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Viaggio nelle 10 scommesse più strane e assurde di sempre

Scommesse
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16 min. di lettura
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Due schedine scommesse, monete e banconote, un'astronave aliena e un alieno e un pezzo di formaggio

D’accordo, forse il nostro universo di scommettitori è un poco limitato: ci sembra di fare gran cosa già puntando sull’1X2, figurarsi quando ci lanciamo in “VAR sì/ VAR no”. 

Non storcete il naso se siete di quelli che invece puntano sodo su mercati davvero bizzarri, non ce l’abbiamo con voi: questo articolo, però, parla di dieci scommesse decisamente fuori dall’ascia.

Dimenticate l’Under/Over sul numero di cartellini, fate tabula rasa di tutte quelle volte che avete scommesso sull’ingresso della Safety Car nel contesto della gara di Monza di Formula 1, non badate nemmeno alla somma che avete puntato su Achille Lauro a Sanremo (nel 2022? Sprovveduti!).

Il tabellone di un gioco da tavolo sulle corse dei cavalli

Insomma, non stiamo parlando delle scommesse più gettonate, per quanto bizzarre possano apparirvi: parliamo di scommesse fatte di astuzia, a volte, oppure di combine vere e proprie, ma anche di scommesse con in palio poste che non dovrebbero mai essere poste sul banco.

O forse sì, non siamo certo qua per giudicare: fossimo legulei della morale avremmo un seggio in parlamento.

In ogni caso, all’interno della nostra classifica delle dieci scommesse più strane di tutti i tempi, troverete anche qualcosa su cui effettivamente avreste potuto puntare anche voi: scommesse sportive molto particolari, che certamente vi strapperanno un sorrisone.

Se siete d’accordo, noi cominciamo con la decima posizione. Ci siete? Bene. Comodi, mi raccomando!

10. Il piccolo pilota

La mercedes di Formula 1 di Lewis Hamilton

Alle volte capita: nonostante il nostro amore di genitori, succede che portiamo nostro figlio o nostra figlia al campetto, o in palestra, e vediamo qualche altro ragazzino che dimostra di avere un talento micidiale.

Se non siamo fessi, o con delle enormi fette di prosciutto sugli occhi, non lo neghiamo sbraitando che nostro figlio è il migliore in assoluto, giusto? Certo, evitiamo di dirlo al piccolo, però insomma, abbiamo molti strumenti per individuare il talento altrui.

Ebbene, si dà il caso che un signore chiamato Richard Hopkins stesse accompagnando il figlioletto a correre sui go-kart: bravino, il cucciolo di Hopkins, certo, ma nella pista accanto c’era un ragazzino fenomenale. Vinse una gara con estrema facilità, facendo in pista cose pazzesche.

Il signor Hopkins, quindi, si convinse che quel pilota ancora così piccolo avrebbe vinto un gran premio di Formula 1 entro i suoi 23 anni. Ci scommise 200 sterline.

Forse di quel ragazzino conoscete il nome anche voi: parliamo di Lewis Hamilton.

Mica male, vero? Per il buon Hopkins proprio no, perché quando Hamilton vinse il suo primo GP aveva solo 22 anni. Ed ecco qua il nostro appassionato di go-kart assieme al figliolo che si intasca la bellezza di 40.000 sterline.

Un po’ come investire in Bitcoin nel 2009, diamine!

9. Il panino della discordia

Il logo dell'Arsenal

Una storia in due atti.

Il primo, quello storico: parliamo di un portiere inglese, Wayne Shaw, che ha a lungo militato nel Sutton, una delle tante squadre di Londra che conferiscono a quella città il suo fascino calcistico.

Fin qui, tutto bene.

Dovete sapere che Shaw non è quello che si potrebbe definire uno smilzo: lasciate perdere il fisico di Courtois, per intenderci, oppure aggiungetegli 20 kg: ecco, ci siete. Un bel portierone, insomma.

Ebbene, fine primo atto.

Inizio secondo: Shaw era il secondo portiere del Sutton, nel 2017. Impiegato pochissimo in campo, aveva l’abitudine di cedere a un peccato di gola, quello di mangiare delle pies (dei panini di pasta sfoglia imbottiti tipici inglesi) in panchina. Buffo, per un atleta, ma ci siamo già accordati sulla forma fisica del portiere, quindi proseguiamo.

