Nemmeno il tempo di riprendere fiato dal 5-3 dell’Inter sull’Udinese o dal pareggio strappato in extremis dal Milan contro la Lazio nella quarta giornata della Serie A 2026/27, ma pure dall’Europa League servirebbero almeno due giorni cuscinetto per la ripresa delle nostre normali funzioni, invece ciccia.
Si ricomincia subito con la quinta giornata di campionato, grati della sosta nazionali che incombe, lunghissima, sui nostri cuori affaticati.
È la giornata dello scontro diretto tra gli scontri diretti, quello che nessuno si sognerebbe mai di dire non sia uno scontro diretto (ok Chivu? Questo lo è): Roma-Inter. Ma non solo, ovviamente, dato che Frosinone-Como rischia di essere altrettanto interessante, pur se non troppo indicativa per la testa della classifica (per via del Frosinone eh).
Operatore scelto per le quote di questa giornata pre sosta nazionali è NetBet*, uno dei nostri migliori siti scommesse Serie A!
Chi vince festeggia, chi perde spiega
Miglior pronostico della scorsa giornata: S. Esposito Marcatore Sì (4.15), ce lo si sentiva nelle ossa.
Peggior toppata della scorsa giornata: Sassuolo – Juventus 2 + Handicap -1 (2.60), proprio toppata alla grandissima!
Monza – Sassuolo
Venerdì 18 settembre, ore 20.45
| Evento | 📈 Quota NetBet |
|---|---|
| ⭐ Vince Monza | ▶ 2.70 |
| ❌ Pareggio | ▶ 3.40 |
| ⭐ Vince Sassuolo | ▶ 2.55 |
Monza, Mangas, il Salento ti tocca duro
Il Monza risottato di Jurić arriva a questa sfida dopo la sconfitta di Lecce, maturata da un avvio pessimo e tanti errori in difesa, un ko che potrebbe indurre il tecnico a cambiare qualcosa, anche in se stesso e nel suo modo di vedere le cose del mondo, anche se dietro le scelte non sono molte. Che poi, ragazzi: Lecce – Monza pareva una partita sulla carta da 0-0 e invece quante ne abbiamo viste? Questa Serie A ci sta stupendo sempre più, anche se ci toglie golose possibilità di pisolini pomeridiani. Da valutare le condizioni della caviglia di Mangas, toccato duro in Salento: noi lo avevamo avvisato, dopo le nostre lunghe vacanze pugliesi, di non fidarsi, di stare all’erta, che certe esperienze davvero ti toccano pesantemente, ma lui niente, pensava che essere portoghese lo avrebbe sollevato da ogni responsabilità (i portoghesi spesso lo pensano, notiamo), fortuna che ora c’è il saggio Bakoune pronto a dargli il cambio. Possibile l’inserimento dal primo minuto di Zeballos, autore del gol contro il Lecce, che si gioca la titolarità con Cutrone. C’è da stare molto più che all’erta, perché a Monza arrivano i neroverdi del Sassuolo e non c’è proprio niente da scherzare: hai voglia a portarli a spasso a guardare la corona ferrea, altro che aperitivo allo 039 o sperare che il semaforo del Malcantone non funzioni quel tanto che basta per far prendere uno spaghetto alla squadra ospite: c’è da giocare senza mezzucci. Fortuna che Jurić ha voglia e Varela pure. Assente di lungo corso il capitano Pessina, sa il cielo che fine ha fatto, sperso all’Acquaworld, incastrato in uno di quegli scivoli stramaledetti, chi lo sa. Lo aspettiamo trepidanti.
Probabile formazione per la quinta: Tornqvist; Kouadio, Lucchesi, Carboni; Birindelli, Akinsanmiro, Folorunsho, Mangas; Colpani, Cutrone; Varela. Modulo 3-4-2-1.
Ultime quattro: ❌ ➖ ❌ ❌
Sassuolo: tesoro, mi si sono allargati i ragazzi!
I neroverdi Aquilanici cosa sono?! Ma cosa sono? Ma li avete visti contro la Juve? I sassuolini arrivano a Monza in veste di rivelazione conclamata, dopo aver messo in ginocchio la Juventus. Il piano gara (desideriamo scriverlo da sempre) e le scelte del tecnico hanno convinto tutti: Matić e Thorstvedt hanno portato a spasso interi centrocampi avversari e chi è entrato dalla panchina ha fatto la differenza. Il nome del momento resta Sebastiano Esposito, autore di una prestazione da giocatore vero, uno che non è mai stato letto in posizione, pulito nelle giocate spalle alla porta, già dentro la squadra dopo due sole settimane. E noi lo sapevamo, noi ve lo avevamo detto, speriamo ci abbiate ascoltati. Il Sassuolo è una realtà atipica, una grande dentro il corpo di una piccola, strutturata a livello societario in modo esemplare, con gente che ne conosce l’anima e che ha lavorato per anni al progetto: sul mercato si prendono i migliori giovani in circolazione e li si fa esplodere. Cioè, brillare. Insomma, li si valorizza. Cinquegrano che l’anno scorso era in Serie C e ora corre come un treno sulla fascia, Bakola entrato con personalità, Leysen sconosciuto fino a ieri e già ottimo e abbondante oltre a Idzes cresciuto un passo dopo l’altro. Davanti il tridente Berardi-Esposito-Laurienté ha qualità da parte sinistra della classifica, con Laurienté reduce dai passi da gigante della miglior stagione in Serie A. Il segreto è la ricerca costante del terzo uomo in uscita, la palla che va avanti, dietro, dentro, sempre con una soluzione d’appoggio: ‘sta palla va ovunque, assieme al nostro cuore tamburino. La scelta dell’allenatore, uno che dà tempo ai giovani e che chi lo segue dai tempi di Fiorentina, Pisa e Catanzaro conosce bene, è stata lungimirante. A Monza serve una bella conferma, ragazzi. Un capitolo a parte lo merita Adžić, che sta ingranando una marcia importante nella posizione quasi da mezzala offensiva in cui Aquilani lo impiega: il Sassuolo si conferma l’ambiente giusto per far maturare i ragazzi, non solo per il clima e la tolleranza agli errori ma anche dal punto di vista tecnico, con un allenatore preparato e coraggioso. Presentarsi a Bergamo, ad esempio, con una difesa in totale emergenza, Matić in cabina di regia e due mezzeali come Adžić e Bakola più tre attaccanti significa avere visione e coraggio, un’impostazione premiata da una prestazione importante nonostante la sconfitta immeritata. Il 4-3-3 di Aquilani ricalca la tradizione neroverde e Adžić da mezzala ha trovato il suo posto ideale.
