Pronostici Serie A
Otto giornate e due certezze, entrambe a quota ventidue: Inter e Lazio. Dietro, appaiate a diciotto, Roma e Milan. Poi il Como a diciassette e via via tutte le altre povere anime di questa Serie A.
Ne stanno capitando già di cotte e di crude e abbiamo appena iniziato: in testa alla classifica di Serie A, appaiate a diciannove punti, ci sono Inter e Lazio; dodici vittorie, nessuna sconfitta, due vittorie nell’ultimo turno, una con il piatto della casa, la rimonta, l’altra di potenza a Torino. Dietro, la Roma a diciassette che ha incassato tre gol in sette partite, poi il Milan a quindici e il Como a quattordici.
Sei giornate soltanto e la classifica ha già smesso di fare la brava: in testa, appaiate a sedici punti, ci sono l'Inter e la Lazio; la prima ce la saremmo aspettata, d’accordo, ma la seconda non l'avrebbe messa lì manco sua madre, col bene che le vuole. Dietro, a quattordici, una Roma che ha incassato appena tre gol in sei partite, e a tredici un Cagliari che, già a ottobre, sta facendo i conti della serva-salvezza coi sorrisoni.
Tre settimane sono state un tempo infinito, ragazzi: è vero che la sosta nazionali ci ha fatto penare meno del solito, dato che l’Italia tutto sommato se l'è cavata bene, ma diamine, quanto ci è mancata la Serie A?
Nemmeno il tempo di riprendere fiato dal 5-3 dell'Inter sull'Udinese o dal pareggio strappato in extremis dal Milan contro la Lazio nella quarta giornata della Serie A 2026/27, ma pure dall’Europa League servirebbero almeno due giorni cuscinetto per la ripresa delle nostre normali funzioni, invece ciccia.
La terza giornata è volata via con i suoi scontri grossi grossi: alcuni ci hanno dato emozioni difficili da dimenticare, come una cartolina dal campionato più bello del mondo (ci crediamo davvero), mentre altri... beh... la solita solfa (chissà di chi stiamo parlando, eh, Juventus-Milan?!).
Finalmente la parte più dura della stagione, quella che fa accapigliare i tifosi rendendoli esperti di nomi esotici assolutamente mai sentiti dopo una scorpacciata di "xxx best skills" (sostituire a "xxx" un qualsiasi nome di calciatore sconosciuto pure a se stesso), è finita.
Ci tocca iniziare così: avete capito il regolamento, voi? Perché noi abbiamo qualche dubbio: abbiamo visto un fallo di mano in area a Torino che ci sembrava eclatante, non fischiato (guardato anche dal VAR, tra l’altro) e un fallo a Genova da cui nasce un gol che boh, una controllatina gliel'avremmo data.
Il Campionato di Serie A, finalmente, riparte: noi siamo carichissimi, memori dell'ultima incredibile giornata dell’anno scorso, che ha visto trionfare per il piazzamento Champions Roma e Como, a tutto sfavore delle due blasonatissime Juventus e Milan, condannate all’Europa League.
Zan zan zan! Per citare un dinamico trio, "Cioè, si sta ribaltando la situazione!": la Juve che pareva già pasciuta nel suo posto Champions ha deciso di movimentare anche l'ultima giornata di campionato, perdendo male contro la Fiorentina nel corso della giornata numero trentasette. Chi se lo aspettava? Forse Spalletti, che sagacemente si è fatto rinnovare il contratto prima che il patatrac accadesse. Forse noi, perché mentre qualcuno altrove ha Luka, i bianconeri hanno Loca, e non è la stessa cosa. Con tutto il rispetto. Ora i tifosi bianconeri sono sul piede di guerra, inneggiando a fantomatiche rivoluzioni (spoiler: che non avverranno) e, taluni, chiedendo l'ingaggio di Conte. "In che senso, Conte?". Eh. Nel senso che il bell'Andonio ha tenuto fede alla sua natura di scappino, scappando anche dalla panchina del Napoli dopo due anni: il ciclo contiano si conclude come sempre e noi gliene siamo grati, perché in un mondo in cui non riconosciamo più nulla, almeno lui resta fedele a se stesso.
"Il calcio è semplice", diceva qualcuno esperto di ippica: semplice quanto spiegare come mai una squadra che chiude il primo tempo avanti 2-1 e che produce 3.37 expected goals contro 0.94 dell’avversario finisca per perdere 4-3 nella ripresa, tra inerzie ribaltate e un rigore che definire generoso è come innalzare alti cori a Sant’Eufemio. Como-Inter è stata quella cosa lì: una partita che se la racconti a uno che non l’ha vista, ti chiede se stai parlando davvero di calcio o sei un soggettone con troppa fantasia e troppo tempo libero per utilizzarla. Il Como palleggia, tira (25 volte), costruisce, domina, sembra sul punto di trasformare il Sinigaglia in una Caporetto Scudetto... e poi l’Inter decide che ok, i bambini si sono sfogati, è tempo di capitalizzare.
"God, It’s killing me, uh?": se Federer avesse visto Napoli - Milan avrebbe commentato proprio così, esattamente come iniziò il suo discorso all’Australian Open nel 2009, quando perse contro Nadal. O quanto meno, così abbiamo commentato noi alla fine del primo tempo: ci stava davvero uccidendo, questo maledetto sport, e non per le troppe emozioni, ma per la loro totale assenza.Napoli - Milan si aggiudicherà lo scettro di partita più noiosa della stagione 2025/2026. Sì, batte anche Verona - Pisa 0-0 del 6 febbraio, bravo a chi se la ricorda. Ma come, quella partita finì 0-0, qui almeno un gol c’è stato! Le premesse, signori, che nessuno si scordi le premesse: più o meno le stesse, in ambito di garra, dato che le ultime due si giocavano la salvezza. Ma dubitiamo che in tanti l’abbiate vista. Mentre per Napoli - Milan tutti stavamo appiccicati agli schermi manco fosse un quarto di finale di Champions League. Ma cosa abbiamo fatto di male per meritarci certi spettacoli? La seconda e la terza forza del campionato si affrontano per cercare di dare del filo da torcere alla capolista e...?! E NIENTE.