Il mondo delle scommesse inglesi è pieno di possibilità di puntare su qualsiasi cosa, e quando diciamo “qualsiasi” intendiamo davvero “qualsiasi”, pure sul colore del cappello della regina Elisabetta al Royal Ascot: non ci stupisce quindi che abbiano deciso di aprire un mercato chiamato più o meno “Wayne Shaw mangia una pie in panchina: sì/no”.

Morale della favola, Wayne Shaw mangia effettivamente una pie in panchina, inquadrato da ennemila telecamere e macchine fotografiche, e i tanti che hanno puntato sul “sì” se la godono. Il tutto con una esposizione mediatica non indifferente, perché la cosa è avvenuta nientemeno che nel match di FA Cup che vedeva il Sutton opposto al ben più celebre Arsenal.

Solo che, ahem, anche Shaw aveva puntato sul sì, accordandosi in precedenza con un sito scommesse. Un Piegate in piena regola, insomma, che è costato al giocatore il posto in squadra e una multa, perché a tutti i tesserati (non solo in Inghilterra) le scommesse sono vietate.

Curiosità: dopo questo fatto è stato proposto al giocatore di diventare tester ufficiale di un noto marchio di pies. Non ha accettato, preferendo la carriera di allenatore.

8. L’uomo più fortunato del mondo

Due squadre di football americano si fronteggiano

Se non avete mai sentito parlare di Billy Walters, sappiate soltanto che si tratta di un giocatore d’azzardo professionista che è stato bandito da Las Vegas in quanto “troppo fortunato”.

È uno di quelli che più ha vinto nel celebre parco giochi del Nevada, grazie a una serie di vittorie che si è protratta per più di 30 anni, cioè fino a quando Las Vegas ha deciso che un po’ va bene, ma quando è troppo è troppo, così il bel Billy non può più puntare lì.

Ma può puntare altrove, eh.

Proprio di questo vogliamo parlare: di una scommessa che ha puntato sul Super Bowl. “E che stranezza ci sarà mai?” penserete voi. Nessuna, se non la cifra che ha puntato: 3,5 sobri milioni di dollari. Puntati sulla perdente tra New Orleans Saints e Indianapolis Colts.

Come sarà andata a finire? Beh, cari lettori, così termina la nostra favola della buonanotte targata Billy The Lucky Walters: ha vinto.

Certo, poi ha ammesso di essersi un pochino fatto prendere la mano, bontà sua, però intanto.

Bravo Billy, bravi tutti, ma ora andiamo avanti con la nostra classifica, perché ne mancano molte e tutte molto belle!

7. Una scommessa elettrizzante

Un taser

Voi lo sapete almeno quanto lo sappiamo noi: scommettere quando si è in compagnia degli amici è bellissimo, tanto più che oggi c’è la possibilità di scommettere live tutti insieme, grazie alle app scommesse di ultima generazione dei migliori bookmaker. E fin qui, niente di strano.

Solo che ora dovete immaginarvi questa situazione: due coppie di fidanzati stanno guardando insieme, in un pub, l’incontro di football americano che vede sfidarsi i Green Bay Packers e i Chicago Bears (avevate dei dubbi sul fatto che questa strana scommessa avesse sede negli USA?). 

Volevano rendere un poco più avvincente la serata e così hanno scommesso che la coppia che sosteneva la squadra che avesse perso sarebbe stata colpita da un taser per mano della coppia che sosteneva la squadra vincente.

Ora, voi direte: “Ma che razza di scommessa è?”. Potremmo addebitare l’idea all’alcol, oppure alla demenza dei quattro, ma sia quel che sia, è una scommessa che è stata fatta.

Alla fine della partita, John G., il ragazzo della coppia vincente, non si era certo scordato di quanto precedentemente pattuito e zac! Ha iniziato a colpire a suon di taser la ragazza della coppia che tifava per la squadra perdente.

Ora, voi penserete che questi siano fuori di testa, e avete sicuramente molte ragioni per pensarlo. Ma la ragazza non si è persa d’animo e ha chiamato la polizia (lei!), che è arrivata sul posto e ha arrestato il summenzionato John, in evidente stato di ebbrezza e non solo.

