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Tutto sul casinò di Montecarlo: guida al principe dei casinò

Casinò
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La stilizzazione del casinò di Montecarlo e delle fiche

Come abbiamo già scritto nel nostro pezzo sui dieci migliori casinò in Europa, quello di Montecarlo è decisamente IL casinò: non ha il fascino antico e discreto del casinò di Baden-Baden e nemmeno una selva di canali a circondarlo come quello di Venezia, ma ha una storia e un allure che lo rendono non solo il casinò, ma anche una delle strutture ricreative più cool a livello mondiale.

Montecarlo e il suo casinò sono anche luogo d’elezione per lo svago del jetset mondiale: personaggi che appartengono al mondo del cinema, della televisione, dello sport, dell’arte e della politica sembrano darsi quasi appuntamento all’interno di queste sale. Se avete intenzione di incontrare qualche personaggio famoso, magari anche di riuscire a strappargli una fotografia, questo casinò potrebbe essere ciò che fa al caso vostro!

Oppure: del jetset non vi importa un fico secco e volete solo concentrarvi sui giochi? Non vi preoccupate, in quel caso: questo è l’articolo che state cercando!

Partiremo dalla storia di questa struttura per poi analizzarne i tavoli e le varie possibilità di svago che ci offre. Restate connessi, insomma, e continuate a leggere, perché alla fine di questo articolo sarete cintura nera di Montecarleidi!

La nascita di un mito

L'insegna del casinò di Montecarlo

Siamo alla metà del XIX secolo, più precisamente nel 1856, quando, vicino alla zona portuale della città di Montecarlo, il principe Florestano I di Monaco (ricordiamo che non siamo responsabili dei nomi che ci affibbiano, e che il padre si chiamava Onorato, quindi parliamo di una linea di probabile risentimento che passa di padre in figlio) decise che era ora di costruire un bel casinò, dopo aver permesso il gioco d’azzardo all’interno del suo principato. 

Ma fu per opera di Carlo III (fine dell’astio nominativo in quel di Monaco!) che il nuovo quartiere, detto “Monte Carlo” mica per niente – ricordiamo che poteva essere Monflorestano, e invece-, vide la luce, e, al suo interno, anche un nuovo edificio destinato interamente al gioco, fatto costruire da nientepopodimenoche Charles Garnier – nessuna parentela col Garnier dei prodotti per capelli, ci dispiace deludervi – ovvero colui che progettò il teatro dell’Opéra di Parigi.

Lo stile non poteva che essere post-barocco: le sontuose sale sono un esempio dello sfarzo esagerato di questo stile, eleganti e da lasciare a bocca aperta, giocate tutte tra Art Nouveau, sculture, ornamenti in marmo e oro e affreschi. Una cosa sobria, insomma. 

Ed ecco la gentrificazione aleggiare sul nuovo quartiere: uno sviluppo immobiliare da far girare la testa e il jetset che inizia a fare i suoi crocchi all’interno delle sale del casinò e nella zona adiacente, ovvero Montecarlo. Aristocratici e nobildonne, intellettuali e generali, tutti a giocare e a confabulare attorno ai tavoli verdi, tra sbuffi di fumo e grasse risate.

Volete qualche nome? Eccovi serviti: Alexandre Dumas, Jules Verne, Jacques Offenbach, Napoleone e il Duca di Hamilton, ma pure donne che hanno legato il loro nome alla storia del teatro, come Sarah Bernhardt, forse la più celebre diva teatrale dell’epoca, soprannominata non a caso “La Divina”; proprio Sarah Bernhardt si presentò, secondo voci di corridoio che ora si fanno arrotondabili a leggende, con la bellezza di centomila franchi nella deliziosa borsetta, pronta a giocarli entro le mura del più sfarzoso casinò al mondo.

Il casinò di Montecarlo oggi

L'esterno del casinò di Montecarlo

Se, quando si nomina Montecarlo, pensate a due cose, ovvero al circuito più complesso e affascinante del campionato di Formula 1 e a James Bond, queste sono le righe che aspettavate. No, non parleremo d’auto, ma di 007: sono infatti due i film di questa fortunata serie tratta dai romanzi di Ian Fleming che sono stati girati all’interno delle maestose sale da gioco del casinò in questione: parliamo di “Never say never again”, del 1983, con Sean Connery e Kim Basinger, e “Goldeneye”, del 1995, con Pierce Brosnan a vestire i panni della spia a servizio di Sua Maestà più famosa al mondo. Grande appassionato di Chemin de Fer, un gioco di carte abbastanza simile al baccarat (ma non ditelo a lui, né agli appassionati dell’uno o dell’altro, ovviamente!), James Bond usa spesso stare attorno a un tavolo a sfidare la dea bendata. E spesso, quel casinò, è proprio il lussuoso casinò di Montecarlo.

Ma il casinò di Montecarlo è ben più di un semplice casinò: al suo interno, infatti, è ospitato il Grand Théâtre de Monte Carlo, fortissimamente voluto dal già citato Carlo III. Sì, perché il principe voleva dare a questo palazzo non solo una destinazione di svago spassoso ai tavoli, ma anche un’accezione più marcatamente culturale, così da attrarre anche nuovi investitori e abitanti del quartiere dal resto d’Europa. Un uomo arguto, questo principe Carlo III. Nel 1879 ecco quindi la nascita di quello che oggi è il casinò di Montecarlo.

