Due settimane alla fine del calciomercato: Jones, Mora, Icardi, Leão, Moreira e non solo; due settimane al traguardo, tenetevi pronti: il mercato è pieno di colpi di scena e sorprese.
Due settimane alla fine del calciomercato: Jones, Mora, Icardi, Leão, Moreira e non solo; due settimane al traguardo, tenetevi pronti: il mercato è pieno di colpi di scena e sorprese.
Vi diranno che è stato un campionato scadente, che "ai miei tempi signora mia, sì che si giocava al pallone", che l'Inter ha vinto in ciabatte perché il livello è basso (ma se è così, perché non hanno vinto le sue rivali?), che "questo spiega perché l'Italia son tre volte di fila che non va ai Mondiali" e altre amenità.
La Coppa Italia Frecciarossa 2025/26 arriva all’ultimo atto in un pacioso mercoledì, con una finale che mette di fronte Lazio e Inter, due squadre reduci da un incrocio recentissimo in campionato e da un percorso differente (ma per entrambe molto intenso) verso Roma.
"Il calcio è semplice", diceva qualcuno esperto di ippica: semplice quanto spiegare come mai una squadra che chiude il primo tempo avanti 2-1 e che produce 3.37 expected goals contro 0.94 dell’avversario finisca per perdere 4-3 nella ripresa, tra inerzie ribaltate e un rigore che definire generoso è come innalzare alti cori a Sant’Eufemio. Como-Inter è stata quella cosa lì: una partita che se la racconti a uno che non l’ha vista, ti chiede se stai parlando davvero di calcio o sei un soggettone con troppa fantasia e troppo tempo libero per utilizzarla. Il Como palleggia, tira (25 volte), costruisce, domina, sembra sul punto di trasformare il Sinigaglia in una Caporetto Scudetto... e poi l’Inter decide che ok, i bambini si sono sfogati, è tempo di capitalizzare.
Ragazzi, ci è capitata una cosa strana: abbiamo preso un respiro, alzando la testa dalle miserie della Serie A (forse la Champions ci ha aiutato? Sicuramente: ne parleremo) e ci siamo resi conto di una cosa allucinante: mancano DIECI GIORNATE alla fine del campionato. Forse lo abbiamo vissuto troppo a cuore in gola, ma ci sembra davvero iniziato... ok, non proprio ieri, ma ieri l’altro, toh. E invece tra non molto sarà il momento di salutare la Serie A e di dedicarci ai Mondiali. Sperando che l’Italia ci arrivi, ai Mondiali. Ma non pensiamoci ora, torniamo concentrati su questa giornata 29 perché di carne sulla griglia ce n’è molta. Allora, grigliatori, bentornati sulla pagina di Time2play dedicata ai pronostici Serie A: qualora fosse la vostra prima volta con noi, vi spieghiamo come funziona. Venti pronostici per dieci partite, perché non siamo neutrali: per ogni squadra formuliamo un giocata da tifoso, per chi vuole restare dalla parte del proprio Club anche nelle scommesse. Cabeza fria, amici, che si comincia.
Sappiamo che non vedete l'ora di saperlo (vero? Vero?) e noi siamo qui apposta per dirvelo: non dormivate la notte chiedendovi per quale squadra di calcio battesse il cuore di Dargen D'Amico o di Laura Pausini, di Fedez o di Arisa? Bene, da ora lo saprete!
La Serie A entra nel vivo, con quello che potremmo definire un "San Valentino di Sangue": terribile pensare alle coppie che si lasceranno in questo week-end di calcio sfrenato. La venticinquesima giornata rappresenta uno snodo chiave della stagione 2025-26, una di quelle tappe in cui le ambizioni iniziano a trasformarsi in pressioni e la classifica smette di essere fluida, come va di moda oggi, per assumere contorni sempre più definiti. Mancano ormai poco più di dieci giornate al termine (panicoooo!) e ogni punto pesa doppio: nella corsa scudetto, nella lotta per l’Europa e, non dimentichiamocelo per favore, nella battaglia per non retrocedere. Tre fronti caldissimi, caldi come non se ne vedevano da anni. Il turno si apre venerdì sera con l’anticipo tra Pisa e Milan, ma il calendario propone diversi incroci pesanti: lo scontro diretto tra big (sia sabato sera che domenica sera ne vedremo delle belle, eh), i match salvezza e le sfide-trappola contro squadre sottovalutate ma in forma. È una giornata che potrebbe ridisegnare gerarchie e morale, ma anche ridefinire il rapporto della Serie A con i suoi arbitri; no, non parleremo di arbitraggi, stavolta. Abbiamo lasciato le polemiche alla scorsa giornata e non abbiamo le forze per reiterarle.
Piano piano il rosario delle giornate di Serie A viene snocciolato tutto, inclusi santi non ancora contemplati dal canone cattolico: segnaliamo che i tifosi del Bologna ne hanno creato qualcuno, ma che anche dalle parti di Bergamo abbiamo assistito a curiosi casi di "agio-genesi"; spesso questi nuovi santi vengono generati ed evocati per mastodontici errori difensivi che concedono palle gol agli avversari, ma frequentemente sono anche generati (non creati, badate bene) da paciughi in zona d’attacco: curiosa è stata la creazione, durante Atalanta - Inter, di "San Palardo Pallato", avvenuta in occasione del gol sbagliato da Lazar Samardžić.
La giornata numero sedici è parzialmente terminata (vi ricordiamo, mancano ancora quattro partite all’appello, causa Supercoppa Italiana), ma ha dato alcuni responsi molto interessanti; primo fra tutti? Ovviamente la stravittoria della Fiorentina, che si è imposta per cinque a uno sull’Udinese: è vero, resta sempre ultima, ma finalmente la pistola della macabra roulette russa della Viola ha sparato, Runjaić si è preso il colpo fatale ed è amaro, non riesce a mettersela via. Ottima prestazione anche della Juventus di Spalletti, che batte in casa la Roma (a proposito di allenatori che non riescono a mettersi via le cose: Gasperon De Gasperoni son due notti che non chiude occhio): queste e le altre partite verranno meglio analizzate nelle prossime righe, ma ormai sapete come funziona.
Attenzione, prego: la prossima giornata del Campionato di Serie A andrà in onda in formato ridotto a causa della concomitante competizione detta "Supercoppa Italiana"; sei partite invece che dieci, dodici squadre al posto di venti, dodici pronostici e via discorrendo. Risultato? Si uscirà dalla sedicesima giornata con ben otto squadre "asteriscate": saranno quattro, infatti, le partite che verranno recuperate a gennaio: quali? Si tratta di:
Noooo ma che sfortuna… l’ultimo Sentenze di Brogna l’ho mancato per un soffio! Avevo pronosticato un onestissimo 1-1 e invece il Milan ha portato a casa un 1-0 che mi ha completamente scombinato i piani.
Ma com’è stata noiosa la settima giornata? Ma che dormite ci siamo fatti guardando quelle partite in cui un tempo pareva durare 90 minuti solo lui e invece l’arbitro stava fischiando solo la fine della prima metà della gara? Ma ce lo meritavamo? Forse sì. Il ritorno dalla sosta Nazionali ha segnato un’ulteriore sosta in campo, con la giornata che ha segnato il record del minor numero di gol segnati. Quattro incontri sono terminati 0-0, due 1-1 e siamo già a quattro gol in sei partite. Ammazza, oh. Man mano che la giornata disvelava le sue perle di noia, noi ci nascondevamo sempre più nei cappucci delle nostre felpe. Quanti over 2.5 gettati al vento, nei nostri pronostici.