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Serie A 2026/27, giornata #10: consigli scommesse, pronostici

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Decima giornata di Serie A, 31 ottobre 2026: sera di Halloween, il che non sarà un dettaglio, almeno per il nostro articolo.

Facciamo così: prendete il vostro secchiello, mettetevi qualcosa addosso, quel lenzuolo andrà benissimo, e venite a fare il giro “dolcetto o scherzetto?” con noi. Questa pagina è una strada, le case sono quelle delle venti squadre di Serie A e ogni partita sono due villette una di fronte all’altra: si suona a una, si attraversa, si suona all’altra. No, non giocheranno tutte IN CASA. Qualcuno ha decorato il cancello con cura maniacale, qualcuno ha lasciato la ciotola fuori con un biglietto, qualcuno ha spento tutte le luci e spera che passiate oltre. E dietro ogni porta c’è una squadra travestita da qualcosa: il punto è capire se il travestimento regge o se si vede benissimo di chi si tratta.

Si parte con la classifica in mano, serve a orientarsi fra i civici, quindi non ci perderemo. In testa ci sono Inter e Lazio a venticinque punti, Lazio che ad agosto era la casa occupata di cui si diceva che sarebbe stata sgomberata entro primavera, e invece è diventata una delle più belle della via. Vi piace Lotito squatter? Non male eh.

Dietro la Roma a ventuno e il Como a venti, cioè due squadre che fino a poco fa stavano buie in fondo alla via e ora sono piene di zucche. Le quote di questa pagina sono di bet365*, si gioca responsabilmente e si cammina fino in fondo alla strada: non saltate le case o sarà peggio per voi! AUUUUUUUU!

Chi vince festeggia, chi perde spiega

  • Miglior pronostico della scorsa giornata: Monza – Napoli 2 + Gol (3.25), non male!

  • Peggior toppata della scorsa giornata: Genoa – Juventus 2 + Handicap -1 (2.97), niente signore, niente ceppi.

Bologna – Monza

Sabato 31 ottobre, ore 15.00, Stadio Renato Dall’Ara

Evento📈 Quota bet365
⭐ Vince Bologna▶ 1.66
❌ Pareggio▶ 3.80
⭐ Vince Monza▶ 5.00
Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Bologna

Bologna, la casa davanti a cui tutti tiravano dritto

Nella via c’è sempre quella casa che nessuno considera: niente decorazioni, campanello che si sente appena, ciotola messa fuori più per scaramanzia che per la speranza che passi qualche cinno. Ci si passa davanti e si va oltre. Poi mercoledì sera qualcuno ha suonato per sbaglio ed è uscito il Bologna travestito da squadra in rifondazione, con quattro belle zucche in mano e la faccia di chi non capisce perché siate tanto sorpresi: il 4-2 di San Siro è stato il risultato della giornata, assieme a un altro di cui parleremo più in là nel nostro giro. Tre zucche le ha raccolte Mbangula da solo e con cinque conclusioni nello specchio i rossoblù ne hanno messe a frutto quattro: una percentuale da far paura, soprattutto a chi quella porta la doveva difendere (una prece per chi ha Maignan al Fanta). Non è nemmeno un fuoco di paglia: nelle ultime quattro Palladino ha fatto tre trasferte e le ha vinte tutte e tre, a Lecce, a Cagliari e a Milano, perdendo soltanto in casa con l’Inter. La squadra che era stata la prima a cambiare padrone di casa fra quelle in bilico è passata in poche settimane dall’essere il caso disperato del campionato a quella che nessuno vuole trovarsi davanti sul vialetto! Sabato alle tre arriva il Monza e per la prima volta da agosto il Bologna ci arriva da favorito: è la cosa più strana successa in questa casa da parecchio tempo. Dolcetto!

Da sapere

Probabile formazione (3-4-3): Skorupski; Darmian, Casale, Theate; Zortea, Pobega, Ferguson, Miranda J.; Bernardeschi, Odgaard, Mbangula. All. Palladino.
Ultime cinque: ✅ ✅ ❌ ✅ ➖

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Monza

Monza, la ciotola è piena ma la porta… è spalancata

Al Monza la zucca non te la negano mai: questa è stagione di zucche, dopotutto, ti aprono, te ne infilano due o tre nella sacchetta e ti salutano col sorrisone one one. Il problema è che poi la porta resta spalancata, entra chiunque e alla fine della serata dentro casa non è rimasto più niente. Il travestimento superiore è quello della squadra che segna, ed è pure vero: è l’altra metà del costume che spaventa, la spooky Monza. L’ 1-4 interno con il Napoli è l’ennesima replica dello stesso copione: i brianzoli hanno creato, hanno costretto chi stava a guardia della porta avversaria a sporcarsi i guanti un paio di volte su Varela e senza quegli interventi la serata avrebbe avuto un altro peso. Poi hanno lasciato raccogliere quattro zucchette nel giardino di casa e sono rimasti inchiodati a sette punti. Varela resta il motivo per cui questa squadra non si può mai dare per morta: otto papagni in nove giornate lo hanno portato, assieme a Raimondo, in cima alla classifica dei goleador, davanti a Malen. È un attaccante completo, cicci, non un semplice finalizzatore. Il guaio è dietro e i numeri sono i peggiori della strada: ventidue zuccotti regalati agli altri, un cuore grande, ma meglio piantarla. Sabato pomeriggio si va al Dall’Ara contro chi ne ha appena rifilati quattro a San Siro: delle due, quella che deve assolutamente sbarrare la porta è il Monza, altrimenti scherzetto.

