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Serie A 2026/27, giornata #3: consigli scommesse, pronostici

Scritto da Elettra D.
36 min. di lettura
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Finalmente la parte più dura della stagione, quella che fa accapigliare i tifosi rendendoli esperti di nomi esotici assolutamente mai sentiti dopo una scorpacciata di “xxx best skills” (sostituire a “xxx” un qualsiasi nome di calciatore sconosciuto pure a se stesso), è finita.

Il mercato estivo ha dato i frutti che doveva dare, ha fatto marcire quelli che non sarebbero dovuti marcire (vedi alla voce: Tomori) e ha fatto cantare sirene poi affogate (so’ greche). Ah no, alt. C’è ancora chi spera nel mercato arabo e in quello turco, ma non so se ce li vediamo, gli arabi, a piombare su Tomori con le scimitarre nello sguardo. Poi oh, la vita è ricca di sorprese.

Giornata tosta piena di scontri pazzeschi la numero tre della Serie A 2026/27: Inter contro Napoli, Juve contro Milan, Roma contro Atalanta e Udinese contro Lazio! Nota statistica colorata: dopo due giornate non si registra ancora uno 0-0. Tifosi… contenti?

Avete allacciato le cinture? Eurobet* ci assisterà nella messa in posa delle quote per questa terza giornata dopo i fuochi della seconda! Luci, sipario: si va in scena!

Chi vince festeggia, chi perde spiega

  • Miglior pronostico della scorsa giornata: Varela Marcatore Sì (3.45), preso e preso bene.

  • Peggior toppata della scorsa giornata: Napoli – Como (1-2), 1 secco (2.50), Allegri ci deludi.

Genoa – Como

Venerdì 4 settembre, ore 20.45

Evento📈 Quota Eurobet
⭐ Vince Genoa▶ 5.20
❌ Pareggio▶ 3.35
⭐ Vince Como▶ 1.77
Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Genoa

Genoa, per un puntin frin frin

La sconfitta per il Genoa, nelle prime due giornate, non sta solo nel risultato: certo, esiste il risultato, ma sono due partite che si sono svolte in modo estremamente diverso. Ottimo primo tempo contro il Napoli, poi è finita come sappiamo, ma non ci vogliamo tornare; contro la Lazio è stata una partita diversa, per attitudine. Non si tratta di bocciare nessuno, qua: sono solo due giornate. Nella partita contro i biancocelesti, i peggiori biancocelesti da vent’anni, cosa si è combinato? Ok, se Mandas non fa il miracolo su Frendrup, la partita si pareggia, ma non possiamo parlare di questo. Il Genoa sembra che abbia dimenticato come si gioca a pallone e De Rossi che si sia dimenticato di come metterli in campo. Ok DDR, lamentarti ti sei lamentato, la tua scena l’hai fatta, hai anche ingaggiato una lotta muscolare con un giornalista “amico tuo” (davvero tante virgolette), ma qua la classifica, dopo due giornate, piange. Quindi che si fa? Si (ri)prende il Faraone El Shaarawy, ovviamente. Felicissimo, dice, di tornare a vestire questa maglia, perché il Genoa sta nel DNA della sua famiglia, perché così chiude il suo cerchio, perché a Genova ha vissuto le prime gioie da professionista, insomma, un monte di perché. Ma come abbiamo fatto a non pensarci subito? Rendiamo ancora più giallorosso questo grifone, diamogli un altro accento, basta belìn, passiamo ad altro, grazie. L’idea sarebbe quella di schierarlo dietro Vitinha e Colombo (le punte genoane, per chi non stesse tenendo il passo); le condizioni di Traorè migliorano a vista d’occhio e registriamo una grande attesa per lui. Contro il Como, comunque, non sarà certo la partita più facile da affrontare per racimolare qualche puntin (frin frin, semicit. di Enzo Jannacci, per chi se lo chiedesse). Occhio alla fascia destra, mister Daniele: Sabelli o Drameh? In tutto questo, Osmajić davanti spinge per partire titolare: scansato con grande accuratezza da tutte le aste del Fanta, siamo pronti a mangiarci il cappello per non averti preso a due, piccolo Osmajić.

Probabile per la terza: Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Sabelli, Frendrup, Amorim, Ellertsson; Baldanzi; Vitinha, Colombo. Modulo: 3-4-1-2.

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Como

Como, col miglior allenatore

Il Fabregas ha vinto una sfida mica da ridere, vincendo il premio come miglior allenatore per la scorsa stagione: certo, portare i suoi in Champions non è stata proprio faccenda da nulla, ma la concorrenza era tosta. Christian Chivu, per dire, è uno che avrebbe meritato il premio almeno quanto lui, ma poi forse pareva brutto premiare solo nerazzurri e allora ecco l’impresa del Fabregas (comunque storica, mica niente da dire!). Tornando ai fasti recenti e lasciando un momento da parte quelli passati, il Como ha battuto il Napoli al Maradona per due a uno giocando alla grande. Si tratta di una squadra che ha tutti gli elementi al posto giusto, una rosa bella profonda, nuovi innesti da paura e ci sembra di poter dire che al momento sia una squadra comunque più completa della Roma. Possiamo dunque eleggere il Como a seconda forza del campionato? Secondo noi sì. Sanno gestire i ritmi di gara alla perfezione, con Fabregas a implorare calma in ogni momento (lui che predica la calma, fa un poco ridere, ma ok), Diao aggressivo a mordere i garretti, Baturina pazzesco per potenza e precisione, il tiro di Douvikas affatto scontato. Il tutto mentre il bel Nico Paz rimane un po’ nelle sue brume, umbratile, con la faccia tutta schiacciatina, aspetta sicuramente tempi migliori (e siamo certi che arriveranno). Con quel che l’han pagato. Occhio alla formazione, da ora, perché ora arriva anche Kean e sarà difficile vedere sia lui che il greco in campo: difficilmente il tecnico giocherà con due punte. Anzi, già vi diciamo che non lo farà. Certo, Cesc ha dimostrato di avere nel taschino un mucchio di mobilità tattica, tipo quando c’è da portare a casa il risultato ora si mette anche a cinque dietro (ha imparato qualcosa, si direbbe). Andando a Genova ci saranno le condizioni di Addai da valutare, ma l’undici ci sembra di non troppo difficile individuazione.

