppa ha lasciato solo macerie, o almeno così sembrerebbe: per alcuni tifosi l’allenatore voleva solo scatenare una reazione. Vediamo se in questa partita casalinga contro la Roma avverrà la rinascita oppure se lo sprofondo sta a un passo. Noi vorremmo prenotare un tavolo per settimana prossima per gustarci qualunque reazione dei veraci tifosi bolognesi (ma anche un bel piatto di tagliatelle al ragù). Bernardeschi si ferma proprio contro la Juve, si è lesionato un muscolo di destra che non sappiamo quale sia. Rowe dovrebbe partire titolare e se Dominguez rientra in gruppo, Dallinga si allena ancora a parte, con un po’ di broncio, sbattendo i piedi (no, non è vero).

Roma

La Roma forse non merita la Champions

Il Como aveva perso e la Roma poteva almeno mettere pressione alla Juve, battendo l’Atalanta. Ma forse la Roma davvero non merita la Champions League: lo diciamo perché la settimana prima la Juve ha vinto proprio contro la Dea una partita rognosa a Bergamo, ma la Roma non ha dimostrato la stessa pasta e acciuffa solo il punticino del pareggio. In casa. Una casa in cui pare che Ranieri abbia messo le bombe, facendo saltare in aria il tinello, il bagno appena ristrutturato dar cuggino de Marchetto Er Provola e il salotto buono, quello col servizio da té di zia Assunta por’anima. Ranieri ha distrutto tutto (e, notizia ultim’ora, se ne andrà). Poi ha anche fatto piangere Gasperini, che in conferenza stampa parlando di Percassi padre scoppia in lacrime e molla tutto, che ci siamo pure chiesti se il patron dell’Atalanta non fosse deceduto poco prima senza che noi ancora ne sapessimo nulla. Fortuna che no. L’ambiente è devastato, l’umore è nero e solo una bella prestazione contro il Bologna potrebbe far tornare il sorriso agli incatramati volti dei romanisti. Occhio alla grande notizia: Dybala, dopo tre mesi dall’infortunio (il 220esimo della sua carriera), è tornato a svolgere un intero allenamento col gruppo. La Joya è pronto, Wesley è pronto, Koné non troppo. Pare troppo tardi. O no?

Hellas Verona – Lecce

Sabato 25 aprile, ore 20.45

Quota “1” bet365Quote “X” bet365Quota “2” bet365
2.703.002.87
Verona

Hellas, botte da Orban

Giocare una delle partite più brutte della stagione di Serie A e perderla può essere interpretato come un segnale di coerenza, non possiamo certo negarlo. Il Verona gioca per non buscarle e alla fine le busca, innervosendo Gift Orban all’inverosimile, dato che quando è uscito dallo stadio gli è bastata una manata sul cofano dell’auto per farlo smattare, uscire dall’abitacolo e scagliarsi su un tifoso, fermato all’ultimo da un santo protettore. Ok Gift, la partita è stata brutta, ma manco fa così. I tifosi del Verona operano un cecchinaggio vergognoso dagli spalti nei confronti dei giocatori milanisti di colore e questa rimane una delle pagine tristi del nostro calcio. Forse anche per questo Orban si è risentito? Abbiamo una chiave di lettura che non riguardi il cofano della sua auto? Ci piace pensarla così. Si vocifera che Sogliano sia in corsa per il ruolo di diesse della Roma: qualora Massara, come sempre più probabile, vedesse i suoi giorni agli sgoccioli (causa esplosione romanista di cui abbiamo scritto sopra), ecco che il Verona potrebbe perdere uno dei suoi nomi importanti. Per quanto concerne questa gara casalinga contro il Lecce, saranno da valutare le condizioni di Bowie e quelle di Suslov. In attacco si rivedrà Sarr in coppia con Belghali.

