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Signore e signori, preparate Autan e popcorn: tornano i Mondiali di calcio, l’unico periodo in cui anche chi confonde il fuorigioco con il fuoritutto del supermercato diventa opinionista, ovvero tutti quelli che "Non seguo il calcio, solo i Mondiali".
Tra i personaggi che hanno fatto la storia del calcio italiano va sicuramente annoverato Gigi Cagni. Prima come calciatore, soprattutto tra le file del Brescia, squadra della sua città, e poi come allenatore, su panchine importanti come quelle di Piacenza, Verona, Genoa, Sampdoria, Parma, Empoli e Brescia, ha attraversato oltre 50 anni di storia del pallone.
Il campionato cadetto entra nella sua fase più calda: è il momento di fare un focus sulla Serie B. Diverse squadre si contendono l’accesso diretto alla massima categoria e la disputa dei playoff per la promozione.
La Champions League entra nel suo momento più tosto e croccantino, quello in cui il margine d’errore si riduce quasi a zero e ogni dettaglio comincia ad avere il peso di una sentenza, e sono i momenti che ci piacciono di più: le gare d’andata dei quarti di finale segnano il passaggio definitivo dalla fase delle promesse a quella delle risposte! Come a dire: c’è da passare alla cassa e PAGARE! Oppure riscuotere, va da sé. Otto squadre ancora in corsa, quattro incroci di altissimo livello, nessuna italiana rimasta in tabellone e una sensazione di equilibrio, almeno sulla carta, almeno per qualcuna.
Era a capo della FIGC, Federazione Italiana Giuoco Calcio, dal 2018, e in otto anni, a parte la parentesi felice (e un po' fortunosa, diciamolo) dell'Europeo 2021, verrà ricordato soprattutto perché per due volte la Nazionale ha fallito l'accesso ai Mondiali di calcio (la terza era invece sotto il suo predecessore): ora Gabriele Gravina si è ufficialmente dimesso.
L’ultimo atto delle qualificazioni al Mondiale 2026 è alle porte: domani sera l’Italia scenderà infatti in campo per l’ultima partita dei play-off in una trasferta insidiosa contro la coriacea Bosnia; la formazione balcanica sogna di regalare al proprio pubblico un’altra serata epica, dopo la vittoria contro il Galles in semifinale.
Accidenti a internet e alla viralità, ma anche alla imperizia, chiamiamola così, della regia RAI che, mentre effettuava interviste ai giocatori della Nazionale di calcio nel postpartita del match dei playoff per la qualificazione ai Mondiali 2026, faceva vedere scene di esultanza dei nostri per il passaggio della Bosnia.
Dopo 211 presenze, di cui tante da capitano, due mondiali consecutivi vinti, un oro e un bronzo europei e molti altri trionfi, il 1. ottobre 2025 Simone Anzani ha detto basta con la nazionale italiana. Il centrale, attualmente in forza a Modena, è stato uno dei simboli del volley azzurro dell'ultimo decennio.
La sua galoppata sul campo pesantissimo per la neve dell'Olympiastadion di Monaco di Baviera, il 23 novembre 1988, resa immortale dalla voce stentorea dell'indimenticabile Bruno Pizzul, che dall'inizio dell'azione al festeggiamento lo nomina sette volte di fila, è un momento iconico che ha fatto e farà sempre innamorare del calcio anche l'animo più refrattario al futbol.
Rino Gattuso ha scelto: sono stati diramati i nomi dei 28 azzurri che il mister ha scelto per cercare di risolvere la questione-playoff e riportare finalmente l'Italia al Mondiale di calcio dopo che per due edizioni consecutive abbiamo dovuto assistere alla manifestazione dal divano di casa.
Dal 21 al 25 marzo vanno in scena tra Kvitfjell e Hafjell le finali di Coppa del Mondo di sci alpino 2026. Se la sfera di cristallo generale maschile è cosa fatta per Odermatt, tra le donne la lotta è ancora aperta. E per quelle di specialità, occhi dei tifosi italiani puntati su Goggia e Pirovano.
La netta sconfitta di lunedì sera in casa contro la Fiorentina (1-4), rivale nella lotta per la salvezza, è stata la pietra tombale sul cammino di Davide Nicola alla guida della Cremonese: dopo una notte di pensieri, la società ha deciso di affidarsi a Marco Giampaolo per centrare il difficile obbiettivo della permanenza in A.