Probabile per la terza: Butez; Couto, Ramon, Chalobah, Valle; Milla, Da Cunha; Diao, Nico Paz, Baturina; Douvikas. Modulo: 4-2-3-1.

Fiorentina – Torino

Sabato 5 settembre, ore 15.00

Evento📈 Quota Eurobet
⭐ Vince Fiorentina▶ 1.90
❌ Pareggio▶ 3.25
⭐ Vince Torino▶ 4.50
Una maglia da calcio stilizzata con i colori della Fiorentina

Fiorentina, Grosso guaio a Violatown

Ok, perdere contro la Roma ci poteva stare, magari con qualche gol di scarto in meno ma ciao. Perdere contro il Frosinone è cosa tosta, però. E perdere male, tra l’altro: se contro la Roma ne hanno presi quattro, contro il Frosinone ne hanno presi tre. Contro il Toro contano di prenderne due, sempre senza segnare, o magari si potrebbe fare meglio? No perché il mercato è stato sfavillante fino a un certo punto, poi completamente folle: non si contano più i nomi nuovi e le due sconfitte iniziali (ma forse, ancor più di questo, l’atteggiamento e il fatto di aver preso sette reti senza averne segnata nemmeno una) non aiuteranno certo lo spogliatoio a formarsi. Poi ci sarebbe da parlare di Dragusin, che in questo avvio di stagione è sembrato un giocatore decisamente dannoso per la Fiorentina: la responsabilità è da assegnare a lui per tre dei quattro gol subiti a Roma, ma anche contro il Frosinone ci è parso in grande difficoltà. Il trend dei dribblomani in questo mercato non sembra portare grandi cose, anche perché hanno preso gente come Gnonto, insomma, mica Pelé. Perdere Kean, in quel modo poi, ha certamente lasciato il segno: si trattava pur sempre del capocannoniere della squadra e ora bisogna capire a che santo rivolgersi. Non pensiamo che Beto sia una alternativa sensata, per essere buoni. Si dice che Grosso potrebbe voler cambiare qualcosa: ma dai. Forse si metterà davanti Pellegrino e alle sue spalle Atta e Mastantuono (addirittura si vocifera di un ballottaggio Pellegrino-Beto, ma non pensiamo sia umanamente possibile). Ranieri, quel simpaticone, parte titolare: l’operazione simpatia dei Viola non si concretizza, ragazzi, nemmeno con un mercato folle come quello della scorsa estate. Riusciranno i nostri non proprio eroi a strappare un punto in casa col Torino?

Probabile per la terza: De Gea; Jimenez, Dragusin, Ranieri, Valdepenas; Ndour, Oulai, Fagioli; Mastantuono, Atta; Pellegrino. Modulo: 4-3-2-1.

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Torino

Torino, abbonato alle sconfitte per 2-1?

E sì che è un bel peccato, perché Abate poteva essere una scelta assai curiosa ma qua non sappiamo mica se mangerà il panettone. Sì, meglio dirlo subito, ci sembra uno dei papabili per l’esonero anticipato. La buona notizia per il Toro è che il signor Cacciamani non è stato venduto all’ultimo per far su un po’ di pila, il che, data la proprietà, non era per niente scontato. Eh sì, ragazzi, Urbano Cairo dice che non vende perché non c’è nessuno che vuole comprare, ma noi iniziamo ad avere il dubbio che non venda perché il Torino è diventato un mezzo semplice per lucrare al massimo e programmare zero. I tifosi non ne possono più da un pezzo, anche perché dopo 20 anni possiamo ampiamente dire che questo stato di cose ha dato tutto ciò che poteva dare, inclusa una quasi retrocessione in tempi di Covid. Ora il tifoso è sconfortato: se la stagione dovesse proprio andare bene, si ritroverebbe a maggio decimo (ma proprio a voler sognare), ma a noi sembra più di poter dire che la squadra, vista così, veleggi piuttosto verso il sedicesimo posto. Il mercato è stato al rilento, il tecnico non è stato assecondato, certo Fortini è uno che potrebbe sistemare la squadra sulle fasce, ma in mezzo? Chi ci pensa al mezzo? Ma poi possiamo anche dire che contro il Milan c’è stata una parte di gara tutt’altro che deludente? Possiamo? Bene, lo diciamo. Poi dobbiamo anche scrivere che insomma, il calendario di inizio stagione non è stato super clemente. Vogliamo fare un piccolo accenno sulla questione della porta granata, perché Paleari, che ci era piaciuto abbastanza durante la scorsa stagione, è passato dall’essere il primo portiere a diventare addirittura il terzo. Ma perché? Per noi resta un  mezzo mistero ma se c’è qualche tifoso del Toro in lettura e volesse aiutarci a capire, noi siamo qua. Occhio alla Fiorentina perché, con tutto quel popò di mercato, arriva con zero punti e molto arrabbiata, anche se pure arruffata.

Probabile per la terza: Perri; Comuzzo, Coco, Cömert; Belghali, Vlašić, Mandragora, Fitz-Jim, Cacciamani; Simeone, Adams. Modulo: 3-5-2.

Inter – Napoli

Sabato 5 settembre, ore 18.00

Evento📈 Quota Eurobet
⭐ Vince Inter▶ 1.65
❌ Pareggio▶ 3.75
⭐ Vince Napoli▶ 5.40
Una maglia da calcio stilizzata con i colori dell'Inter