Probabile formazione per la quinta: Murić; Cinquegrano, Ćaleta-Car, Leysen, Doig; Adžić, Matić, Thorstvedt; Berardi, Esposito, Laurienté. Modulo 4-3-3.
Ultime quattro: ✅ ➖ ✅ ❌
Udinese – Cagliari
Sabato 19 settembre, ore 15.00
| Evento | 📈 Quota NetBet |
|---|---|
| ⭐ Vince Udinese | ▶ 2.25 |
| ❌ Pareggio | ▶ 3.25 |
| ⭐ Vince Cagliari | ▶ 3.25 |
Udinese, le botte prese
E dire che Davis, arrivato di gran carriera vicino a Abankwah che esultava tutto felicione, con gli occhi a ventaglio, a dirgli “Adesso concentrati eh, non si perde il focus”, ci aveva proprio visto giusto. Lo sapeva che contro quella squadra lì non si poteva certo perdere troppo tempo a esultare per un gol di vantaggio. Ma nemmeno per due. Poi il tempo hanno cercato di perderlo un poco in campo, i friulani, ma il nuovo regolamento non ammette tergiversamenti: hop hop hop giocare e via. E così sono arrivati dall’Inter cinque perozzi, nella porta dell’incredulo Okoye, che comunque ha fatto tutto quel che poteva fare. Cioè pochissimo. Per un ipotetico fallo di Bastoni sull’azione del primo gol dei nerazzurri, segnaliamo che a lamentarsi sono stati juventini e milanisti, non certo i tifosi friulani. Chi lo sa se anche nel parcheggio del Meazza hanno fatto i loro barbecue, questi meravigliosi tifosi? Lo speriamo, anche se immaginiamo che, con l’appiattimento del prezzo di birra e panini fuori dallo stadio, con token e mica token, la vediamo molto dura. Resta che l’Udinese non è che abbia perso troppo del suo smalto solo per aver perso al Meazza contro i Campioni d’Italia: l’anno scorso lo avevano espugnato, è vero, ma mica è sempre domenica. E infatti era lunedì, il giorno in cui se ne possono prendere cinque. Runjaić, con fiero cipiglio, ospita il Cagliari sperando nel recupero di Zaniolo, con gli altri infortunati attesi al rientro dopo la sosta. La squadra resta quella solida e fisica descritta fin dall’inizio ovviamente, temuta sulle palle alte, ma l’infermeria affollata rischia di condizionarne il rendimento. Davanti spazio al tandem Zaniolo-Ekkelenkamp a supporto di Davis, con Kamara e Vojvoda sulle corsie. Se è vero che una rondine non fa primavera, è vero anche che una cornacchia non fa inverno. O come volete, se c’è un ornitologo in linea accettiamo immagini più sensate grazie.
Probabile formazione per la quinta: Okoye; Abankwah, Kabasele, Ebosse; Vojvoda, Miller, Karlstrom, Kamara; Zaniolo, Ekkelenkamp; Davis. Modulo 3-4-2-1.
Ultime quattro: ❌ ❌ ✅ ➖
Cagliari, "Beni intonende unu dillu"
Il Cagliari di Pisapix, eroe benedetto delle strisce a fumetti nostrane, arriva a Udine forte di una prestazione a Bergamo che ha entusiasmato, vittoria di misura con una personalità e una qualità da grande squadra: unica sconfitta da inizio campionato quella con l’Inter campioni d’Italia. La cosa che ha sorpreso è la proprietà di palleggio in mezzo al campo, roba da signori del rettangolone verde, ma soprattutto la mentalità: dopo il gol subito da Scamacca, arrivato in modo episodico su una punizione battuta velocemente, fino a qualche anno fa una squadra così avrebbe rinunciato a giocare, blindandosi dietro. Invece i sardi hanno ripreso subito a costruire, a tenere il controllo del pallone. Il faro è Alessandro Romano, un talento gigantesco che assai probabilmente sarà convocato in Nazionale: un ragazzo di vent’anni con un carattere forgiato nel pantano, che tratta il pallone con una maturità totale e che si è già preso in mano la squadra. Chi ha seguito le giovanili sapeva che sarebbe arrivato il suo turno e ora in Serie A lo possiamo ammirare. Accanto a lui Winks alza il livello, mentre Fazzini garantisce una doppia fase preziosa da un ruolo ibrido e la coppia Maldini-Mendy si sposa bene là davanti, con tutti noi invitati a guardare e testimoniare e lanciare riso e coriandoli. Ma la vera notizia è che Pisacane sta rovinando i piani di tutti gli allenatori a caccia di talenti: ha perso Palestra, Gaetano ed Esposito, tre giocatori pesanti sul piano tecnico e caratteriale, eppure tiene la squadra compatta, unita, con le idee chiare. Un allenatore forte, capace di valorizzare i giovani per scelta e non per necessità, dentro un progetto societario sostenibile che merita applausi. A Udine, contro un’altra squadra in cerca di continuità, il Cagliari cerca conferme di livello.
Probabile formazione per la quinta: Caprile; Zé Pedro, Deiola, Mina, Obert; Romano, Winks, Fazzini; Adopo, Maldini; Mendy. Modulo 4-3-2-1.