Lecce

Il Lecce stringe i denti

La Cremonese pareggia da una parte, il Lecce pareggia dall’altra. Sì, ok, ma contro una Fiorentina in ripresa. Non male la prestazione al Via del Mare degli uomini di Di Francesco, che ha dichiarato di non essere contento del pareggio ma della prestazione della squadra sì. Soprattutto per quanto concerne la reazione, dato che di solito, quando il Lecce va sotto di uno, poi facile che vada sotto pure di un altro. E invece contro la Viola no: il Lecce va sotto ma poi stringe i denti e agguanta il pareggio. Un pareggio necessario per continuare a lottare e sognare la permanenza in Serie A. Con questo atteggiamento questa squadra potrà lottare fino alla fine per l’obiettivo finale, dice DiFra. Ottima l’idea del ritiro prima della gara coi viola. La Cremo ha impegni più pesanti, almeno sulla carta. Occhio, Lecce, a non sottovalutare il tuo, di calendario, perché il Verona non è da prendere sottogamba. Torna Camarda! Torna Camarda! Ma che bello è? Occhio che mancherà Thiago Gabriel per squalifica. Per quanto concerne Fofana, brutte notizie: stagione finita. DiFra dice in tele a Zenga che non è un fan delle due punte: Cheddira e Štulić li vuole alternare, poi alternerà anche con Camarda. Un bel ventaglietto di possibilità.

Fiorentina – Sassuolo

Domenica 26 aprile, ore 12.30

Quota “1” bet365Quote “X” bet365Quota “2” bet365
1.903.304.33
Fiorentina

Viola, un Fiore spampanato

Se l’è vista brutta, la Fiorentina di Vanoli: pareva la copia carbone della partita col Verona e forse alcune prestazioni individuali sono state anche peggiori. Un punto da prendere e portare a casa, senza fare troppo i grulli. Lecce con pressing a 2.000, organizzazione dignitosa, ok, ma i viola proprio niente. Aridi, avidi, tirchi proprio. I tifosi si possono attaccare al quarto d’ora dopo il proprio gol, ma poi basta. Insomma, qua le cose non girano, manco con sette difensori dentro la porta, anche perché De Gea in area piccola fa sudare freddo: ogni volta che prendono un calcio d’angolo contro, pure se in area gli avversari schierassero Pisolo e Mammolo, facile che la buttino dentro. Harrison, che ora si sta facendo passare per un gran signore del pallone, ha segnato, il che è un’ottima notizia, anche perché il piede gli sta migliorando (non partiva da chissà dove, comunque). Gosens, entrato a mezzo regime, è dovuto uscire dopo dieci minuti e mancherà anche contro il Sassuolo causa infortunio muscolare. Parisi è da valutare, Pongračić è squalificato ma attenzione che Kean potrebbe rientrare. Nelle ultime la Viola punta quota 40 per essere proprio sicura di salvarsi, per ora si può stare abbastanza tranquilli ma la matematica è altra faccenda. Contro il Sassuolo, comunque, mica facile. Spampanati.

Sassuolo

Sassuolo, colpo Grosso col Como

Il Sassuolo è la seconda squadra più alta d’Europa, signori: il DS Palmieri e il mister Fabio Grosso, grossi li volevano. Secondi solo all’Udinese in Europa (chi lo avrebbe detto? Noi). Murić, Muharemović, Idzes, Matić, Thorsvedt… tutti affetti da gigantismo. Forse il Sassuolo ha davvero copiato un po’ Udine, chi lo sa. Grosso può fare meglio del primo Dionisi e già ha fatto meglio del primo De Zerbi, quindi già si appresta ad andare ad allenare il Marsiglia la prossima stagiAH NO. Il Napoli forse? Non diciamo niente. Aver battuto il Como è stato davvero un bel colpo: una squadra capace di essere davvero letale, tanto che Fabregas ha dichiarato che se fosse finita 5-1 per il Sassuolo, coi contropiedi letali che fanno partendo dal blocco basso, non ci sarebbe stato niente da dire. Impossibile non riconoscere i meriti del Sassuolo quando fa la gara perfetta: squadra bassa, ok, ma corta, con le linee strette in cui Baturina non poteva inserirsi, hanno tolto l’aria al Como e poi zac, stritolato. Bisogna studiare due cose: il contropiede del Sassuolo e il piede di Laurienté, che ha avviato entrambi i gol dei neroverdi. Bene anche Nzola, capace di legare il gioco della squadra tra centrocampo e attacco. Berardi sarà squalificato anche contro la Fiore, ma torna Doig.

