Pronostici di calcio • Pronostici Serie A •
Pronostico Serie A 26/27 Giornata 6 Featured Image

Serie A 2026/27, giornata #6: consigli scommesse, pronostici

Scritto da
•
• 38 min. di lettura
Condividi

Ti piacciono i nostri contenuti? Aggiungici come sito preferito al tuo account Google

Aggiungi ai Preferiti

Tre settimane sono state un tempo infinito, ragazzi: è vero che la sosta nazionali ci ha fatto penare meno del solito, dato che l’Italia tutto sommato se l’è cavata bene, ma diamine, quanto ci è mancata la Serie A?

Poi l’abbiamo lasciata sul più bello: il pareggio nel big match tra Roma e Inter ci ha infervorati, così come la sconfitta del Sassuolo, il pareggio del Napoli, la vittoria convincente della Juve contro l’Atalanta…

Insomma, tante cose sono successe e ancora non abbiamo avuto modo di parlarne, le abbiamo come messe in ghiaccio ma ora le tiriamo fuori e gli diamo una bella lettura, prima che tutto ricominci!

Operatore che sarà nostra spalla per questi imperdibili pronostici della sesta giornata di Serie A è Starcasinò*, uno dei nostri siti scommesse Serie A sicuri.

Chi vince festeggia, chi perde spiega

  • Miglior pronostico della scorsa giornata: Venezia – Lazio 2 + Handicap -1 (3.45), che bella quota che ho preso!

  • Peggior toppata della scorsa giornata: Monza – Sassuolo 2 (2.55), i ragazzi si sono ristretti di nuovo.

Genoa – Fiorentina

Sabato 10 ottobre, ore 15.00

Evento📈 Quota StarCasinò
⭐ Vince Genoa▶ 3.20
❌ Pareggio▶ 3.20
⭐ Vince Fiorentina▶ 2.32
Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Genoa

Genoa, tante parole, ma punti uno solo

Un punto in cinque giornate non era mai successo nella storia del Genoa, pensate che capolavoro. A Parma i rossoblù erano partiti anche benino, poi Romero ha preso Ostigard in controtempo e ha piazzato il diagonale del vantaggio. Osmajić ha pareggiato su una palla in profondità di Colombo e a dieci minuti dalla fine Almqvist è scappato a Marcandalli per il 2-1 definitivo. Almqvist non segnava da due anni e Marcandalli ha fatto la figura di quello che a calcetto viene puntato da un ragazzino pacioccone: male. Il Genoa è penultimo e la panchina di De Rossi traballa: giusto per darvi la tara, hanno esonerato Cuesta pur dopo avere vinto proprio contro il Genoa. De Rossi parla benissimo, ma la classifica parla meglio di lui, notiamo; i numeri sono lì a parlare di una squadra che costruisce tipo niente: nel primo tempo ha battuto quattro calci d’angolo senza creare un pericolo e Messias li ha tirati tutti in modo banale. I difensori si alternano nelle ingenuità anche nell’uno contro uno e davanti sono pochi i giocatori capaci di creare superiorità numerica o di brillare negli ultimi venti metri. Manca un regista, perché Frendrup rompe (tutto, eh) e Baldanzi fa la mezzala quando servirebbe più libero da compiti tattici. Manca Aaron Martin, che l’anno scorso era tra i migliori per cross positivi e assist, Messias non è più quello di qualche anno fa e quando manca Vasquez si sente. Il tempo per rimediare c’è ma bisogna alzare il livello, l’asticella, come direbbe qualcuno. A Parma l’assist l’ha fatto Colombo, Traoré è un giocatore molto forte che deve ancora trovare la condizione e Ostigard, una certezza, si è fatto scavalcare troppo facilmente da Romero. Sul fronte arbitrale si può chiudere la questione col Napoli: all’incontro di Lissone il contatto tra De Bruyne e Vasquez è stato ritenuto compatibile con la linea attuale. Contro la Fiorentina (occhio!!!) al Ferraris Colombo è in dubbio per la caviglia e Meichtry non ci sarà.

Probabile formazione per la sesta: Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Ehizibue, Baldanzi, Frendrup, Amorim, Ellertsson; Vitinha, Osmajić. Modulo 3-5-2.
Ultime cinque: ❌ ➖ ❌ ❌ ❌

Una maglia da calcio stilizzata con i colori della Fiorentina

Fiorentina, due traverse e una deviazione

Al Franchi contro il Napoli è finita 1-1 e la Fiorentina può scegliere se sentirsi sfortunata o sfortunata. Sì, la parola è la stessa, ma perché il concetto quello è. Sfortunata, perché nel primo tempo ha colpito due traverse, prima con Atta e poi con Fagioli. È stata una partita vera: De Gea ha fermato Neres e Favasuli, Dragusin ha murato Højlund in scivolata e Olivera ha trovato il palo per gli ospiti. La traversa di Atta è stata un po’ casuale, ok, quella di Fagioli ha avuto la complicità di Milinković-Savić, va bene, e per quarantacinque minuti il Napoli ha fatto vedere cose convincenti, ergo il punto va pesato così. L’idea di fondo è che con Vanoli in panchina al posto di Grosso la squadra ha ritrovato un po’ di entusiasmo, un po’ di sangue nelle vene, un po’ di voglia di fare futbol. Nelle prime due uscite con il nuovo tecnico i viola hanno segnato sette gol e Mastantuono ha firmato una tripletta al Venezia, ricordando a tutti perché il suo nome era stato accostato alla voce “talento”, cosa di cui fino a quel momento, in Serie A si aveva il dubbio. Ha vinto pure col Pisa in Coppa Italia, per dire. E no, per come si stava non era questione da poco conto. Il Franchi ha rivisto una Fiorentina che gioca, anche se resta un gruppo di giocatori forti che deve ancora diventare un gruppo. Davanti Pellegrino è in vantaggio su Beto con Mastantuono e Njie alle spalle, Atta lavora in mezzo con Fagioli e Ndour e dietro De Gea la difesa a quattro è Jimenez, Dragusin, Ranieri e Viery. Parisi resta fuori fino a dicembre, mannaggia. A Genova serve vincere senza regalare cose a una squadra in crisi, in un campo ostico e con una classifica che chiede punti. Dopo la sosta lunga non ci sono più scuse, va bene?