Ultime quattro: ✅ ✅ ❌ ✅
Bologna – Torino
Sabato 19 settembre, ore 15.00
| Evento | 📈 Quota NetBet |
|---|---|
| ⭐ Vince Bologna | ▶ 1.94 |
| ❌ Pareggio | ▶ 3.45 |
| ⭐ Vince Torino | ▶ 3.90 |
Bologna, con le mani coi miei occhi CIAO
Il Bologna ospita il Torino con diversi elementi da valutare con cura e con la panchina di Tedesco saltata con una esplosione avvertita fino a Reggio Emilia, dopo un avvio da un solo punto in quattro giornate. La nota lieta della prima serata bolognese porta il nome di Marco Libra, centrocampista classe 2008 che contro il Sassuolo aveva debuttato in Serie A giocando tutto il secondo tempo: entrato in un contesto delicatissimo, con la squadra sotto e i fischi al termine del primo tempo, si è sistemato da trequartista e ha cambiato il vento, con un’altissima percentuale di passaggi riusciti e la responsabilità dell’ultimo tiro da cui è nato il gol del 2-2 di Dovbyk contro i neroverdi. Un ragazzo di grande personalità, cresciuto bruciando le tappe, già in nazionale maggiore col Venezuela, voluto da Tedesco in ritiro e aggregato stabilmente: un investimento a lungo termine di cui il Bologna raccoglie ora i frutti, da tutelare senza troppa pressione. Davanti la coppia Piccoli-Dovbyk resta l’arma spuntatella della stagione, anche se lo stesso Dovbyk è tra i giocatori in dubbio, e tenta il recupero in extremis pure Orsolini. La squadra, pur depotenziata e ridimensionata rispetto alle ultime stagioni, conserva risorse tecniche interessanti per mettere in difficoltà chiunque nella singola partita. Ora poi è arrivato Palladino, Maschio Angioino: siamo felicissimi di ritrovarlo ma ci eravamo comunque assai affezionati a Tedesco e alla sua verve. Peccato, avremmo visto bene Palladino su un’altra panchina (su quella della Juventus, ad esempio, per dirne una), e invece eccolo qua. Speriamo possa fare un bel lavoro, anche se il Bologna, come già detto, è stato grandemente depotenziato. La sfida col Toro sarà un bel trampolino, almeno sulla carta: vediamo se Palladino sfrutta il trampolino.
Probabile formazione per la quinta: Skorupski; Vitik, Heggem, Theate; Holm, Ferguson, Pobega, Miranda; Bernardeschi, Piccoli, Cambiaghi. Modulo 3-4-3.
Ultime quattro: ❌ ➖ ❌ ❌
Torino, viverla male
Ok, che sarebbe stata difficilissima lo si poteva immaginare; che si dovesse ancora vedere Gineitis forse no. Tre punti in quattro giornate sono pochi davvero e forse è il caso di dire che Abate potrebbe aver fatto il passo più lungo della gamba. Il primo tempo contro la Roma si è chiuso col dato degli xG a 0.03: in pratica, sotto di un gol, il Toro non ha nemmeno provato ad avere una mezza reazione. C’è un problema in difesa che si chiama Saul Coco, uno che non sarebbe adatto al gioco del pallone ma si dà il caso che giochi titolare nel Torino: spazza un pallone pericoloso giusto addosso a Mandragora, così come la scorsa giornata la spazza addosso a Gineitis e il rimpallo a momenti faceva segnare la Viola. Perri pure, rinvia in modo agghiacciante, ma se per cinque anni hai avuto in porta un boiler, ora puoi anche dare un poco di tempo a Perri. Nel secondo tempo contro i giallorossi i granata si rianimano, anche se Vlašić continua a non stare in piedi: labirintite? Scarpe scomode? Culo pesante? A un certo punto abbiamo visto anche Zapata, entrato al posto di Mandragora (l’unico coi piedi): Zapata e il suo ginocchio sono a oggi non schierabili. Simeone non sa nascondere il fatto che a Torino col cavolo che ci voleva stare: non difende mezzo pallone e non puoi metterlo in panchina perché non c’è nessuno. Il Torino di Abate arriva al Dall’Ara con la speranza di un miracolo, meglio dirlo forte e chiaro, con la reiterata tegola in attacco: anche a Bologna il tecnico dovrà rinunciare ad Adams. Spazio quindi a Simeone (eh sì) come terminale offensivo, con Vlašić (eh già) a girargli attorno. Il progetto granata resta affascinante, con i due esterni di talento Cacciamani e Fortini, ma serve concretezza per dare una piccola svolta a un avvio complicato.
Probabile formazione per la quinta: Perri; Comuzzo, Coco, Cömert; Fortini, Gineitis, Mandragora, Fitz-Jim, Cacciamani; Vlašić, Simeone. Modulo 3-5-2.
Ultime quattro: ❌ ✅ ❌ ❌
Roma – Inter
Sabato 19 settembre, ore 18.00
| Evento | 📈 Quota NetBet |
|---|---|
| ⭐ Vince Roma | ▶ 2.70 |
| ❌ Pareggio | ▶ 3.35 |
| ⭐ Vince Inter | ▶ 2.55 |
Roma, com’è profondo il Malen
La Roma di Gasperini ospita l’Inter nella sfida al vertice del turno, forte di un primato conquistato con merito e reduce dal pareggio di Champions a Istanbul contro il Fenerbahçe. Il tema che divide riguarda la coppia Malen-Dybala: c’è pure chi, andando controcorrente, non si fida completamente delle vibes della coppia sul lungo periodo. Due di questi stanno in redazione. Una di questi sta pure scrivendo. Su Malen il dubbio è la continuità di rendimento su cinquanta partite, perché il giocatore stratosferico visto nel finale della passata stagione va confermato nel lungo periodo e le primissime giornate scintillanti rischiano paradossalmente di essere un trappolone, contando che è andato sui 250 crediti anche al Fanta. Su Dybala i dubbi non sono tecnici ma fisici e pongono la domanda delle domande: quanto questa squadra è Dybala-dipendente? La risposta è abbastanza rassicurante: la Roma non ha puntato sull’argentino come unico riferimento ma come un valore aggiunto prezioso e la rosa quest’anno è profonda e lunga anche nelle riserve. Avere Castro come alternativa a Malen è un lusso, un giocatore che entra in temperatura rapidamente, come mostrato contro l’Atalanta. E il modo in cui Balerdi si è calato nel clima rovente di Istanbul dimostra che se prendi gente abituata a Marsiglia, quelli ti vanno in guerra su una gamba sola. Un mercato intelligente e profondamente gasperiniano, con l’inserimento di uomini di personalità come Balerdi e De Roon. Attenzione però alla gestione delle energie, perché l’impegno europeo di quest’anno è più dispendioso. In difesa Mancini, uscito nelle ultime due gare, non è più garantito solo per il nome, ma resta un riferimento per carisma. A Torino la Roma ritrova a pieno regime Ndicka, Koné e Wesley, tre recuperi importanti per una gara di questo peso.
Probabile formazione per la quinta: Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Lulli, Cristante, Koné, Wesley; Dybala, Soulé, Malen. Modulo 3-4-2-1.