Genoa – Como

Domenica 26 aprile, ore 15.00

Quota “1” bet365Quote “X” bet365Quota “2” bet365
4.503.801.75
Genoa

Genoa, salvezza raggiunta, tanto miele

Il giornalista di Sky ha il microfono in mano e davanti De Rossi, la partita contro il Pisa è finita da poco e chiede al mister se il boato che arrivava dagli spogliatoi rossoblù fosse a causa della salvezza raggiunta (non si cammina per te su filo di lama): De Rossi sorride e dice che no, forse era a causa dei due giorni liberi, a volte più ambiti della salvezza. Ma ride, felice, perché il percorso della sua squadra è stato molto bello e importante. Rende anche gli onori a Vieira, dicendo che i ragazzi erano stati allenati bene anche prima del suo arrivo. È un De Rossi sollevato, senza rughe: “Se fossi partito io, forse avrebbero sostituito anche me”, ride, ma forse ha ragione. I tifosi del Genoa erano in 3.000 a Pisa e cantavano come ossessi: è una notizia? No. Ci sono sempre. Insomma, De Rossi promosso senza debiti, che abbraccia Amorim come fosse il suo papà (anche perché ha l’età di sua figlia, classe 2005), la dolcezza della salvezza e del cuore grande: sempre a Sky dice che un suo collega ex calciatore e ora allenatore gli ha detto “Bravo, stai facendo un bel lavoro ma stai commettendo un errore: quando parli si vede che sei innamorato dei tuoi giocatori. Stai attento perché ti deluderanno”. A Daniele non importa, ha risposto che non vuole smettere di provare queste emozioni. Quanto miele, Danielì. Ma Norton-Cuffy torna? Forse sì!

Como

Como gelato, tutto sciolto sull’asfalto

Scoppole, scoppole a non finire: gli uomini di Fabregas, nel giro di dieci giorni, subiscono la rimonta contro l’Inter in campionato, la sconfitta contro il Sassuolo e un’altra rimonta, sempre contro l’Inter ma stavolta in Coppa Italia. Ovviamente la panchina gourmet della Serie A non può scricchiolare, ma ci sembra che il Como stia vivendo malissimo i primi caldi. Avevamo citato le parole di Cesc dopo la prima batosta, quel 3-4 contro i nerazzurri, quando ha messo i suoi in cerchio a fine gara (ma poi: non ci fossero le telecamere, farebbe ugualmente questa scena? Noi un po’ ne dubitiamo) dicendo loro “La prossima la vinciamo”; ci siamo interrogati se con “la prossima” intendesse quella col Sassuolo o quella di Coppa Italia contro Chivu, ma dato che le ha perse tutte e due, e manco bene, forse intendeva la sfida a chi mangia più missoltini, che è pure la stagione giusta per farne incetta, a Como. Ora i comaschi andranno ad assaggiare un po’ di acqua di mare, loro che sono pesciolini di acqua dolce, contro una squadra che non ha più nulla da chiedere. Tipo il Sassuolo. Ahia. Mancherà il solo Addai: riuscirà Champagnino a tenere vivi i sogni europei del Como? Tre sconfitte consecutive bruciano tanto.

Torino – Inter

Domenica 26 aprile, ore 18.00

Quota “1” bet365Quote “X” bet365Quota “2” bet365
7.505.001.40
Torino

Toro, qua non si festeggia

“Per il Torino, con la Cremonese, vincere è il minimo sindacale”: parole forti di D’Aversa nel prepartita della scorsa settimana, parole che gli si sono ritorte contro come un boomerang sui denti. Insomma, manco il minimo sindacale. I tifosi sono in mugugno per il punto conquistato a Cremona. Il primo tempo ha delle statistiche di tiri in porta da Serie A prime: un tiro per la Cremo, nessuno per il Toro. Ce lo siamo dati in faccia, il primo tempo, lo abbiamo consigliato anche a Giuseppe, un caro amico che non dorme bene da un pezzo: ci sarà grato nei secoli a venire. Beh, almeno nel secondo tempo è successo qualcosa! È entrata in campo la Cremonese! Diciamoci la verità: i ragazzi di Giampaolo avrebbero meritato la vittoria, il gol lo avevano anche trovato, solo che Baschirotto si è scordato che non può caricare il portiere (una regola che Federico potrebbe non aver studiato, “tanto non me la chiedono”). Ora i tifosi granata sono sul piede di guerra (e quando mai), ma non con Cairo, cioè, non solo: con i tifosi dell’Inter, che se pensano di poter invadere lo stadio con le loro feste hanno capito proprio male. Quel che i tifosi del Toro non valutano è che i nerazzurri non possono proprio festeggiare niente a casa loro: Milan – Juventus si gioca dopo ed è fondamentale per l’eventuale aritmetica. Forse rientra Zapata.