Inter, 22 x 3

L’Inter ha liquidato il Cagliari e lo ha fatto con un colpo da biliardo del turco di casa, Çalhanoğlu, capace di sfidare la fisica: il turco anticipa la giocata mentre il pallone di Barella sta ancora arrivando, carica il destro con gli occhi di chi ha già visto il futuro e lo scarica dritto in porta. Un gesto tecnico che certifica uno status, quello di re italiano dei tiri da fuori area. Attorno a lui un centrocampo che i meno generosi definiscono di un altro pianeta: contro il Cagliari, poi, un Barella che pareva un trottolino indemoniato sotto una copertina di fischi dai tifosi sardi, e la panchina (Stones su tutti) bella lunga, a garantire un livello che altrove sarebbe da titolari inamovibili. La sensazione, neanche troppo velata, è che l’unica vera rivale dell’Inter sia l’Inter stessa: l’eccesso di sicurezza di chi a volte non ammazza le partite e tiene vivi gli avversari, cosa che l’anno scorso è costata cara proprio in Champions, data l’uscita anticipata contro una squadra dopotutto abbordabile, magari su un campo più clemente. Chivu, va detto, resta un allenatore bravissimo anche se ancora non del tutto “top” per semplice anagrafica di panchina: la stagione di Diouf ( comprato un anno fa come mezzala di riserva, oggi esterno che incanta) dice tutto sul lavoro fatto, anche a livello immaginativo, dato che la posizione originaria del Foot non era certo quella. Le pazze idee di mister Chivu. Iniziamo a vedere Curtis Jones, il terzo incomodo nel trio con Çalhanoğlu e Barella: alla lunga potrebbe dire la sua e già ne abbiamo avuto un assaggio. Attenzione, però: fino al 20 settembre il campionato resta in maschera: un grande ballo a cui tutti siamo invitati, che durerà fino alla fine della lunghissima sosta nazionali, quindi le vere gerarchie si vedranno solo più avanti. A Napoli, intanto, l’Inter va a caccia della conferma definitiva e Chivu decide di schierare un Crack in più sulla fascia, a spingere di brutto. Due squadre per tre competizioni: 22×3.

Probabile per la terza: Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Diouf, Barella, Çalhanoğlu, Zieliński, Dimarco; Esposito, Lautaro. Modulo: 3-5-2.

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Napoli

Il muso lungo, cavallino, di Allegri

Il Napoli è caduto in casa del Como (1-2) e il giudizio, per noi che guardiamo con occhio critico, è un pochino impietoso: squadra deludente, con un Allegri giudicato fin troppo conservativo sia nelle scelte iniziali che nei cambi a partita in corso (STRANO), l’ennesima conferma di un allenatore che non riesce a uscire dal proprio identikit. Ormai l’aggettivo “allegriano” è utilizzato anche sulle carte di identità nazionali alla voce “segni particolari” per definire un concervatore, tipo. La difesa ha le sue colpe evidenti: sul primo gol un errore di lettura di Olivera, che corre lontano dal pallone invece di andarlo ad aggredire, tipo Candy Candy sbronza; sul secondo la nota “palla che singhiozza” data da Anguissa, con annessa responsabilità di lettura di Rrahmani, una prece pure per lui; la costruzione dal basso, per chi storce il naso, non è il problema: il problema è semplicemente sbagliare un passaggio, che può capitare a chiunque giochi a pallone. Ma se ne sbagliano troppi. Le scelte di formazione fanno discutere: McTominay schierato lontanissimo dalla porta avversaria, Alisson Santos in panchina (proprio lui che l’anno scorso in volata fu decisivo), Vergara mai entrato, Politano tenuto in campo nonostante una prova opaca. E poi c’è De Bruyne, entrato e capace di cambiare gli equilibri, ma di cui va capito lo stato atletico: ha una qualità che nel Napoli non ha nessun altro e la domanda vera è dove Allegri deciderà di piazzarlo. Nel frattempo pesa l’assenza di McTominay, fermato da un’aritmia cardiaca (per fortuna benigna) e atteso dopo la sosta nazionali. Resta il sospetto, sussurrato più che gridato, che Allegri sia diventato fin troppo passivo con la società: non gli è stato preso proprio nessuno. A San Siro, contro l’Inter capolista, il muso lungo azzurro cercherà finalmente il sorriso, lui, esperto com’è di musi cortissimi. Occhio, certe mollezze non saranno tollerate nemmeno dagli avversari di questa terza giornata: andrà come l’anno scorso, una vittoria e un pareggio per i partenopei? Vediamo, dai!

Probabile per la terza: Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin, Spinazzola; Anguissa, Lobotka, De Bruyne; Politano, Højlund, Alisson Santos. Modulo: 4-3-3.

Roma – Atalanta

Sabato 5 settembre, ore 20.45

Evento📈 Quota Eurobet
⭐ Vince Roma▶ 1.47
❌ Pareggio▶ 4.35
⭐ Vince Atalanta▶ 7.10
Una maglia da calcio stilizzata con i colori della Roma

Roma, se vedemo a Circo Massimo?

La Roma ha aperto la stagione con un poker alla Fiorentina e un tre a zero al Frosinone: prestazioni che ci sembrano tra le più convincenti di tutta la carriera di Gasperini. Ma il suo capolavoro lo ha messo a segno fuori dal campo, quando ha preso il telefono e minacciato la società di andarsene se gli avessero venduto Koné proprio sul gong: carattere, personalità, voglia di prendere a sberle i dirigenti. Puro distillato di Gasperini. Spettacolare l’intesa Dybala-Malen, quindi si cerca un modo per lasciare Dybala in panchina contro la Dea, ma resta soprattutto la sensazione di un mercato condotto benissimo. Gasperini stesso ha parlato di “due capitani” arrivati in estate (De Roon e Belardi) e il punto non sono solo gli innesti tecnico-tattici funzionali alla sua filosofia, ma la leadership e la personalità portate dentro lo spogliatoio. Segno di una squadra che sa anche far crescere chi sembrava già arrivato al capolinea: il lancio di Hermoso, da cui nasce il secondo gol alla Viola, è lì a dimostrarlo. La notte dei morti viventi, tipo, ma alla carbonara. Attenzione però all’ambiente: Roma è una piazza che sa esaltarsi e deprimersi con la stessa velocità e un Olimpico pieno può valere quel 5-10% di energia in più che a fine stagione fa la differenza. A proposito di De Roon in mezzo al campo: fedelissimo di Gasperini, difficilmente titolare fisso, ma prezioso nelle rotazioni di una squadra che affronta pure la Champions. Il Gasp rivoleva suo figlio e ne ha riottenuto l’affido, tipo. Contro l’Atalanta, la Roma prova a blindare il primato in classifica, ma si tratta del primo vero banco di prova contro una squadra dalle spalle grosse.

Probabile per la terza: Svilar; Ghilardi, Mancini, Hermoso; Lulli, Cristante, Koné, Wesley; Mora; Dybala, Malen. Modulo: 3-4-1-2.

