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Di cosa parliamo quando parliamo di social betting in Italia

Scommesse
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Un ragazzo con un berretto con la scritta Tipster, delle banconote, una lampadine, palloni da calcio e tennis e una racchetta con una pallina da tennis per il blog post sul social betting di Time2play

Avete mai sentito parlare di “Social betting”? Noi sì (ci mancherebbe pure, direte voi), e se avete voglia di scoprirne di più, siamo qui apposta!

Si tratta di una modalità di divertirsi con le scommesse molto conosciuta all’estero, soprattutto in quei Paesi in cui le scommesse sono assai più radicate (spesso anche più radicali) che da noi.

Piano piano sta prendendo piede però anche in Italia: si tratta di una fruttuosa interazione tra il mondo del betting e quello dei social media -“Serie A e Tim presentano…la Serie A Tim!”-  che avviene in diversi modi.

Si va infatti dal semplice utilizzo dei social network da parte dei siti di betting fino alla creazione di vere e proprie comunità di scommettitori all’interno dei social.

Dei ragazzi esultano guardando una partita di calcio al pub

In queste community social, i vari scommettitori mettono online condividendole le loro giocate, o le scelte più o meno convinte e azzardate che hanno preso su un determinato evento.

In questo modo, altri scommettitori, sia esperti che meno esperti, possano scopiazzarle e sperare di seguire i passi dei “grandi” del betting. E le loro vittorie, ovviamente.

Questo comporta anche la possibile creazione di sistemi giganteschi, ovvero di scommesse multiple che, se azzeccate, potrebbero garantire il massimo della fruttuosità, ma che possono essere molto dispendiose se affrontati da un singolo giocatore a causa del numero di combinazioni in schedina.

Ecco, il social betting ci permette tra le altre cose anche di trovare “adepti” per il nostro sistema perfetto, o sperabilmente tale.

Nelle prossime righe affronteremo l’argomento, a partire da ciò che in questo ambito sta facendo uno dei più noti bookmaker online italiani.

Sisal Tipster: il faro del social betting in Italia

Dei ragazzi guardano una partita alla televisione

Se state pensando “wow, che bella trovata, chissà quanti operatori ci si sono lanciati!”, la risposta è “per il momento uno”: parliamo di Sisal Tipster, una vera e propria community social a cui si può tranquillamente accedere attraverso la app del sito scommesse Sisal, essendovi perfettamente integrata. 

Non appena agli scommettitori è stata data questa possibilità, ci si sono fiondati: Sisal Tipster ha riscosso un grandissimo successo dal suo lancio, datato dicembre 2020.

In pochissimi mesi, infatti, la piattaforma ha registrato l’impressionante numero di 42.000 iscrizioni, mentre a oggi sforano gli 80.000 coloro i quali intendono far parte di una comunità di scommettitori.

Funziona così: uno scommettitore mette online sulla piattaforma la sua giocata e i suoi “tip” (consigli, in inglese) vengono rigiocati da altri appassionati; tutto molto semplice, se ci pensate, ma questa faccenda ha un curioso risvolto: la creazione di vere e proprie star, influencer, del mondo delle scommesse online.

Forse non avete mai sentito parlare di Scellerato, ad esempio, ma sappiate che si tratta di una delle star indiscusse del social betting nostrano, capace di far vincere davvero molti soldi a chi lo segue, grazie ai suoi guizzi e, perché no, a un discreto quantitativo di fortuna.

Pensate che, talvolta, le condivisioni di una data scommessa arrivano anche a superare il milione: questo ci dice una cosa e ce la dice molto chiaramente, ovvero che in Italia c’è una grandissima sete per questo genere di piattaforme.

Il motivo per cui Sisal sia ancora l’unica a darne una a disposizione resta misterioso: abbiamo provato a cercarlo chiedendo ai vari operatori ma nisba, nada de nada.

Le star del social betting, al momento, stanno tutte su Sisal Tipster, e chissà per quanto ancora sarà così: i loro tip vengono puntualmente condivisi milioni di volte, creando un giro di scommesse molto ampio, consentendo a Sisal di stravincere in questo mercato.

La condivisione di un talento può fruttare davvero molta fama, insomma: non per niente il motto della piattaforma è proprio “Share your talent” (“Condividi il tuo talento”)!

Rendere organica al gioco la condivisione stessa delle proprie giocate è stata una grande idea di Sisal, come detto ispirata dal mercato straniero (soprattutto quello inglese, ma già lo sapete!).

Del resto, chi non ha nostalgia del Bar Sport, dove tra un bianchino e un Punt e mes si discuteva di formazioni, ruoli, Totocalcio, un po’ allenatori, un po’ opinionisti e un po’ scommettitori? Farlo online era forse una evoluzione annunciata, ma ancora nessuno a parte Sisal per ora lo fa.

Collaborazione, certo, ma anche competizione, dato che non mancano gli scontri tra fazioni e tutto il bello (quando non esacerbato) delle dinamiche online: ma anche qua, sicuramente il Luigi avrà avuto il suo seguito al bar del Giambellino, in aperto scontro con il Gianni (detto “il lungo”), quindi perché no?

Potrebbe essere come aggiungere granella di nocciole a un gelato già di suo buonissimo e non si è mai vista una granella di nocciole capace di rovinare un gelato, giusto?

Sì ma, nel concreto, come funziona?

Una ragazza consulta il suo smartphone

Parliamo della prassi, che dovrebbe precedere la politica: come entrare nella community e condividere le nostre intuizioni per diventare le future star del betting, i prossimi “Scellerato”?