Ultime quattro: ✅ ✅ ✅ ✅
Inter, robe da matti
Chivu e i suoi nerazzurri arrivano a Roma per la sfida al vertice reduci dal ko di Champions al Bernabeu contro il Real Madrid, ma anche dalla rocambolesca vittoria di lunedì sera contro l’Udinese, che ha messo in mostra come sempre il grande potenziale offensivo dei Bauscia e la mentalità capace di ribaltare sfide che si erano messe male, molto male, con i friulani avanti di due reti dopo venti minuti. Il campanello d’allarme vero, però, è un altro: la tendenza dell’Inter a prendere gol da sola: potremmo quasi dire “a farsi gol da sola”. Già col Napoli si era vista una dormita su una palla battezzata fuori da dieci minuti e che invece fuori non era, il primo gol incassato dal Real ricorda quello di Politano, con la squadra convinta di poter gestire il possesso nella propria metà campo, l’errore, e l’avversario che infila, per non parlare dei tre gol presi dall’Udinese, su dormita generale a difesa schierata in un caso, supponenza di Diouf e riflessi discutibili di Martinez nell’altro e ancora in mosse da bradipo del portiere spagnolo nel terzo. Tre partite di fila in cui si va sotto in questo modo sono una spia da monitorare. Nel complesso, comunque, dominare e sfiorare il colpo al Bernabeu deve dare consapevolezza di potersela giocare in ogni contesto, europeo e non, così come la capacità di rimontare in corsa dimostrata nel campionato. E poi è d’obbligo fare la tara sull’abnorme prima fase di Champions, in cui le big possono giocare con atteggiamento sornione. In campionato, intanto, la sfida di Roma arriva con qualche defezione pesante: out Çalhanoglu per un problema all’adduttore, tornerà dopo la sosta nazionali, e out Stones, uscito malconcio proprio con l’Udinese. Tornano dal 1′ Lautaro, Bisseck e Dimarco. Dare due gol di vantaggio anche alla Roma potrebbe non essere una buona idea: non sempre si riesce a ribaltare come contro Napoli e Udinese. Il Real dovrebbe avere insegnato.
Probabile formazione per la quinta: Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Luis Henrique, Barella, Zieliński, Jones, Dimarco; Lautaro, Thuram. Modulo 3-5-2.
Ultime quattro: ✅ ✅ ✅ ✅
Venezia – Lazio
Sabato 19 settembre, ore 20.45
| Evento | 📈 Quota NetBet |
|---|---|
| ⭐ Vince Venezia | ▶ 3.70 |
| ❌ Pareggio | ▶ 3.55 |
| ⭐ Vince Lazio | ▶ 1.96 |
Venezia, sarebbe bello anche vincere
Il coro arriva dritto dalla curva sud del Venessia e ripete proprio “Sarebbe bello anche vincere! Vincere! Vincere”: qua non si è messo in cascina nemmeno un punto. Il Venezia ne ha prese quattro anche dalla Fiorentina, per dire: è riuscito a far rinsavire una delle squadre più confuse di tutta la Serie A. Ora, poi, arriva in laguna la Lazio: pesantissimo ospite, bisognerà trovare il modo di distrarli un po’ in qualche campo dei loro, abbottarli di polenta e schie, farli sostare più del lecito all’ombra delle ombre. Qualcosa, perdinci, fate qualcosa. Qua si è fatto male pure Busio e se non è sfiga nera questa, noi non sappiamo davvero come altro chiamarla. Un’assenza gravosa, quella del capitano e regista dei lagunari, con Helgason e Sohm chiamati a sostituirlo in mezzo al campo: tanti auguri. Busio dovrebbe tornare alla sesta, ma noi lo immaginiamo tornare alla fine di ottobre perché di sicuro nessuno vorrà rischiare nulla. C’è la possibilità di andare su uno svincolato, ma qua non è che si possono prendere giocatori tanto per prenderli. Si spera anche che possa tornare Bašić ai livelli più che basic. Stroppa e Antonelli hanno delle responsabilità e i tifosi vorrebbero che se le prendessero senza tornare a caso sul mercato, senza frenesia: che ognuno si faccia un quizzino e tiri fuori da giocatori di prospettiva tutto il loro valore, altrimenti a marzo i punti saranno 15. Enorme crisi, dunque, sia nel reparto difensivo che a centrocampo: si spera che Sohm esca dal guscio a prendersi tra i piedi il proprio centrocampo, perché ok l’allenatore, ma Sohm non ha alibi, serve rivedere il giocatore visto a Parma. Davanti resta il tandem Adams-Yeboah. Per la matricola serve muovere la classifica, anche solo un pochino.
Probabile formazione per la quinta: Stanković; Schingtienne, Moreno, Juan Jesus; Hainaut, Kike Perez, Bašić, Sohm, Haps; Adams, Yeboah. Modulo 3-5-2.
Ultime quattro: ❌ ❌ ❌ ❌
Lazio, che fregatura!
I biancocelesti arrivano a Venezia dopo un avvio che nessuno si aspettava, quando l’eliminazione in Coppa Italia col Mantova all’Olimpico faceva presagire una stagione da incubo. Invece stanno arrivando belle soluzioni tattiche e tante novità interessanti: Frattesi si sta improvvisando addirittura rifinitore, con incursioni che lo rendono un giocatore fondamentale, già leader tecnico ed emotivo, uno dello spogliatoio nonostante sia appena arrivato. Taylor gioca a tutto campo e sposta gli equilibri, dopo un rapporto col tecnico partito con un confronto acceso e diventato poi centrale nel progetto. Nuno Tavares, recuperato, è un terzino sinistro che in questa Serie A può fare la differenza quando ha la testa a posto (bene per chi lo ha preso al Fanta), e sugli esterni Cancellieri e Zaccagni stanno facendo un grande avvio. Il vero merito, però, è la fase di non possesso: una squadra che si applica tutta per difendere e che, in una situazione difficile, ha saputo fare gruppo. E qui i meriti sono dell’allenatore, capace di compattare un ambiente che proprio compatto non era, tirando fuori il meglio da tutti. Il mercato, contro ogni scetticismo, è stato strapositivo per quelle che erano le possibilità: venduto Gila per 35 milioni, sistemata la difesa, rivalorizzato Tavares, arrivati Frattesi e Pinamonti, un attaccante che dà garanzie e che rappresenta un upgrade rispetto alle alternative precedenti. La Lazio può essere quella squadra che ti arriva nona ma che insidia il settimo, l’ottavo posto o la Conference. A Venezia, contro una matricola in difficoltà, serve dare continuità. La Lazio, del resto, sta sorprendendo chiunque: una squadra estremamente pratica e pragmatica, che a Udine ha però mostrato anche del bel calcio, soprattutto nel secondo tempo. Occhio invece al secondo tempo contro il Milan, costato amaramente due punti su tre. Gara insidiosa e interessante per capire a che punto siamo, signor Gattuso!