Da sapere

Probabile formazione (3-4-2-1): Tornqvist; Lucchesi, Goglichidze, Carboni A.; Birindelli, Foe Ondoa, Akinsanmiro, Mangas; Mota, Robinson J.; Varela G. All. Jurić.
Ultime cinque: ❌ ❌ ✅ ❌ ✅

Udinese – Roma

Sabato 31 ottobre, ore 18.00, Bluenergy Stadium

Evento📈 Quota bet365
⭐ Vince Udinese▶ 5.75
❌ Pareggio▶ 4.20
⭐ Vince Roma▶ 1.57
Una maglia da calcio stilizzata con i colori dell'Udinese

Udinese, 6 sere con le luci spente, ora qualcuno è venuto alla porta

Per sei giornate di fila, al civico dell’Udinese suonavi e non apriva nessuno: cancello socchiuso, ciotola vuota sul gradino e dentro una luce accesa che rendeva tutto più strano, a tratti inquietante. Mercoledì, finalmente, un tizio con la r arrotata ha suonato e qualcuno è sceso: ha aperto, ha guardato fuori e… non ha dato niente a nessuno. Tiè, arrotato! Lo 0-0 di Parma: zero zucche distribuite e zero raccolte ed è comunque il primo punto dopo sei sconfitte di fila. Il travestimento dell’Udinese è il più triste della strada, perché si presenta vestita da squadra che esiste ancora: cinque punti in nove giornate, nove gol raccolti in tutta la stagione e diciotto per gli avversari, con una rosa che sulla carta varrebbe ben altro civico. Il nodo non è tecnico e lo dicono tutti quelli che la seguono: si vede pochissimo gruppo in entrambe le fasi e l’impressione è che Runjaić sia un padrone di casa già cacciato dai suoi stessi inquilini, senza che la società abbia ancora preso atto dello sfratto. Sabato alle sei arriva la Roma al Bluenergy, cioè quella che in questo momento ribalta tutto quello che tocca: non è l’appuntamento che si sognava per tornare a distribuire dolcetti, ma le porte della notte di Halloween sono da spalancarsi. Impressioni di scherzetti.

Da sapere

Probabile formazione (3-4-2-1): Okoye; Abankwah, Kabasele, Palma; Vojvoda, Karlström, Piotrowski, Kamara H.; Zaniolo, Ekkelenkamp; Davis K. All. Runjaić.
Ultime cinque: ➖ ❌ ❌ ❌ ❌

Una maglia da calcio stilizzata con i colori della Roma

La Roma apre la porta travestita da squadra spacciata

Il cancello è socchiuso, la casa è buia, sul vialetto c’è una di quelle sagome di cartone messe apposta per farti girare i tacchi: suoni lo stesso, e dentro stanno tutti a tavola a ridere. Ma tu pensa. La Roma si traveste da squadra finita: te lo lascia credere per mezz’ora, poi accende le luci e comincia a sfornare zucche e zuccotti. Contro il Cagliari è andata così: sotto nel punteggio, cinque minuti per pareggiarla, altri sette per ribaltarla. Poi all’81’ si è fatta riprendere sul 2-2, e da lì ha messo a segno altri due gol a due minuti l’uno dall’altro: 4-2. È il terzo finale del genere in poche settimane, dopo l’Atalanta e dopo il Maradona. Occhio alla mossa osteggiata dai criticoni: sul 2-2 Gasperini toglie Mancini e mette Ghilardi, cioè un difensore, per spingere, e manda dentro Mora al posto di De Roon. Soulé infila un pallone perfetto alle spalle della linea, Ghilardi mette in mezzo un cross da manuale e la incorna proprio Rodrigo Mora, che è alto centosessantotto centimetri. Due cambi, gol e assist. Ventitré zucche raccolte e otto concesse in nove giornate, miglior saldo della via insieme a Lazio e Inter. E senza Gollini, che da quando ha preso il posto dell’infortunato Svilar tiene in piedi la baracca, questa non si vinceva. Dolcetto.

Da sapere

Probabile formazione (3-4-1-2): Gollini; Ghilardi, Ndicka, Balerdi; Lulli, Cristante, Pisilli, Molina N.; Soulè; Mora, Malen. All. Gasperini.
Ultime cinque: ✅ ➖ ✅ ➖ ➖

Milan – Inter

Sabato 31 ottobre, ore 20.45, Stadio Giuseppe Meazza

Evento📈 Quota bet365
⭐ Vince Milan▶ 3.60
❌ Pareggio▶ 3.60
⭐ Vince Inter▶ 2.00
Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Milan