Probabile formazione per la sesta: De Gea; Jimenez, Dragusin, Ranieri, Viery; Ndour, Fagioli; Mastantuono; Gonçalves, Njie; Pellegrino. Modulo 4-2-3-1.
Ultime cinque: ➖ ✅ ❌ ❌ ❌

Inter – Parma

Sabato 10 ottobre, ore 18.00

Evento📈 Quota StarCasinò
⭐ Vince Inter▶ 1.14
❌ Pareggio▶ 7.95
⭐ Vince Parma▶ 17.00
Una maglia da calcio stilizzata con i colori dell'Inter

Inter, il primo tempo non è un'opinione

L’Inter è a 13 punti, ha vinto quattro partite e ne ha pareggiata una ed è anche per questo che nessuno vuole parlare di quello che succede nei primi tempi; ops, ho scritto “nessuno”? Che sbadata, ma se ne parlano tutti! All’Olimpico la Roma era sul 2-0 e i campioni d’Italia l’hanno ripresa con Lautaro, che prima ha girato di sinistro su assist di Thuram e poi ha infilato Svilar al 78′. È la terza rimonta in quattro partite e la squadra è andata sotto con il Napoli, sotto con l’Udinese, sotto a Madrid e sotto a Roma. Il dato è questo ed è un bel sassolone nella scarpa di Chivu: due gol subiti col Napoli, due col Real, tre con l’Udinese, due con la Roma, uno col Monza. Solo col Cagliari la porta è rimasta inviolata, chissà perché. La diagnosi è di testa più che di tattica: approcci un po’ supponenti, di quelli che ricordano l’Inter di qualche anno fa, e un abisso tra l’Inter del primo tempo e quella del secondo. Chivu a fine primo tempo non deve aver usato toni di burro e marmellata, anche se non ci vuole dire niente di quel che urla ai suoi, ovviamente (se non “Quello che gli ho detto negli spogliatoi è la verità assoluta ed è quello che penso”). Nel primo tempo dell’Olimpico sono stati più i meriti dei giallorossi che i demeriti dell’Inter e nella ripresa è successo il contrario. Çalhanoğlu guida pressing e filtro come pochi e Zieliński e Jones non lo fanno allo stesso modo: qualcuno non difende a dovere, insomma. Jones in particolare sembra pigro quando si tratta di ripiegare e Dimarco è stato puntato di continuo da Dybala e Wesley. Diouf deve crescere in fase difensiva e qualche responsabilità l’ha avuta anche Martinez (su cui non ci accaniremo). Poi c’è Lautaro, quattro gol in quattro partite contro le grandi con due doppiette a Napoli e Roma, che dopo il Mondiale per club non si era curato come doveva e adesso corre, rincorre e trascina. Contro il Parma a San Siro bisogna capire chi gioca: Çalhanoğlu è in dubbio per l’adduttore e Stones è da valutare. Oh comunque tutto bene dai, sono primi, poche storie.

Probabile formazione per la sesta: Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Diouf, Barella, Çalhanoğlu, Zieliński, Dimarco; Thuram, Bonny. Modulo 3-5-2.
Ultime cinque: ➖ ✅ ✅ ✅ ✅

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Parma

Parma, il Rulo compreSore?

Il Tardini aspettava la prima vittoria e se l’è presa contro il Genoa, porelli. Il primo tempo è stato di quelli da commentare con la mano sugli occhi, anzi meglio metterle entrambe per sicurezza, con errori di banalità tecnica per quaranta minuti. Poi si è sbloccato tutto con Romero el Malero, che al minuto 38 ha controllato, ha resistito alla carica di Marcandalli e ha piazzato un diagonale sul palo lontano: tiè. Un gol che qualcuno ha accostato a quelli di Higuaín per controllo e dribbling lungo di potenza, noi staremmo un attimo più calmini. I paragoni comunque si sprecano: chi pensa a Crespo per la sterzata, chi a Castro per il tipo di giocatore, noi pensiamo a mangiarci un panino che è meglio. Lo chiamano il Rulo per i riccioli, arriva dal Tigre dove l’anno scorso ha segnato sedici gol in tutte le competizioni e non si capisce perché Cuesta lo abbia tolto al sessantesimo, così la proprietà ha tolto lui durante la sosta nazionali. Dovremo, da ora in poi, fare a meno nel nostro Generale Inverno. Triste storia. Il Parma, che Cuesta non ce la doveva fare, ha lacune di rosa evidenti. Corvi ha preso il gol di Osmajić fermandosi sulla lunetta dell’area, né fuori né dentro, e Troilo ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare. Ma una vittoria è una vittoria è una vittoria (semi cit.), soprattutto per una squadra che si portava dietro l’idea di una panchina in bilico, che poi infatti si è sbilicata e ciao. Contro l’Inter a San Siro il Parma vedrà subentrare a gara in corso Sierro a centrocampo e punta su Lontani e Romero davanti, con Britschgi, Bernabé, Keita e Valeri a fare i conti con gli esterni nerazzurri. Nicolussi Caviglia resta fuori fino a dicembre e Drobnič è in dubbio per la frattura allo scafoide. Almqvist e Touré aspettano dalla panchina con Ordonez ed Elphege. La giocata del Rulo è il biglietto da visita di una squadra giovane e coraggiosa. Ma chi c’è in panca, dunque? Gilardino. Sipario dai.

Probabile formazione per la sesta: Corvi; Britschgi, Delprato, Troilo; Diego Carlos, Valeri, Fabbian, Bernabé, Keita; Romero, Lontani. Modulo 3-5-2.
Ultime cinque: ✅ ❌ ➖ ❌ ❌

Napoli – Frosinone

Sabato 10 ottobre, ore 20.45

Evento📈 Quota StarCasinò
⭐ Vince Napoli▶ 1.45
❌ Pareggio▶ 4.75
⭐ Vince Frosinone▶ 5.95
Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Napoli

Napoli, Allegri non gode 1-1

Dopo il pareggio di Firenze Allegri non era contento, diciamo così. Ok, la verità: era furioso. A quanto pare ha avuto un confronto acceso con tutto il gruppo, perché ha visto una squadra appagata dall’1-1 quando lui la partita la voleva azzannare: vi sembra strano, detto da Allegri? Capiamo. I primi quarantacinque minuti erano stati convincenti, con il gol di Gilmour su corner e un palo di Olivera, ma poi il Napoli si è ammollato e la Fiorentina ha trovato il pari con una deviazione di Marin. Sono sette punti dopo cinque giornate, il peggior avvio degli ultimi otto anni, e la distanza dalle prime è già di sei punti: questa cosa fa male al cuore dei partenopei. Il tema è l’atteggiamento: l’allenatore deve trasmetterlo prima ancora delle giocate tattiche e dopo due mesi di lavoro un Napoli appagato non è un segnale rassicurante. Eppure i leader non mancano, ci sono giocatori che hanno vinto due scudetti e campioni arrivati dopo aver vinto tutto altrove, mannaggia. Allegri è arrabbiato soprattutto per come la squadra interpreta la fase di non possesso: manca attenzione nei dettagli e si aspettava una leadership diversa da chi ha più esperienza: Rafa Marin fatica in entrambe le fasi, la difesa è corta, Anguissa sembra essersi fatto male di nuovo, comunque giocava con la testa tra le gambe e la questione del rinnovo complesso non aiuta. A Buongiorno, Marianucci, Olivera e Santos si aggiunge Favasuli, la bella storia più bella di questo avvio, fermo fino a metà novembre. McTominay e Meret sono da valutare, anche se lo scozzese ha passato l’idoneità sportiva e torna in gruppo, Giovane ha un’ernia inguinale, ahia. C’è chi esclude il Napoli dalla corsa scudetto e perfino dalla zona Champions e le tre sconfitte contro Inter, Arsenal e Como pesano come il rimpianto di Conte. Al Maradona contro il Frosinone servono i tre punti e un po’ di fame: una squadra con questi giocatori non può permettersi di sentirsi appagata, pure Ginevra ha detto “Un po’ meno forte del solito ma sempre forte, il Napoli”. E che diamine.