Probabile formazione per la quinta: Mandas; Floriani, Šutalo, Provstgaard, Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor; Cancellieri, Pinamonti, Zaccagni. Modulo 4-3-3.
Ultime quattro: ➖ ✅ ✅ ✅
Fiorentina – Napoli
Domenica 20 settembre, ore 12.30
| Evento | 📈 Quota NetBet |
|---|---|
| ⭐ Vince Fiorentina | ▶ 3.20 |
| ❌ Pareggio | ▶ 3.35 |
| ⭐ Vince Napoli | ▶ 2.20 |
Fiorentina inallenabile, sì?
Orbene, mister Grosso non ci ha fatto una gran figura a farsi mandare via in quel modo rilasciando quelle dichiarazioni abbastanza scioccanti: la Fiore riprende Vanoli che in mezzo secondo le porta una vittoria. E certo che hai battuto il Venezia, mica il Real Madrid, ma è anche vero che la giornata precedente le avevi prese dal Torino, mica dal Barcellona. E non solo si batte il Venezia, ma Mastantuono fa la partita che tutti si sarebbero aspettati da lui quando per la prima volta il nome è stato accostato al campionato italiano. Insomma, con Grosso non c’era feeling. Per la gara interna contro il Napoli, la Fiorentina di Vanoli, uomo di sostanza ma non di panza chiamato a raddrizzare questa stagione partita in disastro, dovrebbe confermare lo stesso undici schierato contro il Venezia. Convocato anche Oulai, con Parisi unico indisponibile. Per il tecnico, che conosce già l’ambiente, si tratta di ripartire dalle fondamenta e di restituire un’identità a un gruppo di giocatori forti che non è ancora una squadra, ma un’accozzaglia di nomi tutti affastellati l’un sull’altro a formare un collage al sapore di calcio. Altra prova che Fabio Grosso sta ora meglio seduto sul divano? La Fiorentina ha battuto anche il Pisa in Coppa Italia: “Inallenabili” è stata un’uscita decisamente fuori luogo, una cosa clamorosa, gente che non potrebbe giocare mai insieme. Prime due di Vanoli? Sette gol, pure con gente fuori condizione tipo Gonçalves. Al Franchi, contro il Napoli, serve la prova che invece ci si possa allenare eccome.
Probabile formazione per la quinta: De Gea; Jimenez, Pongračić, Ranieri, Viery; Ndour, Fagioli, Atta; Mastantuono, Pellegrino, Njie. Modulo 4-3-3.
Ultime quattro: ✅ ❌ ❌ ❌
Napoli, se arriva a segnare pure Lobotka…
Il Napoli di Allegri arriva al Franchi dopo il successo sul Bologna, quello che alcuni definiscono il miglior Napoli della stagione sia nei singoli sia nel collettivo: capito? Il miglior Napoli della stagione. Il nome da marcare stretto è quello di Favasuli, arrivato dritto dritto dalla Serie B e capace di cambiare il volto della squadra: un ragazzo di gamba e di sostanza, che va a mille all’ora e incide col piede forte sia nell’ultimo passaggio sia nei cross, uno che aveva fatto oltre quaranta partite di livello altissimo in cadetteria senza mai scendere sotto la sufficienza. Il ragionamento è chiaro: la Serie B non va sottovalutata per la crescita dei ragazzi e chi è forte lì può replicarsi in Serie A, come già dimostrato da diversi giovani. Il tema tattico che stuzzica è un possibile cambio modulo verso un 3-5-2 “alla Allegri”, con Di Lorenzo braccetto, Favasuli largo e De Bruyne sotto punta, così da preservare il centrocampo forte e fisico con McTominay, Lobotka e Anguissa. Sul giudizio di fondo, però, la cautela resta: nel calcio di Allegri la differenza la faranno sempre e solo i calciatori, non ci si aspetta un gioco spumeggiante ma la ricerca dell’equilibrio in cui il tecnico è tra i migliori. Le tre sconfitte con Inter, Arsenal e Como, di cui almeno due contro squadre nettamente superiori, non spostano più di tanto la considerazione di una rosa che resta molto forte, la più adatta ad Allegri rispetto agli ultimi (fallimentari) progetti. Lo snodo è la profondità, con la difesa un po’ corta e un abisso tra titolari e panchina. Al Franchi, prima della sosta, è già uno spartiacque: c’è chi lo vede addirittura dodicesimo in una griglia di pronostici e serve forse maggiore ambizione, perché resta una rosa fortissima, la seconda migliore della Serie A lo scorso anno, non certo da buttare da una stagione all’altra. La sconfitta di Champions con l’Arsenal è da ridimensionare: è vero che è finita 1-0, ma è stata una gara di dominio dei Gunners, con occasioni clamorose fallite e oltre quattro xG concessi, quindi non il metro giusto per misurare la competitività azzurra. In Europa il traguardo realistico sono gli ottavi. In campionato, invece, attenzione a non perdere altro terreno. Segnali di nervi tesi come il diverbio tra Di Lorenzo e De Bruyne o la lite in allenamento tra Lang e Vergara sono da un lato spie di tensione, dall’altro il segno di una squadra ancora viva e reattiva.
Probabile formazione per la quinta: Milinković-Savić; Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin, Olivera; Gilmour, Lobotka, De Bruyne; Politano, Højlund, Lang. Modulo 4-3-3.
Ultime quattro: ✅ ❌ ❌ ✅
Parma – Genoa
Domenica 20 settembre, ore 15.00
| Evento | 📈 Quota NetBet |
|---|---|
| ⭐ Vince Parma | ▶ 3.05 |
| ❌ Pareggio | ▶ 3.00 |
| ⭐ Vince Genoa | ▶ 2.50 |
Parma, panca in bilico?