Robe da chiodi, robe che succedono. Purtroppo.

6. Scommesse davvero importanti

Una ragazza con guantoni da boxe tira un pugno a un ragazzo

Sarà capitato anche a voi di guardare un film in cui incidentalmente apparivano giocatori d’azzardo e notare come questi, con estrema facilità, si giocassero tutto, anche le suocere (bello sforzo).

Nella realtà, però, vedere queste cose non è così comune, per fortuna.

Bene, chiunque fosse stato al pub con Hanry D. e il suo amico, la sera in cui si giocava un Arsenal – Manchester United, avrebbe potuto godersi questo spettacolo: Henry scommise la sua casa che l’Arsenal avrebbe vinto la partita, mentre il suo amico decise che sul piatto potevano starci la sua macchina e… Sua moglie.

L’Arsenal perse la partita e il povero Hanry, uomo di parola, diede all’amico le chiavi di casa sua. Poco invece sappiamo di come la moglie “giocata” abbia preso questa faccenda, ma possiamo ipotizzare (almeno se al mondo c’è un’oncia di giustizia) che in quella casa non ci abbia mai messo piede, mollando seduta stante un marito tanto poco innamorato di lei da arrivare a metterla sul piatto di una scommessa, per quanto più certa della vittoria dell’Arsenal.

Prima di passare alla prossima posizione in questa nostra folle classifica, teniamo a ricordarvi che meglio sarebbe puntare secondo coscienza. A meno che non teniate poco a vostra moglie: in quel caso i semafori sono verdi: buona incolumità a tutti!

5. La fatal Niagara

Le cascate del Niagara viste dall'alto

Per questa posizione dobbiamo tornare indietro nel tempo con la nostra DeLorean, andare al 1883 e piazzarci nei pressi delle cascate del Niagara, perché potremmo assistere a una follia.

È in quell’anno, infatti, che Matthew W., un aitante comandante di navi mercantili, decise di scommettere con se stesso. Puntò 10.000 dollari che sarebbe riuscito ad attraversare a nuoto le cascate. “Ok, un altro pazzo”, penserete voi, e come darvi torto (di nuovo).

Insomma, la scommessa venne accettata da quegli altri parafrenici che lo circondavano e lui si tolse i vestiti e si gettò, improvvido e impavido, in acqua.

Certo, aveva dalla sua il fatto che non era la prima volta che si lanciava in operazioni da scavezzacollo: salì infatti agli onori delle cronache per essere stato il primo al mondo ad attraversare a nuoto il Canale della Manica, senza alcun tipo di aiuto esterno.

Ma qui parliamo delle cascate del Niagara, una potenza esagerata. E infatti.

Nell’estate del 1883, dunque, Matthew si gettò nel tratto di cascate denominato Whirlpool Rapids, un nome che è tutto un programma.

Noi abbiamo solo qualche fonte dell’epoca che ci narra di come il capitano riuscì a mettere a segno l’impresa per quanto concerne il primo tratto delle cascate, ma non potè fare nulla in un punto in cui il fiume era pieno di mulinelli. E quando diciamo “pieno”, potete giurarci: era pieno davvero.

Insomma, trovarono il corpo del nostro Icaro d’acqua solo qualche giorno dopo. Se Icaro aveva ali di cera, possiamo dire che Mathew aveva branchie di cartone.

Non provateci. Mai.

4. Morsi e rimorsi storici

Un gatto morde il dito di una persona

Vi ricordate di Luis Suarez? Per forza ve ne ricordate, è stato uno dei centravanti più forti del mondo! Un goleador pazzesco, ma celebre non solo per le sue tantissime reti, purtroppo: parte della sua fama è legata ai morsi che soleva tirare agli avversari in campo.

Prima del mai dimenticato morso a Chiellini nel Campionato Mondiale del 2014, il nostro Luis morsicò un avversario altre due volte in carriera: una volta nel 2010, nella partita che disputò contro il il PSV Eindhoven, in cui morse il malcapitato Bakkal; la seconda volta nel 2013, quando decise di assaggiare Ivanovic del Chelsea.

Insomma, c’erano solide basi affinché i bookie facessero ciò che poi hanno fatto, nel 2014, proprio in occasione del Mondiale: quotare un morso di Luis Suarez contro un avversario.

