Pagina 2 - Approfondimenti
È stato l'emblema di una delle imprese più incredibili del calcio italiano, lo scudetto del Verona nella Serie A 1984-85, ma non solo: Osvaldo Bagnoli era il simbolo di un calcio pane e salame ma non per questo ingenuo, protagonista di incredibili stagioni in riva all'Adige ma anche al Genoa (portato in semifinale di Coppa UEFA nella stagione 1991-92, con tanto di doppia vittoria contro il Liverpool) e di una parentesi non baciata dalla fortuna con l'Inter.
Siamo arrivati in fondo al nostro viaggio tra le quarantotto (quarantotto! E l'Italia non c'è!) nazionali che animeranno il Mondiale di USA, Messico e Canada: gli ultimi due gironi, K e L, ci regalano un'ultima scorpacciata di nomi grandi e piccoli, di ritorni storici e di prime volte commoventi.
Soldi, soldi, soldi! La Coppa del Mondo che comincerà l’11 giugno 2026 è la più ricca della storia del calcio, sia per il montepremi record (dovuto anche alla nuova formula a 48 squadre), che per gli stratosferici cartellini di giocatori e CT top.
Vi diranno che è stato un campionato scadente, che "ai miei tempi signora mia, sì che si giocava al pallone", che l'Inter ha vinto in ciabatte perché il livello è basso (ma se è così, perché non hanno vinto le sue rivali?), che "questo spiega perché l'Italia son tre volte di fila che non va ai Mondiali" e altre amenità.
I patti erano chiari: niente mondiale per l’Italia, niente proroga per Gennaro Gattuso. D’altronde, l’attuale Commissario Tecnico della nazionale smaniava per abbandonare la panchina degli Azzurri già all’indomani della drammatica Italia-Bosnia di Zenica.
Prosegue il nostro viaggio dentro le Nazionali che si prenderanno la scena ai prossimi Mondiali e lo facciamo, come sempre, con quella punta di sano scetticismo, con il sopracciglietto ancelottianamente alzato che da queste parti non manca mai; perché va bene entusiasmarsi, va bene fare i conti con i sogni altrui, ma noi italiani abbiamo pur sempre una tradizione gloriosa nel mestiere più antico del calcio: gli allenatori mancati, criticoni per dovere e per diletto.
Prosegue l’analisi delle squadre partecipanti ai prossimi Mondiali di USA, Messico e Canada targata Time2play; dopo le prime due puntate proseguiamo adesso con i gruppi E e F.
Gran galà di compleanno per l'Eurovision Song Contest, kermesse internazionale dedicata alla musica pop in diretta da Vienna, per la sua settantesima edizione; l’appuntamento con le semifinali è per il 12 e 14 maggio (dalle 21.00 su Rai 2), sabato 16 Rai 1 trasmetterà la finale.
È una leggenda del nostro calcio tracciata lungo il triangolo Genova (nella Sampdoria ha scritto la storia vincendo tre Coppe Italia, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Italiana e soprattutto uno storico scudetto nel 1991), Milano (sponda Inter, con cui vinse una Coppa UEFA in anni che definiremo per il calcio giocato "ombrosi") e Bologna, la sua città e l'amatissima squadra in cui ha chiuso la carriera, senza dimenticare la Nazionale, con cui è arrivato a tanto così dal vincere il Mondiale del 1994 negli USA.
Signore e signori, preparate Autan e popcorn: tornano i Mondiali di calcio, l’unico periodo in cui anche chi confonde il fuorigioco con il fuoritutto del supermercato diventa opinionista, ovvero tutti quelli che "Non seguo il calcio, solo i Mondiali".
La notizia aveva cominciato a filtrare sui social nel consueto modo insieme criptico e allusivo da qualche giorno e puntuale, nella notte tra il 15 e il 16 aprile, ecco comparire su tutte le piattaforme musicali (ma non Spotify, per fortuna) "Boots on the Ground", nuovo brano dei Massive Attack insieme a Tom Waits: ci avreste mai scommesso?
Tra i personaggi che hanno fatto la storia del calcio italiano va sicuramente annoverato Gigi Cagni. Prima come calciatore, soprattutto tra le file del Brescia, squadra della sua città, e poi come allenatore, su panchine importanti come quelle di Piacenza, Verona, Genoa, Sampdoria, Parma, Empoli e Brescia, ha attraversato oltre 50 anni di storia del pallone.