Probabile formazione per la sesta: Milinković-Savić; Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin, Spinazzola; Gilmour, Lobotka; Politano, De Bruyne, Lang; Højlund. Modulo 4-2-3-1.
Ultime cinque: ➖ ✅ ❌ ❌ ✅

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Frosinone

Frosinone, qué Palmito!

Palmisani è stato l’eroe dello Stirpe, contro il Como: quattro o cinque parate da Buffon dei bei tempi contro il Como e un fantacalcio rivoluzionato, dato che nessun portiere aveva mai preso nove in pagella senza parare un rigore, e a chi lo ha schierato sono arrivati anche l’imbattibilità e il bonus MVP, mica patatine. Si dice che nemmeno il fratello lo avesse schierato: PER DIRE. Il ragazzo, classe 2004, è nato ad Alatri, è entrato nel Frosinone a nove anni, ha girato tra Olbia e Lucchese e ha rinnovato fino al 2031, ma questo non impedirà a qualche grande di farsi sotto (tipo i nerazzurri di Milano). Gioca titolare da un anno e anche nell’Under 21, ma badate che dietro Palmisani c’è tutta la squadra eh. Alvini ha scelto di giocare uomo su uomo e di fronteggiare il Como sul piano dell’intensità, con una linea difensiva che sale tutta insieme, Calò di grande autorevolezza, Kvernadze e Ghedjemis straordinari, Schmid che mette assist su assist e Raimondo che si sacrifica. Il gol di Raimondo annullato resta tra gli errori più gravi del weekend e ci fa soffrire assai. Il Frosinone è a 10 punti e per salvarsi ne servono 34: occhio a non fare come la Cremo dell’anno scorso, bitte. Ne servono 24 nelle prossime 33, poi si tira il fiato, non prima. Dopo l’esonero a Cremona e la brutta avventura allo Spezia, Alvini ha deciso che se si deve morire si muore con le proprie idee e sette italiani in campo sono un bel biglietto da visita per quanto riguarda queste benedette idee. Per la tesi a Coverciano ha studiato il 4-3-3 di Sarri all’Empoli e con Spalletti ha un’amicizia nata da un fisioterapista in comune: queste le colonne allenatrici. Al Maradona il Napoli è avvertito, signori belli. Raimondo è in dubbio per l’Achille, Terzić è da valutare e Grillitsch è ancora fuori.

Probabile formazione per la sesta: Palmisani; Oyono, Calvani, Cittadini, Bracaglia; Schmid, Calò, Masini; Ghedjemis, Bobček, Kvernadze. Modulo 4-3-3.
Ultime cinque: ✅ ➖ ✅ ✅ ❌

Como – Roma

Domenica 11 ottobre, ore 12.30

Evento📈 Quota StarCasinò
⭐ Vince Como▶ 2.55
❌ Pareggio▶ 3.40
⭐ Vince Roma▶ 2.60
Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Como

Il Como e la sconfitta propositiva

Un ko dopo una striscia quasi perfetta tra campionato e Champions non va letto come un passo falso di idea o di filosofia, ok, ma come botta d’arresto per la corsa al premio “spina nel fianco stagione 2026/27” forse sì. Anche perché hai perso contro una neopromossa. A Frosinone il Como ha creato una montagna di occasioni, ha colpito i legni e ha preso gol da una deviazione di Milla sul tiro di Calò e da un contropiede di Kvernadze nel recupero del primo tempo. Poi il resto lo ha fatto Palmisani (ci siamo già spellati le mani per lui), che ha detto no a Kean e a Jesús Rodríguez. Alvini aveva chiesto ai suoi di giocare uomo su uomo e di sfidare il Como sul piano fisico e atletico e il Frosinone ha risposto con intensità e qualità. Il Como ha fatto un partitone con alcuni interpreti e non si è mai visto davvero in difficoltà, e pure Champagnino Fabregas ha dichiarato che prima di ogni partita si chiede “Come voglio perdere?”: la risposta è “Nel caso, con le mie idee”. Il vero tema è un altro: essere considerata una big significa che ogni avversaria alza il livello. Per dire, fino all’anno scorso il Frosinone di turno incontrava il Como e pensava di poter prendere fiato per una settimana, oggi col Caspio. Fabregas e il suo gruppo hanno la mentalità per trasformare tutto questo in una molla, anche se il dubbio riguarda il piazzamento tra le prime quattro e la continuità contro le squadre medio piccole. Eppure il Como è la squadra che può vincere a San Siro quest’anno contro l’Inter e può andare in Europa a spadroneggiarsela. Quando sta bene è messo bene in campo e quando gioca con quell’intensità se la gioca con tutte. Qualche punto lo lascerà ancora, non facciamone un dramma, l’importante è non lasciarne troppi. Con la Roma al Sinigaglia ci sono Baturina e Nico Paz dietro Douvikas. In difesa Chalobah e Ramon fanno coppia e Kean è pronto a subentrare. Non ci sono indisponibili. Bello ‘sto big match.

