Il Mondiale si avvicina alla fine e il mercato scalda i motori perché le grandi manovre da adesso possono partire, in Italia e all’estero; il calciomercato aspetta tanti protagonisti che hanno già lasciato gli Stati Uniti.
Il Mondiale si avvicina alla fine e il mercato scalda i motori perché le grandi manovre da adesso possono partire, in Italia e all’estero; il calciomercato aspetta tanti protagonisti che hanno già lasciato gli Stati Uniti.
Non si ferma il calciomercato, tra intrighi internazionali e colpi per il futuro. Dall'Italia all’estero, anche durante il Mondiale, i movimenti non finiscono mai. Sono giorni caldi perché si passa da giugno a luglio e i club hanno salutato i giocatori che sono andati via alla scadenza di contratto.
L'estate del calciomercato è appena iniziata, ma alcuni sogni hanno già una direzione. Molti arrivano dall'estero: positiva o negativa che sia, la strada spesso è già segnata e le operazioni sono identificate in fretta, in attesa di capire come si svilupperanno nel dettaglio.
Il mercato non si ferma davvero mai... E in questa settimana, il vero argomento caldo è quello che riguarda gli allenatori.
Vi diranno che è stato un campionato scadente, che "ai miei tempi signora mia, sì che si giocava al pallone", che l'Inter ha vinto in ciabatte perché il livello è basso (ma se è così, perché non hanno vinto le sue rivali?), che "questo spiega perché l'Italia son tre volte di fila che non va ai Mondiali" e altre amenità.
Zan zan zan! Per citare un dinamico trio, "Cioè, si sta ribaltando la situazione!": la Juve che pareva già pasciuta nel suo posto Champions ha deciso di movimentare anche l'ultima giornata di campionato, perdendo male contro la Fiorentina nel corso della giornata numero trentasette. Chi se lo aspettava? Forse Spalletti, che sagacemente si è fatto rinnovare il contratto prima che il patatrac accadesse. Forse noi, perché mentre qualcuno altrove ha Luka, i bianconeri hanno Loca, e non è la stessa cosa. Con tutto il rispetto. Ora i tifosi bianconeri sono sul piede di guerra, inneggiando a fantomatiche rivoluzioni (spoiler: che non avverranno) e, taluni, chiedendo l'ingaggio di Conte. "In che senso, Conte?". Eh. Nel senso che il bell'Andonio ha tenuto fede alla sua natura di scappino, scappando anche dalla panchina del Napoli dopo due anni: il ciclo contiano si conclude come sempre e noi gliene siamo grati, perché in un mondo in cui non riconosciamo più nulla, almeno lui resta fedele a se stesso.
Abbiamo già una vincitrice del titolo, e ok. Ma là dietro, quante ne stanno succedendo... una bagarre senza esclusione di colpi per l’accesso alla Champions League. Anzi, per essere precisi, si tratta di una bagarre fatta proprio di esclusioni di colpi. Sono tutti i colpi che le "grandi" stanno perdendo per strada: colpa della stagione calda, della motivazione che latita, colpa di Alfredo che con i suoi discorsi seri e inopportuni gli fa sciupare tutte le occasioni e prima o poi lo uccidono, fatto sta che cadono quasi tutti a ruzzoloni. Ora che la Lazio ha anche perso la Coppa Italia, poi, la questione si infiamma ancora di più, perché... aspettate, procediamo con ordine, cosa ne pensate?
Per quanto le avversarie ci abbiano provato in tutti i modi a rovinare la festa all'Inter, facendole vincere lo scudetto sul divano, non ci sono riuscite: il pareggio del Napoli a Como (risultato finale? Ma zero a zero, che domande!) e la sconfitta del Milan contro il Sassuolo non sono bastate. L’Inter è dovuta scendere in campo e per fortuna si è dovuta guadagnare l’ultimo punto vittoria (che poi sono stati tre) sporcandosi gli scarpini contro un Parma che non ci ha dato l’idea di volerne tanto sapere, di agevolarne la vittoria. Quindi bene, gli spettatori hanno assistito a un vero match di pallone, mica come quelli che hanno guardato Como - Napoli. Scherziamo, eh! Comunque, sia come sia, lo scudetto è dunque bello che andato, con tre giornate di anticipo. Facciamo i complimenti all'Internazionale Milano e al suo mister, Cristian Chivu, esordiente condottiero, battagliero caschettato, compagno allenatore.