Una maglia da calcio stilizzata con i colori dell'Atalanta

Atalanta, la Dea fa la spesa a Bologna

L’Atalanta viaggia a punteggio pieno dopo due giornate, arrivando all’Olimpico con il sorrisone e le idee che sembrano chiare, nonostante siano state spiegate ai giocatori a suon di sputi e parolacce. O così ci piace pensare. Sarri, salvo sorprese, dovrebbe confermare l’undici che ha steso il Bologna nell’ultima uscita, ma la sensazione, dopo il gol-partita firmato da Samardžić, è che il serbo si sia guadagnato sul campo una maglia da titolare, con Pašalić in leggero svantaggio nel ballottaggio. Davanti resta il collaudato trio De Ketelaere-Scamacca-Raspadori, mentre la retroguardia (Zappacosta, Kossounou, Scalvini, Bernasconi) sembra aver trovato l’equilibrio giusto per reggere anche una piazza saputella e brontolona come quella di Bergamo. Il mercato, intanto, ha riservato scintille fino all’ultimo respiro: la Dea ha chiuso per Jonathan Rowe in uscita dal Bologna, l’ultimo vero colpo di questa sessione estiva: una testa di cuoio per il soldato Sarri. E infatti dovrebbe subito partire titolare, con il mister a cui non pare vero di conoscere finalmente il nome di un acquisto e dato che sa come chiamarlo e strigliarlo da bordo campo, decide di buttarlo subito in mischia. Fuori causa Hien e Kamaldeen Sulemana, entrambi attesi al rientro dopo la sosta, mentre Ahanor ha detto addio, sempre per quel fatto di Sarri che non sapeva come urlarlo. Contro la Roma di Gasperini l’Atalanta si gioca una prova di maturità vera, la prima contro un avversario di pari categoria (anzi, superiore) dopo un avvio quasi troppo facile. Chi vince questa partita si candida seriamente al ruolo di anti-Inter o quantomeno di comprimario di lusso in questo campionato che, repetita iuvant, si vedrà per davvero solo da ottobre in poi. Il generalissimo Sarri è pronto e felice. No, non sembra, ma vi assicuriamo che a oggi è felice.

Probabile per la terza: Carnesecchi; Zappacosta, Kossounou, Scalvini, Bernasconi; Samardžić, Gaetano, Ederson; De Ketelaere, Scamacca, Rowe. Modulo: 4-3-3.

Parma – Monza

Domenica 6 settembre, ore 15.00

Evento📈 Quota Eurobet
⭐ Vince Parma▶ 2.50
❌ Pareggio▶ 3.00
⭐ Vince Monza▶ 3.05
Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Parma

Parma, serrate i ranghi, si torna al 5-3-2!

Il Parma di Cuesta prova a tornare al suo abito di sempre, il 5-3-2, ma tutto ruota attorno alle condizioni di Bernabé, uscito dalla Coppa Italia per un affaticamento muscolare e da verificare fino all’ultimo. Se non ce la fa, davanti resta ancora spazio per El Bilal Touré, con Lontani (il predestinato classe 2008 che ha stregato mezza redazione sportiva alla sua prima da titolare) pronto a subentrare dalla panchina in caso di necessità. Dietro, Ordonez e Konate si giocano un posto quasi alla pari: una rosa che, tolti i titolarissimi, resta ancora un cantiere aperto, fatto normale per una squadra che punta tutto sui giovani e che deve reggere l’urto di un campionato lungo. Indisponibili anche Nicolussi Caviglia, ancora ai box, oltre naturalmente al già citato Bernabé: un centrocampo ridotto all’osso per Cuesta, che dovrà fare di necessità virtù. Il Parma resta comunque una delle squadre più simpatiche da seguire di questa Serie A, quella che fa dei suoi giovani un manifesto (Lontani su tutti, ma non solo), e che a ogni turno rischia di regalare la sorpresina di giornata. Ce lo ricordiamo tutti, vero?, il gol di Troilo contro il Milan, la scorsa stagione? Se non ve lo ricordate non siete molto attenti, andate a ripassare prima di procedere con la visione della prossima giornata di Serie A. Contro il Monza, neopromossa in cerca di certezze, o quantomeno di liberarsi di qualche dubbio di troppo, è scontro diretto vero, i match in cui i punti pesano doppio: chi perde rischia di ritrovarsi subito invischiato nella premonizione di lotta salvezza, chi vince si regala respiro per affrontare il resto di un campionato che, per due matricole così giovani, si preannuncia lungo e complicato. Occhio sempre all’esempio Cremonese dell’anno scorso, però, ok? Non sapete di cosa parliamo? Ripassare, svelti!!

Probabile per la terza: Corvi; Britschgi, Delprato, Troilo, Ndiaye, Valeri; Ordonez, Keita, Fabbian; Romero, Toure. Modulo: 5-3-2.

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Monza

Monza, da un pugno chiuso una carezza nascerà?

Il Monza arriva a questa terza giornata reduce da due scoppole mica da ridere, soprattutto quelle prese a San Siro dall’Inter, il battesimo del fuoco, e Jurić sa bene che è tempo di raccogliere qualcosa di più concreto. Il nuovo corso brianzolo (proprietà americana, filosofia dati-alla-mano, rosa giovanissima costruita sul detto “meglio una pera acerba oggi che una gallina vecchia”) resta affascinante sulla carta, ma la Serie A, si sa, non fa sconti a chi deve ancora completare l’apprendistato. Occhio quindi a non perdersi in questa tentacolare Brianza di detti e non detti, di capannoni pieni di belle speranze e di nebbie da branchie. Colpani, dopo il gol segnato all’Udinese, va verso la conferma sull’esterno, con Cutrone e Varela (out a’sto giro a favore di Mota, per una contrattura) riconfermati là davanti: il tridente offensivo, insomma, sembra l’unica certezza in un undici altrimenti ancora tutto da scoprire. Piccola nota: anche nelle aste del Fanta a cui abbiamo partecipato c’era grande speranza su Varela. Il che dice tutto della disperazione che può attanagliare i cuori nelle serate post vacanze. Dietro, sulla linea a tre, c’è ancora spazio per il giovane Kouadio, altro figlio di quella linea verde che il nuovo corso ha scelto come marchio identitario (età media della batteria di rinforzi estivi: ventun anni, cestini dell’asilo, merende preparate dalle mamme, capriccetti per andare all’Aquapark). Assente Pessina, il capitano, che non tornerà prima della decima giornata: un’assenza tosta per personalità ed esperienza, proprio nel momento in cui la squadra ne avrebbe più bisogno per non smarrirsi dentro ai primi passi. Contro il Parma, reduce da un ko interno col Cagliari, è una sfida-salvezza estiva: chi si sblocca per primo si mette al riparo, almeno per un turno, dall’ansia da fondo classifica, che è vero che tutto è appena iniziato, ma chi parte male ha il fondoschiena sporco (altro detto brianzolo, non è colpa nostra se non conoscete la schiettezza brianzola). Il Monza, va detto, ha tutte le attenuanti di una rivoluzione ancora in corso: ma prima o poi, per continuare a crederci, serve anche un risultato buono, caro Jurić, te la buttiamo lì come suggestione, poi vedi tu.