Un mercato spassoso di quelli che talvolta possiamo apprezzare sulle pagine dei migliori siti scommesse online, certo, ma chi ci punterebbe? Facile: 167 persone.

Ben 167 persone videro quel mercato e, con gli occhi luccicanti, decisero di tentare la fortuna del vampiro: puntarono e, come sapete, vinsero, dato che il Suarez prese a mozzichi la spalla del nostro difensore Chiellini.

Chi ha vinto la cifra più alta? Si tratta di un norvegese, Thomas Syverson: a fronte di una puntata di 4 euro, ne portò in tasca 670!

Un morso che è valso a qualcosa, oltre che a una bella squalifica dell’attaccante: alla felicità di un norvegese. E chi è Suarez per imporsi tra un norvegese e la sua felicità? Appunto. E così andò.

3. Lo specchio delle brame e la bruttezza nel reame

Un bagno con due specchi

C’è chi tiene alla propria bellezza, fa in modo che non si guasti, acquista creme e cremine (anche chi scrive lo fa, no judgement!) e chi invece tiene da paura alla sua bruttezza.

Anche qua ci toccherà togliere la polvere dalla nostra DeLorean e volare nel XVII secolo, al cospetto di John Heidegger: si tratta del gestore di un teatro di origine elvetica che si è trasferito a Londra da giovane.

Perché siamo qua? No, non per andare a teatro, purtroppo, ma per dare un’occhiata al buon John: se riuscite a guardarlo abbastanza a lungo, ovviamente, dato che l’uomo era celebre per essere il più brutto della città, anzi, di tutto il Paese. Lui un pochino andava fiero di questa sua fama, e più avanti nella storia capirete che non mentiamo.

Cosa accadde? Accadde che il conte di Chesterfield, che evidentemente disponeva di una gran quantità di tempo libero e ben pochi pensieri per la capa, sostenne e scommise (ovviamente) di poter trovare qualcuno che battesse il John Heidegger in bruttezza. Dal canto suo, il nostro John, non aveva da temere, dato che era ben certo di essere decisamente mostruoso.

Insomma, come andò, come non andò, il conte perdigiorno trovò, nei bassifondi londinesi, una donna tanto ripugnante che, lui ne era sicuro, gli avrebbe fatto vincere la scommessa.

“Mai incrociare i flussi” ci direbbe Egon Spengler nel film Ghostbusters, eppure il giorno del duello stava per accadere che due individui ributtanti si trovassero uno di fronte all’altra, in attesa di qualcuno che riuscisse a ossrrvarli abbastanza a lungo da poter decretare chi fosse effettivamente il più mostruoso.

Ebbene, Heidegger notò che la donna avrebbe potuto insidiare la sua posizione di “essere umano più brutto del Paese” e fece una mossa che gli valse la vittoria: afferrò il cappellaccio della donna e lo calzò sulla sua capoccia deforme.

Il cappello era anche munito di parrucca: la vista di questo mostro con parrucca e cappellaccio fu così allucinante che la donna avversaria svenne, perdendo i sensi proprio sull’arena della sfida.

Un fatto che non potè che decretare la vittoria di Heidegger: se pure l’altra non riusciva a reggerne la vista, lei che tutti i giorni doveva reggere il suo stesso riflesso, ovviamente all’uomo spettava il titolo. E la vittoria della scommessa.

2. I famosi telecronisti sudamericani

Un tifoso del Brasile assiste a una partita allo stadio

Qualora vi fosse mai capitato, nella vita, di assistere a un match la cui telecronaca fosse affidata a dei telecronisti sudamericani, sicuramente vi sarete resi conto di un fatterello: sono davvero molto entusiasti.

Giochi chi giochi, il loro coinvolgimento è alle stelle. Fischio d’inizio? Entusiasmo alle stelle. Rimessa laterale? Entusiasmo alle stelle. Calcio d’angolo? Entusiasmo alle stelle. Calcio di punizione dal limite? Entusiasmo alle stelle. Calcio di rigore? Entusiasmo alle stelle. Inquadratura dell’ex campione provinciale di burraco che mangia un panino sugli spalti? Entusiasmo alle stelle.

