Pronostici di calcio
La terza giornata è volata via con i suoi scontri grossi grossi: alcuni ci hanno dato emozioni difficili da dimenticare, come una cartolina dal campionato più bello del mondo (ci crediamo davvero), mentre altri... beh... la solita solfa (chissà di chi stiamo parlando, eh, Juventus-Milan?!).
Ah, la Champions, che bella: il torneo calcistico più importante di tutti con le squadre più forti di tutto il Vecchio Continente e in cui alla fine vince il PSG. O il Real. O il Bayern. O l’Arsen… ah, no!
Finalmente la parte più dura della stagione, quella che fa accapigliare i tifosi rendendoli esperti di nomi esotici assolutamente mai sentiti dopo una scorpacciata di "xxx best skills" (sostituire a "xxx" un qualsiasi nome di calciatore sconosciuto pure a se stesso), è finita.
Ci tocca iniziare così: avete capito il regolamento, voi? Perché noi abbiamo qualche dubbio: abbiamo visto un fallo di mano in area a Torino che ci sembrava eclatante, non fischiato (guardato anche dal VAR, tra l’altro) e un fallo a Genova da cui nasce un gol che boh, una controllatina gliel'avremmo data.
Il Campionato di Serie A, finalmente, riparte: noi siamo carichissimi, memori dell'ultima incredibile giornata dell’anno scorso, che ha visto trionfare per il piazzamento Champions Roma e Como, a tutto sfavore delle due blasonatissime Juventus e Milan, condannate all’Europa League.
C'è un momento, ogni anno, in cui il calcio europeo si sveglia dal letargo estivo e spolvera i suoi abiti migliori per il ballo che inaugura l'inizio della temporada.
Zan zan zan! Per citare un dinamico trio, "Cioè, si sta ribaltando la situazione!": la Juve che pareva già pasciuta nel suo posto Champions ha deciso di movimentare anche l'ultima giornata di campionato, perdendo male contro la Fiorentina nel corso della giornata numero trentasette. Chi se lo aspettava? Forse Spalletti, che sagacemente si è fatto rinnovare il contratto prima che il patatrac accadesse. Forse noi, perché mentre qualcuno altrove ha Luka, i bianconeri hanno Loca, e non è la stessa cosa. Con tutto il rispetto. Ora i tifosi bianconeri sono sul piede di guerra, inneggiando a fantomatiche rivoluzioni (spoiler: che non avverranno) e, taluni, chiedendo l'ingaggio di Conte. "In che senso, Conte?". Eh. Nel senso che il bell'Andonio ha tenuto fede alla sua natura di scappino, scappando anche dalla panchina del Napoli dopo due anni: il ciclo contiano si conclude come sempre e noi gliene siamo grati, perché in un mondo in cui non riconosciamo più nulla, almeno lui resta fedele a se stesso.
I patti erano chiari: niente mondiale per l’Italia, niente proroga per Gennaro Gattuso. D’altronde, l’attuale Commissario Tecnico della nazionale smaniava per abbandonare la panchina degli Azzurri già all’indomani della drammatica Italia-Bosnia di Zenica.
La Coppa Italia Frecciarossa 2025/26 arriva all’ultimo atto in un pacioso mercoledì, con una finale che mette di fronte Lazio e Inter, due squadre reduci da un incrocio recentissimo in campionato e da un percorso differente (ma per entrambe molto intenso) verso Roma.
"Il calcio è semplice", diceva qualcuno esperto di ippica: semplice quanto spiegare come mai una squadra che chiude il primo tempo avanti 2-1 e che produce 3.37 expected goals contro 0.94 dell’avversario finisca per perdere 4-3 nella ripresa, tra inerzie ribaltate e un rigore che definire generoso è come innalzare alti cori a Sant’Eufemio. Como-Inter è stata quella cosa lì: una partita che se la racconti a uno che non l’ha vista, ti chiede se stai parlando davvero di calcio o sei un soggettone con troppa fantasia e troppo tempo libero per utilizzarla. Il Como palleggia, tira (25 volte), costruisce, domina, sembra sul punto di trasformare il Sinigaglia in una Caporetto Scudetto... e poi l’Inter decide che ok, i bambini si sono sfogati, è tempo di capitalizzare.
"God, It’s killing me, uh?": se Federer avesse visto Napoli - Milan avrebbe commentato proprio così, esattamente come iniziò il suo discorso all’Australian Open nel 2009, quando perse contro Nadal. O quanto meno, così abbiamo commentato noi alla fine del primo tempo: ci stava davvero uccidendo, questo maledetto sport, e non per le troppe emozioni, ma per la loro totale assenza.Napoli - Milan si aggiudicherà lo scettro di partita più noiosa della stagione 2025/2026. Sì, batte anche Verona - Pisa 0-0 del 6 febbraio, bravo a chi se la ricorda. Ma come, quella partita finì 0-0, qui almeno un gol c’è stato! Le premesse, signori, che nessuno si scordi le premesse: più o meno le stesse, in ambito di garra, dato che le ultime due si giocavano la salvezza. Ma dubitiamo che in tanti l’abbiate vista. Mentre per Napoli - Milan tutti stavamo appiccicati agli schermi manco fosse un quarto di finale di Champions League. Ma cosa abbiamo fatto di male per meritarci certi spettacoli? La seconda e la terza forza del campionato si affrontano per cercare di dare del filo da torcere alla capolista e...?! E NIENTE.
La Champions League entra nel suo momento più tosto e croccantino, quello in cui il margine d’errore si riduce quasi a zero e ogni dettaglio comincia ad avere il peso di una sentenza, e sono i momenti che ci piacciono di più: le gare d’andata dei quarti di finale segnano il passaggio definitivo dalla fase delle promesse a quella delle risposte! Come a dire: c’è da passare alla cassa e PAGARE! Oppure riscuotere, va da sé. Otto squadre ancora in corsa, quattro incroci di altissimo livello, nessuna italiana rimasta in tabellone e una sensazione di equilibrio, almeno sulla carta, almeno per qualcuna.