Probabile per la terza: Thiam; Kouadio, Ziółkowski, Carboni; Birindelli, Akinsanmiro, Folorunsho, Mangas; Colpani, Mota; Cutrone. Modulo: 3-4-2-1.

Frosinone – Venezia

Domenica 6 settembre, ore 15.00

Evento📈 Quota Eurobet
⭐ Vince Frosinone▶ 2.70
❌ Pareggio▶ 3.30
⭐ Vince Venezia▶ 2.55
Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Frosinone

Frosinone, i bambini che non giocano a nascondino

Il Frosinone arriva alla terza giornata con la fama consolidata di squadra che si suda tutto ma che non si nasconde mai, men che meno sul campo da gioco. Alvini dovrebbe confermare il collaudato 4-3-3, con parecchi ballottaggi ancora aperti in ogni reparto (rosa corta, ok, ma con tanto spricio di mettersi in mostra) e con Bîrligea, già assaggiato il campo nei minuti finali dell’ultima uscita, che già sentiamo scalpitare dalla panchina dove per ora sta ancora legato. Cioè, scusate, “relegato”. Davanti c’è ancora Raimondo, il protagonista eroe della cavalcata promozione ma pure di questo inizio in Serie A, a cui si chiede di reggere il peso di un attacco giovanissimo, mentre dietro Calvani e Bracaglia ( due classe 2004-2005 che a inizio ritiro erano fuori dalle rotazioni, per dire) si sono presi il posto sul campo con le buone maniere, cioè giocando bene e dicendo pochissime parolacce. Indisponibile Schmid, che non rientrerà prima della quarta giornata: un’assenza che pesa su un centrocampo già di per sé cortissimo di alternative. La squadra, insomma, resta quella descritta fin dalla prima giornata, con una identità precisa, fame da subappaltare e quella bislacca sensazione di poter sempre giocarsela alla pari anche contro chi sulla carta vale il doppio, magari pure il triplo. Contro il Venezia, altra neopromossa che deve ancora trovare continuità, è scontro diretto puro: chi porta a casa i tre punti si allontana per un turno dalla zona rossa, anche se ancora rossa non è, ma già la immaginiamo così, chi perde rischia di ritrovarsi subito nei bassifondi della classifica e di perdersi di morale per risalirne. Occhio ai gorghi! Per i ciociari, che hanno già dimostrato di saper mettere paura anche alle big, è l’occasione giusta per trasformare il coraggio in qualcosa di più concreto: tre punti pesanti, di quelli che “ci rivedremo a maggio per fare i conti del De Siervo”.

Probabile per la terza: Palmisani; Oyono, Calvani, Monterisi, Bracaglia; Hasa, Calò, Masini; Fini, Raimondo, Kvernadze. Modulo: 4-3-3.

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Venezia

Venezia, fiducia dai!

Il Venezia arriva a questa terza giornata ancora a caccia del primo punto stagionale, dopo la doccia gelata dell’esordio (0-2 in casa col Lecce, con Falcone-muro dall’altra parte e un errore pesante di Bella-Kotchap) e una prestazione, in generale, opaca come vetro di Murano uscito male. Stroppa, però, non cambia rotta: conferma la coppia d’attacco Adams-Yeboah e pure il cuore del centrocampo, con Busio e Bašić ancora protagonisti in mezzo al campo. Una scelta di continuità che ha un senso preciso: i valori in rosa ci sono (ce lo dicono le credenziali di Adams, arrivato con buoni voti dopo l’esperienza a Siviglia, e quelle di Yeboah, uno degli MVP della scorsa Serie B) e serve solo tempo perché i tanti nuovi trovino l’amalgama giusta, tra un’ombra e un’altra. Il rischio, sempre in agguato per Stroppa, è quello della vecchia etichetta di allenatore poco adatto alla massima categoria: un marchio che il tecnico spera di scrollarsi di dosso partita dopo partita, anche se sarà difficile. Da valutare le condizioni di Moreno, mentre restano fuori causa fino all’ottava giornata sia Sverko che Adorante, quest’ultimo MVP della scorsa Serie B rimasto finora ai margini per infortunio, mannaggia all’ostreghèta: un’assenza pesante per chi cerca gol, sia che si parli di Stroppa sia che si parli di Fanta. Contro il Frosinone, altra matricola in cerca di punti vita, è già uno scontro diretto da vietare ai cardiopatici, tipo zio Gigi: due squadre che condividono lo stesso sentiero e la stessa urgenza, quella di scoprire quanto vale davvero la loro “versione Serie A”. Per il Venezia, che di talento ne ha e che finora non è riuscito a tradurlo in punti, è la partita giusta per cominciare a farlo. Aspettando Adorante come il Natale.

Probabile per la terza: Stanković; Schingtienne, Bella-Kotchap, Halhal; Hainaut, Kike Perez, Busio, Bašić, Correia; Adams, Yeboah. Modulo: 3-5-2.