Probabile formazione per la sesta: Butez; Couto, Ramon, Chalobah, Valle; Milla, Da Cunha; Diao, Nico Paz, Baturina; Douvikas. Modulo 4-2-3-1.
Ultime cinque: ❌ ✅ ✅ ✅ ➖

Una maglia da calcio stilizzata con i colori della Roma

Roma, ma che bel calendarietto

Dopo l’Inter c’è subito il Como: leggerisssssssimo. Buona prova dei giallorossi in casa contro i nerazzurri, soprattutto nel primo tempo, in cui la Roma ha messo in scena una delle migliori partite della stagione. Intensità, qualità e velocità hanno portato al 2-0 con due gol di Konè (roba che manco Nostradamus nei tempi migliori), il primo su cross di Molina al sesto e il secondo dopo un tocco di Mancini che lo ha lasciato libero davanti a Martinez. Gasperini aveva trovato la mossa che nessuno aveva previsto, con Molina a sinistra e Wesley a destra a presidiare Diouf e Dimarco, e un centrocampo guidato da Konè e Cristante che prendeva tutte le seconde palle: per 45 minuti gli ha detto bene. Perché non è finita con una vittoria? Perché la ripresa è stata un altro film: dopo cinquanta secondi Lautaro ha accorciato con la difesa schierata, due contro quattro, e una Roma che punta allo scudetto non può permettersi di regalare un tempo come fa l’Inter. Gasperini ha peccato di eccessivo timore, detto anche “caghella”: in panchina sono rimasti Castro, Mora e Lulli, Balerdi è uscito per i crampi lasciando posto a Ghilardi e Pisilli ha sostituito Konè reduce da una partita monumentale. Malen ha calciato in faccia a Martinez un pallone che quasi sempre diventa gol. Questa è la Roma che ha un approccio alle partite che nessuno in Serie A ha e che con la Fiorentina aveva chiuso il primo tempo sul 3-0. Ora si tratterebbe di imparare a gestire. Si racconta che l’ultimo giorno di mercato il Chelsea volesse Konè a ogni costo e che Gasperini si sia opposto con tutte le forze: e come dargli torto. Se comincia a segnare, Koné diventa qualcosa di mostruoso: ma davvero comincerà a segnare? Mah. A Como, con 13 punti in vetta, serve continuità. Cristante è da valutare per il ginocchio e Ndicka parte da titolare.

Probabile formazione per la sesta: Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Wesley, De Roon, Koné, Molina; Dybala, Mora; Malen. Modulo 3-4-2-1.
Ultime cinque: ➖ ✅ ✅ ✅ ✅

Lazio – Monza

Domenica 11 ottobre, ore 15.00

Evento📈 Quota StarCasinò
⭐ Vince Lazio▶ 1.58
❌ Pareggio▶ 3.90
⭐ Vince Monza▶ 5.55
Una maglia da calcio stilizzata con i colori della Lazio

Lazio, il rigore parato che vale una vetta

A Venezia la Lazio ha dovuto sudare sette camicie: il primo tempo è stato dei padroni di casa, che si sono guadagnati un rigore e hanno discusso su chi dovesse tirare, Adams o Yeboah. Ha tirato Yeboah e Mandas ha intuito la direzione: bella per Mandas e per chi lo ha schierato al Fanta (tipo io che scrivo). Il portiere biancoceleste ha fermato poi anche Sohm e Adams e ha portato la squadra all’intervallo sullo 0-0, da protagonista assoluto del primo tempo. Nella ripresa la stessa medicina: Yeboah ha fatto fallo su Taylor e il rigore questa volta era della Lazio. Zaccagni ha segnato e al sessantesimo Noslin è saltato più in alto di tutti sul cross di Tavares per il 2-0. Il Venezia ha provato a riaprirla ma il risultato non è cambiato: il punteggio dice 0-2, ma la partita è stata sofferta e il Penzo lo sa. Penzo che un sogno così non ritorni mai più. 13 punti su 15 sono la miglior partenza della storia biancoceleste e nessuno se la aspettava dopo l’eliminazione col Mantova in Coppa Italia e con il mister in panchina. Invece Gattuso passa la lunga sosta da capolista insieme a Roma e Inter. Zaccagni ha ritrovato la centralità, la difesa è solida, in porta c’è un bel portiere e Noslin, che l’anno scorso era oggetto misterioso, adesso segna di testa. C’è chi ci tiene tanto a ricordarci che il Venezia ha meritato di vincere e che la Lazio sa soffrire e fare male, ma alla fine che importa? Certo, contro il Monza all’Olimpico serve concretezza. Mancano Cataldi, fermo per il quadricipite e perché qualcosa nel pavimento di Formello lo ha improvvisamente rimandato a giorni lontani che probabilmente rimandavano ad altri giorni lontani i quali però non rimandavano a N.U.L.L.A. (ciao Baggi), e Gudmundsson per la spalla, mentre Marušić e Rovella sono da valutare. Frattesi, Belahyane e Taylor fanno girare il centrocampo, con Isaksen e Zaccagni larghi e Noslin al centro. In difesa Floriani e Tavares sulle fasce con Šutalo e Provstgaard in mezzo e Doekhi in panchina. Dalla panchina anche Pinamonti, Cancellieri, Pedraza e Lazzari.

Probabile formazione per la sesta: Mandas; Floriani, Šutalo, Provstgaard, Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor; Isaksen, Noslin, Zaccagni. Modulo 4-3-3.
Ultime cinque: ✅ ➖ ✅ ✅ ✅

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Monza

Monza, la prima volta non si scorda mai

Il Monza ha dovuto aspettare la quinta giornata ma la prima vittoria è arrivata. E che vittoria, tra l’altro: Jurić aveva scelto Robinson e Cutrone a supporto di Varela e aveva dato l’esordio in porta a Tornqvist, e la scommessa ha pagato. Contro il Sassuolo è servita pazienza: primo tempo senza reti, con Tornqvist che ha fermato Berardi e Thorstvedt, poi nella ripresa la partita si è girata. Al 46′ Birindelli ha battuto un corner, Varela ha staccato di testa e il Murić pasticciotto ha combinato il pasticcione: 1-0. Al sessantatreesimo ancora un’indecisione del portiere neroverde sugli sviluppi di un corner e Esposito ha atterrato Mota appena entrato: rigore e Varela ha spiazzato il portiere per la doppietta. Mota, entrato dalla panchina, ha cambiato la partita. Il Sassuolo ha accorciato all’88 con una punizione di Adžić ma Bowie ha poi colpito il palo, per i curiosi sta al minuto 93. È la quarta vittoria in cinque partite contro i neroverdi, una vera bestia biancorossa. Varela è già imprescindibile con cinque gol stagionali, tre in Serie A, e insieme a Cutrone e Colpani forma un attacco che sa farsi voler bene. Pessina è fuori fino a inizio novembre, Ciurria e Ziolkowski non saranno della partita. In panchina c’è Zeballos, il Changuito: in Messico vuol dire scimmia, ma dalle sue parti vuol dire piccolino: scegliete voi come vi convince di più. Jurić ha recuperato Mangas a sinistra. Dietro Kouadio, Lucchesi e Carboni formano la linea a tre, Birindelli, Akinsanmiro e Folorunsho tengono in piedi il resto. All’Olimpico contro la Lazio capolista, con una vittoria e un pareggio in cinque partite alle spalle e Robinson e Mota pronti a subentrare, servirà molto di più, ma intanto lo zero nella casella delle vittorie non c’è più. E dopo cinque giornate si può cominciare a guardare la classifica con una piccola smorfia di soddisfazione.