Tutto si può dire, insomma, tranne che non si lascino molto coinvolgere dal gioco, e che non riescano a coinvolgere anche lo spettatore più svogliato.

Bene, ma avete mai visto uno scontro tra due squadre sudamericane con telecronaca sudamericana? Se prima parlavamo di entusiasmo alle stelle, qua davvero raggiungiamo altri universi, pieghiamo lo spazio tempo per trovarci in un altro universo, fatto tutto di vocali tenute per interminabili secondi.

Occhio perché qua si apre uno dei mercati più belli di sempre: Campionati Mondiali di calcio del 2014 (sì, gli stessi dell’orecchio del Chiello assaggiato da Suarez!), alcuni bookmaker aprono le scommesse su una ipotetica finale che coinvolga Argentina o Brasile.

Fin qui, tutto regolare. Senonché, in mezzo a tanti altri, appare un mercato spassosissimo: la durata dell’urlo del  telecronista in occasione del gol di Argentina o Brasile in finale. Pensate che l’urlo sotto ai 15 minuti era dato 40 a 1!!!

I bookie credono nelle ugole dei telecronisti sudamericani e, onestamente, noi non siamo nessuno per metterci a dubitarne.

1. La grassa corsa

Un uomo grasso apostrofa un uomo coi capelli lunghi

Non potevamo non assegnare la prima posizione di questa classifica assurda a una scommessa davvero sopra le righe.

Siamo ancora in Inghilterra (un caso? Io non credo) e siamo ancora nel XVII secolo, evidentemente secolo apicale per le scommesse più cretine della storia. Ma anche questa è bella.

Un macellaio piuttosto ben piazzato di nome Mr. Bullock (così riportano le fonti e noi non abbiamo motivo di dubitarne) prese la curiosa iniziativa di sfidare Lord Barrymore in una gara di corsa. La posta si fece altissima per chi dei due avesse vinto.

Il conte Barrymore, dovete sapere, era un tipo piuttosto atletico e molto pieno di sé, che non si fece ripetere due volte la proposta e accettò la scommessa.

Le probabilità però, erano un po’ troppo a favore del nobile, così il macellaio decise di chiedere che venissero rispettate alcune condizioni, due, per l’esattezza: la prima era che potesse avere un vantaggio di 35 metri alla partenza (insomma, il conte sarebbe partito con handicap -35 m) e la seconda era che potesse scegliere lui il percorso della gara.

Avete presente la favola “La lepre e la tartaruga” di Walt Disney, quella in cui la lepre, partecipando a una gara di velocità contro la classica saggia tartaruga, troppo sicura di sé si perde via a fare la smargiassa per tutto il percorso, non avvedendosi del fatto che la tartaruga sta tagliando il traguardo? Ecco, andò più o meno così.

Il conte Barrymore, infatti, era talmente sicuro di vincere quella gara che accettò di buon grado le due condizioni richieste dal macellaio. E peggio fu per lui!

Mr. Bullock, infatti, decise che la gara si sarebbe dovuta svolgere passando per una strada di Londra strettissima. Ma davvero strettissima. Tanto stretta che, da lì, con la sua enorme mole, poteva passarci il solo Bullock! 

Andò così: i 35 metri di vantaggio servirono al macellaio per fare il suo ingresso nel vicolo prima del conte, dopodiché il suo fisico non permise al Barrymore di superarlo, nemmeno imprecando tutti i santi (cosa che, siamo certi, deve aver fatto).

E questa è la storia di come un grasso macellaio vinse una gara e una scommessa contro un conte decisamente troppo sicuro del fatto suo!

E, concludendo…

Speriamo che la nostra classifica delle scommesse più strampalate e bizzarre mai puntate nella storia vi sia piaciuta.

Certo, a volte sono state scommesse che sono costate addirittura la vita a chi le ha puntate, ma non c’è ovviamente bisogno di arrivare a tanto.

Basta un po’ di garra charrua, voglia di divertirsi con gli amici e tanta fantasia, o almeno quella che basta per rendere indimenticabile (ed eternamente narrabile) una serata in compagnia.

E voi, avete qualche scommessa divertente che avete voglia di raccontare? Questo potrebbe essere il momento giusto per farlo e per passare alla storia!

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