Bologna – Sassuolo

Domenica 6 settembre, ore 18.00

Evento📈 Quota Eurobet
⭐ Vince Bologna▶ 2.00
❌ Pareggio▶ 3.40
⭐ Vince Sassuolo▶ 3.75
Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Bologna

Bologna, la nuova dimensione è molto stretta

Il Bologna arriva a questa terza giornata da separato in casa con la propria storia recente e il termine più gettonato per descrivere questa situazione speciosa è “ridimensionamento”: tanto brusco quanto rapido, fa malissimo ai tifosi. Dopo due stagioni da sogno (Coppa Italia, Champions, quarti di Europa League e cotillon sotto forma di articoli di giornale adoranti), l’estate ha portato via pezzi pregiati come Freuler (leader silenzioso dello spogliatoio), Lucumí (mai più lo stesso senza Beukema al fianco), Castro e Francesco Guccini, sostituiti da innesti che, con tutto il rispetto, non sono esattamente la stessa cosa: tra questi il difensore Heggem, che difficilmente verrà ricordato come Il Colpo alla Sartori, e Cesare Cremonini, a cui vogliamo bene ma insomma. E proprio Sartori, secondo i più maliziosi, non avrebbe avuto le mani libere per lavorare come ai tempi d’oro di Bergamo: si è venduto tanto, certo, ma tutto insieme e con una fretta poco da vecchia scuola, decimando sogni e speranze col tosaerba. Sul fronte mercato, intanto, anche Rowe ha chiuso la porta andando all’Atalanta per una trentina abbondante di milioni. Che tristezza, questo ridimensionamento. Contro la Lazio (0-1) la squadra ha fatto pochissimo, salvando appena l’onore con un’occasione di testa di Odgaard sullo 0-0, neutralizzata da una gran parata di Mandas: un episodio che ci dice dello smarrimento di una squadra che ha perso convinzioni, entusiasmo e punti di riferimento. A Tedesco, mister che più che essere condottiero è un grato vassallo, va concesso tempo, come già capitò a Italiano dopo l’era Motta: ma servono anche gli strumenti giusti e per ora il mercato non ha aiutato granché. Orsolini, pupillo dei fantallenatori, resta un’incognita, uscito acciaccato da Bergamo; contro il Sassuolo, in casa, il Dall’Ara ha un bisogno disperato di tornare a sorridere anche dalla scatolina in cui è stato rinchiuso.

Probabile per la terza: Skorupski; Holm, Helland, Heggem, Miranda; Moro, Ferguson; Bernardeschi, Odgaard, Cambiaghi; Piccoli. Modulo: 4-2-3-1.

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Sassuolo

Sassuolo, Bakola ma non mola

Il Sassuolo arriva al derby del Dall’Ara reduce da una partita vinta col Torino (2-1) che, dal punto di vista della prestazione, è stata decisamente migliore di quella disputata a Bergamo, dove la squadra era in piena emergenza difensiva. Il nome del momento è Bakola: impressione clamorosa già vista in Coppa Italia contro il Cesena, fisicità, gamba e tecnica da vendere e in questo momento giudicato addirittura più avanti di Adžić nelle gerarchie di Aquilani. Il contesto, per lui, sembra perfetto: una piazza senza pressioni eccessive e un allenatore che coi giovani, storicamente, sa aspettare e coltivare. Berardi, entrato e a segno immediatamente contro il Toro, resta il jolly che permette ad Aquilani di restare fedele al 4-3-3 classico con Volpato e Laurienté a completare il tridente offensivo; lo stesso Volpato, reduce da un Mondiale che gli ha fatto evidentemente bene assai, sembra oggi molto inserito nelle idee tattiche del tecnico. Da seguire con curiosità anche il progetto legato al neoacquisto Seba Esposito, atteso disponibile al Dall’Ara: l’idea, non troppo diversa da quella sperimentata a Catanzaro, potrebbe essere quella di farlo arretrare sulla trequarti, anche se la cautela, dopo una separazione dal Cagliari giudicata tutto fuorché lineare, resta d’obbligo: come sta, dentro, Seba Esposito? Dal dentro al dietro, grazie alla vostra inviata: il pacchetto difensivo con Idzes e i nuovi innesti sembra ormai sistemato, nonostante l’errore di Macchioni alla sua seconda da titolare in A (il club, comunque, continua a credere fortemente in lui anche se noi non tanto). Il precedente della scorsa stagione, quando il Sassuolo perse le prime due per poi ingranare dalla terza, è di buon auspicio.

Probabile per la terza: Murić; Cinquegrano, Idzes, Leynen, Doig; Adžić, Matić, Bakola; Volpato, Bowie, Laurientè. Modulo: 4-3-3.

Juventus – Milan

Domenica 6 settembre, ore 20.45

Evento📈 Quota Eurobet
⭐ Vince Juventus▶ 2.05
❌ Pareggio▶ 3.25
⭐ Vince Milan▶ 3.70
Una maglia da calcio stilizzata con i colori della Juventus

Juventus, è la dura legge del bah

La Juventus arriva al big match con il Milan portandosi dietro un refrain, quello del “c’è sempre un bah”: la prestazione contro il Parma è stata giudicata da alcuni fin troppo severamente nei primi 45 minuti, coi soliti, cronici problemi nell’ultimo terzo di campo, dove concretezza e qualità continuano a fare capolino solo a corrente alternata. Ora è arrivato Woltemade e vediamo come se la caverà, il baffo: no, noi non diremo a chi somiglia. La buona notizia, comunque, porta il nome di Nico Gonzalez: impatto tutt’altro che banale, un tiro da fuori e un’imbucata illuminante a certificare che il ragazzo, considerato fino a due anni fa un top player assoluto prima di essere relegato a comparsa nell’era Thiago Motta, può ancora incidere. Chi lo ricorda avrà negli occhi pure il suo peso specifico nella semifinale mondiale dell’Argentina contro l’Inghilterra: un giocatore che quando la testa è quella giusta sa ancora spostare gli equilibri, come Bonucci, più di Bonucci. Il mercato firmato Giuntoli (Koopmeiners, lo stesso Nico Gonzalez, Douglas Luiz) resta un investimento a lungo termine, che potrebbe chiedere un mucchio di pazienza prima di dare i frutti sperati. Scusate, levate Koop dalla lista, per lui pazienza finita. Spalletti non riesce a recuperare McKennie, fermato da un affaticamento muscolare, e tiene d’occhio Cambiaso, uscito con una distorsione alla caviglia; fuori causa Ekhator, Cabal, Thuram e soprattutto Yıldız, il cui rientro non è previsto prima della quattordicesima giornata, un’assenza che pesa parecchio sulla qualità offensiva bianconera. Il tema più delicato, comunque, resta quello della leadership: chi la porta in campo, quando le cose si complicano? Certo è inutile sperare in Locatelli, giusto? Una domanda che la Vecchia Signora si porta dietro da un po’ e a cui nemmeno l’arrivo di rinforzi di categoria ha ancora dato una risposta definitiva. Contro il Milan, in casa, la Juve cerca la prima vera prova di maturità stagionale: vediamoli, questi benedetti frutti, ora che Giraudo torna a infuocare gli animi con le sue dichiarazioni. Torniamo al campo, bitte.