Probabile formazione per la sesta: Tornqvist; Kouadio, Lucchesi, Carboni; Birindelli, Akinsanmiro, Folorunsho, Mangas; Colpani, Cutrone; Varela. Modulo 3-4-2-1.
Ultime cinque: ✅ ❌ ➖ ❌ ❌

Lecce – Bologna

Domenica 11 ottobre, ore 15.00

Evento📈 Quota StarCasinò
⭐ Vince Lecce▶ 4.20
❌ Pareggio▶ 3.30
⭐ Vince Bologna▶ 1.89
Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Lecce

Lecce, le sere dei miracoli

A San Siro contro il Milan il Lecce ha cominciato bene, con Monteiro e Ilić vicinissimi al gol, ma dopo quattordici minuti Pulisic ha ricevuto il lancio di Pavlović, ha controllato col sinistro rubando il tempo e ha battuto Falcone. Un controllo da campione, di quelli che durano un attimo e il portierone del Lecce niente ha potuto. Siebert ha fatto tutto quello che un difensore non deve fare: tre metri di vantaggio sull’attaccante e una fuga troppo lenta, lo ha ammesso lo stesso Di Fra. Poi sono arrivati Rabiot e Moreira e il Lecce ha perso le distanze, sbarellandosi completamente. Il 3-0 non cancella i sei punti messi in saccoccia prima della sosta, né i due scontri diretti vinti: sono due vittorie in cinque partite. Il punto è che per vincere a San Siro serve un miracolo e ne servirà un altro per salvarsi anche quest’anno, che sembra pure impresa più dura dell’anno scorso. Sulla carta l’organico è limitato e c’è chi pensa che il Venezia, sul piano della qualità, valga più di questo Lecce. La forza vera sta dietro, con Falcone che porta punti alla squadra e una difesa codificata da due anni: Veiga, Tiago Gabriel, Siebert, Gaspar e Gallo. A Milano mancava Tiago Gabriel e si è visto, e Štulić è stato sostituito all’intervallo da Esteban. Falcone ha comunque confermato di essere uno dei portieri più sprecati in una piccolissima, non dimentichiamolo. In mezzo al campo Ilić fa gioco e quando non gioca la squadra fatica anche solo a costruire. Contro il Bologna al Via del Mare c’è l’occasione per una prova diversa, davanti a Falcone con Veiga a destra, Tiago Gabriel e Siebert al centro e Gallo a sinistra. Coulibaly, Ilić e Maleh in mezzo, Pierotti e Monteiro larghi e Geubbels centravanti, sebbene in dubbio per la caviglia con Berisha da valutare per il sovraccarico muscolare. Una difesa così deve per forza reggere!

Probabile formazione per la sesta: Falcone; Veiga, Tiago Gabriel, Siebert, Gallo; Coulibaly, Ilić, Maleh; Pierotti, Geubbels, Monteiro. Modulo 4-3-3.
Ultime cinque: ❌ ✅ ❌ ❌ ✅

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Bologna

Bologna, Palladino e il mini-ritiro

L’era Palladino è cominciata con un pareggio e un po’ di fischi, per non sbagliare (e non perdere l’allenamento maturato nelle quattro giornate iniziali). Contro il Torino il tecnico ha cambiato modulo e uomini, il Bologna lo ha seguito e al quattordicesimo è passato: Cambiaghi ha strappato palla a Fortini, la squadra è ripartita velocissima e Bernardeschi ha calciato di sinistro per l’1-0. Poi il Bologna ha controllato, appoggiandosi a Piccoli, ma non ha chiuso la partita e al 77 Kulenović ha pareggiato approfittando di un errore di Skorupski. Non è il primo errore del portiere polacco in questa stagione: un 4 in pagella, nessuna parata nel primo tempo e un intervento sbagliato proprio quando serviva. De Silvestri, subentrato a Helland, si è lasciato scappare Kulenović sul gol: non è una bella frase da scrivere, pensiamo non sia il massimo nemmeno da leggere. Oltre alle facili ironie onomastiche, il Bologna è fermo a due punti, in piena lotta salvezza e senza ancora una vittoria. Palladino ha avuto poco tempo per cambiare modulo e dopo i fischi la sosta lunga può essere stata una benedizione: la squadra si è ritrovata in un mini-ritiro e il mister ha forse avuto tempo per lavorare su un sistema nuovo, chissà. Il cambio di panchina è la conseguenza di un ridimensionamento brusco che ha portato via pezzi importanti dell’ultimo biennio, cerchiamo di non dimenticarlo mai, gentilmente, che qua i miracoli non si possono fare. Bernardeschi è stato il migliore e Miranda ha spinto a sinistra con coraggio, mentre Cambiaghi ha avuto un ruolo nell’azione del gol. Ora si va a Lecce con un 3-4-3 che prevede Orsolini e Cambiaghi di fianco a Piccoli e una linea a tre con Casale, Heggem e Theate, pensate che fortunelli. Zortea e Miranda sono gli esterni e Moro e Ferguson fanno coppia in mezzo. Odgaard resta fuori fino alla seconda metà di ottobre e Holm fino a fine febbraio, mentre Dovbyk parte dalla panchina. A Lecce serve una vittoria vera, tintinnante, perché il Bologna non ne ha ancora una e nessun mini-ritiro basta a farsi perdonare.

Probabile formazione per la sesta: Skorupski; Casale, Heggem, Theate; Zortea, Moro, Ferguson, Miranda; Orsolini, Piccoli, Cambiaghi. Modulo 3-4-3.
Ultime quattro: ➖ ❌ ➖ ❌ ❌

Sassuolo – Milan

Domenica 11 ottobre, ore 18.00

Evento📈 Quota StarCasinò
⭐ Vince Sassuolo▶ 4.10
❌ Pareggio▶ 3.60
⭐ Vince Milan▶ 1.82
Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Sassuolo