Inter

Inter, una settimana da Chivu

Una rimonta al bacio, in mezzo tre cedri al Cagliari e poi seconda rimonta di giustezza e garra: i tifosi interisti difficilmente potevano sperare qualcosa di più roboante. È il ritorno della Pazza Inter che Antonio Conte aveva fatto debellare dallo stadio, come un morbo, una pianta infestante: lui, il vincente, non poteva tollerare pazzie. Chivu, invece, che per la Pazza Inter ha calcato il campo e si è rotto la testa, è felice e pacioso per quella definizione. Lui sa. Ogni interista lo sa, quindi non stupisce che Conte non ne sapesse mezza. È vero che col tempo si cambia, ma ci sono cose che no, si tramandano: l’Inter è capace di tutto. Certo, per rimontare significa che prima sei andato sotto, talvolta nemmeno di poco. Ma l’Inter davvero è femmina, non vogliamo certo essere sessisti, ma il femminile è così: capace di tutto, talvolta volubile. Pazzi comunque sono diventati i suoi tifosi in questi ultimi dieci giorni: tra chi si è messo il caschetto già da giugno 2025 e chi era iscritto al girone degli scettici, ora quasi tutti difendono l’operato di Cristian Chivu. Chi sta vivendo male questo exploit dei nerazzurri sono un po’ di giornalisti affetti da reflusso gastroesofageo e un qualche content creator abituato a parlare coi rutti, ma a parte questo, tutto bene. Si va a Torino aspettando l’aritmetica: lo scudetto sembra ormai un pro forma, c’è da capire se arriverà anche la Coppa Italia a casa della Lazio.

Milan – Juventus

Domenica 26 aprile, ore 20.45

Quota “1” bet365Quote “X” bet365Quota “2” bet365
3.003.102.55
Milan

Un Milan che più brutto non si può

I tifosi milanisti, ben lontani dalla soddisfazione micragnosa dei tre punti raggranellati a Verona, sono ovviamente al limite della pazienza e ce ne rallegriamo. Il Milan ha un blasone troppo importante per ridursi a giocare partite simili. Tutto sembrava tranne che un match che vedeva sfidarsi la seconda in classifica contro l’ultima: il Milan sembrava davvero giocare all’altezza del Verona. Una noia infinita, una partita impossibile da guardare senza distrarsi con qualsiasi cosa, dagli stuzzichini al richiamo dei piccioni. Leão non segna da 50 giorni, Pulisic non segna da dicembre: la presenza dell’americano non è stata minimamente rilevata in campo. Impalpabile. Che strazio infinito. Ora Allegri sembra essere indirizzato verso il rinnovo e alcuni rossoneri sollevano un sopracciglio (gli è rimasto dai bei tempi di Ancelotti, questo vizio sopraccigliare! Giusto questo), altri sollevano l’angolo del labbro mostrando un po’ di disgusto. Fofana, uscito col Verona, non desta preoccupazioni (a chi? boh) Tornano Leão e Pulisic dal girone sabbatico passato alle Mal-Dive. Spalletti sta tremando. Comunque la Champions è a un passo, ma qua lo scontro è direttissimo, si rischia di rimetterci la faccia e di nuovo in casa. Saelemaekers torna dal primo minuto. Boh, forse è una notizia, salti di gioia però non ne porta.