Oppure, come seguire le orme di questi draghi delle scommesse per cercare di racimolare, partita dopo partita, un gruzzolo niente male?

Vi basterà iscrivervi a Sisal (come detto, l’unico operatore italiano seriamente attivo nel social betting, a tutt’oggi) e scaricare la app di Sisal Matchpoint sul vostro smartphone.

Da lì dovrete solo seguire le indicazioni (poche) che vi porteranno, al massimo in due click, alla sezione Tipster. Il gioco sarà fatto: troverete ovviamente moltissime scommesse e dovrete capire quali sono i nomi caldi del luogo, di chi fidarvi e con chi andare con i piedi di piombo.

Come fare? Niente paura, semplicissimo: vi basterà vedere il numero di tip rigiocati, dato che quelli col più alto numero di condivisioni sono quelle più caldi, sfornati direttamente dai forni dei migliori tipster sulla piattaforma.

Iniziate a studiarne le mosse, vedete come giudica la vox populi i precedenti risultati, proprio come se capitaste nel bar del paese e doveste raggranellare informazioni sugli avventori per capire chi si lascia trascinare dal Camparino delle 12.00 e chi ha invece una solida conoscenza del betting online.

Sfruttare gli influencer: Sisal lo sta facendo bene

Due anziani discutono nei pressi degli spogliatoi di un campo da calcio

È lo stesso Massimo Temperelli, Managing Director Betting di Sisal, che ha spiegato nei mesi scorsi cosa pensasse di Tipster illustrandone anche i significati conviviali:

“Siamo molto soddisfatti di essere i primi a presentare sul mercato internazionale una novità assoluta nel mondo del betting come Tipster. Siamo convinti che questa nuova piattaforma, che trasforma la nostra Customer Base in una vera e propria community, possa mettere in contatto gli appassionati con una modalità nuova nella quale risiedono due concetti per noi molto importanti”.

“Questi sono – ha proseguito il manager – la condivisione dell’esperienza di gioco e il divertimento. Specie durante il primo lockdown, quando vennero chiusi i punti vendita diretti, abbiamo consentito a tutti i nostri giocatori di ritrovare quegli aspetti di socialità che sono abituali nel gioco fisico ma molto più difficili da ricreare nelle piattaforme online”.

L’innovazione assoluta, per Sisal, è stata poi sfruttare l’influencing. In che modo? Grazie a Sisal Reward. Di cosa parliamo?

A distanza di sedici mesi dal lancio della nuova piattaforma social, i concetti di condivisione, competizione e divertimento ad essa associati sono stati ulteriormente implementati da Sisal, grazie a Sisal Tipster Reward.

Ogni volta che una determinata scommessa viene condivisa (i famosi “tip” di cui abbiamo già scritto), il tipster che l’ha lanciata riceve dei Sisal Point: più follower si hanno, più possibilità si aprono, più si guadagna.

In questo modo emergono delle vere e proprie personalità, ovvero degli influencer, grazie a una fan base che potrebbe pendere dalle sue labbra e non vedere l’ora di ricondividere i suoi tip.

I tipster avranno ancora più incentivi a diventare dei draghi nel loro campo, creando una specie di circolo virtuoso nel quale essere inclusi anche noi, in qualità di fan o di prossimi re del betting influencing.

Questa la novità assoluta (è stata lanciata da pochissimo) che Sisal mette a disposizione dei suoi utenti:- Occhio, però: ci sono moltissimi tip (il numero sfora i quattro milioni), alcuni rigiocati migliaia di volte!

L’interazione tra scommettitori, insomma, risulta davvero vincente.

La strada è segnata

Ragazzi e ragazze giocano a pallone

Come detto, per il momento Sisal è l’unico operatore che si occupa di puntare sul social betting, ma i numeri di cui vi abbiamo parlato e la voglia degli italiani verso questo fenomeno parlano chiaro.

Siamo piuttosto sicuri che presto altre piattaforme seguiranno questo fulgido esempio, arrivando ad avere altre community dedicate alle scommesse.

Un po’ come quello che accade per il betting exchange, altra grande innovazione del betting online degli ultimi anni.

Conosciuto anche (forse soprattutto) col nome di “Punta e Banca”, si tratta della possibilità di “scambiare” scommesse senza l’intermediario del banco (ovvero del bookmaker); in soldoni, si scommette non contro il banco (rappresentato dal bookie), ma contro un altro utente, che si incarica di farsi egli stesso banco.

In questo contesto la piattaforma offre solamente la possibilità di creare un luogo sicuro all’interno del quale far avvenire questa scommessa e, ovviamente, prenderà una commissione, ma solo sulle vincite: una percentuale che oscilla tra il 2% e il 5% (somme piuttosto risicate). Ogni utente può decidere se puntare o bancare, se essere il banco oppure sfidarlo!

Tornando al social betting: è anche possibile che, in futuro, si creino vere e proprie squadre, un po’ come accadeva negli anni 2000 per i giocatori di poker, assoldati dai più grandi provider di giochi per indossare questo o quel marchio in giro per il mondo.

Qui tutto verrà fatto online, le magliette non saranno fisiche, ma i distintivi ci saranno e le fazioni pure, rendendo forse questa modalità ancora più competitiva.

Ovviamente si tratta di una scommessa che facciamo noi della redazione su queste righe, ma se volete provare a rilanciarla, noi ci stiamo: potremmo essere i prossimi king del social betting!

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