Sassuolo, voglio vivere così, col palo in fronte

Nell’anticipo del venerdì il Sassuolo è caduto a Monza e il motivo ha tre nomi: Murić, Esposito e Berardi. Il portiere ha combinato due pasticci sui corner, Esposito ha atterrato Mota in area causando il rigore e Berardi si è fatto ipnotizzare da Tornqvist al quindicesimo con un’occasione enorme. Eppure il primo tempo era stato dei neroverdi, che avevano creato tanto, con Laurienté scatenato a imbeccare i compagni e Esposito vicino al gol al quarantaduesimo con un tiro centrale, ma sono mancate la tigna e la bavetta rabbiosa sotto porta. Nel finale Adžić ha accorciato su punizione e Bowie ha colpito il palo al minuto 93: la sfiga. L’euforia per la vittoria sulla Juventus è durata pochissimo e la prova di maturità è rimandata, dubitiamo che possa consacrarsi proprio contro il Milan però. Con il Monza sono quattro sconfitte in cinque confronti diretti, una vera bestia nera (e verde anche, ok). Aquilani ha schierato Esposito come nove, un ruolo che non gli dispiace anche se è abituato a giocare vicino a un’altra punta, e il ragazzo ha convinto al punto da essere stato chiamato in Nazionale: una convocazione di merito dopo la partita giocata benissimo contro la Juve. Resta l’identità, quella del Sassuolo che prende giovani in circolazione e li fa esplodere, con Cinquegrano, Bakola e Leysen lì a dimostrarlo. Contro il Milan al Mapei si potrebbe tentare il salto di qualità: le assenze però non aiutano, con Idzes fermo per il quadricipite fino alla seconda metà di ottobre, Volpato da valutare e Candè, Pieragnolo e Koné ancora ai box. Adžić parte da titolare e Thorstvedt e Matić tengono il centrocampo. Berardi e Laurienté larghi e Esposito al centro. Cinquegrano, Ćaleta-Car, Leysen e Doig a difendere con Murić in porta. Il Sassuolo resta una realtà atipica, una grande dentro il corpo di una piccola, col palo in fronte a mitigare. Talvolta.

Probabile formazione per la sesta: Murić; Cinquegrano, Ćaleta-Car, Leysen, Doig; Adžić, Matić, Thorstvedt; Berardi, Esposito, Laurienté. Modulo 4-3-3.
Ultime cinque: ❌ ✅ ➖ ✅ ❌

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Milan

Milan, ritrovarsi innamorati

Finalmente un Milan che si ritrova, con tre vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta. Due punti dalla vetta e un 3-0 al Lecce che ha cancellato i pensieri neri arrivati dall’Europa League. Si è rivista la mediana Modrić e Rabiot con tutto quello che porta, la leadership, la qualità, le parolacce in croato e le caldane francesi, e si è vista la forza di Pulisic, quello che fino a una settimana fa aveva solo quarantacinque minuti e che invece ha sempre dato la sensazione di avere qualcosa in più, solo che non aveva voglia di spremerlo. Il suo gol, al quattordicesimo su lancio di Pavlović, è un controllo di sinistro e un tiro in una frazione di secondo, giocate da campioni, e Moreira ha poi chiuso il conto al settantatreesimo. Moreira ha confermato di essere uno che cambia le partite entrando e c’è chi si chiede se sia più un Douglas Costa o un giocatore da novanta minuti, noi non vogliamo davvero saperlo perché la risposta potrebbe non piacerci: con quel passo e quella corsa lunga può essere un quinto moderno che garantisce la doppia fase, diciamo così e caviamocela in scioltezza, ok? Amorim ha già fatto passi indietro rispetto all’idea iniziale e la squadra sembra a un passo dall’undici giusto. Saelemaekers si è visto con il 4-4-2 in costruzione e sembra irrinunciabile: peccato che per una caviglia salti il Sassuolo e chissà che altro. Chukwueze resta il giocatore col punto interrogativo più grosso, pur con uno sforzo enorme in non possesso. Contro il Sassuolo ci sono Estupiñán da valutare (ma probabilmente sarà fuori, con grande scorno dei tifosi rossoneri) e Gabbia in panchina, mentre davanti Pulisic e Cisse in ballottaggio con Moreira agiscono dietro Ramos. Gila, De Winter e Pavlović in difesa. Maignan in porta, chiaro.

Probabile formazione per la sesta: Maignan; Gila, De Winter, Pavlović, Bartesaghi; Rabiot, Modrić; Chukwueze, Pulisic, Moreira; Ramos. Modulo 4-2-3-1.
Ultime cinque: ✅ ➖ ➖ ✅ ✅

Cagliari – Juventus

Domenica 11 ottobre, ore 20.45

Evento📈 Quota StarCasinò
⭐ Vince Cagliari▶ 6.00
❌ Pareggio▶ 3.80
⭐ Vince Juventus▶ 1.56
Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Cagliari

Cagliari, uno a zero e non si molla, ajò

Quattro vittorie in cinque partite, tutte con un solo gol di scarto, dodici punti e la miglior partenza dai tempi dello scudetto: altro che mucchette. Dopo Parma, Lecce e Atalanta è arrivata anche Udine e il Cagliari è quarto con dodici punti, subito dietro Roma, Inter e Lazio. A Udine il Cagliari ha sofferto: Davis, Gueye e Kabasele hanno provato più volte a sfondare e Caprile ha risposto presente su tutto. Poi al 54′ un retropassaggio di Miller a Kabasele, che guarda il compagno come per dire “zio, ma vai tu”, e Maldini, che non ha fatto neanche uno scatto, ha depositato in rete. Roba da non spiegare, un attimo di mancanza di lucidità che vale tre punti e un paio di porcocan dei fantallenatori che avevano i nomi citati titolari. Pisacane gongola a suon di uno a zero e magari non sogna in grande, ma questa partenza può far sperare in una salvezza tranquilla. Romano, decisivo già a Parma alla prima giornata, ha convinto così tanto che Mancini lo ha chiamato in Nazionale e lo vorrebbe vedere in mezzo a Tonali e Barella: già si comincia a pomparlo come nella migliore italica tradizione, quindi OCCHIO. Certo, è un talento gigantesco di vent’anni che si è già preso in mano la squadra, ma non merita le panchine di Premier, ok? Winks e Adopo accanto a lui, Fazzini e Maldini davanti con Mendy. Caprile è stato il protagonista di una giornata che ha avuto come protagonisti i portieri. Dietro Mina è in difesa con Rodriguez, Zé Pedro a destra e Obert a sinistra. Deiola non c’è, fermo per il menisco fino a fine ottobre, come Idrissi e Felici ai box. Trepy rientra a metà ottobre e Kevin Carlos è da valutare. Contro la Juventus alla Sardegna Arena si va per giocarsela con la stessa tenacia e quella capacità di vincere le partite sporche che qualcuno chiama cinismo. Noi pure lo si chiama così, ché il cinismo è illuminazione.