Milan, il lenzuolo è scivolato e bello non è stato

La villa più costosa della via, duecento milioni di ristrutturazione, un padrone di casa che aveva promesso una festa diversa da tutte le altre. Suoni, ti apre uno con il lenzuolo addosso, a metà serata il lenzuolo scivola e sotto c’è un pagliaccetto a molla. Il Milan si era travestito da squadra solida e dopo otto giornate senza sconfitte ci avevamo creduto quasi tutti. Silvestrin no, per dire. Poi è arrivato il Bologna e sono finiti i travestimenti: il 2-4 di San Siro ha un passaggio che fa ancora rumore, quello che porta dal 2-1 al 2-3 in circa novanta secondi, prima un torroncino autoinfilato da Bartesaghi nella propria sacchetta e subito dopo la gelée di Mbangula. Il modo peggiore in assoluto per buttare via una serata che era stata raddrizzata, perché il Milan aveva segnato due volte con Cissé, quel ragazzo che in tanti volevano vedere giocare da centravanti. Le attenuanti ci sono e pesano: nove in infermeria, con Tomori aggiunto all’elenco all’ultimo, e una difesa rattoppata con quello che restava nell’armadio, ma in novanta minuti non c’è stato un istante in cui il Milan abbia giocato bene e sul 2-1 era già una squadra spaventata, con Halloween e lo spooky derby ancora lontani. Adesso sono sette punti dalla vetta e il derby è qui: la coppia di case più spaventose di tutta la via. Tenetevi forte, suoniamo il campanello.

Da sapere

Probabile formazione (4-3-3): Maignan; Gila, De Winter, Pavlović, Estupiñán; Musah, Modrić, Rabiot; Hutchinson, Ramos G., Pulisic. All. Amorim.
Ultime cinque: ❌ ✅ ✅ ➖ ✅

Una maglia da calcio stilizzata con i colori dell'Inter

All'Inter i dolcetti li portano a domicilio

C’è un modo per non faticare mentre Halloween si appresta: restare fermi sul vialetto e aspettare che siano gli altri a riempirti la sacchetta! Geniale! A Venezia l’Inter ha fatto proprio così e ha vinto 0-2 senza che nessuno dei suoi toccasse il pallone per ultimo. Due vellutate di zucca, tutte e due sorbite dai padroni di casa nella propria porta: quella di Moreno al 79′ e quella di Halhal all’82’. Ben fatto. L’antipasto merita: il Venezia aveva segnato due volte nel primo tempo e un gol se l’è visto togliere per un fuorigioco di spalla, l’altro per un fuorigioco di capello, Busio si è divorato l’occasione buona a tu per tu con Provedel (migliore in campo per i suoi) e sul primo autogol resta aperta la discussione su un contatto di Carlos Augusto non sanzionato. Chivu, a fine partita, ha detto che all’intervallo avrebbe cambiato tutti tranne chi stava a guardia della porta: una bastonata pubblica che suona per quel che è, un avvertimento in clima del derby. Venticinque zucche raccolte in nove giornate, primo posto riagguantato insieme alla Lazio. Però questa, dicono in molti, è l’unica serata che l’Inter non meritava di portarsi a casa. Amen. Ora testa al derby, lo spooky derby: dolcetto o scherzetto, mister Chivu? Ehi, che denti aguzzi che hai… non sarà che… oddio scappiamo!! Scappiamoooooo!!

Da sapere

Probabile formazione (3-5-2): Provedel; Bisseck, Akanji, Bastoni; Diouf, Barella, Çalhanoğlu, Zieliński, Dimarco; Thuram, Esposito F.P. All. Chivu.
Ultime cinque: ✅ ✅ ✅ ✅ ➖

Como – Venezia

Domenica 1 novembre, ore 12.30, Stadio Giuseppe Sinigaglia

Evento📈 Quota bet365
⭐ Vince Como▶ 1.30
❌ Pareggio▶ 5.75
⭐ Vince Venezia▶ 9.50
Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Como

Como, il travestimento da provinciale si è rimpicciolito

Villetta ordinata, siepe potata col filo a piombo, zucca intagliata meglio di tutte le altre della via, sul cancello un cartello modesto: famiglia di provincia. Poi guardi dietro la siepe e c’è parcheggiata una macchina che in quella strada non dovrebbe esserci, una Porsche 917: follia. Il Como continua a presentarsi travestito da neopromossa, ma ormai non ci casca più nessuno, sta pure in Champions, è il caso di spendere due soldi anche per un costume nuovo, tira da tutte le parti ora che hai la panzetta del benessere, Como! A Torino è finita 1-3 dopo essere andati sotto, con tre gol all’81’, all’87’ e al 92′; la cosa impressionante non è nemmeno il risultato, è il contesto: la settimana prima il Como aveva battuto il Manchester United, poi aveva vinto in campionato contro il Sassuolo, il tutto in pochi giorni. Per di più con l’arbitro che per la prima volta in stagione gli ha negato un rigore netto, con Da Cunha che ha preso un palo, con lo scavino di Douvikas cancellato per millimetri e con Caqueret respinto dalla traversa. Un limite lo ha indicato Fabregas stesso, seduto sul suo poltroncione di velluto rosso: con questi impegni non si può viaggiare ad alta velocità sempre. Quanto a lui, c’è un particolare che spiega parecchio di come funziona quella casa: nello stesso discorso allo spogliatoio cambia quattro lingue a seconda della faccia che si trova davanti, senza mai spezzare il filo. Il contrario di uno di cui parleremo a breve, che ne parla una sola, la sua lingua personale, e non lo capisce nessuno.