Perdere contro il Como non è certo una tragedia, il punto è che prima ne hai perse altre due e pareggiata una soltanto: non un bel modo per partire con la nuova stagione, caro Generale Inverno Cuesta. Si parla di rischio esonero, anche se di sicuro non per questa sconfitta: nel primo tempo il Parma ha retto abbastanza bene il colpo, restando in campo anche dopo il bellissimo gol di Paz. Il 3-4-2-1 è da valutare, anche se l’esterno destro è un po’ manchevole. Il Como si prende il secondo gol di vantaggio ma ancora il Parma non molla arrivando anche ad accorciare. Di sicuro la situazione del Parma non è quella di Bologna e Fiorentina, quindi forse sarebbe meglio scordarsi la parola esonero dopo sole quattro giornate. L’ottanta percento dei tifosi a maggio chiedeva a gran voce il rinnovo di Carlos Cuesta: bene sarebbe ricordarselo, ok? Comunque: si dovrebbe tornare al 5-3-2, con Romero verso la conferma dopo il gol al Como. Il tecnico continua a puntare sui suoi giovani, con Lontani che scalpita dopo le buone prove. In infermeria restano da valutare Nicolussi Caviglia e Bernabé. Contro un Genoa ancora a secco di vittorie, per i ducali è l’occasione di muovere una classifica da consolidare. Il punto principale di tutta la stagione sarà quello di non subire (troppi) gol: contro il Genoa sarà sicuramente più semplice che contro il Como, diciamo così.
Probabile formazione per la quinta: Corvi; Britschgi, Delprato, Troilo, Diego Carlos, Valeri; Fabbian, Bernabé, Keita; Romero, Lontani. Modulo 5-3-2.
Ultime quattro: ❌ ➖ ❌ ❌
Genoa, panca in bilico
La partita contro il Frosinone è stata assai confusa, anche dal punto di vista arbitrale. Primo tempo di buone creazioni rossoblu, buona spinta tra Baldanzi, Ehizibue e Osmajić, peccato appunto la grossa confusione, per lo più potata da Lorenzo Colombo; confusione che poi lo ha anche portato a sbagliare malissimo il calcio di rigore: poca lucidità, per il Colombo. Ma se nel primo tempo è stata una confusione offensiva, nel secondo la confusione è stata tutta delle retrovie (e no, non solo per via del fatto che El Shaarawy giocava terzino!): Vazquez con la sua espulsione sciocchina è il simbolo di questa confusione. Il Genoa ha poi battuto il Sudtirol per uno a zero in Coppa Italia, anche se la prova ci ha dato delle vibes ben poco rassicuranti: sembrerebbe che De Rossi non sia ancora del tutto convinto della posizione di Baldanzi, che se messo un po’ più avanti rischia di essere super incisivo. Avrà capito? Speriamo che DDR possa svegliarsi per tempo, perché in questo inizio di stagione stiamo vedendo tantissime panchine traballanti e sicuro la sua è una di queste. Ufficio complicazione affari semplici De Rossi. Si va a Parma ancora a caccia della prima gioia, insomma, e con la tegola dell’espulsione di capitan Vasquez. Il mercato in uscita è stato di ridimensionamento, ok, ma avete ridimensionato una squadra che già non era il PSG. La speranza è che al tecnico venga dato il tempo di venirne fuori, cosa non scontata dalle parti di Genova, soprattutto col brutto vento che tira. Contro il Parma serve invertire la rotta di questa barchetta che è un po’ che ci pare alla deriva nel bel Ligure mar.
Probabile formazione per la quinta: Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Puczka; Ehizibue, Baldanzi, Frendrup, Sow; Ellertson; Colombo, Osmajić. Modulo 3-5-2.
Ultime quattro: ➖ ❌ ❌ ❌
Frosinone – Como
Domenica 20 settembre, ore 15.00
| Evento | 📈 Quota NetBet |
|---|---|
| ⭐ Vince Frosinone | ▶ 6.00 |
| ❌ Pareggio | ▶ 4.55 |
| ⭐ Vince Como | ▶ 1.49 |
Frosinone, factotum di qualità
Ma che bellezza, il Frosinone di mister Alvini! Eccolo che arriva a questa sfida vestito da sorpresa più bella del campionato e il motivo è tutto nella qualità della sua trequarti. C’è gamba, ci sono colpi, c’è qualità pura, a partire da Kvernadze, Schmid e soprattutto Ghedjemis, un giocatore che secondo il tecnico può fare l’Europa e che ha rifiutato offerte da dodici, tredici, quattordici (chi offre quindici? Nessuno? Quindici?) milioni in estate: per gli amanti del Fantacalcio è uno che può portare tanti bonus. Il gol segnato contro il Genoa ci fa vedere tutto: lancio lungo, colpo di testa di Ghedjemis, Schmid che entra e supera l’avversario, poi la giocata che manda in porta Kvernadze. Un gol di qualità che una squadra senza valori tecnici non farebbe mai. E il bello è che dei nuovi acquisti in campo c’è quasi solo Schmid, un titolare della nazionale austriaca con tantissime partite in Bundesliga nonostante la giovane età: il Frosinone ha lavorato bene, trovando l’intesa tra Alvini e la nuova proprietà. Il tecnico ci viene sempre descritto come un figlio della gavetta, un sarriano nel senso più autentico (quello delle bestemmie?), uno che ha scalato categoria dopo categoria senza che nessuno gli regalasse niente. L’unico appunto, quasi affettuoso, è che dovrebbe godersela di più questa esperienza, perché in conferenza e in partita vive tutto con troppa tensione, vedendo nemici e fantasmi dove non ci sono. Ma il campo gli sta dando ragione, con un’identità di livello e un calcio che tutti studiano. Contro un Como in stato di grazia per i ciociari è la prova più difficile, ma questo rende il match uno dei più interessanti della giornata che sta per arrivare.
Probabile formazione per la quinta: Palmisani; Oyono, Calvani, Cittadini, Bracaglia; Schmid, Calò, Masini; Ghedjemis, Raimondo, Kvernadze. Modulo 4-3-3.