Probabile formazione per la sesta: Caprile; Zé Pedro, Mina, Rodriguez, Obert; Adopo, Winks, Romano; Fazzini, Maldini; Mendy. Modulo 4-3-2-1.
Ultime cinque: ✅ ✅ ✅ ❌ ✅

Una maglia da calcio stilizzata con i colori della Juventus

Juventus, una partita perfetta sotto una curva sbagliata

Contro l’Atalanta la Juventus ha giocato la sua miglior partita della stagione e per novantacinque minuti è stata perfetta, con Kolo Muani che aveva costretto Carnesecchi a una parata importante già al secondo minuto (pazzesco eh?). Conceição ha segnato di sinistro sul cross rasoterra di Çelik, Bremer di testa su corner di Zhegrova e Kolo Muani ha salvato sulla linea un colpo di testa di Kristensen. Il centravanti si è preso una standing ovation dopo essere uscito quattro volte tra i fischi e ha meritato anche il gol, che gli è mancato per poca lucidità sotto porta. Poi c’è Douglas Luiz, che dopo l’infortunio di Locatelli ha preso in mano la squadra con personalità e intercetti, e Nico Gonzalez, che non ha sbagliato una partita in stagione. Lucumì accanto a Bremer ha alzato il livello e vale la pena ricordarlo, perché troppo spesso si guarda soltanto a chi segna, difettuccio, anche qua, tutto italico. Spalletti chiede ai suoi difensori di portare avanti il pallone con coraggio e lui lo ha fatto; Alajbegović è un crack ma deve ancora maturare nei movimenti senza palla, Sarr è entrato bene, con uno strappo fisico interessante, qualsiasi cosa significhi. Il tema ora è la mentalità: la Juve in prospettiva può essere più forte del Napoli ma deve accelerare la crescita mentale. Due episodi potevano far girare male la partita, un salvataggio sulla linea e una grande giocata di Rowe con parata di Vicario. La serata allo Stadium è stata però macchiata dal minuto di silenzio per Sandro Mazzola, con una parte della curva che ha voltato le spalle al campo, con cori per i propri idoli defunti, con la società che ha condannato il gesto. Brutto affare, ok, ma cerchiamo di non enfatizzare. Spalletti porta ora la squadra a Cagliari senza Locatelli, fermo fino a febbraio, e senza Yıldız, fermo fino a inizio dicembre. Anche Boga ed Ekhator sono ai box e Cabal è in dubbio. Yo.

Probabile formazione per la sesta: Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumì; McKennie, Sarr, Douglas Luiz, Çelik; Conceição, Nico Gonzalez; Kolo Muani. Modulo 3-4-2-1.
Ultime cinque: ✅ ❌ ➖ ✅ ✅

Atalanta – Venezia

Lunedì 12 ottobre, ore 12.30

Evento📈 Quota StarCasinò
⭐ Vince Atalanta▶ 1.55
❌ Pareggio▶ 4.15
⭐ Vince Venezia▶ 5.40
Una maglia da calcio stilizzata con i colori dell'Atalanta

Atalanta, la pena l'è tanta

Tre sconfitte consecutive in campionato, la prima volta dal 2018 che l’Atalanta perde in trasferta con la Juve e un’aria da crisi aperta: dopo i ko con Roma e Cagliari serviva una risposta e non è arrivata. Ma zero: una prestazione deludente e non è la prima volta da inizio stagione. A Torino la Dea ha costruito poco e la partita si è decisa su due mezze palle gol. Kristensen ha colpito di testa e Kolo Muani ha salvato sulla linea, Rowe si è accentrato con una grande giocata che ha costretto Vicario alla parata e Krstović nel primo tempo avrebbe potuto colpire da solo in area se Lucumì non fosse intervenuto, facendo tipo il mestiere per cui è pagato, purtroppo per Krstović. Si è poi parlato a lungo del rigore sul quale Rowe è caduto dopo una trattenuta di Kalulu: l’arbitro non ha fischiato e all’incontro di Lissone tra arbitri e allenatori è stato ammesso che l’errore c’era e che il rigore ci poteva stare, ma poi dall’altra parte si è visto bianconero e l’effetto nostalgia era troppo forte, ergo ciccia. Al di là degli episodi, il punto però è la costruzione: il centrocampo ha poca qualità di palleggio e Raspadori, schierato esterno, finora ha dato risultati scarsi, o forse è scarso lui e basta. Ora Raspadori è fuori fino alla seconda metà di ottobre, ergo niente scuse, e con lui Hien e Kossounou fermi fino a novembre. Kamaldeen Sulemana è da valutare e Pompei non ci sarà. Chi? Pompei! Thomas Pompei! Senza Kossounou la difesa a quattro è Bellanova, Kristensen, Scalvini e Bernasconi, con Carnesecchi in porta. A centrocampo Samardžić o Gaetano, Kessié ed Ederson. Davanti De Ketelaere, Scamacca e Rowe: la qualità non manca, mancano i punti. A Bergamo contro il Venezia ultimo in classifica serve vincere per non vedere il ritardo diventare pesante, e non solo quello in classifica. Ormai non c’è più tempo per le attenuanti e c’è tanto su cui riflettere per Sarri. Si gioca lunedì alle 18.30. La panchina di Sarri, dico.

Probabile formazione per la sesta: Carnesecchi; Bellanova, Kristensen, Scalvini, Bernasconi; Kessié, Gaetano, Ederson; De Ketelaere, Scamacca, Rowe. Modulo 4-3-3.
Ultime cinque: ❌ ❌ ❌ ✅ ✅

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Venezia

Venezia: zero punti ma oh, belle maglie

Il Venezia è ultimo a zero punti e non si vede una via d’uscita: Stroppa è in bilico (Cuesta è caduto e Stroppa è in bilico, vedi come fa ridere la vita a volte) e la sosta è stata lunga. Eppure quel sabato ormai lontano la squadra ha meritato di vincere o almeno di non perdere così. Contro la Lazio i lagunari hanno messo in difficoltà la squadra di Gattuso per tutto il primo tempo e si sono guadagnati un rigore. La serata è finita in tragedia già alla discussione tra Adams e Yeboah su chi dovesse tirare: Yeboah si è fatto ipnotizzare da Mandas e ciao core. Nella ripresa Yeboah ha commesso fallo su Taylor e la Lazio ha segnato su rigore con Zaccagni, poi Noslin ha firmato il 2-0. Con la Fiorentina erano stati invece troppi gli errori e la tripletta di Mastantuono aveva fatto il resto, cioè malissimo. In generale il Venezia ha messo in difficoltà anche il Milan, entrando in area quattro o cinque volte con salvataggi sulla linea di Pavlović e ha messo in difficoltà quasi tutte le avversarie che l’hanno battuto: son soddisfazioni dai. C’è chi pensa che sul piano della qualità valga più del Lecce, noi siamo tra quelli per dire, e quindi i valori ci sono. Servono punti, che sono un dettaglio piuttosto importantino quando si tratta di campionati. Per una squadra che chiude il primo blocco a zero la sosta è forse potuta servire a rimettere in piedi il centrocampo. Le assenze però pesano: Busio è fermo fino alla seconda metà di ottobre, Adorante più o meno pure, Sverko fino a fine ottobre e Franjić fino a metà dicembre. Bašić, Dagasso e Bella-Kotchap sono da valutare. Contro l’Atalanta, che non è buona ma è tanta, il Venezia schiera Stanković in porta e Juan Jesus in difesa con Halhal e Moreno. Sohm e Helgason al centro con Kike Perez, Hainaut e Correia sulle fasce. Davanti Adams e Yeboah, pronti a rimettersi d’accordo su chi tira: l’altro.