Probabile per la terza: Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumí, Çelik; Locatelli, Douglas Luiz; Conceiçao, Nico Gonzalez, Boga; Kolo Muani. Modulo: 4-2-3-1.

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Milan

Milan, Cissè c’è, Cardinale non tanto

Il Milan arriva a questa sfida forte di sei punti su sei e di una sensazione che non intacca tutti i tifosi: la squadra di Amorim sta prendendo forma e lo sta facendo proprio dalla trequarti, la zona di campo dove il tecnico ha deciso di riversare più qualità possibile, convinto che sia lì il salto da fare rispetto alla scorsa stagione. Non tutti la pensano allo stesso modo e li capiamo, perché dietro sei ancora il Milan sciocchino già visto, col solo innesto di Gila. Prima ancora del mercato, resta l’urgenza di ritrovare Pulisic, grande assente del girone di ritorno passato e l’uomo che ha fatto la differenza tra un Milan quasi da scudetto in inverno e uno fuori dalla Champions in primavera. La storia più bella di inizio campionato fa di nome Cissè: lanciato dal primo minuto già all’esordio in condizioni di emergenza, ha ripagato la fiducia con un gol da manuale, dopo un avvio non proprio impeccabile. Chi lo ha lanciato in Serie B lo descrive con parole che pesano (“Quando calcia il pallone si sente un rumore diverso”) e c’è chi lo vede già come un pezzo di futuro della Nazionale italiana. La particolarità è la maturità: sa leggere i momenti della partita, quando scaricare subito e quando puntare l’uomo, tanto che Amorim avrebbe deciso di non cercare un altro trequartista sul mercato, puntando tutto su di lui (esattamente come su Camarda in attacco). Amorim, non Gerri, eh. Amorim. Le idee tattiche convincono anche altrove: Saelemaekers e Chukwueze reinventati in posizioni diverse dal solito, Musah recuperato al progetto dopo un’estate da separato quasi fuori casa, Tomori idem con patate, povero soldato, povero gabbiano. A rischio Gabbia per un problema alla caviglia, con Loftus-Cheek verso la panchina e Rabiot pronto dal primo, con Moreira al debutto.

Probabile per la terza: Maignan; Gila, De Winter, Pavlović; Moreira, Modrić, Musah, Estupiñán; Rabiot, Cisse; Ramos. Modulo: 3-4-2-1.

Cagliari – Lecce

Lunedì 7 settembre, ore 18.30

Evento📈 Quota Eurobet
⭐ Vince Cagliari▶ 2.00
❌ Pareggio▶ 3.15
⭐ Vince Lecce▶ 4.10
Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Cagliari

Cagliari, tenace pur nella sconfitta

Il Cagliari è caduto contro l’Inter, ma la sensazione, anche nella sconfitta, è quella di una squadra che non molla un Caspio: nonostante abbia perso per strada il suo miglior giocatore offensivo (Esposito, finito al Sassuolo in uno scambio di mercato che ancora fa discutere mezza isola), Pisacane ha confermato una spina dorsale identitaria che le big rispettano e, in tanti casi, temono. Davanti si va ancora con Mendy, supportato da Fazzini e Maldini: quest’ultimo, l’ala atipica su cui il club continua a scommettere, resta un giocatore dal potenziale enorme ma con un limite ancora tutto da smussare nella lucidità delle scelte finali. Tipo le dichiarazioni, nella lucidità di quelle pure dovrebbe darsi una regolatina. Deiola, il capitano vero, può tornare a fare il difensore centrale in caso di forfait di Mina, ancora da valutare dopo l’affaticamento al polpaccio rimediato proprio prima dell’Inter. Romano, il regista che ha già stregato mezzo campionato con personalità da veterano, resta il faro di un centrocampo che con Winks e Adopo cerca ancora il giusto equilibrio (l’inglese, va detto, all’esordio non aveva convinto granché). Fuori causa Idrissi e Trepy, entrambi ancora da valutare, con un grande in bocca al lupo. Contro il Lecce, altra provinciale abituata a fare le nozze coi fichi secchi, è scontro diretto tra due squadre che condividono la stessa filosofia di sopravvivenza con coltello tra i denti: difesa organizzata, gioco diretto, gol pesati col bilancino. Il Cagliari, che alla Domus ha già dimostrato di poter mettere paura a chiunque, cerca la prima vittoria interna della stagione per blindare un avvio comunque dignitoso, come solo i sardi sanno essere.

Probabile per la terza: Caprile; Zé Pedro, Deiola, Rodriguez, Obert; Romano, Winks, Fazzini; Adopo, Maldini; Mendy. Modulo: 4-3-2-1.

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Lecce

Lecce, senza Geubbels può gasare lo stesso?

Il Lecce arriva a questa terza giornata con l’ennesima controindicazione di formazione: Geubbels, il colpo da cinque milioni su cui la società aveva puntato per risolvere lo storico problema realizzativo, è fuori per una distorsione alla caviglia sinistra; ma filosofia è quella di sempre: sopravvivere con quello che c’è e farlo con dignità. Al suo posto, terminale offensivo del tridente, tocca a Štulić (anvedi), mentre l’undici accoglie anche Ilić a centrocampo e Monteiro nel reparto avanzato, i bei segnali di una squadra prima di tutto accogliente, ma poi che continua a rinforzarsi pezzo su pezzo pur restando, quasi per statuto, il club col budget più risicato dell’intera Serie A. Eppure il Lecce si appresta al quinto campionato di fila nella massima categoria, un’impresa che a Di Francesco va riconosciuta senza essere avari di pacche sulle spalle: la sua scommessa si è già rivelata vincente. Quindi può pure retrocedere con grazia. Scherziamo. In difesa resta il ballottaggio tra Tiago Gabriel, il gioiello conteso sul mercato (anche fantacalcistico, mannaggia all’APOEL Kann, mannaggia), e Siebert, mentre in porta Falcone continua a essere una garanzia che qualche big, chissà, invidia in rosicante silenzio. Il tema resta sempre lo stesso: senza gol non si va lontano e con Geubbels fuori causa il compito di inventare qualcosa ricade su un attacco già di per sé cortissimo, che però potrebbe gasare. Contro il Cagliari, altra squadra più sporca che bella, il Lecce cerca conferme dopo il Blitzkrieg (l’articolo dovrebbe essere femminile, ma ok) di Venezia: un’altra prova di cinismo, ecco, che è l’unica vera assicurazione sulla vita di questa squadra.