Da sapere

Probabile formazione (4-2-3-1): Butez; Couto, Kempf, Ramon, Kaiki; Milla, Da Cunha; Caqueret, Paz N., Baturina; Douvikas. All. Fabregas.
Ultime cinque: ✅ ✅ ✅ ➖ ❌

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Venezia

Venezia, autoinzuccato

C’è una casa sull’acqua in fondo al vicolo e il padrone è l’unico della via a essersi travestito… da se stesso. Niente maschera, niente travestimento: il Venezia si presenta per quello che è, apre, ti accoglie e cade dalle scale; ti mette su il tè e si scotta; si siede e cade dalla poltrona: insomma, si fa male da solo. Perché lo 0-2 con l’Inter è così: autogol di Moreno al 79′, autogol di Halhal all’82’ e una partita che fino a quel momento i lagunari avevano meritato di almeno di pareggiare, se non proprio di vincere. Quei due gol annullati fanno ancora tremare le pareti di legno di questa catapecchia, maledizione. È la sintesi crudele della stagione di Nicola, fin qui: una squadra che ha smesso da un pezzo di giocare male (forse non ha mai iniziato) e che continua a non raccogliere niente. Tre punti in nove giornate, sei zucche insaccate in tutto il campionato, diciannove lasciate agli altri, ultimo posto e una persecuzione. Qualcuno ha fatto un incantesimo al Venezia e forse Halloween è la festa giusta per spezzarlo: acqua chiama acqua, si va al lago, streghe in cerchio attorno al fuoco, cantilene, una pozione dall’odore strano. Mandiamola giù.

Da sapere

Probabile formazione (3-5-2): Stanković F.; Moreno M., Halhal, Juan Jesus; Hainaut, Perez K., Sohm, Bašić, Mazzocchi; Yeboah J., Adams A. All. Nicola.
Ultime cinque: ❌ ❌ ✅ ❌ ❌

Frosinone – Torino

Domenica 1 novembre, ore 15.00, Stadio Benito Stirpe

Evento📈 Quota bet365
⭐ Vince Frosinone▶ 2.05
❌ Pareggio▶ 4.00
⭐ Vince Torino▶ 3.20
Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Frosinone

Frosinone: non era nemmeno sulla mappa

In fondo alla via c’è una casa che sulle mappe non compare: cancello basso, niente luminarie, una zucca intagliata a mano sul gradino e una ciotola di dolci fatti in casa che, all’assaggio, sono i migliori del quartiere. Il Frosinone si era travestito da neopromossa con il biglietto di ritorno già in tasca: stava giusto in affitto per una stagione. Solo che quel costume ormai non se lo compra più nessuno. Prendete cento persone che di calcio ci campano, ad agosto: novantacinque avevano messo il Frosinone fra le tre retrocesse. Noi pure. Oggi è sesto: il merito ha un nome che per vent’anni nessuno ha pronunciato a fior di labbra se non in provincia: “Alvini”. Cinquantasette anni, una gavetta lunghissima fra Signa, Pistoia, la Cuoiopelli, l’AlbinoLeffe, la Reggiana e Cremona. Chi lo conosce dice che basta guardarlo lavorare in allenamento per capire tutto: noi sappiamo solo che fa dei biscotti da capogiro. Attorno a lui ci sono ragazzi che stanno rendendo oltre il proprio livello: Calò, che in Serie B aveva chiuso con dieci gol e quattordici assist, Kvernadze lanciatissimo e Ghedjemis, che in molti hanno già paragonato al Berardi dei primi anni. Più Raimondo, che dice di aver cambiato il modo di vedere il calcio il giorno in cui ha incontrato Alvini: ha aperto un portale nel suo salotto. Giovedì sera e il portale si è aperto di nuovo: 5-1 al Lecce, cinque zucchette insaccate in una serata sola. Terzo attacco del campionato. Da brividi, vero? Dolcissimo dolcetto.

Da sapere

Probabile formazione (4-2-3-1): Palmisani; Oyono A., Calvani, Monterisi, Terzić; Calò, Masini; Ghedjemis, Schmid, Kvernadze; Raimondo. All. Alvini.
Ultime cinque: ✅ ➖ ✅ ❌ ✅

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Torino

Torino, il travestimento da sorpresa è durato un tempo

Alla porta del Torino arrivi convinto di prendere poco e invece ti riempiono il secchiello; poi, mentre te ne vai, ti accorgi che metà di quei dolcetti è scaduta: uffa però! Il travestimento da sorpresa del campionato ha tenuto per un tempo esatto e poi ploff, caduto. Contro il Como i granata avevano fatto la partita che serviva: un golletto messo subito in cascina, un Belghali straordinario sulla fascia, un Vlašić che ripuliva ogni pallone sporco e un Gineitis capace di incrociare la conclusione giusta. Per quarantacinque minuti il Torino è stato l’ospite più fastidioso che il Como avesse incontrato da settimane, gli ha un po’ sporcato la villa con quei piedoni, maledizione. L’1-0 ha retto fino a oltre l’ottantesimo, poi, in una manciata di minuti, il Como ha regolato il suo ospite: 1-3 e buonanotte al secchio. È il secondo ribaltone in poche settimane per una squadra che aveva appena smesso di vincere di misura e che adesso, quando si apre, si apre davanti e dietro: quattordici reti fatte e quattordici subite. Equilibrato all’apparenza, ma bello non è. Domenica si va allo Stirpe e si rischia di fare il pieno di tortelli di zucca: quelli sono specialisti, ci hanno detto. Ma senza amaretti nell’impasto. Occhio.