Ultime quattro: ➖ ✅ ✅ ❌
Como, come gasi
Il Como, ovviamente una delle squadre più convincenti dell’intera Serie A, ora arriva allo Stirpe, ospite del Frosinone, la più bella nuova proposta del campionato. Basta parlare di favola, anche perché con tutti quei soldi non si può parlare di favole, ma di solide realtà! Ora, poi, questa squadra è una realtà ben più che certificata. Dopo la vittoria storica all’esordio in Champions, il tecnico spagnolo ha pronunciato parole che hanno colpito: la Serie A resta la competizione più importante, quella che dà fiducia durante tutta la stagione, e con una squadra così giovane l’errore da non fare è mettere energie sulla Champions dimenticando il campionato. Un discorso di grande umiltà, apprezzato tanto più perché arrivato dopo un successo storico e da un allenatore che esordisce in Europa a nemmeno quarant’anni. Chi lo segue nota come l’anno scorso Fabregas sia stato bacchettato con eccessiva severità dalla stampa (ma anche da noi), giudicato sbruffone e integralista, mentre in realtà sta cercando di dare completezza alla squadra, capace anche di difendersi a cinque e reggere l’urto nei momenti in cui non può dominare. Il Como è una squadra progettata sulla carta e realizzata alla perfezione nella pratica, un caso unico in Italia: l’allenatore, che è pure parte della società, chiede e viene accontentato, con un mercato che ha rispettato ogni richiesta estiva, priorità agli italiani per i parametri Champions. C’è chi lo mette addirittura terzo dietro le sole Inter e Roma, davanti a Juve, Milan e Napoli nella corsa a un posto europeo. Davanti pronta la staffetta Kean-Douvikas, con l’ex Fiorentina che avrà bisogno di pazienza per entrare nei meccanismi ma che da subentrato, dietro un Douvikas perfettamente funzionale al sistema, può rendere ancora di più. In difesa rientra Chalobah. Contro un Frosinone insidioso, i lariani cercano continuità nella loro corsa d’alta classifica: prepararsi all’ossigeno?
Probabile formazione per la quinta: Butez; Couto, Ramon, Chalobah, Kaiki; Perrone, Da Cunha; Diao, Nico Paz, Baturina; Douvikas. Modulo 4-2-3-1.
Ultime quattro: ✅ ✅ ✅ ➖
Juventus – Atalanta
Domenica 20 settembre, ore 18.00
| Evento | 📈 Quota NetBet |
|---|---|
| ⭐ Vince Juventus | ▶ 1.71 |
| ❌ Pareggio | ▶ 3.80 |
| ⭐ Vince Atalanta | ▶ 4.70 |
Juventus, in balìa di se stessa
Spallettone e i suoi bianconeri arrivano a questa sfida dopo il ko di Reggio Emilia col Sassuolo, una partita che lascia enormi perplessità soprattutto per la gestione finale, e la manita al NEC in Europa League. Al netto degli infortuni e di una squadra cambiata per gran parte rispetto all’anno scorso, la sensazione è che alla Juventus manchi più che mai la leadership, i giocatori trascinanti dal punto di vista caratteriale. Riprendere la partita è encomiabile, ma poi serve la lucidità di capire che non è il calcetto del giovedì sera: sull’ultima azione contro i neroverdi, invece che gestire un pareggio conquistato al 91′, la squadra si è buttata in avanti e ha preso il gol del 3-2 in modo indecente, con Matić (38 anni) che scippa palla camminando e nessuno che rincorre. Il tema più discusso è però un altro: si danno troppi alibi al tecnico. Dopo dieci mesi in panchina, è ora di smetterla di giustificarlo in continuazione. Che questa Juve sia scarsa per lo scudetto è evidente, così come lo era l’anno scorso quando arrivò sesta, ma dopo un anno di lavoro ci si aspetta la mano dell’allenatore sul piano psicologico e caratteriale. L’idea di gioco sembra la stessa dell’arrivo, i cambi pure e sono emersi due fastidi ricorrenti: l’alibi degli infortuni e quello dell’assenza di Locatelli. Persino la gestione dei calci d’angolo a favore, con quattro uomini lasciati dietro per paura, è da provinciale. Il nodo resta il coraggio, quello che nemmeno gli ingressi di Nico Gonzalez e Zhegrova, autore con il Sassuolo di due giocate di qualità, sono bastati a mascherare. In casa, contro l’Atalanta, serve una svolta vera. Il rischio è che il 4-4-2 diventi un’imposizione e non una scelta, con Koopmeiners a scalare davanti la difesa e il dubbio tra Woltemade e Alajbegović là davanti. Un grosso tema resta l’inconcludenza offensiva, appena quattro gol nelle prime giornate, con Kolo Muani (che non segna manco Konle Muani) in estrema difficoltà: c’è chi invoca due punte per aumentare la densità in area, come nel gol di Gatti col Milan. Ma il paragone col Como, tutto qualità e palleggio codificato, è impietoso e fotografa la distanza tra le due squadre: quasi incivile. Almeno si batte il NEC, anche se l’aura non c’è. In mezzo a questo, Conceiçao viene indicato da alcuni come il simbolo della fumosità e dell’inconcludenza bianconera, un giocatore che dà l’idea di essere sempre attivo senza incidere davvero, anche se quest’anno mostra un atteggiamento più positivo e generoso, prendendosi più responsabilità dopo l’infortunio di Yıldız.
Probabile formazione per la quinta: Vicario; Kalulu, Bremer, Kelly; McKennie, Sarr, Douglas Luiz, Çelik; Conceiçao, Nico Gonzalez; Kolo Muani. Modulo 3-4-2-1.