Juventus

Juve, lo Spalletti che piace

Bella Juventus contro il Bologna: entrati in partita benissimo, hanno iniziato ad aggredire e non hanno smesso più. Un 2-0 tondo tondo, come il cocomero tondo tondo sulla testa di Spalletti, che voleva essere il più forte del mondo, che voleva tutti quanti superare: un bel giorno si mise a CAMBIARE! Spalletti ha cambiato questa Juve, ne ha cambiato garra e attitudini, ha fatto i suoi esperimenti che lo hanno ripagato e ora i tifosi bianconeri sono abbastanza soddisfatti. Ok, non lottano per niente, ma è una stagione di transizione. Già le sirene del mercato iniziano a suonare e a rinfrancare gli animi, Spalletti ne sarà molto rinfrancato (crediamo che possa essere la volta buona che gli comprino un attaccante come vuole lui, povero patato!). Notizie poco piacevoli arrivano al momento dall’infermeria: Yıldız sta continuando ad allenarsi a parte (ma pare ce la farà). Purtroppo per i bianconeri, non è l’unico a fare allenamento differenziato: Holm è con lui e anche Thuram. Insieme stanno organizzando un giro di burraco, ma difficilissimo spiegarne le regole a Yıldız, troppo giovane per quasi tutto, figurarsi per il burraco. Inutile girarci intorno: la Juve parte favorita in vista di questa sfida e rischia di raggiungere il Milan lassù. Ottima e abbondante.

Cagliari – Atalanta

Lunedì 27 aprile, ore 18.30

Quota “1” bet365Quote “X” bet365Quota “2” bet365
4.503.601.80
Cagliari

Cagliari, il rinnovo di Pisacane?!

Si dice in giro che, in caso di salvezza, potrebbe scattare il rinnovo di Pisacane per un altro anno, portando il suo contratto al 2028. Ci sono tifosi cagliaritani che sono sul piede di guerra (per modo di dire, i cagliaritani non sanno muovere guerra, per fortuna). Certo, non c’entra nulla la sconfitta del Meazza contro l’Inter, sconfitta che tutto sommato ci si poteva aspettare. Anche se nel primo tempo il Cagliari avrebbe potuto mettere a segno qualche colpo, perché i nerazzurri avevano approcciato la partita in modo poco convincente. L’Inter passeggiava e il Cagliari “teneva bene il campo” qualsiasi cosa significhi, anche perché ogni volta pare si parli di giardinieri, non di calciatori. Comunque, dopo aver tenuto bene quel che potevano, con l’atteggiamento giusto (atteggiamento, cioè, di quelli che prendono milioni per giocare a pallone), si va all’intervallo sullo 0-0. Solo che poi appena l’Inter ha capito che forse avrebbe solo dovuto girare la palla a 10 all’ora invece che a 5, ecco qua il tracollo sardo. La squadra sembra non essere allenata, diciamola tutta. In più, c’è il giallo Kılıçsoy, che nella testa di Pisacane “non gli dà abbastanza garanzie”. Diciamoci la verità, amici del Cagliari: il rinnovo di Pisacane non dovrebbe stare né in cielo né in terra, ma tant’è. Non si è costruito nulla in un anno e le idee sembrano confuse: Borrelli titolare, toglie Gaetano e mette Deiola sul 2 -0… mah, forse torna Kılıçsoy dal 1′. Sarebbe già qualcosa. Povero Palestra, pensa che sei solo in prestito.

Atalanta

Dea, a Bergamo previsti uragani

Doloroso pareggio contro la Roma ma, più di ogni cosa, dolorosissima sconfitta contro la Lazio in Coppa Italia: doveva essere una partita presa di petto con atteggiamento pazzesco e invece la Dea non ha fatto una bella figura in campo. A fine match Luca Percassi cerca di distogliere l’attenzione dalla prestazione nerazzurra parlando di torti arbitrali, cercando in ogni modo qualcuno che potesse anche solo pensare di porre mezza domanda su allenatore e squadra. Per difendere la squadra ci ha rimesso un po’ di dignità. E ok. Ma Palladino, quel maschio angioino, come mai non era in conferenza stampa? Dichiarazioni roboanti prima (sulla falsariga de “è la partita più importante della mia vita”) e poi diserti? Ma che maschio sei? Era forse il caso di fare mea culpa per scelte e valutazioni, mica altro. La società voleva mandare solo il presidente? E tu insisti, perché è la tua faccia quella che si scioglie, invece così fai la figura di quello che si vuole tenere la sua aura da guru anche quando le si busca. Poi magari un giorno parleremo di come i giocatori si allenano a tirare i rigori, perché noi vediamo che Benji si allena parando rigori, ma Holly? Palladino non è Gasperini, ok, ma settimi e fuori da tutto è dura da digerire. Ora, in vista del Cagliari, bisogna capire come si sta dopo i tempi supplementari di Coppa. Abbiamo una curiosità: come mai l’Atalanta ha sperimentato solo all’andata della partita col Bayern? Due: come mai investire tanto per la Champions a scapito del campionato?