Da sapere

Probabile formazione (4-4-2): Perri; Belghali, Coco, Ismajli, Comuzzo; Vlašić, Bragança, Fitz-Jim, Cacciamani; Adams C., Simeone. All. Abate.
Ultime cinque: ❌ ✅ ✅ ✅ ➖

Lazio – Cagliari

Domenica 1 novembre, ore 15.00, Stadio Olimpico

Evento📈 Quota bet365
⭐ Vince Lazio▶ 1.44
❌ Pareggio▶ 4.33
⭐ Vince Cagliari▶ 7.50
Una maglia da calcio stilizzata con i colori della Lazio

Lazio: l’ex squat è una casa pazzesca

È la casa di cui tutti, ad agosto, vociferavano che sarebbe finita all’asta entro primavera: sporca, scura, cigolante. Stasera ha il cancello spalancato, la ciotola più piena della via e una fila di gente sul vialetto esterno (in casa ancora non entrano, vabé). Per qualche settimana abbiamo pensato che la Lazio si fosse travestita da capolista, ma dopo il 2-6 di Reggio Emilia cominciamo a sospettare che non sia mica un travestimento. Sei papagni in trasferta, cinque marcatori diversi quando non ne infilava sei in una giornata da cinque anni. Noslin è entrato e ha segnato due gol in dieci minuti e il bello è che poi lo vedevi tornare indietro a riprendersi il pallone perso da un compagno. E potevano essere otto, perché Turati ha parato due rigori, prima a Zaccagni e poi a Frattesi. Follie. Occhio alla gente che segue la Lazio in trasferta: a Reggio Emilia erano in settemila, pareva Formello. Poi l’Olimpico è sempre mezzo deserto, ma in trasferta la squadra viene sostenuta tantissimo. Miglior rendimento in trasferta del campionato, un 4-3-3 giocato a due tocchi e un tifo che circonda e invade gli stadi, dicevamo. La parola che Gattuso ripete cinque volte a conferenza è “veemenza”, deve averla appena imparata e in nove giornate sono già dodici i giocatori diversi andati a raccogliere zucche per gli italici campi. Venticinque punti e nessuna Lazio nella storia del club era mai partita così: spaventosi.

Da sapere

Probabile formazione (4-3-3): Mandas; Floriani Mussolini, Šutalo J., Provstgaard, Tavares N.; Frattesi, Belahyane, Taylor K.; Isaksen, Noslin, Zaccagni. All. Gattuso.
Ultime cinque: ✅ ✅ ✅ ✅ ✅

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Cagliari

Cagliari, il costume da muro era di carta

Al civico del Cagliari non c’è una decorazione fuori posto: cancello chiuso a chiave, inferriate, luce fredda sopra il campanello, un cartello che dice non insistere. Sembra una casa inespugnabile, un travestimento riuscito talmente bene che fino a martedì aveva scatenato titoloni folli. Il dato era questo: nessuno era ancora riuscito a battere questo Cagliari quando il Cagliari passava in vantaggio. Bon. All’Olimpico è andato avanti pure lì e si è ritrovato a perdere 4-2. La regola non scritta della stagione sarda si è spezzata nella peggiore delle serate possibili. E ora inizia una parte di campionato davvero tosta: Lazio, Frosinone, Como, Milan. Resta una squadra onorevolissima, fisica, verticale, che quando si chiude costringe gli altri a bussare venti volte per rimediare un dolcetto piccolino. Il problema è l’altra metà della regola (anche Cagliari, oltre a Bologna, è una regola), quella che a Cagliari non piace a nessuno: se va sotto, rimediare una diventa un’impresa. Domenica all’Olimpico c’è la capolista e il muro di cartapesta va tenuto in piedi dal primo minuto, perché non esiste piano B, al civico del Cagliari.

Da sapere

Probabile formazione (4-3-2-1): Caprile; Zè Pedro, Mina, Rodriguez Ju., Obert; Adopo, Romano, Deiola; Massolin, Maldini; Mendy P. All. Pisacane.
Ultime cinque: ❌ ❌ ❌ ➖ ✅

Lecce – Genoa

Domenica 1 novembre, ore 18.00, Stadio Via del Mare

Evento📈 Quota bet365
⭐ Vince Lecce▶ 3.30
❌ Pareggio▶ 3.00
⭐ Vince Genoa▶ 2.37
Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Lecce