Probabile per la terza: Falcone; Veiga, Gaspar, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Ngom, Ilić; Pierotti, Štulić, Monteiro. Modulo: 4-3-3.

Udinese – Lazio

Lunedì 7 settembre, ore 20.45

Evento📈 Quota Eurobet
⭐ Vince Udinese▶ 2.85
❌ Pareggio▶ 3.05
⭐ Vince Lazio▶ 2.60
Una maglia da calcio stilizzata con i colori dell'Udinese

Udinese, che ce frega de Zaniolo!

L’Udinese si presenta a questa terza giornata con un attacco “in forma” nonostante le assenze pesanti, prima fra tutte quella di Zaniolo, ancora ai box e atteso al rientro non prima della quinta giornata, aspetta e spera. Runjaić si affida di nuovo a Unai Gomez ed Ekkelenkamp, i due incaricati di innescare Davis, mentre sulle corsie tornano i soliti garantiti Kamara e Vojvoda: la stessa formula, più o meno, che all’esordio ha permesso ai friulani di andare in vantaggio contro il Como con un gol dello stesso Kamara, prima di farsi riprendere nella ripresa e sprecare pure il colpo del ko: argh! Una squadra che sa quel che vuole fare senza mai strafare: fisica, organizzata, temuta sulle palle alte, rispettata sulle palle basse, sospettata sulle palle medie.  Fabregas l’aveva definita da Premier League, noi siamo d’accordo con lui, per una volta (ma non ditelo in giro). Le assenze, però, cominciano a farsi sentire: oltre a Zaniolo, restano fuori Chakvetadze e Zanoli, entrambi attesi alla quarta giornata, e pure Palma (Il Giovane), quello cercato per parecchi milioni dalla Spagna, fermo ai box fino alla quinta. Un’infermeria che inizia a preoccupare, ma che finora non ha impedito all’Udinese di restare imbattuta e di costruire una bella identità killer di squadra da centro classifica con ambizioni di scalata. Contro la Lazio, che arriva a Udine da imbattuta e a punteggio pieno, è l’esame più duro finora: la prova del nove per capire se la solidità friulana regge anche contro chi, al momento, ha un Fratto in più.

Probabile per la terza: Okoye; Abankwah, Kabasele, Solet; Vojvoda, Piotrowski, Karlstrom, Kamara; Unai Gomez, Ekkelenkamp; Davis. Modulo: 3-4-2-1.

Una maglia da calcio stilizzata con i colori della Lazio

Lazio, sorpresine frattesine

Capolista a punteggio pieno dopo due giornate, assurdo se ce lo avessero detto tre settimane fa, e la frase più gettonata sui giornali e tra gli addetti per descriverla è “anvedi questi”: dopo l’eliminazione contro il Mantova in Coppa Italia c’erano tutti i presupposti per una stagione da psicodramma e invece ecco Frattesi, l’uomo giusto al posto giusto, che entra, segna, ribalta le prospettive. Gattuso gli ha acceso già sei ceri a Santa Maria delle Grazie. Un impatto decisivo che, ok, forse non stupisce chi lo ricorda protagonista con reti pesanti contro Bayern e Barcellona nel cammino che portò l’Inter fino alla finale di Monaco, ma santo cielo che impatto! L’ultima stagione da comparsa sembra ormai alle spalle e il feeling col gol è tornato a imperare. Quello che sorprende ancor di più nella Lazio è la solidità difensiva: porta ancora inviolata dopo due giornate, con una linea arretrata che sulla carta non è di primissima fascia (anche se, va detto per onestà, le prime due avversarie restano ancora a secco di punti dopo due turni), quindi la cautela è d’obbligo. Floriani, prodotto del vivaio biancoceleste con una gamba fortissima sulla fascia (l’altra no?), si è preso spazio da titolare e sembra meritarselo tutto. Il capitolo mercato si chiude su Pinamonti, arrivato dopo la richiesta esplicita di un centravanti da parte di Gattuso, che dimostra di potersi staccare da Berardi e Laurientiè. Assente Rovella per un problema muscolare al polpaccio, oltre alla lunga lista di indisponibili che accompagna questa Lazio fin dall’inizio (Cataldi e Pellegrini su tutti). Può essere l’anno zero giusto, quello senza pressioni. Peccato solo che l’Olimpico resti desolatamente vuoto anche nei giorni belli.

Probabile per la terza: Mandas; Floriani, Doekhi, Provstgaard, Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor; Isaksen, Pinamonti, Zaccagni. Modulo: 4-3-3.

Le nostre succose analisi sull’operatore di giornata

Per la terza giornata, Eurobet

Allora, iniziamo col dire le cose davvero importanti: le promozioni periodiche sono tante e la lavagna scommesse calcio è ben confezionata. Soprattutto è presente il cashback, opzione molto importante per chi ama giocare con la testa.
Occhio agli angoli ciechi: alcuni mercati non sono presenti e la navigazione potrebbe essere più fluida ma, tutto sommato, Eurobet scommesse è ancora uno dei nostri migliori siti scommesse sicuri, certificati ADM!

*Le quote degli incontri sono aggiornate al 4 settembre 2026 alle ore 13.54 e passibili di variazioni.

Elettra D., recensioni e pagine tematiche

Elettra D., recensioni e pagine tematiche

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Titolo di studio
Titolo di studio Laurea in Critica e Teoria della Letteratura
Specializzazione
Specializzazione Esperta di Serie A e special bet
Esperienza
Esperienza Più di 5 anni di content writing sul gambling

Elettra D. è sbarcata a Time2play nel 2021, una delle prime contributor a essere arruolata per le pagine italiane del sito, dopo anni di esperienza nella scrittura di contenuti, legati (ma non solo) al mondo del gambling online; la molla è stata proprio il paragone con il modo di lavorare di altre aziende in questo campo, esplicitamente orientate alla vendita di un prodotto o una piattaforma di scommesse e casinò e poco interessate alla formazione degli utenti, alla loro salvaguardia e corretta informazione.

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