Lazio – Udinese

Lunedì 27 aprile, ore 20.45

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1.953.304.20
Lazio

Lazio, nonostante tutto

Oltre a ogni difficoltà, grazie a un pischello tra i pali di nome Edoardo Motta, che para 4 rigori su 5 (ma possiamo anche dire 5 su 6, se contiamo quello di Bologna), la Lazio andrà in finale di Coppa Italia, gonfiando d’orgoglio il petto dei propri tifosi. E occhio, perché a queste condizioni l’anno prossimo ci si gioca anche la Supercoppa Italiana. E poco importa se sugli spalti c’era pure Lotito: bisogna pensare alla faccia di Motta, di Noslin, di Gila, di Taylor ma soprattutto al volto e al cuore di quel grande uomo di Maurizio Sarri, che abbiamo un po’ preso in giro ma sempre col sorriso (pensando al suo broncio, sorridiamo sul broncio), che due anni fa non potè giocarsi la finale di Coppa Italia. E tutto questo quando? Quando in campionato hai battuto il Napoli al Maradona, frantumando ogni possibile residuato di speranza nella lotta scudetto, candidandoti per il ruolo di ammazza sogni delle pretendenti al titolo di Campione d’Italia (l’anno scorso l’Inter, quest’anno i partenopei). E va bene, Lotito spende soldi a caso senza rispetto per le idee del mister, pare che sono anni che cerca di distruggere la Lazio dall’interno ma niente, gli aquilotti volano in finale, zì! E i tifosi fanno bene a essere orgogliosi: hanno eliminato il Milan, il Bologna e l’Atalanta! Occhio, Inter, che qua nulla è facile. Giocherà la finale in casa, vediamo se andranno allo stadio. Bisogna capire come si sta dopo l’impegno, soprattutto Gila.

Udinese

Udinese, un'occasione, un gol (preso)

Il Parma una settimana fa ha fatto un’azione e un gol. L’Udinese senza Davis non riesce a pungere una reazione di livello, per quanto il secondo tempo sia stato un po’ più pimpantino. Qua non si fa in tempo a servire una bella prestazione che il piatto successivo esce dalla cucina scotto e senza sale. Poi per forza vien voglia di abbondare coi liquidi, no? Ok, l’obiettivo dovevano essere i 50 punti e si è ancora in carreggiata per poterci arrivare, ma ogni volta la stagione si esaurisce a questo. Nota statistica: l’Udinese vince più fuori casa che dentro. Cosa gli fate mangiare? Zaniolo ha corso, per quanto forse non sia al massimo della sua forma, per citarne uno. Contro il Parma, è da dire, è stata dura per tutti, perché è una squadra che comunque ti porta a giocare una mezza schifezza, chiuso com’è. Forse sarebbe potuto entrare Miller? Runjaić, come mai lo hai tenuto seduto? L’Udinese è una squadra che non può fare la partita, perché la sua forza sta nelle ripartenze. E ok. Ma quindi col Parma, o con squadre come il Parma, che si fa? Mica puoi obbligare gli avversari a giocare come torna comodo a te. Ma che il Parma non gioca come torna comodo ai friulani già si sapeva, Runjaić non ha studiato. Poi, Zaniolo falso nueve non si può vedere. Nel senso che proprio gioca nella metà campo friulana, invisibile. Il dato del possesso palla ai tifosi non interessa: col Milan non si è avuto possesso palla, ma i rossoneri son stati inchiodati. Bon. I tifosi invocano Arizala! Davis ancora fuori, Karlstrom squalificato e Kristensen da valutare.

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Elettra D., recensioni e pagine tematiche

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Titolo di studio Laurea in Critica e Teoria della Letteratura
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Elettra D. è sbarcata a Time2play nel 2021, una delle prime contributor a essere arruolata per le pagine italiane del sito, dopo anni di esperienza nella scrittura di contenuti, legati (ma non solo) al mondo del gambling online; la molla è stata proprio il paragone con il modo di lavorare di altre aziende in questo campo, esplicitamente orientate alla vendita di un prodotto o una piattaforma di scommesse e casinò e poco interessate alla formazione degli utenti, alla loro salvaguardia e corretta informazione.

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