Lecce, come vuota invece aveva un trappolone

Dall’esterno sembrava disabitata: intonaco scrostato, nessuna decorazione, il campanello che non si capiva se funzionasse. Ci passavi davanti a passo svelto, convinto a non perdere tempo. Poi metti un piede sulla mattonella sbagliata e scatta qualcosa: il Lecce si traveste da squadra più scarsa del campionato ed è un costume che gli conviene tenersi addosso, perché mezza Serie A ci casca puntualmente. Da agosto il giudizio è logicamente spietato: nella corsa a chi ha la rosa più povera, il Lecce è in testa. Eppure le tre vittorie stagionali raccontano un meccanismo preciso e crudele, perché sono arrivate tutte da palla inattiva: corner contro il Monza, colpo di testa di Tiago Gabriel a Venezia, due reti da angolo a Udine. Del resto, è l’unica arma affilata che Di Francesco tiene in casa in caso di incursioni di malintenzionati e viene usata con metodo: Gallo batte i piazzati con una precisione rara e Tiago Gabriel, in area avversaria, è un bel colpitore. Mica sempre, però. Giovedì sera allo Stirpe, per dire, la trappola non è scattata per niente: 5-1, cinque gol in una partita sola, diciannove in nove giornate. Quando il piano salta, il Lecce resta scoperto come una casa senza porta. Domenica alle sei arriva il Genoa, un altro che vive di serate sporche: vince chi azzecca il piazzato? Ci sa di scherzetto.

Da sapere

Probabile formazione (4-3-3): Falcone; Veiga D., Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Gorter, Ngom, Maleh; N’Dri, Esteban, Fatah. All. Di Francesco.
Ultime cinque: ❌ ❌ ✅ ❌ ❌

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Genoa

Genoa, la grande casa antica

È la casa più vecchia della strada, l’intonaco se ne va a pezzi, il cancello cigola come da copione. Tutti ci passano davanti convinti di rimediare due caramelle scadute, tanta corrente d’aria e di andarsene. Il Genoa si traveste da vittima designata e mercoledì sera, quando la Juventus ha suonato, ha aperto la porta ghignando. Il 2-0 del Ferraris ha visto il Genoa dominare l’inizio e dominare la fine; ha assalito l’avversario senza concedergli un attimo di respiro: quella partita, semplicemente, non ha mai avuto una trama all’infuori di questa. I rossoblù l’hanno interpretata alla perfezione: pressione altissima, aggressività, zero timore reverenziale, anche perché chi entrava era un pischello smutandato. Un po’ di contesto? Prima di mercoledì la Juventus aveva vinto gli ultimi sei confronti diretti e il Genoa non le segnava da sette partite. Que viva Baldanzi! Dieci punti in classifica, un problema che resta: otto gol in nove giornate sono pochissimi. Ma questa squadra vive di serate così, di Ferraris pieno e di ospiti che arrivano convinti di aver già vinto. Domenica si va a Lecce, forti dello scherzetto operato ai danni della vecchia signora. Storia diversa, si spera nei torroncini.

Da sapere

Probabile formazione (3-5-2): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Ehizibue, Baldanzi, Frendrup, Mitaj, El Shaarawy; Colombo, Osmajić. All. De Rossi.
Ultime cinque: ✅ ✅ ❌ ✅ ❌

Juventus – Napoli

Domenica 1 novembre, ore 20.45, Allianz Stadium

Evento📈 Quota bet365
⭐ Vince Juventus▶ 2.25
❌ Pareggio▶ 3.20
⭐ Vince Napoli▶ 3.40
Una maglia da calcio stilizzata con i colori della Juventus

Juventus, vestita da Juventus non la riconosce nessuno

Il cancello è ancora quello imponente di sempre, le colonne, lo stemma. Poi suoni e ti apre qualcuno vestito da Juventus: la maglia è quella giusta, il nome sulla casacca pure, stemma, stelline, tutto corretto, solo che la faccia è diversa. È il travestimento più inquietante della via, perché è l’unico in cui il costume e la casa coincidono ma troppo è fuori posto. Insomma, i connotati… avreste giurato che… insomma, ma chi è questa?
Il 2-0 di Marassi è stato descritto come la cosa più anti-Juve vista da anni: nessuna cattiveria, nessuna idea, scelte sbagliate e in pagella nessuno è andato oltre il quattro. Cambiaso è stato schierato proprio nello stadio in cui è cresciuto e in un momento di evidente difficoltà mentale ha pure segnato il gol dell’ex nella porta sbagliata: la sua. In panchina, Spalletti è rimasto da solo tutta la sera, senza mai cercare il confronto, senza mai alzare la voce e in conferenza si è presentato con gli occhi lucidi e un eloquio da mettere i brividi, perché parlava come un alieno che appena atterrato sul nostro pianeta cerca di imitare gli umani, non riuscendoci. La società ha risposto mandando la squadra in ritiro fino alla partita con il Napoli: ritiro alla Continassa per due notti. Manco un we fuori porta. C’è poi il numero che fa più paura di qualunque maschera appesa a quel cancello: la Juventus è a undici punti dalla vetta e a nove dalla zona retrocessione. Più facile retrocedere che vincere lo scudo. Che paura. Domenica sera, il primo novembre, giorno dei morti, arriva il Napoli con gli stessi identici quattordici punti. L’eterno riposo doni a lei, o Signore?