Probabile formazione per la sesta: Stanković; Halhal, Juan Jesus, Moreno; Hainaut, Kike Perez, Sohm, Helgason, Sagrado; Yeboah, Adams. Modulo 3-5-2.
Ultime cinque: ❌ ❌ ❌ ❌ ❌

Torino – Udinese

Lunedì 12 ottobre, ore 20.45

Evento📈 Quota StarCasinò
⭐ Vince Torino▶ 2.34
❌ Pareggio▶ 3.10
⭐ Vince Udinese▶ 3.10
Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Torino

Torino, Abate davvero fai serio?

A Bologna il Torino ha preso gol dopo quattordici minuti: Fortini ha perso palla sulla destra, il Bologna è ripartito e Bernardeschi ha calciato di sinistro alle spalle di Perri. Abate aveva lasciato in panchina Gineitis e Comuzzo e per un tempo il Toro si è visto poco, faticando a reagire. Fortini ha preso un 5 in pagella perché il Bologna ha insistito sul suo versante, esattamente come sul gol, mentre Zortea ha tenuto a bada Cacciamani. Nella ripresa Abate ha cambiato qualcosa, svegliandosi dal suo incanto: Patterson per Fortini all’intervallo e poi Kulenović al posto di Fitz-Jim, un attaccante in più per dare peso là davanti. E l’idea ha funzionato, il pari è arrivato alla prima vera occasione, ma mica si può buttare un tempo intero a quel modo, ovvia. Dopo un tentativo di Mandragora su punizione parato da Skorupski, al 77′ lo stesso Mandragora ha servito Kulenović, che ha saltato De Silvestri e ha calciato da fuori: tiro debole, errore grave del portiere e 1-1. È il primo gol in Serie A per il ragazzo e per il Torino un punto che sposta una classifica dura come il marmo: quattro punti in cinque partite. I difetti non mancano e il Toro resta troppo scoperto dietro ma sulle fasce Cacciamani e Fortini rimangono i due talenti su cui puntare, sia chiaro. Contro l’Udinese all’Olimpico Grande Torino ci si aspetta Simeone con Vlašić e Casadei alle spalle e la difesa a tre con Comuzzo, Coco e Cömert. Belghali, Mandragora, Fitz-Jim e Cacciamani formano il centrocampo, con Perri in porta. Il mercato ha lasciato la rosa a metà, grazie Cairo bello. L’allenatore è giovane e il progetto è affascinante e contro un’Udinese ferita il Toro cerca una vittoria che dia fiducia a tutto l’ambiente.

Probabile formazione per la sesta: Perri; Comuzzo, Coco, Cömert; Fortini, Casadei, Mandragora, Fitz-Jim, Cacciamani; Vlašić, Simeone. Modulo 3-5-2.
Ultime cinque: ➖ ❌ ✅ ❌ ❌

Una maglia da calcio stilizzata con i colori dell'Udinese

Udinese, retropassaggio a care spese

Contro il Cagliari l’Udinese ha fatto la partita e ha perso: è la dura legge del gol degli 883, non è certo colpa di chi scrive se non conoscete i classici italiani, cari amici bianconeri. Davis, Gueye, Kabasele e gli altri hanno provato più volte a sfondare e Caprile è diventato uno dei protagonisti della giornata, quella dei portieri. Poi è arrivato il momento che ha deciso tutto: al 54′ Miller ha dato un retropassaggio a Kabasele,che lo ha guardato come un vitello guarda una porta colorata e Maldini bel paciarotto ha depositato in rete. Una specie di teoria della relatività for dummies: il pallone è rimasto lì, Kabasele ancora lo guardava mentre Maldini stava già esultando. È la terza sconfitta di fila: dopo il pareggio all’esordio con il Como e la vittoria a Monza il ruolino dice tre ko. Il problema è che la squadra, solida e fisica (lo scriviamo sempre, portate pazienza, marchio di fabbrica), regala gol da sola pure dopo averne presi cinque dall’Inter: sono quattro punti in cinque partite. Runjaić si affida ora a un undici con Unai Gomez ed Ekkelenkamp a supporto di Davis. Sulle fasce tornano Vojvoda e Kamara e a centrocampo ci sono Miller e Karlström. Dietro Okoye ha Abankwah (che ha un gol segnato a registro, ricordiamo), Kabasele ed Ebosse (o Alaba?) davanti. In una classifica dove ogni punto pesa il Friuli tutto si aspetta una reazione. A Torino contro un Toro che è ancora a caccia di continuità serve una prestazione senza regaloni, in una gara che chiude il turno lunedì sera alle 20.45. Resta il rimpianto di una partita in cui sono arrivate più occasioni di quante ne abbia create il Cagliari, ma il pallone dei tre punti è finito dall’altra parte.

Probabile formazione per la sesta: Okoye; Abankwah, Kabasele, Ebosse; Vojvoda, Miller, Karlström, Kamara; Unai Gomez, Ekkelenkamp; Davis. Modulo 3-4-2-1.
Ultime cinque: ❌ ❌ ❌ ✅ ➖

Le nostre sempreverdi analisi sull’operatore di giornata

Per la sesta giornata, StarCasinò

Che dire del nostro caro Starcasinò scommesse? Beh, tanto per cominciare, che le quote vanno assolutamente bene. Non solo: anche i mercati sono in numero soddisfacente per i nostri palati fini. Qualcosa da migliorare? Poco ma sì: la navigabilità non ci soddisfa del tutto. Resta un operatore cintura nera del mercato italiano, assolutamente affidabile!

*Le quote degli incontri sono aggiornate al 9 ottobre 2026 alle ore 12.22 e passibili di variazioni.

Elettra D., recensioni e pagine tematiche

Elettra D., recensioni e pagine tematiche

Content writer

Elettra D. è sbarcata a Time2play nel 2021, una delle prime contributor a essere arruolata per le pagine italiane del sito, dopo anni di esperienza nella scrittura di contenuti, legati (ma non solo) al mondo del gambling online; la molla è stata proprio il paragone con il modo di lavorare di altre aziende in questo campo, esplicitamente orientate alla vendita di un prodotto o una piattaforma di scommesse e casinò e poco interessate alla formazione degli utenti, alla loro salvaguardia e corretta informazione.

Titolo di studio Laurea in Critica e Teoria della Letteratura
Specializzazione Esperta di Serie A e special bet
Esperienza Più di 5 anni di content writing sul gambling

Sicurezza e direttive standard

Raccomando esclusivamente operatori sicuri e legali e ogni recensione pubblicata è frutto di test indipendenti e oggettivi.

Lascia un commento

Copyright © 2026. Time2play.com. Tutti i diritti riservati. 18+