Che male, ragazzi. Siamo qua che non sappiamo come scrivere questa intro: ci guardiamo in faccia, in redazione e boh. Però qualcosa dobbiamo dire. Forza, allora, diciamolo. Bello schifo. E per chi si occupa di betting come noi è forse anche peggio: non solo i tifosi, se tutto venisse confermato, avrebbero subito un danno emotivo secondo solo a Calciopoli 2006, ma anche gli ingenui scommettitori, quelli che si appassionano al calcio a 360 gradi, sarebbero stati truffati. Al momento non sono emersi i dettagli di questa inchiesta, resteremo ovviamente sul pezzo per darvi ulteriori aggiornamenti, ma per ora ci riserviamo il diritto di essere prede dello sconforto. Dalla Procura al prato, svelti: se Milan - Juventus si stesse ancora giocando, ora dopo 96 ore di disputa ininterrotta, il risultato sarebbe ancora 0-0.
Manca poco ragazzi: la centoventiquattresima edizione del campionato italiano sta per volgere alla conclusione. Come state? Come vi trova questo finale di stagione? Siete felici del posto che la vostra squadra si sta conquistando? Noi iniziamo ad avere il magone (che non è un grande mago che ci strappa un sorriso, con buona pace dei Fine Before You Came): come faremo a sopravvivere a un’altra estate senza pallone? Certo che seguiremo i Mondiali, ma senza l’Italia non sarà mai la stessa cosa. Sta per iniziare la giornata 34 di 38, godiamoci il presente perché è l’unico tempo che possediamo. E il presente ci dice che ci avviciniamo alla giornata che ci porterà in dono Milan - Juventus e Bologna - Roma. Abbiamo scritto "Bologna - Roma" un po’ a caso, dato che il Bologna è ormai fuori da tutto e la Roma... beh, anche.
"Il calcio è semplice", diceva qualcuno esperto di ippica: semplice quanto spiegare come mai una squadra che chiude il primo tempo avanti 2-1 e che produce 3.37 expected goals contro 0.94 dell’avversario finisca per perdere 4-3 nella ripresa, tra inerzie ribaltate e un rigore che definire generoso è come innalzare alti cori a Sant’Eufemio. Como-Inter è stata quella cosa lì: una partita che se la racconti a uno che non l’ha vista, ti chiede se stai parlando davvero di calcio o sei un soggettone con troppa fantasia e troppo tempo libero per utilizzarla. Il Como palleggia, tira (25 volte), costruisce, domina, sembra sul punto di trasformare il Sinigaglia in una Caporetto Scudetto... e poi l’Inter decide che ok, i bambini si sono sfogati, è tempo di capitalizzare.
"God, It’s killing me, uh?": se Federer avesse visto Napoli - Milan avrebbe commentato proprio così, esattamente come iniziò il suo discorso all’Australian Open nel 2009, quando perse contro Nadal. O quanto meno, così abbiamo commentato noi alla fine del primo tempo: ci stava davvero uccidendo, questo maledetto sport, e non per le troppe emozioni, ma per la loro totale assenza.Napoli - Milan si aggiudicherà lo scettro di partita più noiosa della stagione 2025/2026. Sì, batte anche Verona - Pisa 0-0 del 6 febbraio, bravo a chi se la ricorda. Ma come, quella partita finì 0-0, qui almeno un gol c’è stato! Le premesse, signori, che nessuno si scordi le premesse: più o meno le stesse, in ambito di garra, dato che le ultime due si giocavano la salvezza. Ma dubitiamo che in tanti l’abbiate vista. Mentre per Napoli - Milan tutti stavamo appiccicati agli schermi manco fosse un quarto di finale di Champions League. Ma cosa abbiamo fatto di male per meritarci certi spettacoli? La seconda e la terza forza del campionato si affrontano per cercare di dare del filo da torcere alla capolista e...?! E NIENTE.