Da sapere

Probabile formazione (3-5-2): Vicario; Gatti, Bremer, Lucumì; Kalulu, McKennie, Douglas Luiz, Koopmeiners, Cambiaso; Woltemade, Kolo Muani. All. Spalletti.
Ultime cinque: ❌ ✅ ❌ ➖ ✅

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Napoli

Napoli: mascherato da Allegri, sotto c'è…

Eppure a noi sembrava Allegri: parlava come Allegri, allenava come Allegri, carezzava i cavalli come Allegri. Poi gli è caduta la maschera e… ZEMAN. Nelle ultime tre partite fra campionato e coppa la squadra ha segnato undici gol. Undici. Per un padrone di casa che ha costruito una carriera intera sul principio opposto, il cortomusismo, è un risultato sconcertante, e infatti non era lui! A Monza è finita 1-4 per il Napoli, con Allegri nemmeno in panchina perché squalificato e il suo vice Landucci a dirigere le operazioni: la squadra ha ormai assorbito gli automatismi là davanti, quindi in panca può starci anche Gigi D’Agostino; altro dato: tutti i giocatori offensivi rendono in contemporanea, cosa che a settembre non succedeva mai. Il bello è chi li sta trascinando, cioè tre nomi che nove mesi fa erano da cedere a tutti i costi: Rafa Marin, diventato una colonna della difesa; Lang, che sulla fascia sinistra si inventa soluzioni di continuo; e Kevin De Bruyne, che l’anno scorso veniva addirittura definito un problema, tutto sbuffante com’è. Resta il rovescio della medaglia: le squadre di Zeman segnano e fanno segnare, infatti sono sette le reti subite, tre dal Bodø, tre dalla Roma e una dal Monza. Domenica sera si va all’Allianz Stadium, contro una Juventus che ha gli stessi punti ma il morale sotto i tacchi. Dolcetto dai.

Da sapere

Probabile formazione (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Marin R., Olivera; Zambo Anguissa, De Bruyne, McTominay; Politano, Højlund, Lang. All. Allegri.
Ultime cinque: ✅ ➖ ❌ ✅ ➖

Sassuolo – Fiorentina

Lunedì 2 novembre, ore 18.30, Mapei Stadium, Reggio Emilia

Evento📈 Quota bet365
⭐ Vince Sassuolo▶ 2.87
❌ Pareggio▶ 3.60
⭐ Vince Fiorentina▶ 2.35
Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Sassuolo

Sassuolo, la casa dove le caramelle sono finite

Dall’esterno è la villetta più accogliente della via: luci calde, musica dentro, una zucca intagliata con gusto sul davanzale. Suoni, ti aprono sorridendo, e poi ti mostrano il vuoto ciotolone. Il Sassuolo è uno spaventapasseri triste, dopo essere partito con il suo tappeto volante per Oz, si è perso nella città di smeraldo neroverde. Il 2-6 interno con la Lazio è stato brutto, tremendo, spaventoso. Sotto 3-1 dopo venti minuti, con l’attenuante pesantissima di aver giocato in dieci per un’ora e un Turati che ha parato due rigori, a Zaccagni e a Frattesi, impedendo che il conto diventasse grottesco. Sul 3-1, però, si era ancora undici contro undici e a fine partita lo ha riconosciuto Aquilani stesso: l’espulsione ha spostato poco. Amarezza, altro che dolcetti. Il guaio è che non è un incidente isolato: da quando ha battuto la Juventus, il Sassuolo non ha più vinto una partita. La maledizione della Vecchia Signora che lo perseguita, c’è da spezzare un altro sortilegio. Qua i nostri cestelli resteranno vuoti, non tiriamoli nemmeno fuori davanti al padrone di casa che altrimenti scoppia a piangere. Ventidue gol subiti, il peggior dato di tutta la via insieme a quello del Monza. Sempre il solito paradosso: la qualità c’è, Aquilani sa adattarsi al materiale che ha e quando il pallone arriva sulla trequarti si vedono cose belle. Poi la palla torna indietro, e quello resta il problema. Lunedì sera arriva la Fiorentina: il giorno in cui le caramelle vanno ricomprate?

Da sapere

Probabile formazione (4-3-3): Turati; Cinquegrano, Ćaleta-Car, Odenthal, Doig; Adžić, Matić, Bakola; Berardi, Esposito Se., Laurienté. All. Aquilani.
Ultime cinque: ❌ ❌ ❌ ➖ ❌

Una maglia da calcio stilizzata con i colori della Fiorentina

Fiorentina, il costume da grande squadra non le entra più

Appeso alla gruccia, dietro la porta, c’è ancora il travestimento buono: quello della squadra che spende, che compra, che punta all’Europa, che vince. Lo tirano fuori ogni ottobre e ogni ottobre, da due anni, si accorgono che le maniche sono corte e la cerniera non sale. La Fiorentina si presenta ancora vestita così, ma in via ormai la riconoscono tutti dalla camminata goffa, incespichevole. Il problema non è di un anno solo e nemmeno di due: si sono spesi tanti soldi, si sono cambiati molti giocatori e la squadra resta nei bassifondi; cinque punti dopo nove giornate, ancora nelle ultime tre insieme a Parma e Venezia e ventuno zucche offerte agli avversari. Il 2-2 di giovedì con l’Atalanta è il punto che muove la classifica di un millimetro e non cambia il quadro di niente: altra amarezza per noi lettori ostinati raccoglitori di dolcezze. Una squadra spaesata, impaurita, confusionaria, capace di restare in partita fino al novantaquattresimo più per disordine generale che per disegno. Qualche lampo c’è, ed è sempre dalle parti di Mastantuono, che resta il motivo per cui vale la pena pagare il biglietto. Ma dietro di lui si vede poco. Lunedì sera si va al Mapei contro un Sassuolo che non vince da sei giornate: è la classica serata in cui una delle due si toglie il costume e finalmente si guarda allo specchio, facendo i conti con se stessa.