Ultime quattro: ❌ ➖ ✅ ✅
Atalanta, non buona né tanta
L’Atalanta di Sarri arriva a Torino in una situazione che preoccupa più di quanto dica la classifica. Il ragionamento che facciamo sembrerà impietoso: dei sei punti raccolti nelle prime giornate ne avrebbe meritati forse uno, se non zero. Alla prima il Sassuolo meritava almeno il pareggio, nella seconda ha vinto a Bologna pur essendo stata dominata, nella terza ha perso con la Roma in una gara a senso unico e col Cagliari, oltre a non aver raccolto punti, ha convinto ben poco. Il vero problema è il cambio di modulo e di riferimenti difensivi: da una difesa a tre con marcatura a uomo, marchio di fabbrica dell’era precedente, a una linea a quattro con riferimenti di zona e di palla, un cambiamento concettuale enorme per giocatori come Scalvini e Kossounou, cresciuti in un altro modo di difendere, quasi di intendere il mondo. E di tempo non ce n’è, perché la rosa è forte e la squadra deve provare a insidiare le posizioni europee, a giocarsela per il sesto o settimo posto. C’è pure il dubbio, guardando al pregresso, che il Sarriball non sia più replicabile senza la qualità di palleggio che il tecnico aveva ai tempi di Napoli, con un centrocampo oggi più di corsa che di regia. La partita col Cagliari ha mostrato un minuscolo passo avanti nel gioco, ma senza punti dove si vorrebbe mai andare? A Torino, contro una Juve pure in crisi, serve invertire la rotta prima che il ritardo diventi pesante, ma forse non è la partita migliore per convincere e spazzare via le miserie di questo avvio di stagione. Gaetano torna disponibile dopo la squalifica e davanti dovrebbe partire Scamacca.
Probabile formazione per la quinta: Carnesecchi; Bellanova, Kossounou, Scalvini, Kolašinac; Kessié, Gaetano, Ederson; De Ketelaere, Scamacca, Rowe. Modulo 4-3-3.
Ultime quattro: ❌ ❌ ✅ ✅
Milan – Lecce
Domenica 20 settembre, ore 20.45
| Evento | 📈 Quota NetBet |
|---|---|
| ⭐ Vince Milan | ▶ 1.25 |
| ❌ Pareggio | ▶ 6.00 |
| ⭐ Vince Lecce | ▶ 11.00 |
Milan, ma cos!?
Il Milan di Amorim arriva a questa sfida con un grande interrogativo che accompagna ormai da settimane: perché, con una rosa così forte, il tecnico si ostina in scelte tanto discutibili? Perché Loftus-Cheek titolare e per giunta trequartista, perché Rabiot spostato ora sulla trequarti ora in mediana, perché Modrić tolto e poi giustificato dicendo pubblicamente che su un piano atletico non può giocare, perché Estupiñán ancora titolare dopo tante difficoltà, perché Pulisic in panchina quando può essere uno dei giocatori più importanti di tutto il campionato? E in coppa? Perché partire con un turnover così marcato, per preservarsi in vista del Lecce?! Il senso è chiaro: la squadra forte c’è, basterebbe fare le cose più semplici invece di inventarsi ogni volta la trovata geniale. Il paragone che ricorre, e che preoccupa, è quello con la gestione di Thiago Motta alla Juventus, stessa voglia di forzare le idee, stessa assenza di una punta e di un undici titolare riconoscibile, stesso rischio di spingere fuori i leader. Un nuovo progetto senza gerarchie chiare ci sta, ma bisognerebbe battezzare almeno sei o sette inamovibili, a partire da Modrić e Pulisic. La domanda di fondo, quella più spiazzante, è che non si capisce ancora quale sia la dimensione di questo Milan: se una squadra da vertice, da Champions o da decimo posto, è l’unica big su cui è difficile esprimersi. Il primo tempo contro la Lazio tra le ultime uscite è stato dei peggiori, salvato solo da lampi come la doppietta di Moreira, che forse all’Olimpico può essere sbocciato dopo un esordio difficile a Torino. Contro il Lecce serve una prova che dia finalmente certezze, soprattutto dopo la prova mesta in coppa contro il Benfica. Un paio di nodi restano da sciogliere: il Milan deve avere molto di più da Gonçalo Ramos per sviluppare la manovra offensiva e c’è chi si augura Cissè dal 1′, perché dà presenza fisica e più gol nei piedi rispetto alle alternative, avendo già segnato in due gare su tre. Sul fronte difesa, se Gabbia sta bene dovrebbe rientrare, anche se De Winter nell’ultima uscita è parso in crescita.
Probabile formazione per la quinta: Maignan; Gila, De Winter, Pavlović; Chukwueze, Modrić, Jashari, Moreira; Rabiot, Pulisic; Ramos. Modulo 3-4-2-1.
Ultime quattro: ➖ ➖ ✅ ✅
Lecce, applausi per il cuore grosso
Il Lecce di Di Francesco arriva a San Siro reduce dal successo sul Monza e con nelle orecchie applausi che vanno ben oltre la prestazione sul campo. Prima della partita la squadra e la tifoseria hanno dedicato un omaggio commovente a un’iniziativa contro la violenza di genere, con ragazzine scese in campo e striscioni sugli spalti, un gesto che ha coinvolto tutto lo stadio e che merita di essere sottolineato almeno tre volte. Sul piano sportivo, la vittoria col Monza è stata una prova di grande coraggio, tanto più preziosa perché arrivava dopo un paio di prestazioni complesse, in particolare quella con la Roma, in cui la squadra era apparsa sgonfia e senza anima. Contro il Monza, invece, il Lecce ha azzannato la partita, portandosi subito dalla propria parte gli episodi, con assist bellissimi per Ilić, Coulibaly e Tiago Gabriel. Il nome che spicca è proprio quello di Coulibaly, giudicato eccessivamente sottovalutato per una squadra che deve salvarsi (date uno sguardo alle nostre quote retrocessione): da quando il Lecce si salva, lui in mezzo al campo porta sempre il suo peso specifico ed è pure un giocatore da bonus per il Fantacalcio. Ma il tratto distintivo è un altro: la cattiveria di chi entra dalla panchina col coltello tra i denti, la voglia di vincere, cazzimmosa. Dietro restano limiti evidenti, ok, difficoltà con cui il Lecce dovrà convivere tutto l’anno, ma il cuore e l’anima di questa squadra sono quelli che nel medio-lungo periodo portano alla salvezza. Da segnalare pure la prestazione di Pierotti, uno che non fa tanti gol ma che si sacrifica, aiuta la difesa, corre da tutte le parti. A San Siro sarà durissima, ma il Lecce ha già dimostrato di sapersela giocare con ordine e tanto tanto cuore.
Probabile formazione per la quinta: Falcone; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Ilić, Ngom; Pierotti, Štulić, Monteiro. Modulo 4-3-3.
Ultime quattro: ✅ ❌ ❌ ✅
Le nostre specifiche analisi sull’operatore di giornata
Per la quinta giornata, NetBet
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*Le quote degli incontri sono aggiornate al 18 settembre 2026 alle ore 12.57 e passibili di variazioni.