Come possiamo parlare di questa struttura senza nemmeno dire qualche parola sui suoi ristoranti e i suoi bar? Non si può, dato che anche qui sono soliti adunarsi celebrità grandi e piccole e anche noi potremmo farci la nostra porca figura! Le strutture in cui vi sarà possibile rifocillarvi, bere un cocktail o gozzovigliare sono sette, in loco, e tutte dotate di un fascino pazzesco.

Parliamo dunque del ristorante 3 stelle Michelin Le Louis XV: avete letto bene, 3 stelle Michelin, il non plus ultra dell’alta cucina, insomma. Oltre a questo, abbiamo il Blue Bay, il Buddha-Bar Montecarlo e il Café de Paris: un legame strettissimo, quindi, quello tra l’alta cucina e questa struttura.

Se vi state chiedendo se questo casinò abbia mai vissuto dei momenti di crisi come tante di queste strutture, la risposta forse vi stupirà: no. Infatti, per quanto il gioco d’azzardo non sia una delle priorità nella vita delle persone, il fascino di queste sale non ha mai smesso di attrarre celebrità, giocatori incalliti o semplici curiosi.

A proposito di curiosità: sapevate che i cittadini del Principato di Monaco non possono giocare nel casinò di Montecarlo? Se vi sembra strano è perché non avete idea delle condizioni di questo piccolo Stato quando il casinò fu costruito: una decisa povertà lo affliggeva e il sovrano non voleva incentivarla; così, per regio decreto, impedì ai suoi sudditi non l’accesso (tanta grazia, Principe!), ma il gioco all’interno delle sale. 

E che giochi possiamo trovare all’interno di queste stanze così lussuosamente concepite? I tavoli più classici dei casinò di tutto il mondo faranno bella mostra di sé, qualora decideste di avventurarvici: Blackjack, Craps, roulette francese e americana, il poker con le sue varianti, Punto e Banco e una meravigliosa sala dedicata al magico e coloratissimo mondo delle slot machine.

Questo casinò fa per voi se:

Una veduta del Principato di Monaco

Cerchiamo di capire ora se questo casinò fa al caso vostro, cercando di ragionare sul genere di giocatore che potreste essere: esperimento non semplice che proviamo in questo paragrafo per la prima volta, cercando di metterci nei vostri panni.

Dunque, il casinò di Montecarlo è forse il casinò più casinò al mondo: non è il casinò più grande, non è il casinò con il maggior numero di tavoli, non è quello più sobrio né quello più antico (primato che spetta al casinò di Venezia, ne abbiamo parlato altrove). Non è nemmeno un casinò che fa dell’esclusività il suo piatto forte, per quanto se provate a dare un’occhiata ai prezzi delle camere dell’adiacente Hotel de Paris, potreste ben avere di che strabuzzare gli occhi, dato che parliamo di 700 euro a notte (scegliete un B&B un po’ distante dalla struttura, perché ovviamente troverete prezzi decisamente più abbordabili, nel caso!). 

Ma insomma, dato che si tratta di un casinò sulla bocca di tutti, non è certo un posto in cui non rischiate di trovare una fauna assai diversificata: giocatori con le pigne in testa, tamarri dell’ultima ora, arricchiti senza arte né parte con la barca a noleggio e i debiti sul groppone, semplici turisti in cerca di emozioni forti, giocatori professionisti e star e starlette del bel mondo dorato.

Il nostro verdetto: un casinò a tinte forti

Una veduta del porto del Principato di Monaco

Insomma: per concludere, potremmo dire che questo è il casinò che fa per voi se amate circondarvi di colori forti: niente a che vedere col casinò di Baden-Baden, che magari non avete mai nemmeno sentito nominare. 

Non stiamo dicendo che si tratta di una struttura kitsch come alcune di Las Vegas, per intenderci: non troverete nulla di “finto” o di ricalcato alla bell’è meglio da un originale “europeo”, anzi: marmi, panneggi, decorazioni, illuminazione, tutto è bellissimo, verissimo, originalissimo e autenticamente lussuoso.

Insomma, se volete essere nel bel mezzo dell’azione nel modo più lussuoso possibile, rischiando di incontrare James Bond mentre gioca al suo adorato Chemin de Fer, questo è il casinò che fa al caso vostro.

Certo, fate in modo di non presentarvi in ciabatte, perché a differenza di quanto accade coi live casinò online, questi sono dettagli che in un casinò fisico, soprattutto se parliamo di Montecarlo, fanno la differenza. Che differenza? Quella tra l’entrare e godersi una serata divertente, e il restare fuori. Mica patatine. 

Se già vi immaginate in uno dei diversi lussuosi bar che costellano l’alto cielo rappresentato da questo casinò, se siete pronti a ordinare un Martini “agitato, non mescolato”, se già pensate all’oliva che farete o non farete mettere all’interno del vostro cocktail, non vi resta che partire alla volta di Montecarlo: come vi abbiamo detto, meglio sarebbe prendere alloggio non troppo vicini al casinò, perché i prezzi rischierebbero di farvi sedere al tavolo della roulette senza il becco di un quattrino da giocarci!

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