Da sapere

Probabile formazione (4-3-3): De Gea; Jimenez A., Dragusin, Viery, Valdepenas; Ndour, Fagioli, Brescianini; Mastantuono, Pellegrino M., Njie. All. Vanoli.
Ultime cinque: ➖ ❌ ❌ ❌ ➖

Atalanta – Parma

Martedì 27 ottobre, ore 18.30, Mapei Stadium, Reggio Emilia

Evento📈 Quota bet365
⭐ Vince Atalanta▶ 1.50
❌ Pareggio▶ 4.50
⭐ Vince Parma▶ 6.25
Una maglia da calcio stilizzata con i colori dell'Atalanta

Atalanta, la casa che è stregata davvero

Di solito, la notte di Halloween, le decorazioni macabre le mettono i proprietari per far divertire i bimbi che passano. A Bergamo la casa è stregata davvero: Sarri è il demone che la abita e da inizio stagione la Dea non è più bendata: è stregata. Si pensava che questa nuova dimensione non sarebbe diventata un sortilegio, e invece Sarri la sta infestando profondamente. Il dato che fa più impressione riguarda proprio il padrone di casa: le squadre di Sarri sono sempre state riconoscibili per ordine, linea, compattezza, mentre qui si vedono i gol lasciati segnare agli avversari, un caos micidiale, un pimpampum senza senso e una difesa schiacciata davanti al proprio portiere come non era mai capitato. Chi lo segue da anni dice che non è più lui e che è diventato pure più lamentoso di prima: sarà questa nuova attitudine da demone, chi lo sa. Attorno, altri segni ammonitori: Ederson, che con Gasperini era fra i centrocampisti più forti d’Europa, si perde nel mucchietto (cit. Spalletti) e Scamacca sembra non aver digerito il minutaggio. Come mai Palladino se n’è andato, si chiedono ancora a fior di labbra nella bergamasca, di valle in valle. Son dolori, adesso. Al Franchi è finita 2-2, un punto che non muove niente per l’Atalanta: undici in nove giornate. L’unico che non si discute è Krstović, che continua a riempire la nostra sacchetta di dolci, di nascosto.

Da sapere

Probabile formazione (4-2-3-1): Carnesecchi; Zappacosta, Scalvini, Obrić, Bernasconi; Ederson D.S., Pašalić; Elmas, De Ketelaere, Rowe; Krstović. All. Sarri.
Ultime cinque: ➖ ➖ ❌ ✅ ❌

Una maglia da calcio stilizzata con i colori del Parma

Parma, il fantasma che attraversa le partite senza lasciare traccia

Di travestimenti, a dirla tutta, ce n’è uno solo che funziona davvero nella sua ottusa semplicità: il lenzuolo bianco con i due buchi. Il Parma lo indossa da settembre: entra nelle partite, le attraversa da parte a parte, esce dall’altro lato e nessuno si è accorto del suo passaggio. Ha segnato cinque gol in tutta la stagione: cosa meglio di questo numero ci racconta meglio il passaggio di un fantasma? Lo 0-0 con l’Udinese è la fotografia perfetta della stagione crociata: due squadre che si guardano, novanta minuti in cui non succede niente, un punto a testa che non serve a nessuna delle due. Come si sta male, nel fondo di questa lunga via. Il punto è che il problema non è nuovo e non è tattico: Bernabé resta l’unico capace di accendere la manovra quando tutto intorno si spegne, ma un riferimento solo non basta a tenere in piedi un attacco. La zona salvezza si vede da lungi. Sono dolori se non si sbuca dal lenzuolo.

Da sapere

Probabile formazione (3-5-2): Daffara; Delprato, Troilo, Ndiaye; Britschgi, Ordonez, Sierro, Keita M., Valeri; Lontani, Romero D. All. Gilardino.
Ultime cinque: ➖ ❌ ❌ ❌ ✅

*Le quote degli incontri sono aggiornate al 30 ottobre 2026 alle ore 15.34 e passibili di variazioni.

Elettra D., recensioni e pagine tematiche

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Elettra D. è sbarcata a Time2play nel 2021, una delle prime contributor a essere arruolata per le pagine italiane del sito, dopo anni di esperienza nella scrittura di contenuti, legati (ma non solo) al mondo del gambling online; la molla è stata proprio il paragone con il modo di lavorare di altre aziende in questo campo, esplicitamente orientate alla vendita di un prodotto o una piattaforma di scommesse e casinò e poco interessate alla formazione degli utenti, alla loro salvaguardia e corretta informazione.

Titolo di studio Laurea in Critica e Teoria della Letteratura
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